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SUMMARY:YOU TURNED THE JAZZ ON ME - Ricordando Roberto Masotti attraverso le immagini
DESCRIPTION:Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti senza prenotazione\nBergamo Jazz ricorda\, insieme al fratello Franco\, musicologo\, e al giornalista Carlo Maria Cella\, uno dei fotografi che più hanno contribuito a documentare il festival facendone circolare il nome a livello internazionale. Bastino come esempi le fotografie di Keith Jarrett\, realizzate in Città Alta nel 1973\, e dell’Art Ensemble of Chicago dell’anno dopo. Fotografie\, diventate presto iconiche\, che hanno fatto letteralmente il giro del mondo\, comparendo su riviste\, libri e copertine di dischi. \nNato a Ravenna nel 1947 e scomparso a Milano nell’aprile 2022\, Roberto Masotti si è dedicato alla documentazione e alla ricerca – attraverso fotografia e scrittura – delle culture dello spettacolo\, in particolare della musica jazz\, contemporanea e sperimentale. Rilevante rimane la sua pluridecennale attività per la ECM Records\, sia come fotografo che come referente per l’Italia. Il suo lavoro più noto\, You Tourned The Tables On Me\, è stato pubblicato una prima volta nel 1995 ed esposto in diverse città europee\, per poi essere riedito nel 2022 da Seipersei. Tra le sue altre mostre e pubblicazioni si ricorda Jazz Area\, allestita anche per Bergamo Jazz nel 2002.  È stato fotografo ufficiale del Teatro alla Scala di Milano con Silvia Lelli dal 1979 al 1996\, dando vita alla sigla Lelli e Masotti. Il Ministero dei Beni Culturali ha dichiarato\, nel 2018\, il loro archivio “bene di interesse storico”.
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LOCATION:Sala della Musica “M. Tremaglia” – Teatro Donizetti
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SUMMARY:NIK BÄRTSCH - Piano Solo
DESCRIPTION:Tra i tanti musicisti che l’etichetta tedesca ECM\, per la quale incide dal 2006\, ha contribuito a far conoscere a livello internazionale\, l’elvetico Nik Bärtsch è sicuramente da annoverare tra i più originali esponenti dell’attuale jazz di marca europea. La sua musica\, che lo stesso autore definisce ‘Ritual Groove Music’\, mostra una forte affinità con le architetture spaziali organizzate e con i principi di ripetizione e riduzione\, oltre che con le ritmiche complesse. È un distillato del suono universale e non di una singola tradizione nazionale o stilistica\, e si modifica continuamente attraverso sovrapposizioni\, indirizzando l’attenzione dell’ascoltatore verso le variazioni minime e il fraseggio. \nNato a Zurigo nel 1971\, Nik Bärtsch inizia da giovanissimo come batterista\, per poi proseguire con lo studio del pianoforte\, della filosofia e della linguistica\, rivolgendosi poi verso varie discipline del corpo e filosofie orientali. Questa ricerca eclettica si esprime anche attraverso i suoi due principali progetti musicali\, Ronin e Mobile. Il suo album più recente\, Entendre\, si muove tra le sonorità pure del pianoforte acustico facendo tesoro della lezione minimalista\, alternando melodie cantabili a momenti più ipnotici. Il tutto sempre in un contesto di grande profondità e fascino.
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LOCATION:Teatro Sant’Andrea
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SUMMARY:DAVID LINX ”Be my Guest” Featuring LEONARDO MONTANA
DESCRIPTION:Voce e pianoforte per un concerto che vede in campo la voce maschile per eccellenza del jazz europeo e un prodigioso talento che viene dal Brasile ma che in Francia ha trovato la propria casa artistica. L’incontro ha origine nell’album Be My Guest – The Duos Project che David Linx ha pubblicato nel 2021: una raccolta di 15 duetti con\, tra gli altri\, Tigran Hamasyan\, Hamilton de Holanda\, Ran Blake\, Nguyên Lê\, Magic Malik e Diederik Wissels\, la cui idea il cantante fiammingo sta portando avanti anche con altri artisti non presenti in quel disco. \nNato a Bruxelles nel 1965\, David Linx si è imposto sulle scene del jazz mondiale in virtù della flessibilità della sua voce e grazie a questo suo strumento naturale ha avuto modo di prodursi accanto a Johnny Griffin\, Clark Terry\, Toots Thielemans\, Philippe Catherine\, Paolo Fresu\, Roy Ayers\, Billy Cobham\, Ibrahim Maalouf\, Gonzalo Rubalcaba\, Metropole Orchestra e un’infinità di altri. \nNato a La Paz nel 1977 da padre colombiano e madre inglese\, cresciuto tra Bahia e Guadalupa\, dove\, da adolescente\, ha iniziato a suonare il pianoforte da autodidatta\, Leonardo Montana si è trasferito in Francia sul finire degli anni Novanta per stabilirsi\, dal 2000\, a Parigi. Cullato\, dunque\, dalla musica caraibica e brasiliana della sua infanzia\, Leonardo Montana si nutre dei suoi incontri\, di repertori diversi\, di un eclettismo che si riflette nel suo approccio alla tastiera.
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LOCATION:Auditorium di Piazza della Libertà
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SUMMARY:AMARO FREITAS - Piano Solo
DESCRIPTION:Da Recife nel nord-est del Brasile a rising star del pianoforte jazz: Amaro Freitas\, astro nascente del jazz carioca e mondiale\, ha lavorato instancabilmente per diventare l’artista che è oggi\, grazie ad un talento e ad una caparbietà straordinarie. Guadagnandosi l’attenzione internazionale per «un approccio alla tastiera così unico da essere sorprendente» (Down Beat)\, con i suoi primi due album\, Sangue Negro (2016) e Rasif (2018)\, ha riscosso consensi istantanei. Il successivo Sankofa (2021)\, testimone di una ricerca spirituale tra storie dimenticate\, filosofie antiche e figure ispiratrici del Brasile nero\, è fino ad oggi il suo lavoro più straordinario e sincero. \n«Ho lavorato per cercare di capire i miei antenati\, il mio posto\, la mia storia\, come uomo di colore. Il Brasile non ci ha detto la verità sul Brasile. La storia dei neri prima della schiavitù è ricca di antiche filosofie. Comprendendo la storia e la forza della nostra gente\, si può iniziare a capire da dove vengono i nostri sogni e desideri»\, racconta Amaro Freitas\, il cui stile pianistico percussivo trae origine dalle sonorità tradizionali del Pernambuco e dai jazzisti che lo hanno influenzato\, soprattutto Monk e Chick Corea\, ma anche Charlie Parker e Coltrane.
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