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SUMMARY:Cin Ci Là
DESCRIPTION:Se la coppia di riferimento della musica leggera italiana d’anteguerra è quella formata da Bixio e Cherubini\, l’operetta nello stesso periodo deve la propria fortuna a un altro duo d’eccezione: Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato. Il primo musicista\, librettista e impresario napoletano; il secondo celebre violinista veneziano. È soprattutto grazie a loro che il genere brillante dell’operetta diventa veramente “italiano”. E Cin Ci Là rappresenta uno dei più clamorosi successi del loro repertorio.\nPresentata per la prima volta a Milano il 18 dicembre 1925\, è una fiaba esotica ambientata a Macao\, scenario insolito per una vicenda che lascia trasparire una morale tutta europea e\, vista oggi\,\nbonariamente provinciale. Equivoci e divertimento\, un cocktail esplosivo\, garanzia di colpi di scena\, travolgenti duetti\, scene appassionate e trovate brillanti: Cin Ci Là è forse l’unica operetta  italiana in cui tenore e soprano strappano applausi a scena aperta non solo per i loro acuti\, ma anche per le brucianti battute umoristiche. Per questo Cin Ci Là\, la produzione preferita di Carlo Lombardo\, è così amata da quasi un secolo: con il suo gusto delicato\, è il ritratto del teatro leggero italiano. Un modello che ha sempre la stessa grazia incantata di quando è nato. La vicenda favolistica\, ambientata a Macao\, di Myosotis e Ciclamino\, giovani e ingenui sposi che non conoscono i più elementari doveri del matrimonio\, e della strampalata coppia parigina Cin-ci-là – Petit-Gris ben si presta ad una interpretazione in chiave ironica con gag e trovate veramente esilaranti ed adatte ad un pubblico di ogni età.\nCin Ci Là è l’operetta forse più divertente ed esilarante\, che con le sue trovate brillanti\, gli equivoci incalzanti\, le gag e tanta musica ha superato ormai per la compagnia le 300 repliche\, con uno strepitoso successo di pubblico e critica\, forte anche della verve comica propria di tutto il cast.
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SUMMARY:Prometeo
DESCRIPTION:Prometeo indaga il senso profondo dell’opera di Eschilo: ruba a Eschilo il fuoco della sua tragedia per donarlo al pubblico.\nL’obiettivo è “calarsi” nel sentimento tragico che l’opera propone\, elaborando una lingua che preservi la “solennità” dei millenni rendendo comprensibile il senso al pubblico di oggi.\nProtagonista dello spettacolo è un gruppo di giovani attori\, diplomati alla Scuola del Teatro Stabile di Torino. Il nome che si sono dati è Potenziali Evocati Multimediali (un’analisi neurologica che calcola il tempo di reazione dei nervi periferici agli impulsi cerebrali). Un gruppo di ragazzi\, perché la tragedia racconta un tempo giovane.\nLa sfida registica\, quindi\, è quella di plasmare\, anche se nel caso di Prometeo sarebbe meglio dire “forgiare”\, i corpi in modo che sappiano esprimere il  sentimento tragico. La regia di Gabriele Vacis – un percorso creativo condiviso con tutti gli attori – lavora\, contestualmente\, su parole\, azioni fisiche\, musiche e allestimento scenico. Perché la parola non è l’unico strumento utile all’evocazione di un sentimento. Componenti irrinunciabili all’espressione del sentimento tragico sono la musica\, il gesto\, il movimento. Se la tragedia di Eschilo scava alle radici del coraggio\, lo spettacolo mette in scena la paura e il coraggio di  affrontarla. La ribellione alla paura nelle parole di Eschilo\, che attraversano i corpi dei giovani attori in scena.\nPrometeo è l’archetipo della conoscenza\, liberata dalle catene della superstizione e dell’ignoranza. Ed è il simbolo della ribellione. È un personaggio che i giovani amano\, perché non riesce a contenere i suoi sentimenti e sfida l’autorità costituita valicando i recinti delle convenzioni.\nSi è soliti dire che i classici sono attuali. In realtà sono contemporanei. Attualità e contemporaneità\, infatti\, non sono sinonimi. Attualità è stare in un solo tempo: adesso. Contemporaneità è riuscire a comprendere tutti i tempi. Ed è questo che fa Prometeo. \nLa regia - Gabriele Vacis\nGabriele Vacis (Settimo Torinese\, 1955)\, fondatore del Laboratorio Teatro Settimo e dell’Istituto di Pratiche teatrali per la Cura della persona\, ha scritto e diretto numerosi spettacoli\, fra cui La storia di Romeo e Giulietta (Premio Ubu 1992)\, Il racconto del Vajont (Premio Ubu 1994)\, Novecento\, Zio Vanja\, Adriano Olivetti\, Rusteghi. I nemici della civiltà\, Amleto a Gerusalemme\, per citarne soltanto alcuni. Insieme ad Alessandro Baricco ha realizzato la celebre trasmissione di Rai 2 Totem (1998). È stato Direttore artistico del Progetto TAM – Scuola per attori del Palestinian National Theatre di Gerusalemme e docente di regia alla Scuola “Paolo Grassi” e all’Università Cattolica di Milano\, nonché direttore della Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino.
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SUMMARY:Boomers
DESCRIPTION:Giovedì 18 gennaio 2024\, ore 18.00 | Sala Riccardi – Teatro Donizetti\nIntorno a BOOMERS\nIncontro con Marco Paolini e la compagnia\nBoomers è una ballata teatral-cybernetica\, un nuovo album di racconti dove la memoria collettiva di una generazione viene trasformata in scenari da videogioco in realtà virtuale “vietato ai minori di 48 anni non accompagnati”\, all’interno del quale Nicola – alter ego/avatar di Marco Paolini – ritorna di nuovo giovane nel suo posto-rifugio\, il famigerato bar della Jole\, per poter rievocare e rivivere avventure\, primi amori\, faide politiche e un caleidoscopio di 50 anni della storia d’Italia mischiati alla rinfusa da un algoritmo ancora in fase sperimentale.\nCome fosse un moderno affresco in 8 bit di un mondo nuovo in costruzione\, ci si trova a guardare la scena che si svolge sotto un pilone di un ponte autostradale\, che passa da un’inaugurazione ad un’altra senza alcuna manutenzione. Sotto al ponte il centro del mondo\, il bar della Jole\, padrona dell’avvicendarsi di storie e relazioni tra Nicola\, clienti abituali e lunatici matti della piazza. Regina lucente per quella fauna di umanità scalcagnata che nei tempi bui in cui vive trova\, anche nella luce più fioca\, una stella polare cui appoggiarsi\, per alleviare la solitudine\, almeno fino al giorno dopo.\nBoomers è anche la storia di un dialogo tra generazioni interrotto\, un rapporto padri e figli sfilacciato che si tenta di riallacciare nella realtà ricostruita in un mondo virtuale. Un personale paradiso ideale composto da ricordi e accadimenti storici che nel loro innestarsi\, senza ordine cronologico veritiero\, creano un Frankenstein narrativo che vive grazie ai racconti-resoconti delle esperienze di gioco che Nicola compie in questo universo creato dal figlio\, programmatore di realtà virtuale per una società di videogiochi internazionale.\nLe nuove tecnologie mettono in crisi la trasmissione dell’esperienza e la funzione maieutica della memoria. La memoria in Boomers diventa esperienza di “messa in gioco” e pone una sfida alla realtà del nostro tempo: vero e reale è ciò che si vive o ciò che si racconta? E noi siamo un sistema di dati in apparenza singoli oppure un sistema più profondo di legami complessi?\nLo spettacolo nasce dall’esperienza di un autore che ha fondato sulla memoria una parte importante del suo lavoro e oggi si interroga su quali siano le risposte possibili del teatro (luogo della finzione e della rappresentazione per vocazione) ad un mondo in cui esperienze virtuali e reali sono sempre più mescolate senza gradi di separazione netti. La musica ha un ruolo molto importante\, con un piccolo ensemble di musicisti guidato da Patrizia Laquidara\, una delle voci più intense e liriche della musica “leggera”\, figura inafferrabile\, poliedrica e brillante della musica d’autore contemporanea.\nSul palco la Laquidara prenderà le sembianze di Jole\, personaggio mitico degli Album\, ex partigiana\, ex prostituta\, gestiva e gestisce il bar-centro-del-mondo attorno al quale tutte le storie si snodano.\nMarco Paolini\, narratore dà corpo e voce al coro dei personaggi delle storie del bar della Jole. In un processo di lavoro ormai consolidato nella creazione dei suoi spettacoli Marco Paolini ha mosso i primi passi in questa creazione nell’estate del 2022. Ora\, dopo averne filtrato parole e note\, affronta un percorso produttivo nuovo che vedrà un primo allestimento per l’estate in una forma più concertistica e un allestimento invernale per i palcoscenici della prosa. \nI protagonisti\nMarco Paolini\nMarco Paolini\, attore\, autore e regista. (Belluno 1956)\nDagli anni Settanta al 1994 ha fatto parte di vari gruppi teatrali. È in uno di questi\, il Teatro Settimo di Torino\, che inizia a raccontare storie\, nascono gli “Album”\, i primi episodi di una lunga biografia collettiva che attraversa la storia italiana dagli anni ’60 ai giorni nostri\, fino a immaginare il futuro prossimo con il nuovo Album Le avventure di Numero Primo. \nNoto al grande pubblico per Il racconto del Vajont si distingue quale autore e interprete di narrazioni di forte impatto civile (I-TIGI racconto per Ustica\, Parlamento chimico\, Il Sergente\, Bhopal 2 dicembre ’84\, U 238\, Miserabili) e per la capacità di raccontare il cambiamento della società attraverso i dialetti e la poesia sviluppata con il ciclo dei Bestiari. Appassionato di mappe\, di treni e di viaggio\, traccia i suoi racconti con un’attenzione speciale al paesaggio\, al suo mutarsi\, alla storia (come nel Milione) e al suo evolversi (Numero Primo). \nArtigiano e manutentore del mestiere di raccontare storie\, sa portare quest’arte antica al grande pubblico con memorabili dirette televisive (tra cui ITIS Galileo e Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute\, seguiti da quasi due milioni di telespettatori su La7). \nDopo Ballata di uomini e cani\, dedicata a Jack London\, nel 2016 debutta con giovani attori del Teatro Nazionale Palestinese in Amleto a Gerusalemme\, con la regia di Gabriele Vacis e dà vita a un nuovo progetto dedicato alla tecnologia intitolato #Madre Incerta\, una trilogia di cui fanno parte Le avventure di Numero primo (2016\, con l’omonimo romanzo edito da Einaudi)\, #Antropocene\, oratorio per voci\, violoncello solista e orchestra (con Mario Brunello e Frankie hinrg mc\, 2017)\, Tecno Filò (2018). \nNel 2019 nasce Nel tempo degli dèi. Il calzolaio di Ulisse coprodotto con il Piccolo Teatro di Milano. L’anno dopo crea lo spettacolo Filo Filo’ e nel 2020 Senza confiini_No borders. Tra i suoi ultimi spettacoli SANI! Teatro fra parentesi che segue il precedente Teatro fra parentesi\ncreato durante il primo lockdown e ANTENATI the grave party. \nIl suo ultimo lavoro è LA FABBRICA DEL MONDO\, un progetto originale per la televisione in tre puntate (RAI 3\, gennaio 2022) ideato e condotto assieme allo scienziato evoluzionista Telmo Pievani\, che unisce la narrazione teatrale alla divulgazione scientifica\, al racconto cinematografico\, alle conversazioni con voci autorevoli della scienza\, dell’economia\, della letteratura che denunciano (inascoltate) il disastro in atto nel nostro pianeta. \nNel 1999 ha fondato Jolefilm\, la società con cui produce tutti i suoi spettacoli e con cui sviluppa la passione per il documentario e il cinema realizzando opere che hanno avuto un ottimo riscontro di pubblico e di critica (dal pluripremiato Io sono Li di Andrea Segre\, ai più recenti La pelle dell’Orso di cui è coautore con Marco Segato oltre che interprete a Welcome Venice di A. Segre e The Italian Banker di Alessandro Rossetto). \nPatrizia Laquidara\nSiciliana di nascita e veneta d’adozione\, Patrizia Laquidara è definita dalla critica “una tra le figure più inafferrabili e poliedriche della musica d’autore italiana”\, “una firma talmente personale da risultare unica”\, e “una delle voci più intense e liriche della nostra musica cosiddetta leggera”. \nCantautrice e scrittrice esordisce nella 13ª edizione del Premio Città di Recanati\, vincendo i premi per la miglior interpretazione\, per la miglior musica e il premio della critica. Il primo album di inediti\, “Indirizzo Portoghese”\, arriva nel 2003 e le vale l’invito al Festival di Sanremo durante il quale si aggiudica il premio Alex Baroni per la migliore interpretazione oltre al Premio assoluto della critica Mia Martini. \nNel 2005 è chiamata ad eseguire il brano portante del film “Manuale D’Amore”\, “Noite Luar”\, che le varrà inoltre la nomination per i David di Donatello.\nIl 2007 è l’anno del suo secondo disco “Funambola”\, prodotto da Arto Lindsay\, che la porta a suonare in tutta Europa\, in Brasile\, in Marocco\, in Giappone e negli Stati Uniti\, Ecuador\, duetta su disco e dal vivo con artisti internazionali come Ian Anderson. \nNel 2011 esce “Il Canto Dell’Anguana”\, un album-indagine sulle tradizioni musicali dell’alto vicentino che le vale la Targa Tenco per il “Miglior album dialettale”.\nNel frattempo si dedica anche al teatro con Giuliana Musso e Mirko Artuso\, Natalino Balasso\, al cinema con Immesi\, Brazzale e Alejandro Jodorowsky e alla radio ideando e conducendo diversi programmi. \nNel 2018 esce il suo quinto album dal titolo “C’è qui qualcosa che ti riguarda”\, un lavoro accolto con entusiasmo dalla critica che lo ha definito “Un capolavoro intriso di femminilità\, potenza e fierezza\, la bellezza in una delle sue forme musicali più alte”; l’album rientra nella cinquina tra i migliori dischi in assoluto dell’anno del Premio Tenco. \nLa canzone “Il Cigno (The Great Woman)”\, è tra le 10 canzoni finaliste del Premio Amnesty International Italia – Voci per la Libertà. \nNell’ottobre 2019 le viene consegnato il prestigioso “Premio Maria Carta” e\, sempre nello stesso anno\, un racconto da lei scritto “Nordestereofonico” viene pubblicato dalla Helvetia Ed. Oltre alla pubblicazione di una raccolta di poesie dal titolo “Alphonsomangorey” il 2021 la vede impegnata anche alla stesura del suo libro\, che verrà pubblicato dalla casa editrice Neri Pozza.\nE’ direttrice artistica di “Il Canto della Sisilla”\, festival musicale e teatrale nel cuore delle piccole Dolomiti ed è docente di Poesia in musica e drammaturgia musicale al conservatorio della città di Brescia.
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SUMMARY:Bubikopf
DESCRIPTION:Bubikopf è il nome dell’iconica acconciatura che portavano tutte le donne alla moda\, nel periodo storico in cui il cabaret tedesco ha raggiunto il suo apice.\nBubi canta per pochi spiccioli\, nelle strade\, ma il suo grande talento la porta direttamente dalla strada al palcoscenico\, grazie ad Hullo; lui è il capocomico di una compagnia di cabaret\, che cerca di sopravvivere in tempi molto difficili: la vita dei suoi membri (Hedwig la diva\, Suse la primadonna\, e Richard il compositore)\, è minacciata dai “Cani Sciolti”\, un gruppo armato reazionario\, in rapida e violenta ascesa. Affrontando pericoli e sacrifici\, arrivano al debutto di un nuovo meraviglioso spettacolo\, la loro ultima grande possibilità per il futuro: dimenticando la fame\, i pericoli\, le avversità… si sentono vivi nei momenti gloriosi  trascorsi sul palco.\nLa loro vita è consacrata all’arte\, ma ce la faranno?\nLa regia dello spettacolo è di Neville Tranter\, l’incontro con questo grande artista di origine australiana\, affermato e molto apprezzato da circa quarant’anni sulla scena internazionale del teatro di figura\, ci ha condotti alla scelta della tecnica del pupazzo in gommapiuma\, manipolato a vista. Dopo aver svolto una cospicua formazione con Neville Tranter\, siamo stato da lui scelti come prima compagnia italiana con la quale collaborare. Il percorso di lavoro che ha prodotto Bubikopf si è avviato nel Marzo 2019. Ormai finalmente concluso\, siamo lieti di presentare al pubblico questa innovativa e sorprendente produzione\, nella quale le molteplici possibilità comunicative e la poetica magia del teatro di figura trovano la loro massima espressione. \nNeville Tranter è maestro consacrato del teatro di figura mondiale. Alla fine degli anni Settanta ha lasciato l’Australia con il suo gruppo Stuffet Puppet Theatre per approdare in Olanda\, dove ha approfondito il suo lavoro con pupazzi a dimensioni umane manipolati dagli attori\, in spettacoli di potente suggestione teatrale\, e dove diventa punto di riferimento per gli artisti europei. \nPolitheater
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SUMMARY:Italia Brasile 3 a 2. Il ritorno
DESCRIPTION:Nel 2022 ricorre il doppio anniversario del quarantennale della partita al Sarrià di Barcellona\, stadio che oggi non esiste più\, e del ventennale del debutto dello spettacolo Italia-Brasile 3 a 2.\nLa nuova messa in scena rivisiterà il testo originale\, nuove saranno la regia\, le luci\, le musiche. Il mondo è cambiato\, diverse sono le urgenze\, i vuoti urlano più dei pieni. I tempi sono cupi\, si profila un conflitto sociale durissimo\, il Covid e l’esperienza del lockdown hanno segnato uno spartiacque che rimette in discussione lo stesso dispositivo teatrale\, la sua urgenza\, il suo fine.\nItalia-Brasile 3 a 2 opera su un doppio binario. Il primo è quello della coscienza collettiva\, tramite il ricordo di quell’evento specifico\, la partita del mondiale del 1982\, che segna un atto identitario e comunitario. Il secondo binario è quello della coscienza intima\, ovvero l’operazione privata di scomposizione e ricomposizione dei temi e dei sentimenti affrontati\, rapportandoli al proprio vissuto personale.\nLa partita epica della nazionale contro il Brasile diventa uno strumento liberatorio\, il suo ricordo è intriso di gioia e questo restituisce al dispositivo teatrale il suo ruolo di costituente della coscienza comunitaria. E poi\, c’è qualcosa che appartiene a una dimensione più profonda e misteriosa\, legata a doppio filo con l’essenza del teatro stesso: il rapporto tra i vivi e morti. La presenza di chi non c’è più continua a vibrare da questa parte della vita\, si impone nella memoria\, segna traiettorie nel futuro. A differenza di quando debuttò nel 2002\, sono morti tanti protagonisti di questo lavoro: è morto Paolo Rossi\, è morto Enzo Bearzot\, è morto Socrates\, è morto Valdir Perez\, è morto lo zio Beppe. Eppure\, i loro occhi\, le loro voci\, le loro gesta continuano a ripresentarsi come presenze vive\, scena dopo scena\, parola dopo parola\, gol dopo gol\, schiudendo le porte dell’inesprimibile\, invitando ad abbandonarci al mistero\, permettendoci di scorgere ciò che brilla nel buio e non fa male.\nItalia-Brasile 3 a 2 è un vero e proprio «caso» teatrale. Monologo da sempre in tournée\, portato in giro per i teatri d’Europa\, riesce a passare con l’elegante  velocità di un tiro al volo dai comici microeventi del tinello palermitano a drammatiche partite in cui letteralmente ci si giocava la vita. Intriso di spirito popolare\, grazie ad una sorprendente reinvenzione linguistica che parte dal dialetto palermitano\, il testo è anche un racconto di formazione di commovente umorismo.
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SUMMARY:La casa degli spiriti
DESCRIPTION:“A mia madre\, a mia nonna e alle altre straordinarie donne di questa storia”.\nÈ la dedica che apre il romanzo di Isabel Allende. La casa degli spiriti è un romanzo matriarcale. Le tre donne che rappresentano le diverse generazioni della famiglia sono complesse\, complete e diversissime tra loro.\nClara\, la chiaroveggente\, la figlia Blanca\, l’artista\, e Alba\, che vive la rivoluzione. Accanto a loro molti altri personaggi femminili: nessuna di loro si presenta come un’eroina\, tutte cercano di fare quello che trovano giusto. Ed è proprio da un punto di vista femminile che prende avvio la narrazione in questo monologo\, interpretato da una donna che\, attraverso gli occhi e le voci di altre donne\, racconta la storia di una famiglia. Le vicende si svolgono sullo sfondo politico-sociale del Cile durante gli ultimi decenni del Novecento\, quelli del golpe del generale Pinochet del 1973\, la violenza e il terrore della dittatura militare e la lenta ripresa di una vita normale\, del ritorno della democrazia. A dar voce al monologo è Alba\, che poi si calerà nelle vesti di tutte le donne che\, una generazione dietro l’altra\, le hanno consentito di essere quello che è ora. La loro storia\, circolare ed ereditaria\, è un misto di spiritismo\, realtà e finzione\, amori e crudeltà\, carità e follia: nel loro mondo le bambine nascono con i capelli verdi e le apparizioni siedono a tavola conversando con i mortali. Accanto a quello dei vivi si dispiega il mondo dei morti\, vivi come chi è in vita.\nLa casa degli spiriti è la più intensa creazione artistica di Isabel Allende\, portata con  successo a teatro dal regista Corrado Accordino\, che ne ha curato anche la versione drammaturgica. Questo\, che fu il suo primo romanzo\, all’epoca (1982) fece scalpore\, proiettandola nel gotha della letteratura internazionale\, ma quando lo scrisse\, Isabel Allende lo fece innanzitutto come forma di liberazione personale dal durissimo decennio seguito al Golpe dei militari in Cile (1973). Liberazione con una storia che tiene tutto insieme\, micro e macro politica\, con al centro la storica oppressione del genere femminile.
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SUMMARY:Stelle di Broadway
DESCRIPTION:Stelle di Broadway – questo il titolo dello spettacolo – è nato da un’idea dello stesso Corrado Abbati e intende accompagnare idealmente lo spettatore sui più prestigiosi palcoscenici del mitico distretto dei teatri di New York\, dove i sogni diventano realtà\, dove si può vivere “cantando sotto la pioggia”\, incontrare “My fair lady”\, stringersi “tutti insieme appassionatamente”\, rivedere “Evita” sul suo balcone o lasciarsi trascinare da Ginger e Fred in uno scatenato tip tap… \nLe diverse estrazioni degli interpreti li hanno portati a fondere la propria esperienza specifica con quella degli altri\, creando una ricchezza di intenti\, accenti\, sfumature\, che si riverberano in un’amalgama straordinaria; una sorprendente “performance” dove canto\, ballo\, musica\, si fanno un tutt’uno tipico dell’espressione più alta del “genere” musical. \nEmozioni e divertimento dei grandi Musical che (ri)accendono la voglia di cantare\, ballare\, ridere. Una sferzata di buon umore e di allegria ricreate da un affiatato gruppo di performers immersi in una nuova e coinvolgente dimensione teatrale che vi accompagnerà idealmente sui più prestigiosi palcoscenici di Broadway.
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SUMMARY:La Maria Brasca
DESCRIPTION:In scena La Maria Brasca\, viva e moderna nella lettura di Andrée Ruth Shammah.\nUna storia al femminile disegnata negli anni ‘60 con efficace realismo sociale dal grande drammaturgo Giovanni Testori. Un ritratto indelebile e senza tempo di una donna capace di lottare e di non cedere mai davanti a “sta bestiata che è il mondo”. \nLa Maria Brasca fa la calzettaia in una fabbrica di Niguarda\, periferia milanese\, e – con qualche scandalo per la gente – fa l’amore come gli uomini: senza  problemi. Ma un giorno le capita di innamorarsi di un ragazzotto più giovane di lei\, nullafacente\, un po’ mascalzone che la fa impazzire di passione. Alla Brasca non importa se Romeo la tradisce. Lei sa che quello per Romeo è un amore definitivo e lo difende come una tigre perché vuole da lui cose definitive. \nUn personaggio femminile indimenticabile\, una donna vincente che grida al mondo la potenza della passione e l’amore per la vita vissuta fuori da ogni convenzione: uno stimolo a inseguire i propri sogni e vivere con grande fiducia nel futuro.\nNegli anni ‘60 fu Franca Valeri a farla esistere sul palcoscenico ma poi\, con la mia regia\, per anni è stata il grande successo di Adriana Asti e ora\, nei cento anni dalla nascita di Testori e nella stagione del Cinquantesimo del Teatro Parenti\, ho sentito la necessità di far rinascere “quello” spettacolo\, quello e non un altro perché affascinata da quella volontà di Maria di non cedere\, di difendere tutto ciò che rappresenta la sua vita e non aver paura di parlare di felicità (uno stato\nd’animo così prezioso ma assente nel teatro di Testori e così raro nella drammaturgia contemporanea).\nOggi\, guardando Marina Rocco interpretare l’incantevole limpidezza dei pensieri di Maria e vedendola così vibrante d’infanzia\, di severità sensuale\, di quel fascino che la avvolge senza che lei faccia il minimo sforzo\, a me sembra sia rinato per avere una nuova\, lunga vita. \nAndrée Ruth Shammah
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SUMMARY:Raccontami di domani
DESCRIPTION:Questo spettacolo è un viaggio attraverso l’universo femminile\, spiato dalla serratura del bagno. Il tema è l’amicizia tra due donne. Nel bagno conversano\, si sistemano\, si preparano. Scoprono i cambi dei loro corpi\, si confessano\, si lavano il corpo e l’anima. In questo bagno gli oggetti più umili ci interpellano\, diventano compagni di scena. Il volto dell’amica ci guarda attraverso lo specchio affinché il reale\, rannicchiato ed invisibile ci si riveli come quelle verità che si possono confidare solo in segreto.\n«Dov’è il bagno?» chiediamo con timidezza.\n«In fondo».\n«E la verità?». \n«A volte appare in fondo\, quando due donne si chiudono in bagno. Attraverso il percorso delle vite di due amiche\, Brie crea una poesia scenica sull’essere\ndonna ed il trascorrere del tempo. La proposta é al passo con l’epoca attuale. L’universo femminile occupa il centro della scena. L’Io stabilisce un ponte con il Noi; ciò che é pubblico in connessione con ciò che é privato: é anche un tratto distintivo di questo regista. Un viaggio nelle vite comuni che genera  dentificazione\ned emozioni intense. Niente é fuori dall’ordinario. O tutto lo é\, perché\, come assicura  una delle due donne\, la quotidianità é sacra. Accade qualcosa di speciale con gli oggetti negli spettacoli di Brie\, che inizió la sua vita artistica nella poesia e sembra non separarla mai dal teatro. Il testo di per sé é poetico. Possiede bellezza\, musicalità e ritmo. (…) si crea una poesia scenica sull’essere donna\, il ciclo della vita ed il passare del tempo\, che commuove il pubblico».\nDaniela Yaccar \nCésar Brie nasce a Buenos Aires\, Argentina. Arriva in Italia a 18 anni con la Comuna Baires\, gruppo teatrale di cui è cofondatore. Si separa dalla Comuna nel 1975 e comincia a sviluppare un’arte apolide\, a stretto contatto  con le molte realtà incontrate in una vita passata per scelta in esilio. Nel 1975 crea a Milano il Collettivo teatrale Tupac Amaru. Dal 1981 al 1990 lavora insieme a Iben Nagel Rasmussen nel Gruppo Farfa e poi nel Odin Teatret di Danimarca nelle vesti di autore\, regista e attore. Nel 1991 fonda in Bolivia il Teatro de Los Andes. Con questo gruppo ha creato spettacoli che partono dalla storia o dai classici\, ma calati profondamente nell’attualità: una serie di lavori esemplari destinati a girare il mondo. Oggi Cesar Brie è ancora in Italia come pedagogo\, e come autore/attore.
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LOCATION:Teatro Sociale
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