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SUMMARY:ANTEPRIMA IN ACCADEMIA - ROSA BRUNELLO & CAMILLA BATTAGLIA “A Song Has a Thousand Years”
DESCRIPTION:I suoni ancestrali delle origini e le corde intrecciate di diverse tradizioni confluiscono in un repertorio di canzoni ripescate nella memoria di due persone che collaborano nella musica come nella vita. Rosa Brunello e Camilla Battaglia si sono spesso incrociate\, fin dalle loro prime esperienze artistiche\, ma si sono incontrate musicalmente nella primavera del 2017\, a Berlino. Sempre di più si è resa palese la possibilità per entrambe di esplorare insieme senza limiti di genere o direzione e attraverso linguaggi predefiniti. \nPersonalità eclettica\, Rosa Brunello spazia dalle improvvisazioni radicali libere al rock elettrico\, al dub e al mainstream moderno. Ama fondere suoni acustici ed elettronici per sfidare i confini tra i generi e essere all’altezza del suo motto di musica senza confini. Ha sviluppato il suo stile musicale mentre suonava e studiava a Berlino\, Parigi e Amsterdam e ha affinato il suo suono attraverso esibizioni in tutto il mondo. È una viaggiatrice curiosa\, costantemente attratta a deviare dai sentieri battuti. Di recente ha collaborato con la vocalist americana Dee Dee Bridgewater. \nCamilla Battaglia affonda le proprie radici musicali nel linguaggio della musica jazz con il quale è cresciuta musicalmente e che ha espanso negli anni verso diverse contaminazioni. Nel 2010 esce il suo primo disco da vocalist accompagnata dal trio di Renato Sellani e per i successivi due anni si mette alla prova in contest come solista e come leader. La ricerca del linguaggio e l’incontro con realtà diverse l’hanno portata ad imporsi in breve tempo sia come cantante che come compositrice. Attualmente è componente dell’Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti. \n\nIn collaborazione con ACCADEMIA CARRARA\n\n\n\nBiglietti acquistabili presso il circuito dell’Accademia Carrara\nCon il biglietto di ingresso al Museo\, sarà possibile assistere al concerto e visitare la collezione permanente e la mostra “Cecco del Caravaggio. L’allievo modello”.\nLa riduzione è valida per gli abbonati di Bergamo Jazz 2023. Non si applica il tariffario ordinario del museo.
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SUMMARY:AMARO FREITAS - Piano Solo
DESCRIPTION:Da Recife nel nord-est del Brasile a rising star del pianoforte jazz: Amaro Freitas\, astro nascente del jazz carioca e mondiale\, ha lavorato instancabilmente per diventare l’artista che è oggi\, grazie ad un talento e ad una caparbietà straordinarie. Guadagnandosi l’attenzione internazionale per «un approccio alla tastiera così unico da essere sorprendente» (Down Beat)\, con i suoi primi due album\, Sangue Negro (2016) e Rasif (2018)\, ha riscosso consensi istantanei. Il successivo Sankofa (2021)\, testimone di una ricerca spirituale tra storie dimenticate\, filosofie antiche e figure ispiratrici del Brasile nero\, è fino ad oggi il suo lavoro più straordinario e sincero. \n«Ho lavorato per cercare di capire i miei antenati\, il mio posto\, la mia storia\, come uomo di colore. Il Brasile non ci ha detto la verità sul Brasile. La storia dei neri prima della schiavitù è ricca di antiche filosofie. Comprendendo la storia e la forza della nostra gente\, si può iniziare a capire da dove vengono i nostri sogni e desideri»\, racconta Amaro Freitas\, il cui stile pianistico percussivo trae origine dalle sonorità tradizionali del Pernambuco e dai jazzisti che lo hanno influenzato\, soprattutto Monk e Chick Corea\, ma anche Charlie Parker e Coltrane.
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SUMMARY:DEAR UNCLE LENNIE
DESCRIPTION:EVENTO SOLD OUT\nDear Uncle Lennie è il nuovo progetto del pianista e compositore Camille-Alban Spreng. Alla maniera degli haiku giapponesi\, ogni brano del gruppo rappresenta un’idea\, una storia immaginaria\, un’occhiata furtiva a un paesaggio pittoresco. Le brevi canzoni si susseguono una dopo l’altra in un crocevia tra jazz\, folk\, e musica improvvisata creando un intreccio di storie raccontate non attraverso l’uso della parola\, ma tramite l’evocazione musicale e l’immaginazione dell’ascoltatore. La musica è ispirata da racconti sulla guerra di secessione americana\, dal concetto stesso di storytelling  e da cantautori come Leonard Cohen\, Patrick Watson e Sufjan Stevens. \nSpecial partner di Scintille di Jazz
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SUMMARY:MiXMONK: JOEY BARON\, BRAM DE LOOZE\, ROBIN VERHEYEN
DESCRIPTION:La serata del 23 marzo sarà composta da 2 set:\nSet 1: MIXMONK: JOEY BARON\, BRAM DE LOOZE\, ROBIN VERHEYEN\nSet 2: PANORCHESTRA Special guest JONATHAN FINLAYSON\nIl biglietto comprende entrambi i concerti\nMiXMONK: un nome curioso per un trio che lo è altrettanto nella sua originale configurazione strumentale. Tutto ha origine nel 2017 quando al sassofonista belga Robin Verheyen venne chiesto “qualcosa” per celebrare il centenario di Thelonious Monk. Dall’iniziale duo il pianista connazionale Bram De Looze\, quel “qualcosa” si è trasformato presto un trio con l’aggiunta di un più dinamici batteristi da decenni in circolazione: l’americano Joey Baron. E così MiXMONK è diventato una vera e propria band\, con vari tour\, partecipazioni a festival importanti e un primo disco. Man mano le composizioni originali hanno preso il sopravvento su quelle di Monk. A volte in un concerto il trio può suonare più brani del grande pianista e compositore\, altre meno: in ogni caso Monk affiora qua e là con citazioni\, riferimenti più o meno esplicitati. Ma ciò che più conta\, ora che la fase di rodaggio è ampiamente superata\, è l’identità di un gruppo che poggia su un costante interplay. \nJoey Baron è uno dei più versatili batteristi del jazz contemporaneo\, a suo agio in contesti diversissimi tra loro: da Bill Frisell a John Zorn\, da Tony Bennett a David Bowie\, da Enrico Pieranunzi a Fred Hersch\, con il quale si è ascoltato lo scorso anno al Donizetti insieme a Enrico Rava. \nRobin Verheyen risiede a New York dal 2012. É co-leader con Tom Barman dei TaxiWarse e ha all’attivo collaborazioni con Gary Peacock\, Billy Hart\, Marc Copland e Ralph Alessi. \nBram De Looze è stella emergente del pianoforte jazz. Membro di Stephane Gallands Kemet\, leader dell’ensemble Septic e del suo trio con Felix Henkelhausen ed Eric McPherson ha registrato anche due album in piano solo\, Piano e Forte e Colour Talk.
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LOCATION:Teatro Sociale
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SUMMARY:PANORCHESTRA Special guest JONATHAN FINLAYSON
DESCRIPTION:Progetto Speciale per “Bergamo-Brescia Capitale italiana della Cultura 2023”\nL’evento vede la sponsorizzazione di Intesa Sanpaolo e Brembo\, attraverso il Comitato Bergamo Brescia 2023\nLa serata del 23 marzo sarà composta da 2 set:\nSet 1: MIXMONK: JOEY BARON\, BRAM DE LOOZE\, ROBIN VERHEYEN\nSet 2: PANORCHESTRA Special guest JONATHAN FINLAYSON\nIl biglietto comprende entrambi i concerti\nAl suo debutto assoluto\, la Panorchestra è\, insieme ai già collaudati Take Off\, parte del progetto “La città del jazz” che vede fianco a fianco Fondazione Teatro Donizetti\, con Bergamo Jazz\, e Fondazione Teatro Grande di Brescia in occasione di “Bergamo Bresca Capitale italiana della Cultura 2023”. \nNata dall’dea di una personalità vulcanica come il sassofonista Tino Tracanna\, la Panorchestra schiera alcuni dei migliori e più interessanti solisti di varia generazione dell’asse Milano – Bergamo – Brescia. Un ensemble fatto di eclettici improvvisatori dal profondo imprinting jazzistico che pensa la musica come un fenomeno complessivo senza steccati e pregiudizi formali. Un organismo musicale che di volta in volta può ospitare compositori e solisti di diversa estrazione che da protagonisti stanno determinando il suono dei primi decenni di questo nuovo millennio. Un catalizzare di idee\, personalità e tendenze diverse nell’ambito del jazz e della musica contemporanea in senso lato. Tutto questo è alla base del disegno progettuale di Tino Tracanna. \nAl suo esordio\, la Panorchestra si avvale del contributo\, in qualità di tastierista e arrangiatore\, di Alfonso Santimone\, versatile protagonista del jazz italiano degli ultimi decenni. \nOspite di assoluto riguardo\, nella particolare circostanza\, è il trombettista statunitense Jonathan Finlayson\, solista affermato a livello internazionale\, apprezzato\, oltre che per la sua attività di leader\, per collaborazioni con Steve Coleman\, con il quale suona sin dal 2000\, Henry Threadgill\, Craig Taborn\, Mary Halvorson\, Vijay Iyer\, Jason Moran e altri ancora. \nSuccessivamente al concerto per Bergamo Jazz 2023\, la Panorchestra sarà poi protagonista di un concerto a Brescia\, con ospite Steven Bernstein\, mentre i Take Off\, allargati al musicista elettronico Økapi\, suoneranno in estate al Lazzaretto.
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SUMMARY:DAVID LINX ”Be my Guest” Featuring LEONARDO MONTANA
DESCRIPTION:Voce e pianoforte per un concerto che vede in campo la voce maschile per eccellenza del jazz europeo e un prodigioso talento che viene dal Brasile ma che in Francia ha trovato la propria casa artistica. L’incontro ha origine nell’album Be My Guest – The Duos Project che David Linx ha pubblicato nel 2021: una raccolta di 15 duetti con\, tra gli altri\, Tigran Hamasyan\, Hamilton de Holanda\, Ran Blake\, Nguyên Lê\, Magic Malik e Diederik Wissels\, la cui idea il cantante fiammingo sta portando avanti anche con altri artisti non presenti in quel disco. \nNato a Bruxelles nel 1965\, David Linx si è imposto sulle scene del jazz mondiale in virtù della flessibilità della sua voce e grazie a questo suo strumento naturale ha avuto modo di prodursi accanto a Johnny Griffin\, Clark Terry\, Toots Thielemans\, Philippe Catherine\, Paolo Fresu\, Roy Ayers\, Billy Cobham\, Ibrahim Maalouf\, Gonzalo Rubalcaba\, Metropole Orchestra e un’infinità di altri. \nNato a La Paz nel 1977 da padre colombiano e madre inglese\, cresciuto tra Bahia e Guadalupa\, dove\, da adolescente\, ha iniziato a suonare il pianoforte da autodidatta\, Leonardo Montana si è trasferito in Francia sul finire degli anni Novanta per stabilirsi\, dal 2000\, a Parigi. Cullato\, dunque\, dalla musica caraibica e brasiliana della sua infanzia\, Leonardo Montana si nutre dei suoi incontri\, di repertori diversi\, di un eclettismo che si riflette nel suo approccio alla tastiera.
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LOCATION:Auditorium di Piazza della Libertà
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SUMMARY:HACK OUT!
DESCRIPTION:Variazione location concerti della sezione “Scintille di Jazz” programmati al Balzer Globe\n\nLa Fondazione Teatro Donizetti comunica la variazione di location per i tre concerti della sezione “Scintille di Jazz” del festival Bergamo Jazz inizialmente programmati al Balzer Globe di Piazza Dante\, per sopraggiunte problematiche organizzative indipendenti dalla stessa Fondazione.\nIl concerto di venerdì 24 del trio Hack Out! avrà quindi luogo presso la Sala della Musica “A. Tremaglia”\nColoro che hanno già effettuato prenotazione per gli appuntamenti al Balzer riceveranno comunicazioni via posta elettronica.\n  \nHackOut! è un trio bass-less che si costituisce nel 2019 tra le mura del Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo. Punto focale del progetto è la ricerca di una propria identità sonora seguendo un percorso di sperimentazione timbrica dove l’interplay riveste un ruolo fondamentale. Il repertorio si compone esclusivamente di brani inediti scritti ad-hoc con l’obiettivo di enfatizzare la natura stessa della formazione\, dando rilievo alle personalità musicali dei singoli elementi\, ricercando l’equilibrio tra strutture armoniche e improvvisazione radicale\, timbriche acustiche ed elettriche. A febbraio 2021 il trio ha registrato il suo primo lavoro discografico Cedrus Libani. \nSpecial partner di Scintille di Jazz
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LOCATION:Sala della Musica “M. Tremaglia” – Teatro Donizetti
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SUMMARY:PAOLO FRESU & RITA MARCOTULLI
DESCRIPTION:La serata del 24 marzo sarà composta da 2 set:\nSet 1: PAOLO FRESU & RITA MARCOTULLI\nSet 2: CÉCILE McLORIN SALVANT\nIl biglietto comprende entrambi i concerti\nLa nuova coppia del jazz italiano\, ma non solo\, vista la comprovata caratura internazionale di entrambi i musicisti. Benché si conoscano e si stimino vicendevolmente da sempre e che abbiano spesso incrociato i propri strumenti in diversi progetti\, Paolo Fresu e Rita Marcotulli non avevano ancora pensato fino a poco tempo fa ad un incontro ravvicinato. Il risultato è un duo che ha tutte le carte in regola per affascinare e conquistare\, sullo sfondo di melodie avvolgenti\, eterne. Ovvio che si giochi “in casa”. Ovvio che non manchi quel famoso tocco mediterraneo che i due conoscono alla perfezione. Sensibilità\, nuance e poesia da ricercare nell’intimo di due grandi interpreti della musica contemporanea: ciò che li accomuna è sicuramente la ricerca del “bello” dell’arte musicale\, talvolta in maniera semplice\, diretta\, acustica; talvolta invece filtrato da un pizzico di elettronica che fa sconfinare il progetto nell’immensa tavolozza dei colori della musica contemporanea. Con bene in testa la capacità di improvvisare e conquistare territori impensati. Con bene in testa il jazz che li ha fatti crescere ma specialmente tutto ciò che è buona musica. Un incontro fatto di grazia\, sensibilità ed emozioni. Architettato con sapienza e proposto con stile ed eleganza. Non servono molte altre parole. Questo è un concerto di quelli che servono alla testa ma da lasciare scendere nel cuore. \nPaolo Fresu\, beniamino del pubblico di ogni latitudine e longitudine\, è stato Direttore Artistico di Bergamo Jazz dal 2009 al 2011 e al Donizetti ha suonato innumerevoli vote\, in combinazioni sempre differenti\, e questa sua nuova apparizione insieme a una pianista elegante e raffinata come Rita Marcotulli non potrà che lasciare un nuovo\, indelebile segno.
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SUMMARY:CÉCILE McLORIN SALVANT
DESCRIPTION:La serata del 24 marzo sarà composta da 2 set:\nSet 1: PAOLO FRESU & RITA MARCOTULLI\nSet 2: CÉCILE McLORIN SALVANT\nIl biglietto comprende entrambi i concerti\n«Canta standard\, melodie del passato e novità\, con una voce tesa\, dura\, elusivamente bella\, errando verso materiali con testi impegnati e luoghi difficili della storia». Così il New York Times scrive a proposito di Cécile McLorin Salvant\, la nuova voce del jazz che si sta conquistando ovunque vasta popolarità. La sua voce è stata anche descritta come «unica\, supportata da un’intelligenza e una musicalità che illuminano ogni nota che canta». Cécile McLorin Salvant ha sviluppato una passione per la narrazione e la ricerca di connessioni tra vaudeville\, blues\, tradizioni popolari di tutto il mondo\, teatro\, jazz e musica barocca. Grazie al suo eclettismo sono rivenute alla luce canzoni dimenticate e registrate di rado\, da lei riproposte con nuove dinamiche\, colpi di scena inaspettati e umorismo. Nel 2010 ha vinto il concorso Thelonious Monk\, nel 2016\, 2018 e 2019 i Grammy Awards per il miglior album di jazz vocale\, rispettivamente con For One To Love\, Dreams and Daggers e The Window; nel 2022 si è aggiudicata i referendum di Down Beat\, sia quello della critica internazionale che dei lettori della prestigiosa rivista statunitense. E sempre nel 2022 è stata premiata dalla Jazz Journalists Association come miglior cantante dell’anno. Insomma\, a Cécile McLorin Salvant non mancano certo i riconoscimenti più prestigiosi. \nIl suo ultimo album si intitola Ghost Song e allinea autori di disparata provenienza come Kate Bush\, Kurt Weill\, Gregory Porter e Sting\, oltre a brani usciti dalla penna della stessa cantante originaria di Miami. Una bella premessa alla sua apparizione sul palco del Donizetti.
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SUMMARY:THINKING SKETCHES
DESCRIPTION:Variazione location concerti della sezione “Scintille di Jazz” programmati al Balzer Globe\n\nLa Fondazione Teatro Donizetti comunica la variazione di location per i tre concerti della sezione “Scintille di Jazz” del festival Bergamo Jazz inizialmente programmati al Balzer Globe di Piazza Dante\, per sopraggiunte problematiche organizzative indipendenti dalla stessa Fondazione.\nIl concerto del  gruppo Thinking Sketches in calendario venerdì 24 marzo si svolgerà nel Ridotto “G. Gavazzeni”\, presso il Teatro Donizetti\, con inizio alle 23.30\, anziché alle 22.30. Durante i concerti al Ridotto sarà attivo un servizio bar.\nColoro che hanno già effettuato prenotazione per gli appuntamenti al Balzer riceveranno comunicazioni via posta elettronica.\n  \nDal racconto “Alfòr\, una vita a caso”\, scritto da Giuseppe Goisis\, sono scaturiti i frammenti musicali e gli schizzi divenuti poi i brani e le immagini che hanno dato corpo al progetto Thinking Sketches del chitarrista bergamasco Alberto Zanini. La musica gioca a ricombinare\, alterare\, riproporre alcune cellule melodiche\, che ritornano come le semplici abitudini di Alfòr\, nelle casualità di una vita del tutto ordinaria. Gli sketches sono frammenti di melodia\, cellule ritmiche che\, come le formiche che Alfòr ama osservare\, vanno e vengono durante tutto il concerto\, ne costruiscono la struttura tra casualità\, improvvisazione e formalizzazione. Un melting pot di interferenze musicali\, colonna sonora di un film visto in Tv\, dove gli spot pubblicitari fanno la loro parte. \nSpecial partner di Scintille di Jazz
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SUMMARY:ITINERARIO DELL’ACQUA
DESCRIPTION:Prenotazioni sold out\nFin dai tempi delle Civiltà più antiche\, i Sumeri ad esempio\, la risorsa idrica ha sempre rappresentato uno dei problemi fondamentali per la costituzione di città\, l’avviamento di attività agricole e lo sviluppo dei commerci e delle lavorazioni artigianali. In buona sostanza: prelevare\, trasportare e distribuire acqua al territorio circostante. Un’attività ingegneristica e architettonica nella quale\, addirittura alcuni millenni dopo\, eccelsero i Romani. \n“Chi vorrà considerare con attenzione la quantità delle acque in uso pubblico per le terme\, le piscine\, le fontane\, le case\, i giardini suburbani\, le ville; la distanza da cui l’acqua viene\, i condotti che sono stati costruiti\, i monti che sono stati perforati\, le valli che sono state superate\, dovrà riconoscere che nulla in tutto il mondo è mai esistito di più meraviglioso”. \nPLINIO IL VECCHIO (23-79 D.C.) \nChi meglio di Uniacque\, l’azienda a totale capitale pubblico che dal 2006 gestisce il servizio idrico integrato in Bergamo e provincia\, può raccontare la storia sotterranea dell’acqua – grazie alla preziosa ed indispensabile collaborazione dei Gruppi speleo “Le Nottole” e l’Associazione Sebynica -in un sito prestigioso come la cornice di Città Alta? \nL’Itinerario dell’acqua si sviluppa su un tratto di strade e viuzze di circa 3 km\, interamente entro le spettacolari Seicentesche Mura Veneziane: parte da Colle Aperto e termina al Serbatoio di Sant’Agostino\, presso una delle più famose e frequentate Porte di accesso a Città Alta. Un itinerario – Aquae Ductus Bergomensis – che prenderà per mano l’ospite guidandolo attraverso epoche storiche diverse\, dove l’evoluzione artistica\, architettonica e ingegneristica del complesso acquedottistico si manifesta in tutta la sua lungimiranza. Sono 15 le tappe identificative del nostro Giro all’interno delle Mura: cisterne\, fontane\, lo storico lavatoio di via Mario Lupo e altri siti cosiddetti minori\, ma di valenza strategica per soddisfare la grande sete di Bergomum. \nIl tempo di percorrenza medio – calcolato\, come si conviene\, su un passo più “turistico”\, su chi indugia doverosamente sulle bellezze storico/artistiche e architettoniche – è di circa 2 ore. \nIn collaborazione con UniAcque
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LOCATION:Bergamo Alta
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SUMMARY:NIK BÄRTSCH - Piano Solo
DESCRIPTION:Tra i tanti musicisti che l’etichetta tedesca ECM\, per la quale incide dal 2006\, ha contribuito a far conoscere a livello internazionale\, l’elvetico Nik Bärtsch è sicuramente da annoverare tra i più originali esponenti dell’attuale jazz di marca europea. La sua musica\, che lo stesso autore definisce ‘Ritual Groove Music’\, mostra una forte affinità con le architetture spaziali organizzate e con i principi di ripetizione e riduzione\, oltre che con le ritmiche complesse. È un distillato del suono universale e non di una singola tradizione nazionale o stilistica\, e si modifica continuamente attraverso sovrapposizioni\, indirizzando l’attenzione dell’ascoltatore verso le variazioni minime e il fraseggio. \nNato a Zurigo nel 1971\, Nik Bärtsch inizia da giovanissimo come batterista\, per poi proseguire con lo studio del pianoforte\, della filosofia e della linguistica\, rivolgendosi poi verso varie discipline del corpo e filosofie orientali. Questa ricerca eclettica si esprime anche attraverso i suoi due principali progetti musicali\, Ronin e Mobile. Il suo album più recente\, Entendre\, si muove tra le sonorità pure del pianoforte acustico facendo tesoro della lezione minimalista\, alternando melodie cantabili a momenti più ipnotici. Il tutto sempre in un contesto di grande profondità e fascino.
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LOCATION:Teatro Sant’Andrea
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SUMMARY:YOU TURNED THE JAZZ ON ME - Ricordando Roberto Masotti attraverso le immagini
DESCRIPTION:Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti senza prenotazione\nBergamo Jazz ricorda\, insieme al fratello Franco\, musicologo\, e al giornalista Carlo Maria Cella\, uno dei fotografi che più hanno contribuito a documentare il festival facendone circolare il nome a livello internazionale. Bastino come esempi le fotografie di Keith Jarrett\, realizzate in Città Alta nel 1973\, e dell’Art Ensemble of Chicago dell’anno dopo. Fotografie\, diventate presto iconiche\, che hanno fatto letteralmente il giro del mondo\, comparendo su riviste\, libri e copertine di dischi. \nNato a Ravenna nel 1947 e scomparso a Milano nell’aprile 2022\, Roberto Masotti si è dedicato alla documentazione e alla ricerca – attraverso fotografia e scrittura – delle culture dello spettacolo\, in particolare della musica jazz\, contemporanea e sperimentale. Rilevante rimane la sua pluridecennale attività per la ECM Records\, sia come fotografo che come referente per l’Italia. Il suo lavoro più noto\, You Tourned The Tables On Me\, è stato pubblicato una prima volta nel 1995 ed esposto in diverse città europee\, per poi essere riedito nel 2022 da Seipersei. Tra le sue altre mostre e pubblicazioni si ricorda Jazz Area\, allestita anche per Bergamo Jazz nel 2002.  È stato fotografo ufficiale del Teatro alla Scala di Milano con Silvia Lelli dal 1979 al 1996\, dando vita alla sigla Lelli e Masotti. Il Ministero dei Beni Culturali ha dichiarato\, nel 2018\, il loro archivio “bene di interesse storico”.
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LOCATION:Sala della Musica “M. Tremaglia” – Teatro Donizetti
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SUMMARY:OLIPHANTRE:  FRANCESCO DIODATI\, LEÏLA MARTIAL\, STEFANO TAMBORRINO
DESCRIPTION:Oliphantre è un’esplosione di suoni\, conturbanti e romantici. Suggestioni hip hop\, sferzanti linee rock e punk\, groove e melodici lirismi si mescolano a spontaneità e improvvisazione. Testi e musica si fondono per dare vita a una ricerca interiore alla volta di quell’immaginario sonoro\, di quei movimenti invisibili che sbaragliano i tentativi di spiegazione razionale. Con Oliphantre\, Francesco Diodati\, Leïla Martial e Stefano Tamborrino si muovono quindi agevolmente all’interno del terreno del jazz e delle sue più imprevedibili contaminazioni. \nLeïla Martial\, astro nascente del jazz francese\, spazia con collaborazioni che vanno dalla musica del popolo Inuit a progetti di musica contemporanea. È leader del gruppo Baa Box e collabora con\, tra gli altri\, Valentin Ceccaldi e l’Orchestre National de Jazz. \nFrancesco Diodati è membro di varie formazioni (Yellow Squeeds\, Weave 4\, MAT\, Tell Kujira) e collabora stabilmente con Enrico Rava e Paolo Fresu. Stefano Tamborrino è leader\, con lo pseudonimo Don Karate\, e richiestissimo sideman. Fra le sue collaborazioni\, Gianluca Petrella\, Louis Cole\, Dave Binney\, Stefano Bollani.
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LOCATION:Auditorium di Piazza della Libertà
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SUMMARY:PAOLO DAMIANI ONJGT SYNTHESIS
DESCRIPTION:Ingresso libero senza prenotazione\n– Evento Speciale –\nONJGT SYNTHESIS è il nome che Paolo Damiani\, figura cardine del jazz italiano più avventuroso sin dagli anni Settanta\, ha dato a questo inedito ensemble\, concepito espressamente per Bergamo Jazz 2023 attingendo all’organico dell’Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti\, meritorio progetto voluto dalla Fondazione Musica per Roma con lo scopo di valorizzare alcuni dei migliori nuovi professionisti della scena jazzistica italiana. Del gruppo fanno parte solisti già ospiti di passate edizioni di Bergamo Jazz e vincitori del prestigioso referendum nazionale Top Jazz del mensile Musica Jazz. Il repertorio è costituito da composizioni dei singoli componenti e dello stesso Damiani\, caratterizzate da temi e melodie dal forte impatto comunicativo\, che fungono anche da materiale utilizzato per improvvisazioni collettive e conduction. \n\nSpecial partner di Scintille di Jazz
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SUMMARY:LAKECIA BENJAMIN “Phoenix”
DESCRIPTION:La serata del 25 marzo sarà composta da 2 set:\nSet 1: LAKECIA BEJAMIN “Phoenix”\nSet 2: HAMID DRAKE “Turiya: Honoring Alice Coltrane” – Special guest SHABAKA HUTCHINGS\nIl biglietto comprende entrambi i concerti\nNata e cresciuta a New York\, per l’esattezza nella zona di Washington Heights\, abitata da una popolazione di prevalente origine o discendenza dominicana\, Lakecia Bemjamin è uno dei nomi nuovi del jazz d’oltreoceano\, uno dei più talentuosi\, come sassofonista ma anche come musicista\, compositrice e band leader più in generale. «Sono cresciuta con l’hip-hop e le playlist radiofoniche. Vivendo poi in una comunità latina ho anche suonato merengue\, salsa e la bachata. Anche perché nella comunità afroamericana sei incoraggiato a suonare tutte le forme di black music»\, racconta. Suo mentore è stato il sassofonista Gary Bartz che l’ha introdotta all’arte di grandi maestri del sax come Charlie Parker\, Jackie McLean e Coltrane. L’apprendistato lo ha poi fatto suonando con Clark Terry\, Anita Baker\, Count Basie Orchestra\, Kool and The Gang\, Macy Gray\, The Roots\, Stevie Wonder e molti altri. \nNel 2020 si è fatta notare a livello internazionale con l’album Pursuance: The Coltranes\, sentito omaggio a John e Alice Coltrane. Ora ha un nuovo disco fresco di stampa da proporre dal vivo\, Phoenix\, prodotto dalla batterista Terri Lyne Carrington e registrato con i suoi abituali partner e ospiti di riguardo quali Dianne Reeves\, Georgia Anne Muldrow\, Patrice Rushen e Sonia Sanchez. Nel brano di apertura\, “Amerikan Skin”\, c’è l’attivista e scrittrice afroamericana Angela Davis\, mentre in “Supernova” si ascolta la voce di Wayne Shorter. «In Phoenix ho voluto coinvolgere persone che non solo fossero in sintonia con la mia musica\, ma che testimoniassero le nostre comuni radici»\, specifica Lakecia Benjamin a proposito di un album che partendo dall’humus culturale afroamericano riflette bene il presente e si proietta verso il futuro.
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SUMMARY:HAMID DRAKE “Turiya: Honoring Alice Coltrane” Special guest SHABAKA HUTCHINGS
DESCRIPTION:La serata del 25 marzo sarà composta da 2 set:\nSet 1: LAKECIA BEJAMIN “Phoenix”\nSet 2: HAMID DRAKE “Turiya: Honoring Alice Coltrane” – Special guest SHABAKA HUTCHINGS\nIl biglietto comprende entrambi i concerti\nIl pubblico di Bergamo Jazz ha più volte in passato potuto apprezzarne le qualità che ne hanno fatto di Hamid Drake uno dei batteristi jazz di matrice afroamericana più richiesti. Stavolta invece potrà coglierne le capacità ideative di un progetto dedicato a uno dei simboli delle musiche senza confini: Alice Coltrane. E nel dar peso al proprio tributo\, il batterista di Chicago ha dato vita a un supergruppo che nella speciale occasione si avvale della presenza del sassofonista britannico Shabaka Hutchings\, personalità di grande carisma cui si devono gruppi esplosivi come Sons of Kemet\, A Comet Is Coming e Shabaka and The Ancestors. \nDi primissimo ordine è il resto del cast\, con l’alchimista elettronico Jan Bang\, figura di spicco della scena musicale scandinava\, gli americani Jamie Saft\, ben noto per il suo sodalizio con John Zorn\, e Joshua Abrams\, bassista dalle variegatissime esperienze\, e l’italiano Pasquale Mirra che con lo stesso Hamid Drake vanta ormai lunga frequentazione artistica. In primo piano c’è anche la danzatrice Ngoho Ange\, che con i suoi movimenti esplicita visivamente i contenuti musicali. \nArpista\, pianista\, organista\, compositrice\, nonché ultima compagna nella vita come nell’arte di John Coltrane\, Alice Coltrane ha incarnato un’idea di fare musica come punto di incontro tra culture diverse\, come veicolo per comunicare una profonda spiritualità vissuta intensamente in prima persona. \nCon queste parole la ricorda Hamid Drake: «Avevo 16 anni quando ho incontrato per la prima volta Alice Coltrane\, a un concerto a Ravinia Park\, fuori Chicago. Ci siamo scambiati gli indirizzi e poi ci siamo scritti. La sua creatività ha avuto un fortissimo impatto su numerosi musicisti e ascoltatori. Per me era ed è tuttora molto potente. Mi ha regalato un’apertura spirituale ed estetica che coltivo continuamente. Questo progetto è il mio modo di onorare il grande essere che ha permesso all’adolescente di continuare sulla strada della scoperta\, dello stupore e della ricerca della propria voce».
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SUMMARY:MICHELE SANNELLI & THE GONGHERS
DESCRIPTION:Variazione location concerti della sezione “Scintille di Jazz” programmati al Balzer Globe\n\nLa Fondazione Teatro Donizetti comunica la variazione di location per i tre concerti della sezione “Scintille di Jazz” del festival Bergamo Jazz inizialmente programmati al Balzer Globe di Piazza Dante\, per sopraggiunte problematiche organizzative indipendenti dalla stessa Fondazione.\nIl concerto di Michele Sannelli & The Gonghers in calendario sabato 25 marzo si svolgerà nel Ridotto “G. Gavazzeni”\, presso il Teatro Donizetti\, con inizio alle 23.30\, anziché alle 22.30. Durante i concerti al Ridotto sarà attivo un servizio bar.\nColoro che hanno già effettuato prenotazione per gli appuntamenti al Balzer riceveranno comunicazioni via posta elettronica.\n  \nNati tra le aule del Conservatorio di Milano da un’idea del vibrafonista pugliese Michele Sannelli\, The Gonghers\, vincitori del Primo Premio e Premio del pubblico (sezione gruppi) dell’edizione 2022 del concorso nazionale per giovani talenti “Chicco Bettinardi” organizzato da Piacenza Jazz Club\, hanno da sempre lavorato su una fusione sperimentale del jazz con altri generi musicali. Seppur vicino al prog jazz\, quello che il gruppo fa è musica nel senso più puro del termine\, senza tanto badare ad etichette e classificazioni\, riprendendo in parte il sound elettrico della band prog rock degli anni Settanta Pierre Moerlen’s Gong\, per poi svilupparlo\, con inserti di jazz moderno e di estetica contemporanea. \nSpecial partner di Scintille di Jazz
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LOCATION:Ridotto Gavazzeni – Teatro Donizetti
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SUMMARY:DAN KINZELMAN - Solo
DESCRIPTION:Resist/Evolve è il titolo della solo performance del sassofonista americano Dan Kinzelmann\, da decenni attivissimo in Italia anche con propri gruppi quali gli Hobby Horse\, ascoltati a Bergamo Jazz nel 2021\, e i Ghost Horse. L’dea di fondo è esaminare i limiti dei nostri corpi e delle nostre menti\, attraverso l’urgenza implacabile di sopravvivere\, persistere e creare in condizioni di avversità: tramite l’impiego di speciali tecniche di respirazione\, Dan Kinzelman crea paesaggi sonori ininterrotti e improvvisati\, basati sulle frequenze contenute in una singola nota di sassofono. Durante i primi minuti della performance\, il sassofonista si avvicina ai suoi limiti fisici\, che successivamente tenterà di mantenere\, cercando un equilibrio tra le regole che ha predisposto\, la sua capacità di concentrazione e le capacità fisiche del suo corpo nell’interazione con lo strumento. Il suono viene interrotto solo quando questo equilibrio non può più essere sostenuto. In altre parole\, Resist/Evolve è un’esperienza di ascolto unica\, ogni volta differente\, che Bergamo Jazz ospita in una nuova location\, incastonata in uno degli angoli più belli di Città Alta.
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LOCATION:Chiesa di San Salvatore
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SUMMARY:DJANGO BATES - Piano Solo
DESCRIPTION:«Un gruppo di persone che si godono la musica insieme\, questa è la mia idea di “Good Time”: musica dal vivo\, in tempo reale\, vissuta nel momento stesso in cui viene creata» racconta Django Bates nel presentare questo suo concerto di piano solo\, «Due anni fa\, quando ho cominciato a scrivere nuovi pezzi per pianoforte\, ero in un momento in cui volevo semplificare tutto nella mia vita e così mi sono dedicato a un processo di distillazione. Le composizioni che ne sono emerse\, come “Flurry In The Desert”\, “Iris”\, “My Idea Of A Good Time”\, abbracciano tutti i modi in cui il pianoforte è stato per me nel corso del tempo\, un amico amatissimo. Fin dall’infanzia\, da solo con il mio giocattolo preferito – un malandato D’almaine\, stonato di un semitono – attraverso l’esperienza formativa del gruppo di Dudu Pukwana e di Earthworks di Bill Bruford\, fino ai concerti nei grandi teatri d’Europa con Anouar Brahem\, Dave Holland e Jack DeJohnette\, il pianoforte è sempre stato per me un fedele compagno di vita. Sulle onde di un mare in tempesta\, disseminato dei detriti della nostra epoca\, pubblico e artista in armonia intraprendono insieme un viaggio in cerca del miracoloso\, una ricerca condivisa di pace e serenità». \nClasse 1960\, il pianista britannico Django Bates è un autentico vulcano\, ideatore di svariati progetti\, da gruppi di piccole dimensioni ad orchestre. Ha fatto arte dei First House\, dei Loose Tubes\, oltre che degli Earthworks di Bill Bruford. Tra i suoi album più recenti\, The Study of Touch\, in trio per ECM; e Saluting Sgt. Pepper\, personale rivisitazione del capolavoro beatlesiano realizzato con la Frankfurt Radio Big Band.
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LOCATION:Sala Piatti
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SUMMARY:REIJSEGER-FRAANJE-SYLLA Trio
DESCRIPTION:Ernst Reijseger\, Harmen Fraanje e Mola Sylla costituiscono non un semplice trio musicale che assomma tre spiccate personalità artistiche\, ma un vero e proprio organismo vivente che crea una musica unica\, originale e personalissima. La combinazione crea infatti un sound particolare e dal carattere ben definito\, poetico\, ma anche fatto di humor e brillanti improvvisazioni sostenute da una mirabile tecnica individuale. \nReijseger\, Fraanje e Sylla si conoscono ormai bene\, hanno condiviso molte avventure\, come le colonne sonore dei film di Werner Herzog My Son My Son What Have Ye Done e Cave of Forgotten Dreams.  I loro concerti sono imprevedibili\, sorprendenti\, aperti come sono all’inventiva del momento\, e spaziano anche in atmosfere cameristiche classicheggianti e in evocative canzoni africane\, cantate in wolof\, la lingua nativa di Mola Sylla\, che si alterna a strumenti tradizionali come lo xalam e la m’bira. \nErnst Reijseger\, uno dei musicisti che più hanno legato il proprio nome al festival Clusone Jazz\, è violoncellista di fama internazionale: ha dedicato buona parte della sua carriera a percorrere i territori del jazz e dell’improvvisazione creativa con una predisposizione alla contaminazione con musiche tradizionali del mondo. Per dare un’idea della sua versatilità\, si può partire dalla sua militanza nella ICP Orchestra di Misha Mengelberg e arrivare allo straordinario Clusone Trio con Michael Moore e Han Bennink\, passando dalla collaborazione con il coro sardo Cuncordu e Tenores de Orosei\, senza dimenticare il sodalizio con il regista Werner Herzog. \nIl pianista olandese Harmen Fraanje ha anche collaborato con\, tra gli altri\, Ambrose Akinmusire\, Mark Turner\, Kenny Wheeler\, Arve Henriksen\, Han Bennink\, Trygve Seim\, Theo Bleckmann\, Ben Monder\, Enrico Rava. \nNato a Dakar\, Mola Sylla interpreta le proprie tradizioni culturali con voce affascinante e strumenti tipici della tua terra di origine. È uno dei fondatori del gruppo Senemali\, costituito da artisti senegalesi e maliani\, e di VeDaKi\, quartetto che include musicisti russi e indiani.
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LOCATION:Teatro Sociale
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SUMMARY:RICHARD GALLIANO New York Tango Trio
DESCRIPTION:La serata del 26 marzo sarà composta da 2 set:\nSet 1: RICHARD GALLIANO New York Tango Trio\nSet 2: RICHARD BONA\nIl biglietto comprende entrambi i concerti\nA 13 anni dalla sua precedente apparizione a Bergamo Jazz\, in coppia con il polistrumentista inglese John Surman\, torna sul palcoscenico del Teatro Donizetti colui che ha donato alla fisarmonica una vitalità espressiva mai prima così accentuata\, grazie a quella straordinaria miscela di new musette e new tango di cui lo stesso Richard Galliano si è fatto artefice e autorevole interprete. \n«Jazz\, musette\, tango si nutrono degli stessi ingredienti\, rapporto con la danza\, melodie forti\, armonie precise e raffinate. Con Adrien Moigard e Diego Imbert mi confronto con tutto ciò suonando ogni concerto in modo totalmente libero\, a volte lontano dalla partitura ma mai dall’anima del compositore»\, specifica lo stesso musicista transalpino. \nArrivato a Parigi nel 1975\, Richard Galliano ha fatto subito la conoscenza di Claude Nougaro\, con il quale sarà amico\, fisarmonicista ma anche suo direttore d’orchestra\, fino al 1983. Il secondo incontro decisivo avrà luogo nel 1980\, con Astor Piazzolla: il geniale compositore e bandoneonista argentino lo incoraggerà fortemente a creare la “nuova musette” francese\, come lui stesso in precedenza aveva inventato il “nuovo tango” argentino. \nNell’arco della sua carriera Richard Galliano ha collaborato con un numero impressionante di artisti e musicisti di elevato profilo: in ambito jazz\, Chet Baker\, Eddy Louiss\, Ron Carter\, Wynton Marsalis\, Charlie Haden\, Gary Burton\, Michel Portal\, Toots Thielemans\, Kurt Elling\, Enrico Rava e molti altri ancora; Serge Reggiani\, Claude Nougaro\, Barbara\, Juliette Greco\, Dick Annegarn\, Georges Moustaki\, Allain Leprest\, Charles Aznavour\, Serge Gainsbourg\, per la canzone francese.
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SUMMARY:RICHARD BONA
DESCRIPTION:La serata del 26 marzo sarà composta da 2 set:\nSet 1: RICHARD GALLIANO New York Tango Trio\nSet 2: RICHARD BONA\nIl biglietto comprende entrambi i concerti\nVirtuosismo strumentale alla Jaco Pastorious\, fluidità vocale alla George Benson\, senso della canzone e dell’armonia alla Joao Gilberto e il tutto mescolato con la cultura africana. Il risultato di questa originalissima combinazione non può che essere uno solo: Richard Bona. \nNato in Camerun\, figlio d’arte discendente da un griot\, Richard Bona è approdato a New York a metà degli anni Novanta\, non prima di aver fatto tappe intermedie in Germania e a Parigi: i paragoni con il mitico Jaco si sono subito sprecati ma molto presto ci si è resi conto che quel bassista arrivato dall’Africa brillava di luce propria. E così sono iniziate le collaborazioni altolocate con Harry Belafonte\, la stessa Jaco Pastorius Big Band\, gli Steps Ahead di Mike Mainieri\, Joe Zawinul\, Pat Metheny\, George Benson\, Mike Stern\, Branford Marsalis\, Bobby McFerrin\, Chaka Khan\, Michael e Randy Brecker e via così. \nIn tutto questo Richard Bona non ha mai reciso il legame con le proprie radici: nei numerosi album incisi nelle vesti di leader\, si rileva una naturale inclinazione alla narrazione attraverso i suoni\, che si traduce anche nel prendere posizione su tematiche sociali\, nel difendere i popoli oppressi. Per esempio\, The Ten Shades of Blues\, uno dei suoi album più riusciti\, è una sorta di viaggio tra le diverse sfumature del blues che affiorano nelle musiche del Sahel\, di Brasile\, India\, Stati Uniti e Camerun. \nIn altre parole\, la musica di Richard Bona si potrebbe far confluire nell’area della fusion\, ma con quelle specificità che solo un autore e un musicista con la sensibilità come la sua può esprimere. Una musica che ha la propria principale ragione d’essere in una innata urgenza comunicativa.
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SUMMARY:Cosa nostra spiegata ai bambini
DESCRIPTION:PROMO LAST MINUTE replica di sabato 1° aprile ore 17.00\nApprofitta della promozione last minute\, solo per la replica di sabato 1° aprile alle ore 17.00 lo spettacolo con protagonisti Ottavia Piccolo e I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo ha una riduzione di prezzo del 45%.\nACQUISTA ORA\nA volte\, per spiegare le cose\, dovremmo solo cercare le parole. Trovarle. Infine dirle\, ad alta voce. La cosa più semplice. Raccontare di come a Palermo\, il 19 aprile 1983\, per la prima volta nella storia della città\, una donna\, Elda Pucci\, la Dottoressa\, è eletta Sindaco. Raccontare poi di come sempre nel mese di aprile\, di un anno dopo\, il giorno 13\, Elda Pucci\, la Dottoressa\, è sfiduciata. Raccontare infine di come a distanza di ancora un anno\, il 20 aprile del 1985\, la casa di Piana degli Albanesi di Elda Pucci salta in aria spinta da due cariche di esplosivo. Nel prima\, nel mezzo\, nel dopo\, lì dove tutto si impasta come la calce\, come la colla\, i miliardi dell’eroina\, gli assassinii del Generale Dalla Chiesa\, di Michele Reina\, di Piersanti Mattarella\, di Pio La Torre\, dello scrittore Pippo Fava\, il cemento di Vito Ciancimino\, gli Inzerillo\, i Badalamenti\, i Buscetta\, l’avvento di Totò Riina. Chiddi forti\, chiddi no e chiddi più. E la città di Palermo che per la prima volta\, durante il mandato di Elda Pucci\, la Dottoressa\, si costituisce parte civile in un processo di mafia. Se riuscissimo a spiegare Cosa Nostra come ai bambini\, tutto sarebbe diverso. Eppure le parole più semplici\, a volte\, sono quelle più difficili da trovare\, quelle che solo il teatro riesce a dire. Un’attrice\, un ensemble di voci\, il palcoscenico: la storia di una donna\, di una città\, di un anno. \nOttavia Piccolo e i Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo tornano a confrontarsi in scena con le parole di Stefano Massini\, a dare forma e struttura a un teatro necessario\, civile\, in cui il racconto dell’etica passa attraverso le parole\, i timbri e le azioni di coloro che spesso non hanno voce: personaggi come Haifa in Occident Express o come Elda in Cosa nostra spiegata ai bambini.
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SUMMARY:Opera family: Acquaprofonda
DESCRIPTION:L’opera per le famiglie al Teatro Sociale!\n\nFAMILY LAB: ore 16.30\nLe famiglie sono invitate a partecipare all’incontro Family Lab per imparare insieme i canti e le coreografie per interagire con l’opera\nSPETTACOLO: ore 18.00\n\n\nAcquaprofonda è un’opera lirica contemporanea con musiche originali di Giovanni Sollima su libretto di Giancarlo De Cataldo\, che il Teatro Sociale di Como – AsLiCo ha commissionato\, in coproduzione con il Teatro dell’Opera di Roma. Con quest’opera lirica per bambini e ragazzi della scuola primaria e secondaria di I grado si affronta l’attualissimo tema dell’inquinamento delle acque. \nUna spiaggia\, un’umile casetta\, un’imponente fabbrica: la quotidianità della vita della nostra paladina Serena\, di suo padre\, il Guardiano\, e di Padron Bu\, il proprietario della fabbrica\, viene sconvolta dall’arrivo di una gigantesca creatura marina. Grazie all’aiuto del Vecchio Marinaio\, Serena saprà convincere il padre ad agire correttamente\, e aiuterà la balena a liberarsi dalla tanta plastica nella pancia\, rimettendo a Padron Bu i rifiuti inquinanti della sua attività. \nGuarda il trailer dello spettacolo
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SUMMARY:Diplomazia
DESCRIPTION:PROMO LAST MINUTE replica di martedì 18 aprile ore 10.30\nApprofitta della promozione last minute\, solo per la replica di martedì 18 aprile ore 10.30 lo spettacolo con protagonisti Elio De Capitani e Ferdinando Bruni ha il prezzo speciale di € 10.\nACQUISTA ORA\nÈ una notte parigina cupa\, afosa e opprimente. Il generale Dietrich Von Choltitz è nel suo studio\, una suite dell’Hotel Meurice\, alle prese con l’ordine di distruggere la città. L’alba sembra non arrivare mai. I tedeschi\, che occupano Parigi da qualche anno\, sanno che il progetto di costruire il nuovo impero tedesco\, il terzo Reich\, sta definitivamente naufragando: la tragica capitolazione della Wehrmacht a Stalingrado nel ’43\, lo sbarco in Normandia a giugno e il pur fallito attentato a Hitler il 20 luglio del ’44 sono inequivocabili segni della fine. \nMolti nazisti avevano considerato l’occupazione alla stregua di una vacanza nella città più romantica del mondo\, simbolo di eleganza e di saper vivere. Parigi era diventata per loro un rifugio ovattato dove\, lontani dal clima intossicato di Berlino e dalle campagne fallimentari del Führer\, si discutevano le sorti della guerra seduti a un caffè\, tra un turno di guardia e l’altro. Ma non è più così in quelle settimane dell’estate del 1944: la capitale francese è insorta e le forze della resistenza ignare del terribile incarico del nuovo governatore\, combattono anche quella notte la loro battaglia per cacciare gli invasori\, in attesa delle truppe alleate ormai a pochi chilometri dalla città.\nIl generale Von Choltitz è arrivato in pieno agosto in una città ostile con il compito di eseguire un ordine di Hitler preciso e terribile: distruggerla\, sterminare la popolazione e rendere chiaro al mondo che i tedeschi\, se non fossero stati più in grado di controllare l’Europa\, avrebbero potuto ancora raderla al suolo. \nQuando pensiamo alla storia come a un susseguirsi di date e di fatti concatenati fra loro da un rapporto di necessità\, a volte ci dimentichiamo che dietro a quelle date\, a quegli episodi ci sono delle persone\, ci sono le loro azioni non sempre coerenti. Così\, da un duro generale prussiano di lungo corso come Von Choltitz ci si può solo aspettare che obbedisca agli ordini senza discutere\, tanto più se sta subendo il tremendo ricatto della Sippenhaft\, una legge emanata da Hitler per garantirsi la cieca obbedienza dei suoi sottoposti. È un uomo angosciato che pensa solo a salvare la sua famiglia e i suoi soldati\, anche a costo di milioni di vite umane.\nMa proprio quando tutto sembra deciso e l’orribile piano sta per scattare\, appare l’imprevisto\, l’incidente che cambia la storia\, nelle vesti di un elegante console svedese che lo incanta con l’immagine di un futuro più umano\, che lo affascina facendogli intravedere il mondo in una prospettiva diversa. Raul Nordling è un grande diplomatico svedese\, ma conosce bene Parigi perché ci è nato\, conosce le sue storie piccanti e i suoi passaggi segreti e il suo incarico d’ambasciatore di un paese neutrale lo rende uno snodo vitale di una città cosmopolita\, ricca di storia e di bellezza. Parigi è la sua casa e la deve difendere anche a costo di qualche piccolo sotterfugio.\nDurante quella notte fatale del 25 agosto 1944\, si intrufola nello studio in cui il generale non riesce a trovare riposo\, e fra i due inizia un duello implacabile la cui posta è un’intera città. \nBruni e De Capitani tornano a sfidarsi sul palcoscenico e ci restituiscono i ritratti di due uomini che indossano prima di tutto l’anima e lo spirito del tempo. Uomini che hanno attraversato la storia e hanno contribuito a plasmarla\, che con le loro azioni hanno contribuito a costruire una pace faticosa\, ponendo le basi per la rinascita dell’Europa. Pensiamo sia importante ricordare le prove attraverso cui il consesso delle nazioni di cui facciamo parte è passato per trovare una sua unità\, in un momento in cui sembrano prevalere gli egoismi nazionali.\nNon sappiamo se a Parigi l’alba avrà alleviato la calura opprimente della notte con un soffio di aria fresca\, ma certamente sappiamo che è stata un’alba di riscatto e di libertà e che noi europei dobbiamo gratitudine a quei due uomini per essersi parlati aldilà degli schieramenti\, per aver usato tutte le armi della diplomazia per evitare distruzione e morte. \nElio De Capitani e Francesco Frongia
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SUMMARY:Cyrano de Bergerac
DESCRIPTION:«Andare con il ricordo ad un musical da me visto da ragazzino a Napoli\, nell’ancora esistente Teatro Politeama\, è stato il primo moto di questo nostro nuovo spettacolo. Il musical in questione era il “Cyrano” tratto dalla celeberrima commedia di Rostand\, a sua volta ispirata ad un personaggio storicamente vissuto\, coetaneo del mio amato Molière. Riandare con la memoria a quella esperienza di giovane spettatore è per me risentire\, forte come allora\, l’attrazione per il teatro\, la commozione per una storia d’amore impossibile e quindi fallimentare\, ma non per questo meno presente\, grazie proprio alla finzione della scena. Lo spettacolo che almeno trentacinque anni dopo porto in scena non è ovviamente la riproposizione di quel musical (con le musiche di Domenico Modugno) ma una continua contaminazione della vicenda di Cyrano di Bergerac\, accentuandone più il lato poetico e visionario e meno quello di uomo di spada ed eroe della retorica\, con delle rielaborazioni di quelle musiche\, ma anche con elaborazioni di altre musiche\, da Èdith Piaf a Fiorenzo Carpi. Un teatro canzone\, o un modo per raccontare comunque la famosa e triste vicenda d’amore tra Cyrano\, Rossana e Cristiano attraverso non solo le parole ma anche le note\, che a volte fanno ancora di più smuovere i cuori\, e riportarmi a quella vocazione teatrale\, che è nata anche grazie al dramma musicale di un uomo che si considerava brutto e non degno d’essere amato. Un uomo\, o un personaggio\, in fondo salvato dal teatro\, ora che il teatro ha più che mai bisogno di essere salvato». \nArturo Cirillo
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SUMMARY:Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa
DESCRIPTION:Eugenio Barba accompagna Lorenzo Gleijeses da molti anni intercettando e esaltando le qualità e le intuizioni di un percorso di formazione e conoscenza\, contaminato con il metodo della storica compagnia di Hostelbro e nato all’interno dell’Odin quando Lorenzo era ancora un ragazzo.\nRisultato di questo ‘percorso di accompagnamento’ sono stati spettacoli\, incontri e seminari in Italia e in Europa che hanno cementato e rafforzato il rapporto unico tra Barba\, Julia Varley e Lorenzo Gleijeses\, fino a questa prima regia firmata da Barba (con Gleijeses) al di fuori dell’Odin Teatret.\nLa scintilla che ha messo in moto il processo di creazione è scaturita dallo stridore e dalle assonanze generati dall’accostamento dell’opera di Kafka con gli oggetti coreografici creati da Michele Di Stefano con Lorenzo Gleijeses. Ne è nato uno spettacolo in cui si intersecano tre diversi nuclei narrativi: alcuni elementi biografici dello stesso Kafka; la vicenda del personaggio centrale de La Metamorfosi\, Gregorio Samsa e quella di un immaginario danzatore omonimo che rimane prigioniero della ripetizione ossessiva dei propri materiali performativi in vista di un imminente debutto. \n«Gregorio Samsa è convinto che attraverso una ripetizione ossessiva delle sue partiture sia possibile arrivare ad un altro livello di precisione tecnica e di qualità interpretativa ma\, di contro\, il suo perfezionismo lo catapulta in un limbo in cui si erodono i confini tra reale e immaginario\, lavoro e spazio intimo\, tra teatro e vita quotidiana. Si scontrano\, allora\, le esigenze del mondo esterno e le sue profonde necessità personali. Samsa ripete le sue sequenze coreografiche\, come un novello Sisifo\, per una pulsione psicopatologica? Oppure è semplicemente mosso dal desiderio di spingere al massimo i risultati del suo lavoro e dal sogno utopico di superare i limiti imposti dalla sua natura umana? I movimenti che Gregorio prova senza posa sono frutto di un impegno professionale e di un lavoro di concezione minuzioso tale da acquisire una ponderatezza e un equilibrio che le azioni della sua vita reale non possiedono.\nGregorio è come un ragno che non può evitare di tessere la propria tela. La sua ricerca artistica\, che mira alla libertà\, doppia la sua stessa vita\, acquisisce una ricchezza labirintica che sarà squarciata dalla volontà di inseguire sé stesso». \nLorenzo Gleijeses
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SUMMARY:FRANCESCO CHIAPPERINI “On The Bare Rocks and Glaciers”
DESCRIPTION:INTERNATIONAL JAZZ DAY\nIn collaborazione con UNIACQUE\nA causa delle avverse condizioni metereologiche previste per domenica 30 aprile\, il concerto si svolgerà presso la Chiesa della Beata Vergine del Paradiso a Clusone in Piazza del Paradiso.\nResta invariato l’orario di inizio del concerto: ore 15.00\nAnche quest’anno Bergamo Jazz esce dalla città per celebrare in Val Seriana l’International Jazz Day\, nei pressi della Sorgente Nossana di Ponte Nossa\, una delle principali sorgenti gestite da UniAcque\, società che si occupa del servizio idrico per Bergamo e provincia\, e luogo particolarmente suggestivo grazie al quale il Festival sottolinea la propria vocazione green. \nSolo con un sistema di rete forte\, che prevede sinergie con istituzioni nazionali e locali e con partner pubblici e privati\, possiamo costruire il servizio idrico del futuro perseguendo gli obiettivi tracciati\, all’insegna di economia circolare e sviluppo sostenibile. Il nostro sostegno a Bergamo Jazz conferma la profonda vicinanza tra Uniacque e il mondo della cultura\, mostrando come sia possibile creare una vera sinergia tra questi due mondi. Grazie a un programma vario e intrigante che riserva il giusto spazio alla tradizione senza rinunciare a sperimentare\, questo festival continua a rendere onore al nostro territorio – Luca Serughetti\, Presidente di Uniacque \nAnche la musica avrà un significato simbolico: il progetto di Francesco Chiapperini On The Bare Rocks and Glaciers si rifà esplicitamente al mondo alpino\, inteso come paesaggio ma soprattutto come pensiero forte di un mondo proiettato verso il cielo.  Il titolo del lavoro è tratto dalla “Preghiera degli Alpini” di Giovanni Veneri\, che proprio nelle parole iniziali recita «Su le nude rocce e i perenni ghiacciai\, armati come siamo di fede e d’amore\, ti preghiam Signore: proteggi le mamme\, proteggi le spose i figli e i fratelli». \nIl sestetto allestito dal clarinettista\, cinque strumenti a fiato e violino\, spazia tra brani originali e la rielaborazione di composizioni che fanno della montagna la protagonista delle note. La musica che ne deriva si prefigge di ricreare l’organicità di un coro\, quello degli alpini\, e questa coralità viene percorsa\, stravolta e rimaneggiata a favore dei temi popolari che cantano le gesta degli uomini che vissero\, e anche vi combatterono\, sulle montagne. \nNon solo: la montagna\, in letteratura\, è stata anche spesso accostata ad elementi di spiritualità e di magia. Da qui la scelta di esplorare anche questi territori inserendo all’interno del repertorio brani che prendessero spunto da tali elementi. La scelta di un organico così particolare e variegato\, che trae spunto dalla musica cameristica europea\, conferisce alle note suonate un sapore nuovo\, ma allo stesso tempo porta l’ascoltatore all’interno di una dimensione familiare\, quasi come se la musica lo circondasse con un abbraccio\, appunto\, corale. \nNAVETTE ARRIVA ITALIA\nSarà disponibile un servizio navetta messo a disposizione da Arriva Italia in partenza alle ore 14.00 e alle ore 14.30 dal parcheggio del Centro Sportivo di Ponte Nossa (via Europa) con arrivo davanti alla Chiesa della Beata Vergine del Paradiso di Clusone. Sarà possibile usufruire dello stesso servizio al termine del concerto.\nServizio gratuito su prenotazione contattando la Biglietteria della Fondazione Teatro Donizetti.
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CATEGORIES:Bergamo Jazz Festival,Eventi speciali - Bergamo Jazz Festival,FUORI ABBONAMENTO
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SUMMARY:Donizetti Revolution vol. 9
DESCRIPTION:Donizetti rivoluzionario dell’arte\, inventore del romanticismo musicale italiano\, sempre avanti sul suo tempo\, geniale creatore di storie in cui ancora crediamo perché sono dinamite emozionale che ci esplode nel cuore e nel cervello. \nPresenting partner della Donizetti Revolution vol. 9 è\nAutomha è una realtà multinazionale italiana che dal 1979\, anno della sua fondazione\, è cresciuta fino a diventare punto di riferimento nel settore intralogistico. Progetta\, produce e installa magazzini automatici per l’ottimizzazione della supply chain all’interno di centri di distribuzione e stabilimenti produttivi in tutto il mondo.\nOltre alle sedi produttive di Bergamo\, conta sei uffici commerciali esteri dislocati tra Cina\, Messico\, Canada\, Stati Uniti\, Spagna e India. La mission di Automha si basa su una spiccata attenzione nei confronti dell’innovazione al fine di garantire la massima soddisfazione dei Clienti. Con il progetto CSR Automha hand l’azienda sostiene\, inoltre\, iniziative di promozione sociale\, culturale e ambientale. Con un fatturato consolidato annuo di 85 milioni di euro e 230 dipendenti\, Automha si offre quale partner perfetto e affidabile per gestire e semplificare i processi intralogistici al fine di garantire una gestione ottimale delle logiche di magazzino.
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