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SUMMARY:INCONTRIAMO IL JAZZ - Tutti quanti voglion fare jazz
DESCRIPTION:Lezione concerto rivolta agli studenti delle scuole primarie \nL’incontro propone agli alunni delle scuole primarie i concetti base dell’improvvisazione jazz attraverso la vocalità e il ritmo. Sul palco il coro gospel delle classi quinte della scuola primaria Diaz\, nato all’interno di un laboratorio tenuto nei mesi precedenti dagli esperti del CDpM e diretto da Gabriele Capitanio\, si esibisce accanto a un gruppo di musicisti jazz tra cui spicca il trombettista Emilio Soana\, già prima tromba dell’orchestra della RAI di Milano. \nIl repertorio propone alcuni classici del jazz e del gospel come Amazing Grace\, When the saints go marchin in\, brani del repertorio disneyiano come Crudelia Demon e composizioni di Duke Ellington\, tra cui Come Sunday. I ragazzi e le ragazze sono coinvolti nelle esecuzioni strumentali con alcuni riff melodici eseguiti secondo la tecnica del call and response e alcuni elementi ritmici che si inseriscono nell’arrangiamento strumentale e corale proposto sul palco. Le partiture e gli arrangiamenti\, appositamente realizzati per ensemble scolastici\, vengono distribuiti ai docenti per essere poi utilizzati come materiale didattico in classe. \nIn collaborazione con CDpM EUROPE \nLocandina\n\nCoro Gospel della scuola primaria dell’IC Santa Lucia di Bergamo\ndiretto da Gabriele Capitanio\nEmilio Soana tromba\nClaudio Angeleri pianoforte\nPaola Milzani voce\nGabriele Comeglio sax alto e soprano\nMarco Esposito basso\nMatteo Milesi batteria
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SUMMARY:ELINA DUNI & ROB LUFT "Songs of Love and Exile"
DESCRIPTION:ELINA DUNI voce\nROB LUFT chitarra\nKIRIL TUFEKCIEVSKI contrabbasso\nVIKTORr FILIPOVSKI batteria \nOriginaria dell’Albania\, cresciuta in Svizzera dove risiede tuttora\, Elina Duni è tra le voci più intense della nuova scena musicale europea. La sua voce-strumento\, limpida e carezzevole ma nel contempo anche intensa e struggente\, è assolutamente naturale\, libera\, capace di passare da melodie albanesi e kosovare a quelle di altre tradizioni\, anche provenienti dal meridione italiano. A ciò si aggiunge la conoscenza e la pratica del jazz vocale che contribuisce alla definizione di una cifra personale\, ben documentata da vari dischi pubblicati dall’etichetta tedesca ECM\, in due dei quali\, Lost Ships e A Time To Remember\, è all’opera anche il chitarrista inglese Rob Luft\, ormai partner abituale della cantante. \nNata a Tirana\, Elina Duni lascia l’Albania per la Svizzera all’età di dieci anni; il legame con la sua terra di origine rimarrà sempre forte\, trovando nel connubio fra folklore e jazz il punto di partenza di un percorso artistico che via via si intreccerà con molteplici altre culture del bacino mediterraneo e non solo. Elina Duni canta infatti in albanese\, tedesco\, francese\, inglese\, italiano\, portoghese\, armeno\, yiddish e arabo. \nLa collaborazione con Rob Luft\, uno dei nomi nuovi della scena jazzistica britannica\, si snoda tra brani originali e tradizionali\, creando un percorso di canzoni sull’amore e l’esilio: da una parte si dà voce alle problematiche della migrazione e ambientali\, dall’altra si esplora il mondo della canzone da diverse angolazioni\, dalle ballad jazzistiche alla chanson francese\, passando per il folk mediterraneo e statunitense. \nLocandina\n\nElina Duni voce\nRob Luft chitarra\nKiril Tufekcievski contrabbasso\nViktor Filipovski batteria
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SUMMARY:MOOR MOTHER - DUDÙ KOUATE duo
DESCRIPTION:MOOR MOTHER voce\, spoken words\, electronics\nDUDÙ KOUATE voce\, african percussion\, water pumpkins drums\, talking drums\, ngoni \nPoetessa\, compositrice\, cantante\, performer\, attivista\, alchimista elettronica\, Moor Mother è uno dei nomi nuovi e più carismatici della attuale scena musicale\, e artistica più in generale\, afroamericana. All’anagrafe Camae Ayewa\, è cresciuta nel Maryland\, ad Aberdeen\, per poi trasferirsi prima a Filadelfia\, dove si è messa in luce esibendosi nella locale comunità musicale underground\, e quindi a Los Angeles\, per insegnare composizione alla Thornton School of Music della University of Southern California. Con il nome d’arte di Moor Mother ha pubblicato il suo album di debutto\, Fetish Bones\, nel 2016\, e da allora si è imposta sia come solista che come componente di gruppi quali gli Irreversible Entanglements e lo storico Art Ensemble of Chicago\, realizzando dischi con Billy Woods\, Mental Jewelry\, YATTA e con i Sons of Kemet di Shabaka Hutchings\, collaborando anche con il gruppo interdisciplinare Black Quantum Futurism. Nella sua musica si colgono elementi diversi\, dal jazz al blues\, dal soul all’hip-hop alla sperimentazione afro-futurista. \nCollaboratore da qualche tempo di Moor Mother è il percussionista Dudù Kouate\, nato in Senegal in una famiglia di griot e da tempo residente a Bergamo. Attivo in numerose formazioni\, nel 2017 è entrato nell’orbita dell’Art Ensemble of Chicago\, dando avvio ad una intensa attività internazionale. \nInsieme\, Moor Mother e Dudù Kouate praticano territori sonori in cui confluiscono i rispettivi background rimodellati nel rispetto reciproco per dar vita a un flusso di idee fortemente condivise. \nLocandina\n\nMoor Mother voce\, spoken words\, electronics\nDudù Kouate voce\, african percussion\, water pumpkins drums\, talking drums\, ngoni
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SUMMARY:INCONTRIAMO IL JAZZ - Jazz: Musica del mondo
DESCRIPTION:Lezioni concerto rivolte agli studenti delle scuole secondarie di I e II grado \nLe lezioni concerto proposte dal CDpM per Bergamo Jazz 2024 intendono raccontare una storia del jazz che consente di vivere attraverso un’esperienza attiva\, basata sul fare e ascoltare\, le componenti di questa musica\, rimandando avanti e indietro nel tempo e nelle peculiarità caratteristiche di questa stessa musica. La cantabilità strumentale e vocale di Louis Armstrong si collega all’improvvisazione tematica di Wayne Shorter\, così come il call and response di origine africana (presente anche nel canto liturgico responsoriale) si traduce nella forma AABA di So What di Miles Davis nel disco “cult” Kind of Blue. E ancora\, l’incedere pianistico del ragtime evolve\, in forma figurata\, nei ruoli della sezione ritmica del bebop con Thelonious Monk e Bud Powell al pianoforte. Lo stesso blues feeling dei canti urbani africani-americani dell’Ottocento è presente nel Saltarello di Gianluigi Trovesi così come nel blues di Kansas City di Charlie Parker. \nI musicisti coinvolti nelle diverse esecuzioni strumentali con l’ausilio musicologico di Maurizio Franco e con gli esercizi ritmici e melodici proposti dal vivo da Claudio Angeleri agli studenti\, realizzano un percorso didattico che ripercorre la storia del jazz in un modo nuovo e coinvolgente. Gli incontri si avvalgono della consulenza didattica dell’Associazione Nazionale Scuole Jazz e Musiche Audiotattili. \nIn collaborazione con CDpM EUROPE \nLocandina\nClaudio Angeleri pianoforte\nEmilio Soana tromba\nGabriele Comeglio sax alto e clarinetto\nMarco Esposito basso\nMatteo Milesi batteria\nMaurizio Franco musicologo \nEsempi musicali di\nLouis Armstrong\, Benny Goodman\, Scott Joplin\, Miles Davis\, Charlie Parker\, Thelonious Monk\, Dizzy Gillespie\ne composizioni originali di\nClaudio Angeleri
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SUMMARY:Proiezione del film LOVANO SUPREME
DESCRIPTION:Presentato fuori concorso durante l’edizione 2023 del Festival del Cinema di Locarno\, Lovano Supreme è un lungometraggio nel quale il regista Franco Maresco\, che al mondo del jazz ha dedicato in passato altre sue opere\, propone un ritratto personale e artistico di Joe Lovano\, figura preminente del jazz odierno e attuale Direttore Artistico di Bergamo Jazz. Il film alterna materiale d’archivio e interviste con lo stesso protagonista a sequenze girate in occasione di un soggiorno del musicista americano in Sicilia\, terra natale dei nonni sia paterni che materni\, originari di due paesini della provincia di Messina\, Alcara Li Fusi e Cesarò. Nel film viene sottolineato anche il legame con la musica di John Coltrane\, come evidenzia lo stesso titolo rifacendosi al famoso album A Love Supreme. \nIn collaborazione con LAB80 \nLocandina\n\ndi Franco Maresco\ncon la partecipazione di Joe Lovano
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SUMMARY:BERGAMO FILM MEETING inaugura BERGAMO JAZZ
DESCRIPTION:Ore 15.15        Proiezione del film Sait-on Jamais… (Un colpo da due miliardi)\ndi Roger Vadim (Francia\, Italia\, 1957\, 96’)\ncon O.E. Hasse\, Robert Hossein\, Françoise Arnoul\, Christian Marquand\, Franco Fabrizi\nMusiche di John Lewis \nVenezia. Il barone Eric\, il suo segretario Sforzi e l’amante di costui\, Sophie\, sono in trattative per vendere a uno Stato straniero la matrice con la quale hanno fabbricato durante la guerra moneta falsa. Ma la ragazza si innamora di un fotoreporter e manda all’aria tutti i piani. Il film è stato presentato in concorso alla settima edizione del festival del cinema di Berlino. La colonna sonora è stata composta dal pianista statunitense John Lewis ed eseguita insieme al Modern Jazz Quartet\, una delle formazioni più longeve della storia del jazz.\n \nOre 17.30        MASSIMO COLOMBO\n                        Massimo Colombo pianoforte\, live electronics\nSonorizzazione del film Ich möchte kein Mann sein (Non vorrei essere un uomo)\ndi Ernst Lubitsch (1918\, Germania\, 45’)\ncon Ossi Oswalda\, Ferry Sikla\, Margarete Kupfer\, Curt Goetz \nL’esuberante Ossi vive sotto la stretta sorveglianza dello zio e della governante. Quando il primo è costretto a partire\, il suo posto sarà preso da un severissimo tutore. Frustrata dalla situazione Ossi decide di travestirsi da uomo\, sgattaiolare fuori di casa e godersi un po’ di libertà e divertimento.\nLa pellicola\, firmata da un maestro della commedia dalle venature surrealiste come Ernst Lubitsch\, viene sonorizzata dal vivo da Massimo Colombo\, pianista e tastierista di vastissima esperienza\, attivo nel campo del jazz con aperture verso i mondi della musica classica e dell’elettronica\, con alle spalle collaborazioni con Peter Erskine\, Billy Cobham\, Jeff Berlin e altri ancora.\nLa copia del film proviene dal fondo della Friedrich Wilhelm Murnau Stiftung di Wiesbaden. \nIn collaborazione con BERGAMO FILM MEETING \nLocandina\nOre 15.15\nProiezione del film Sait-on Jamais… (Un colpo da due miliardi)\ndi Roger Vadim (Francia\, Italia\, 1957\, 96’)\ncon O.E. Hasse\, Robert Hossein\, Françoise Arnoul\, Christian Marquand\, Franco Fabrizi\nMusiche di John Lewis \n\nOre 17.30\nMASSIMO COLOMBO\nMassimo Colombo pianoforte\, live electronics\nSonorizzazione del film Ich möchte kein Mann sein (Non vorrei essere un uomo)\ndi Ernst Lubitsch (1918\, Germania\, 45’)\ncon Ossi Oswalda\, Ferry Sikla\, Margarete Kupfer\, Curt Goetz
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SUMMARY:OLIPHANTRE:  FRANCESCO DIODATI\, LEÏLA MARTIAL\, STEFANO TAMBORRINO
DESCRIPTION:Oliphantre è un’esplosione di suoni\, conturbanti e romantici. Suggestioni hip hop\, sferzanti linee rock e punk\, groove e melodici lirismi si mescolano a spontaneità e improvvisazione. Testi e musica si fondono per dare vita a una ricerca interiore alla volta di quell’immaginario sonoro\, di quei movimenti invisibili che sbaragliano i tentativi di spiegazione razionale. Con Oliphantre\, Francesco Diodati\, Leïla Martial e Stefano Tamborrino si muovono quindi agevolmente all’interno del terreno del jazz e delle sue più imprevedibili contaminazioni. \nLeïla Martial\, astro nascente del jazz francese\, spazia con collaborazioni che vanno dalla musica del popolo Inuit a progetti di musica contemporanea. È leader del gruppo Baa Box e collabora con\, tra gli altri\, Valentin Ceccaldi e l’Orchestre National de Jazz. \nFrancesco Diodati è membro di varie formazioni (Yellow Squeeds\, Weave 4\, MAT\, Tell Kujira) e collabora stabilmente con Enrico Rava e Paolo Fresu. Stefano Tamborrino è leader\, con lo pseudonimo Don Karate\, e richiestissimo sideman. Fra le sue collaborazioni\, Gianluca Petrella\, Louis Cole\, Dave Binney\, Stefano Bollani.
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SUMMARY:DAVID LINX ”Be my Guest” Featuring LEONARDO MONTANA
DESCRIPTION:Voce e pianoforte per un concerto che vede in campo la voce maschile per eccellenza del jazz europeo e un prodigioso talento che viene dal Brasile ma che in Francia ha trovato la propria casa artistica. L’incontro ha origine nell’album Be My Guest – The Duos Project che David Linx ha pubblicato nel 2021: una raccolta di 15 duetti con\, tra gli altri\, Tigran Hamasyan\, Hamilton de Holanda\, Ran Blake\, Nguyên Lê\, Magic Malik e Diederik Wissels\, la cui idea il cantante fiammingo sta portando avanti anche con altri artisti non presenti in quel disco. \nNato a Bruxelles nel 1965\, David Linx si è imposto sulle scene del jazz mondiale in virtù della flessibilità della sua voce e grazie a questo suo strumento naturale ha avuto modo di prodursi accanto a Johnny Griffin\, Clark Terry\, Toots Thielemans\, Philippe Catherine\, Paolo Fresu\, Roy Ayers\, Billy Cobham\, Ibrahim Maalouf\, Gonzalo Rubalcaba\, Metropole Orchestra e un’infinità di altri. \nNato a La Paz nel 1977 da padre colombiano e madre inglese\, cresciuto tra Bahia e Guadalupa\, dove\, da adolescente\, ha iniziato a suonare il pianoforte da autodidatta\, Leonardo Montana si è trasferito in Francia sul finire degli anni Novanta per stabilirsi\, dal 2000\, a Parigi. Cullato\, dunque\, dalla musica caraibica e brasiliana della sua infanzia\, Leonardo Montana si nutre dei suoi incontri\, di repertori diversi\, di un eclettismo che si riflette nel suo approccio alla tastiera.
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SUMMARY:BERGAMO FILM MEETING inaugura BERGAMO JAZZ
DESCRIPTION:Ore 15.15\nProiezione del film Les Félins (Crisantemi per un delitto) di René Clément\nFrancia 1964\, 97’\, bianco e nero\nMusica Lalo Schifrin\ncon Alain Delon\, Jane Fonda\, Lola Albright\, Sorrel Booke \nOre 17.30\nSIMONE GRAZIANO\nSimone Graziano pianoforte\nSonorizzazione del film L’inferno di Francesco Bertolini\, Giuseppe De Liguoro\, Adolfo Padovan\nItalia 1911\, 65’\, bianco e nero\ncon Salvatore Papa (Dante)\, Arturo Pirovano (Virgilio)\, Giuseppe De Liguoro (Farinata degli Uberti\, Pier della Vigna\, Ugolino della Gherardesca)\, Attilio Motta (Lucifero) \nIl passaggio di testimone tra Bergamo Film Meeting e Bergamo Jazz si rinnova con due appuntamenti\, ad iniziare dalla proiezione di Les Félins (Crisantemi per un delitto\, 1967) di René Clément\, primo film di Jane Fonda in Francia che qui interpreta la bella e ricca americana Melinda. Atmosfere noir\, suspense e un gruppo di attori impeccabili per una pellicola che si avvale delle musiche di Lalo Schifrin\, compositore\, arrangiatore e pianista argentino che ha frequentato anche il mondo del jazz (con Dizzy Gillespie\, Bob Brookmeyer e altri). \nA seguire\, la sonorizzazione da parte del pianista Simone Graziano de L’inferno (1911)\, adattamento della Prima Cantica della Divina Commedia a lungo disponibile solo in copie danneggiate\, inutili o censurate. Il film\, considerato uno dei capolavori del cinema muto\, nel 2016 è stato restituito alla sua edizione originale da un lungo lavoro di restauro curato dalla Cineteca di Bologna. \nSimone Graziano è uno dei nomi più in vista e musicalmente interessanti dell’attuale panorama jazzistico italiano. Grazie ai numerosi progetti di cui è ideatore\, ha raccolto il consenso unanime della critica specializzata ed è stato sempre votato fra i migliori artisti\, gruppi e dischi italiani in varie edizioni del referendum Top Jazz di Musica Jazz. Il suo album più recente\, Embracing the Future\, è un’esplorazione solitaria del pianoforte\, appositamente preparato per ottenere sonorità inedite. \nIn collaborazione con BERGAMO FILM MEETING\nPer i biglietti dell’evento rivolgersi a Bergamo Film Meeting
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