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SUMMARY:DeCineForum Donizetti
DESCRIPTION:Visioni guidate delle opere in occasione della decima edizione del festival Donizetti Opera \n  \nNasce una nuova rassegna in occasione del decennale del festival: DeCineForum Donizetti\, cinque appuntamenti per altrettante opere da guardare e comprendere insieme.\nA cura della sezione scientifica del Donizetti Opera\, questo “cineforum” musicale desidera accompagnare il pubblico verso il festival nei mesi in cui non sono in programma appuntamenti dal vivo. Nella Sala Musica del Teatro Donizetti\, predisposta per una ottimale fruizione audio-video\, saranno proposti cinque titoli donizettiani\, particolarmente significativi per la carriera del compositore\, scelti tra le produzioni allestite in questi dieci anni dal festival\, registrati dalla casa discografica Dynamic e appartenenti a generi differenti: all’opera semiseria all’opera buffa ai grandi melodrammi.\nNel dettaglio: sabato 20 aprile (ore 14.30) sarà proiettato Enrico di Borgogna\, titolo del ciclo #Donizetti200 andato in scena al Teatro Sociale nel 2018\, a duecento anni dal debutto al Teatro San Luca di Venezia (melodramma in due atti del genere semiserio su libretto di Bartolomeo Merelli)\, con la direzione di Alessandro De Marchi\, la regia di Silvia Paoli e un cast di interpreti di rilievo come Anna Bonitatibus\, Sonia Ganassi e Luca Tittoto. La proiezione sarà preceduta dalla presentazione di Candida Mantica.\nLivio Aragona presenterà il secondo titolo in programma\, sabato 27 aprile (ore 14.30) Olivo e Pasquale\, melodramma giocoso in due atti su libretto di Jacopo Ferretti\, messo in scena al Teatro Sociale di Bergamo in occasione del festival 2016 nella versione dell’autunno 1827\, realizzata per il Teatro Nuovo di Napoli con l’alternanza di dialoghi parlati e numeri cantanti\, con la parte di Pasquale in napoletano. Sul podio Federico Maria Sardelli\, regia di operAlchemica (Ugo Giacomazzi e Luigi Di Gangi)\, interpreti vocali Bruno Taddia\, Filippo Morace\, Laura Giordano e Pietro Adaini.\nSabato 25 maggio (ore 14.30) torna Candida Mantica per presentare Lucrezia Borgia\, melodramma in un prologo e due atti su libretto di Felice Romani\, capolavoro tragico di Donizetti che sarà proiettato nella versione andata in scena al Teatro Sociale nel 2019 con la regia di Andrea Bernard\, la direzione di Riccardo Frizza e protagonisti Carmela Remigio\, Xabier Anduaga\, Marko Mimica e Varduhi Abrahamyan.\nIn autunno\, quando l’edizione n. 10 del Donizetti Opera sarà alle porte\, si terranno altre due proiezioni: sabato 28 settembre L’ange de Nisida\, su libretto di Gustave Vaëz e Alphonse Royer\, che avrebbe dovuto debuttare al Théâtre de la Renaissance di Parigi nel 1839\, e che ha invece ricevuto la sua prima\, acclamata\, rappresentazione in forma scenica proprio al Donizetti Opera nel 2019 con la regia di Francesco Micheli e Jean-Luc Tingaud sul podio; e infine domenica 29 settembre La favorite\, grand-opéra su libretto di Gustave Vaëz\, Alphonse Royer ed Eugène Scribe\, nella versione integrale andata in scena al Teatro Donizetti nel 2022 diretta da Riccardo Frizza e la regia di Valentina Carrasco. Queste due produzioni rappresentano due vette del Donizetti Opera\, avendo vinto entrambe il Premio Abbiati della critica musicale italiana\, l’Ange de Nisida il Premio Speciale e La favorite miglior spettacolo dell’anno. \nCalendario\n\nSabato 20 aprile 2024\, ore 14.30 | Sala della Musica\, Teatro Donizetti \nEnrico di Borgogna\n\n\nDurata della riproduzione: 152 minuti circa (intervallo di 20 minuti)\nPresentazione a cura di Candida Mantica \n\n\n\nScopri di più\nPrenota ora\n\n\nSabato 27 aprile 2024\, ore 14.30 | Sala della Musica\, Teatro Donizetti \nOlivo e Pasquale\n\n\nDurata della riproduzione: 151 minuti circa (intervallo di 20 minuti)\nPresentazione a cura di Livio Aragona \n\n\n\n\nScopri di più\nPrenota ora \n\nSabato 25 maggio 2024\, ore 14.30 | Sala della Musica\, Teatro Donizetti \nLucrezia Borgia\n\n\nDurata della riproduzione: 144 minuti circa (intervallo di 20 minuti)\nPresentazione a cura di Candida Mantica \n\n\n\nScopri di più\nPrenota ora\n\n\nSabato 28 settembre 2024 | Sala della Musica\, Teatro Donizetti \nL’Ange de Nisida\n\n\nDurata della riproduzione: 180 minuti circa (intervallo di 20 minuti) \n\n\n\nScopri di più\nPrenota gratuitamente da settembre\n\n\n\n\n\n\nDomenica 29 settembre 2024 | Sala della Musica\, Teatro Donizetti \nLa Favorite\n\n\nDurata della riproduzione: 190 minuti circa (intervallo di 20 minuti) \n\n\n\nScopri di più\nPrenota gratuitamente da settembre
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LOCATION:Sala della Musica “M. Tremaglia” – Teatro Donizetti
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SUMMARY:SIMONE GRAZIANO piano solo at Sunset
DESCRIPTION:SIMONE GRAZIANO pianoforte \nIl 30 aprile Bergamo Jazz celebra la giornata internazionale del jazz con un evento straordinario sulle Mura di Bergamo\, bene tutelato dall’UNESCO che dal 2011 promuove in tutto il mondo lo stesso International Jazz Day. Al tramonto\, il pianista Simone Graziano accompagnerà il calare del sole lasciando fluire il suo estro improvvisativo. Un evento che sottolinea i valori di condivisione del jazz e testimonia ulteriormente il legame di Bergamo Jazz Festival con il proprio territorio. \nSimone Graziano è uno dei nomi più in vista e musicalmente interessanti dell’attuale panorama jazzistico italiano. Grazie ai numerosi progetti di cui è ideatore\, ha raccolto il consenso unanime della critica specializzata ed è stato votato fra i migliori artisti\, gruppi e dischi Italiani in varie edizioni del referendum Top Jazz di Musica Jazz. Il suo album più recente\, Embracing the Future\, è un’esplorazione solitaria del pianoforte\, appositamente preparato per ottenere sonorità inedite. \nINTERNATIONAL JAZZ DAY \nLocandina\n\nSimone Graziano pianoforte
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LOCATION:Mura di Bergamo\, Bergamo\, 24129\, Italia
CATEGORIES:Bergamo Jazz Festival,Eventi speciali - Bergamo Jazz Festival
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SUMMARY:Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo
DESCRIPTION:EDIZIONE 2024\n\n\n\n\nVIENNA SKYLINE\n\nIl Festival Pianistico si prepara a tagliare il nastro della 61esima edizione con un programma dedicato a Vienna\, la capitale europea dove alcuni dei più grandi compositori – Mozart\, Beethoven\, Schubert\, Brahms – diedero alla luce i propri capolavori. Main Partner della 61esima edizione Intesa Sanpaolo. \nVIENNA SKYLINE \nQuello del 61°Festival sarà un viaggio lungo 200 anni che avrà come protagonista una capitale la cui storia sembra fondersi con le note di Mozart\, Beethoven\, Brahms. Viennesi di nascita o d’adozione\, molti grandi musicisti hanno trovato nella città austriaca il luogo del cuore. Oggi Vienna viene considerata tra le città con la qualità di vita più alta al mondo: è infatti un habitué del podio del Global Liveability Index\, il rapporto annuale dell’Economist Intelligence Unit che classifica le città più vivibili del pianeta. Una città che ha saputo fondere la propria anima conservatrice con l’avanguardia: la rivoluzione schönberghiana non ha certo voluto cancellare l’amore dei viennesi per il valzer\, ma ha indubbiamente cambiato il corso della storia della musica. \nOMAGGIO AD ANTON BRUCKNER \nNel 2024 ricorre il bicentenario della nascita di uno dei massimi sinfonisti del XIX secolo\, Anton Bruckner. Per la prima volta viene eseguito al Festival Pianistico di Brescia e Bergamo uno dei capolavori del compositore austriaco\, la Quarta Sinfonia detta “Romantica”. \n\n\n\n\nPer scoprire il programma dettagliato\, clicca qui:\nFESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE DI BRESCIA E BERGAMO
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SUMMARY:Donizetti Revolution vol. 10
DESCRIPTION:La “Donizetti Revolution” è\, sin dalla sua prima edizione\, la chiave migliore per aprire le porte del festival dedicato a Gaetano Donizetti: una serata per scoprire nuovi dettagli sulla vita\, l’opera e la creatività del compositore bergamasco. Francesco Micheli\, direttore artistico del festival\, presenta al pubblico il Donizetti Opera 2024.\nUn nuovo intreccio di musica\, parole\, immagini e video\, con cui entrare nel mondo di Gaetano e conoscere da vicino le opere che compongono il cartellone del prossimo festival. \nDonizetti rivoluzionario dell’arte\, inventore del Romanticismo musicale italiano\, sempre avanti sul suo tempo\, geniale creatore di storie in cui ancora crediamo perché sono dinamite emozionale che ci esplode nel cuore e nel cervello. \nMolti gli ospiti di questa Donizetti Revolution vol. 10 tra cui i soprani Sabrina Gárdez e Marianna Mappa\, il celebre baritono Simone Piazzola\, David Blank che molti ricorderanno protagonista nel 2023 di LU OpeRave\, e ancora Riccardo Frizza (direttore musicale del festival) e Paolo Fabbri (direttore scientifico). Al pianoforte Hana Lee. \nPresenting partner della Donizetti Revolution vol. 10 è\nAutomha è una realtà multinazionale italiana che dal 1979\, anno della sua fondazione\, è cresciuta fino a diventare punto di riferimento nel settore intralogistico. Progetta\, produce e installa magazzini automatici per l’ottimizzazione della supply chain all’interno di centri di distribuzione e stabilimenti produttivi in tutto il mondo.\nOltre alle sedi produttive di Bergamo\, conta sei uffici commerciali esteri dislocati tra Cina\, Messico\, Canada\, Stati Uniti\, Spagna e India. La mission di Automha si basa su una spiccata attenzione nei confronti dell’innovazione al fine di garantire la massima soddisfazione dei Clienti. Con il progetto CSR Automha hand l’azienda sostiene\, inoltre\, iniziative di promozione sociale\, culturale e ambientale. Con un fatturato consolidato annuo di 85 milioni di euro e 230 dipendenti\, Automha si offre quale partner perfetto e affidabile per gestire e semplificare i processi intralogistici al fine di garantire una gestione ottimale delle logiche di magazzino. \nLocandina\n\nDi e con Francesco Micheli\nDrammaturgia in collaborazione con Alberto Mattioli \ne con\nSabrina Gárdez e Marianna Mappa soprani\nSimone Piazzola baritono\nDavid Blank voce\nHana Lee pianoforte\nRiccardo Frizza direttore musicale del festival\nPaolo Fabbri direttore scientifico
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SUMMARY:Vinicio Capossela. Con i tasti che ci abbiamo tour
DESCRIPTION:Con i tasti che ci abbiamo \n “I tasti del pianoforte\, smontati\, sembrano spazzolini da denti per elefanti\, o metri di legno da muratore. Privati del loro compito\, e del complesso dello strumento per il quale sono costruiti\, diventano lunghe dita inarticolate\, smaltate in punta\, a volte di bianco a volte di nero. Schegge di qualcosa che si è rotto\, di un mondo fatto a pezzi come da un congegno che ti è esploso tra le mani.\nCon i tasti che ci abbiamo\, ci siamo fatti infilzare senza che nessuna beatitudine ne sia venuta. Ma sono venute tredici canzoni\, fastidiose e urgenti.\nSono canzoni che non si sottraggono al tempo che le ha generate\, riguardano temi di cui non c’è bisogno di parlare: sono i temi del pericolo e della grazia\, che viviamo in dimensione collettiva\, messi sul piatto e serviti con tasti rotti come posate. Pezzi di legno e smalto che a volte feriscono a volte carezzano\, a volte grattano la schiena. Possono essere schegge\, coltelli o amuleti\, ma è comunque tutto quello che abbiamo per affrontare i mostri fuori e dentro di noi.\nAffrontarli insieme è meglio che affrontarli da soli.\nCon i tasti che ci abbiamo suoneremo e parleremo e canteremo nel riparo dei teatri in autunno. Il cuore urgente (per citare il telegrafista di Jannacci) non ha bisogno di maschere\, scenografie e infingimenti\, è un cuore messo a nudo\, una radiografia a torace aperto. Soltanto riconoscendo la nostra finitezza possiamo costruire sui nostri limiti delle possibilità. Ed è quello che cercheremo di fare il prossimo autunno nei teatri\, declinando il concetto dell’urgenza nell’essenzialità della musica\, con una formazione di musicisti e musiciste aperta ad accogliere\, di città in città\, l’ospite e con un repertorio a scaletta libera incentrato sul perno di queste tredici canzoni\, in una specie di mensa all you can eat a cui mangeremo tutti.\nImpeggiamo per immegliarci e tutto sarà stato un regalo.” \nVinicio Capossela \n  \nNuove città ospiteranno CON I TASTI CHE CI ABBIAMO – TREDICI CANZONI URGENTI IN TEATRO\, il tour con cui Vinicio Capossela presenta l’ultimo lavoro discografico Tredici Canzoni Urgenti\, vincitore della prestigiosa Targa Tenco 2023 nella categoria Miglior Album in assoluto. \nSABATO  4 maggio Vinicio Capossela sarà al Teatro Donizetti di Bergamo \nAd accompagnare Vinicio Capossela sul palco Andrea Lamacchia al contrabbasso\, Piero Perelli alla batteria\, Alessandro “Asso” Stefana alla chitarra\, Raffaele Tiseo al violino\, Daniela Savoldi al violoncello\, Michele Vignali al sassofono. \nBergamo è uno degli ultimi preziosi appuntamenti di un viaggio in musica che nell’autunno del 2023 ha attraversato tutta la Penisola\, toccando ben 29 città (35 repliche) e collezionando numerosi sold out\, riscuotendo gli entusiasmi di pubblico e critica. Concerti durante i quali l’artista prende per mano gli spettatori guidandoli attraverso le tracce del suo ultimo lavoro discografico\, Tredici Canzoni Urgenti. Un disco che sviscera tematiche sociali e legate all’attualità come forse mai prima nella carriera del cantautore\, che si traduce in un tipo di esecuzione che esalta le parole\, per ascoltare nella pulizia dell’espressione musicale la loro importanza. \nOltre alle canzoni del nuovo disco\, ci sarà anche spazio per alcuni dei più preziosi brani dell’ampio repertorio caposseliano. \nTredici canzoni urgenti (una produzione La Cupa) è il nuovo album di Vinicio Capossela uscito lo scorso 21 aprile su etichetta Parlophone per Warner Music Italy e presentato al Conservatorio di Milano lo scorso 20 aprile in un atto unico ricco di ospiti.\nTredici nuove canzoni scritte fra febbraio e giugno del 2022 e registrate nei mesi seguenti come diretta conseguenza del momento storico che stiamo vivendo.\nUn disco musicalmente polimorfo e collettivo\, che contiene molti strumenti\, musicisti e ospiti\, e che alterna diverse forme musicali\, dalla folìa cinquecentesca al reggae and dub anni ‘90. Ballate\, waltz\, jive e un cha cha cha costituiscono l’universo musicale di canzoni che nascono dall’urgenza di interpretare e dare voce ai problemi più stringenti del momento storico che stiamo vivendo. Un campionario di mali che abbiamo quotidianamente davanti ai nostri occhi ma che – schiacciati dall’incessante berciare della società dello spettacolo (che è sempre più la società dell’algoritmo) – non riusciamo più a vedere\, a sentire\, a capire.
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SUMMARY:Mio padre
DESCRIPTION:Domenica 6 maggio 1945\, alle 10 e tre quarti\, mio padre\, nome di battaglia Bepi\, mio zio Vladimiro e il tenente degli alpini Stelio Luconi – medaglia d’oro al valor militare in Russia – scoprono di aver vinto la Seconda Guerra Mondiale. \nQuando è morto mio padre\, mi sono svegliato di colpo\, come ci si sveglia dopo una festa in cui non ti divertivi e hai bevuto anche il profumo in bagno.\nÈ mattina\, ti svegli e stai male\, ma il peggio è che non ti ricordi niente\, e c’è un casino da mettere a posto. E tuo papà\, che era bravo a mettere a posto\, non c’è più.\nCosì sono finiti i miei favolosi anni Novanta. La fine di una festa\, la nascita di una nuova consapevolezza.\nCome Telemaco\, ma più vecchio e sovrappeso\, mi sono messo alla ricerca di mio padre e della sua storia di partigiano\, e prigioniero\, ma più ancora della sua Odissea di ritorno in un’Italia devastata dalla guerra. Sperando di trovare un insegnamento su come si mettono a posto le cose.\nAndrea Pennacchi \nTeatrista dal 1993\, è autore di numerose opere teatrali tra le quali Eroi\, Mio padre – appunti sulla guerra civile\, Una Piccola Odissea. Coprotagonista della serie Petra per Sky e Tutto chiede salvezza per Netflix\, ha recitato in diversi film\, tra cui Io sono Lì e Welcome Venice\, entrambi per la regia di Andrea Segre\, ne La sedia della felicità a firma di Carlo Mazzacurati\, e in Suburra diretto da Stefano Sollima. Nel 2018 recita l’ormai noto monologo This is Racism – Ciao terroni\, grazie al quale viene convocato come ospite fisso a Propaganda Live (La7). Ha pubblicato Pojana e i suoi fratelli\, La guerra dei Bepi\, La storia infinita del Pojanistan (People\, 2020 e 2021)\, Shakespeare and me (People\, 2022)\, Eroi\, (People\, 2023). Nel 2023 vince il Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista per la serie Tutto chiede salvezza. \nLa compagnia\nLa compagnia Teatro Boxer dal 2004\, anno della sua nascita\, ha realizzato diverse attività nel campo teatrale. Guidata dall’autore e attore padovano Andrea Pennacchi\, dottore di ricerca in linguistica\, filologia e letterature anglo – germaniche\, Teatro Boxer produce spettacoli di prosa e lezioni – spettacolo per ragazzi\ndelle superiori\, distribuite grazie alla collaborazione con il circuito Arteven. \nIn oltre dieci anni di attività ha portato in scena molti spettacoli\, tra i quali: Trincee: risveglio di primavera\, Eroi – finalista al Premio off del Teatro Stabile del Veneto – Raixe storte\, Quel veneto di Shakespeare\, Lacrime d’amianto\, Imprenditori e Cena con l’apocalisse\, scritta a quattro mani con Natalino Balasso.\nUltimo monologo di Pennacchi Mio padre\, appunti sulla guerra civile. Numerose le sue lezioni spettacolo per i ragazzi delle superiori: Una feroce primavera\, Viva Verdi!\, Galileo – Le montagne della luna e altri miracoli\, Capitan Salgari alla riscossa\, Il Tao di Bruce Lee (un drago in giardino). Insieme a Francesco Gerardi\ne con la guida di Gigi dall’Aglio\, nel 2018 è nata La ferita nascosta – come ho conosciuto Aldo Moro\, i suoi rapitori e quella foto lì. \nUltime\, giovani\, produzioni che hanno debuttato negli scorsi anni sono The merry wives of Windsor\, A midsummer night’s dream\, Gulliver’s travels\, spettacoli in lingua inglese pensato per gli studenti delle scuole superiori. Nuovissime le lezioni spettacolo Shakespeare at work e LOL – ladies of literature\, per scuole medie e superiori. Negli ultimi anni ha curato la direzione artistica e tencica di Terrevolute – Festival della bonifica a San Donà di Piave e la rassegna Odeo days di Padova. \nAndrea Pennacchi\nTeatrista dal 1993\, il suo viaggio è iniziato col Teatro Popolare di Ricerca di Padova. Si è formato come attore seguendo maestri come Eimuntas Nekrosius\, Carlos Alsina\, e Cesar Brie\, Laura Curino e Gigi Dall’aglio. Ha composto Eroi\, finalista al Premio Off del Teatro Stabile del Veneto\, con il supporto di Giorgio Gobbo e\nSergio Marchesini. Seguito\, nella trilogia della guerra da: Trincee: risveglio di primavera e Mio padre: appunti sulla guerra civile. Ha debuttato nella drammaturgia con Villan People prodotto da Pantakin\, poi selezionato al festival Tramedautore del Piccolo Teatro Grassi di Milano e premio Fersen alla regia 2014. Per anni\, con la collaborazione di Arteven\, ha ideato e portato in scena una serie di lezioni-spettacolo con le quali ha girato le scuole superiori del Veneto: Viva Verdi\, Galileo – Le montagne della Luna e altri miracoli\, Le avventure di Capitan Salgari e Una feorce primavera. Progetti dedicati alle scuole che tuttora girano grazie a Teatro Boxer\, compagnia da lui fondata. \nÉ direttore artistico\, di Terrevolute – festival della bonifica e della rassegna Odeo days. Ha recitato in cinque produzioni del Teatro Stabile del Veneto sotto la direzione di registi come Damiano Michieletto\, Bepi Emiliani e Emanuele Maria Basso e Natalino Balasso. Ha inaugurato la stagione 2019/2020 del Teatro Verdi\ndi Padova con DA QUI ALLA LUNA\, spettacolo scritto da Matteo Righetto e musicato da Giorgio Gobbo insieme all’Orchestra di Padova e del Veneto. \nPer il cinema\, ha iniziato recitando la parte di Sandro in Io sono Li di Andrea Segre\, per Carlo Mazzacurati ha recitato ne La sedia della felicità. Altre sue apparizioni sono in Leoni\, Suburra e Il colore nascosto delle cose di Silvio Soldini. Per la televisione\, oltre ad essere stato il Ragionier Galli ne Il paradiso delle signore\, ha lavorato in L’Oriana\, Grand Hotel\, Non Uccidere 2\, Don Matteo\, e A un passo dal Cielo. \nÉ co-protagonista insieme a Paola Cortellesi di Petra\, serie Sky. Il venerdì è ospite di Propaganda live con il suo personaggio: Pojana. Ha vinto il premio al Festival della Satira di Forte dei Marmi 2020. \nHa pubblicato Pojana e i suoi fratelli e La guerra dei Bepi per People \nLocandina\n\ndi e con Andrea Pennacchi\nmusiche dal vivo Giorgio Gobbo (chitarra e voce) e Gianluca Segato (lap steel guitar) \nproduzione Teatro Boxer \nDurata 90′ senza intervallo
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SUMMARY:Il Piccolo Compositore Academy
DESCRIPTION:Il grande school party del festival Donizetti Opera e del Teatro Donizetti per scoprire cosa succede sul palcoscenico e dietro le quinte! \nIl 10 maggio 2024 il Teatro Donizetti apre le sue porte ai ragazzi e alle ragazze delle scuole superiori che avranno la possibilità di frequentare vari laboratori dedicati al teatro\, alla musica\, alle maestranze e ai professionisti teatrali; a seguire potranno assistere alla messinscena dell’opera di Giovanni Simone Mayr Il piccolo compositore di musica realizzata da cinque istituti superiori della città\, con raccordi e interventi di Francesco Micheli\, direttore artistico del festival Donizetti Opera. \nIL PROGETTO \nA dicembre 2023 il festival Donizetti Opera ha presentato in prima assoluta Il piccolo compositore di musica\, un’opera scritta da Giovanni Simone Mayr\, maestro di Gaetano Donizetti\, proprio per i suoi allievi. La partitura è stata ritrovata e ricostruita da Candida Mantica\, musicologa della sezione scientifica del festival nella Biblioteca Angelo Mai di Bergamo.\nL’opera è il saggio di fine corso delle “Lezioni caritatevoli” del 1811 e vede in scena proprio Donizetti con alcuni compagni di classe\, intenti a provare per il saggio finale. Da queste pagine conosciamo un Donizetti un po’ saccente e sbruffone che provoca in fretta la reazione dei compagni che lo tormentano con vere e proprie azioni che oggi diremmo di bullismo.\nQuest’opera è diventata uno strumento educativo che ci ha permesso di lavorare con gli studenti delle scuole superiori proprio sul tema del bullismo e delle relazioni tra pari\, sempre in prima linea nei percorsi scolastici.\nA partire da un canovaccio scritto appositamente da Silvia Briozzo (regista teatrale ed esperta di teatro ragazzi)\, da gennaio 2024 cinque istituti superiori della città e della provincia (Liceo Lussana\, Liceo Secco Suardo\, Istituto Mamoli\, Istituto Pesenti\, Ente di formazione professionale Sacra Famiglia) stanno lavorando ad una loro personale messinscena della partitura di Mayr come saggio scolastico.\nLa Fondazione Teatro Donizetti in particolare con il festival Donizetti Opera\, oltre a condividere questa opportunità e offrendo il maggior palcoscenico cittadino\, desidera creare un’azione didattica ampia con più istituti\, offrendo non solo l’occasione per una riflessione sul tema del bullismo\, ma anche sulla formazione teatrale e professionale: a tutte le scuole secondarie di secondo grado sarà infatti proposta una mattinata in teatro per poter assistere allo spettacolo dei coetanei e seguire dei laboratori a scelta\, per far conoscere meglio il mondo del teatro\, le sue professionalità\, e l’arte della recitazione e del canto.\nLa mattinata del 10 maggio 2024 sarà quindi una vera occasione di festa e formazione al Teatro Donizetti che accoglierà più di 600 studenti: 100 saranno in scena\, cioè le cinque classi che rappresenteranno una scena del Piccolo compositore; altri 500 avranno la possibilità di frequentare tre laboratori ciascuno a scelta in più di 10 ambienti del Teatro Donizetti\, tra sale prova\, sottopalco\, falegnameria\, sale conferenze\, camerini\, sale storiche…\nL’esperienza del teatro è soprattutto da vivere in prima persona\, provando l’emozione di calcare un grande palcoscenico dove portare il frutto di un lavoro lungo quasi un anno oppure avendo la possibilità di conoscere e sperimentare nuove discipline e nuove professioni poco note agli studenti: direttore di scena\, regista\, macchinista\, sarto\, attrezzista\, fotografo teatrale\, critico musicale\, direttore d’orchestra…\nLa partecipazione alla mattinata di attività è gratuita per tutti gli studenti; è necessario iscriversi e prenotare i laboratori\, poiché hanno capienze diverse (3 laboratori per ogni studente iscritto). \nTIMETABLE DELLA MATTINATA\nore 8 accoglienza all’ingresso del Teatro Donizetti\nore 8.30 – 9 laboratorio 1\nore 9.15 – 9.45 laboratorio 2\nore 10 – 10.30 laboratorio 3\nore 11.30 – 13 Il piccolo compositore\, allestimento delle 5 scuole coinvolte \nELENCO DEI LABORATORI\n\n1. Team creativo\, come nasce la regia di un’opera\nIl regista Manuel Renga ci racconta come nasce l’idea registica della messinscena di un’opera\, dal momento della chiamata del direttore artistico al “Chi è di scena”.\nLuogo: Ridotto Gavazzeni\, Teatro Donizetti\nCapienza: 100 studenti\nRelatore: Manuel Renga\, regista d’opera e di prosa \n2. L’attrezzista di scena\, per una messinscena credibile\nChi si occupa di tutti i piccoli e grandi oggetti in scena? Chi ha la capacità di trasformare un bicchiere comune in un santo Graal? Chi mette i fiori in mano a Romeo prima che entri in scena? Chi procura il teschio per Amleto senza farsi arrestare? L’attrezzista vi aspetta nel suo regno\, il sottopalco\, per raccontarvi i suoi segreti.\nLuogo: Sottopalco-falegnameria\, Teatro Donizetti\nCapienza: 20 studenti\nRelatore: Paola Rivolta\, scenografa e attrezzista Donizetti Opera \n3. Sartoria teatrale\nUn tour tra le relle e le macchine da cucire del laboratorio più affascinante e ricercato di ogni teatro.\nLuogo: Sartoria\, Teatro Donizetti\nCapienza: 20 studenti\nRelatrice: Cinzia Mascheroni\, capo sarta Donizetti Opera \n4. Trucco e parrucco\nIl make up teatrale e tutte le professionalità che servono per truccare e preparare un personaggio.\nLuogo: Camerino coro\, Teatro Donizetti\nCapienza: 20 studenti\nRelatrice: Chiara Cividini\, truccatrice Donizetti Opera \n5. Il teatro alla scrivania: ufficio produzione e allestimenti\nUn computer\, tanto Excel\, rendering\, un po’ di CAD\, calendari e mesi di lavoro per rendere reale l’effimero del teatro.\nLuogo: Sala musica\, Teatro Donizetti\nCapienza: 80 studenti\nRelatori: Sergio De Giorgi\, responsabile ufficio allestimenti scenici Fondazione Teatro Donizetti\, Umberto D’Annolfo\, assistente \n6. La recitazione: preparare il corpo e la voce\nAbitare lo spazio\, sciogliere i movimenti e riscaldare la voce. Gli esercizi di attori ed attrici prima di andare in scena.\nLuogo: Sala Cuminetti\, Teatro Donizetti\nCapienza: 30 studenti\nRelatore: Fabio Comana\, attore e regista\, ideatore e conduttore di Progetto Young \n7. Instant Choir!\nLaboratorio di improvvisazione musicale. Il potere liberatorio del canto e dell’improvvisazione con l’uso della voce e del corpo – con incursione finale sul Sentierone.\nLuogo: Camerino orchestra oppure ingresso gallerie\, Teatro Donizetti\nCapienza: 25 studenti\nRelatore: Ermanno Novali\, pianista\, improvvisatore e didatta \n8. ‘30\, 15\, 5\, Chi è di scena!… Sipario!’\nIl compito delicatissimo del coordinamento del dietro le quinte.\nLuogo: Bar galleria\, Teatro Donizetti\nCapienza: 20 studenti\nRelatore: Mauro De Santis direttore di produzione del Donizetti Opera e direttore di scena. \n9. Create your music\nCome comporre un brano pop/trap grazie all’elettronica\nLuogo: Sala Allianz\, Teatro Donizetti\nCapienza: 30 studenti\nRelatori: Jodi Pedrali produttore musicale e Michele Clivati songwriter e producer \n10. Quando non fa più ridere. Laboratorio di espiazione collettiva\nLa parola scritta come strumento per confessare e prendere consapevolezza di quella volta in cui lo scherzo è andato troppo oltre.\nLuogo: Sala Missiroli\, Teatro Donizetti\nCapienza: 20 studenti\nRelatrice: Maria Teresa Galati\, attrice e formatrice teatrale \n11. La critica musicale\, un’attività da scoprire\nChi ancora oggi scrive di musica e teatro\, ha una grande responsabilità sociale e culturale. Alcuni dei partecipanti avranno la possibilità di assistere allo spettacolo Il piccolo compositore il 10 maggio alle ore 11.30 dal palco riservato e poi di scrivere una recensione. Le migliori saranno pubblicate da una testata giornalistica ufficiale.\nLuogo: Sala Riccardi\, Teatro Donizetti\nCapienza: 60 studenti\nRelatrice: Floriana Tessitore\, ufficio stampa e comunicazione Donizetti Opera\, giornalista e critica musicale \n12. Fotografia di scena\nLa storia della fotografia teatrale\, attraverso l’archivio del Teatro Donizetti e le competenze del/la fotografo/a di scena. Alcuni partecipanti a titolo volontario potranno assistere allo spettacolo Il piccolo compositore il 10 maggio alle 11.30 dal palco dedicato ai fotografi e fare alcuni scatti\, che saranno pubblicati dalla stampa locale. Chi lo desidera può portare la macchina fotografica.\nLuogo: Sala ex assessorato\, Teatro Donizetti\nCapienza: 30 studenti\nRelatori: Clelia Epis ricerca iconografica e archivio Fondazione Teatro Donizetti e Gianfranco Rota fotografo \n13. La direzione d’orchestra\, il potere in una bacchetta\n80 artisti del coro\, 50 professori d’orchestra\, 10 cantanti d’opera e tutto il backstage\, da guidare con un gesto. Le competenze interdisciplinari della direzione d’orchestra\, un ruolo di grande responsabilità.\nLuogo: Camerino orchestra\, Teatro Donizetti\nCapienza: 30 studenti\nRelatore: Alberto Zanardi\, direttore d’orchestra e compositore \nISCRIZIONI\nModulo per gli insegnanti FormInsegnanti\nModulo per gli studenti FormStudenti  \ncon il contributo di \n\n\n\n\n \ncon il Patrocinio della \n \n\n\nLocandina\n\nTutor Musicale Silvia Lorenzi\nCoordinamento teatrale Silvia Briozzo
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SUMMARY:L'angelo della Storia
DESCRIPTION:Premio UBU “Miglior spettacolo dell’anno 2022” \nNel suo ultimo lavoro il filosofo Walter Benjamin descrive un angelo che vola con lo sguardo rivolto al passato\, dando le spalle al futuro: le macerie di edifici e ideologie si accumulano davanti ai suoi occhi e l’angelo vorrebbe fermarsi a ricomporre i detriti\, ma una tempesta gonfia le sue ali e lo trascina inesorabilmente in avanti: questa tempesta è ciò che chiamiamo progresso. Per quanto l’angelo osservi il susseguirsi degli eventi [mani sui tasti di un pianoforte\, funghi atomici\, cartoline nella giungla] e cerchi di resistere alla tempesta\, non può fermarsi e intervenire\, non può rincollare i pezzi e rifondare una realtà condivisa\, non può fare assolutamente nulla per aiutarci – se non altro perché gli angeli non esistono. Quale altro essere senziente potrebbe provare a ricomporre l’infranto\,  smontare le narrazioni e – volando o meno – finalmente girarsi per proiettare lo sguardo in avanti?\nL’Angelo della Storia assembla aneddoti storici di secoli e geografie differenti\, gesti che raccontano le contraddizioni di intere epoche\, azioni che suscitano spaesamento o commozione\, momenti che in una parola potremmo definire paradossali. Ispirandoci a quelle che il filosofo Walter Benjamin chiamava costellazioni svelate\, proviamo a raccontare questi episodi mettendoli in risonanza col presente\, componendo una nostra personale mappa del paradosso fatta di microstorie\, istanti sospesi\, momenti fatali di persone illustri o sconosciute: fatti e pensieri lontani fra loro ma uniti da quella tela di narrazioni\, credenze\, miti e ideologie che secondo lo storico Yuval Noah Harari compongono la materia stessa di cui è fatta la Storia. Oggi che la complessità ci richiede immaginari inediti e nuovi processi cognitivi\, ci piace pensare che a teatro si possano recuperare narrazioni e circostanze a cui Sapiens ha aderito nei millenni\, smontarle\, ricombinarle\, prenderne distanza allontanandoci nel tempo e cercare almeno un po’ di quella vertigine che coglie un astronauta quando osserva la Terra allontanandosi nello spazio. \nLocandina\n\ncreazione Sotterraneo\nideazione e regia Sara Bonaventura\, Claudio Cirri\, Daniele Villa\nin scena Sara Bonaventura\, Claudio Cirri\, Lorenza Guerrini\, Daniele Pennati\, Giulio Santolini\nscrittura Daniele Villa \nluci Marco Santambrogio\ncostumi Ettore Lombardi\nsuoni Simone Arganini\nmontaggio danze Giulio Santolini \nresponsabile produzione Eleonora Cavallo\nassistente produzione Daniele Pennati\nresponsabile amministrativa Federica Giuliano \nproduzione Sotterraneo\ncoproduzione Marche Teatro\, ATP Teatri di Pistoia Centro di Produzione Teatrale\, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG\, Teatro Nacional de Lisboa D. Maria II\ncontributo Centrale Fies\, La Corte Ospitale\, Armunia\ncol supporto di Mic\, Regione Toscana\, Fondazione CR Firenze \nDurata 85′ senza intervallo
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SUMMARY:The Music of Hans Zimmer & Others - A Celebration of Film Music
DESCRIPTION:The Music of Hans Zimmer & Others – A Celebration of Film Music\n\nLa straordinaria e migliore musica di pellicole come  Dune\, James Bond\, Pirati dei Caraibi\, Re Leone\, Il Gladiatore\, Inception\, Interstellar e molti altri successi internazionali in un affascinante concerto  con un’orchestra da film\, coro\, solisti\, un ospite speciale e selezionati frammenti cinematografici.
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SUMMARY:Innumerevoli
DESCRIPTION:Incontro singolo\nData: 18 maggio\nOrario: Ore 16.00-17.30\nIngresso gratuito con prenotazione obbligatoria \nLaboratorio per realizzare un autoritratto creativo e narrativo\nEtà: dai 13 anni\n \nLe persone sono accompagnate nella realizzazione di un proprio autoritratto contenente elementi narrativi frutto delle molteplici esperienze di vita che ognuno si sente di raccontare. Innumerevoli\, come le esperienze che ci caratterizzano\, come le identità che ci rappresentano.\nLa prima parte del laboratorio viene utilizzata per conoscersi\, rompere il ghiaccio e costruire un clima di apertura\, fiducia e disponibilità a mettersi in gioco.\nPiù dell’approccio verbale utilizzato nella prima fase di presentazione in cerchio\, è centrale il lavoro sul segno che entra in campo nella seconda fase: utilizzare il segno grafico come mezzo di espressione libero dai vincoli e dagli stigmi della parola; una forma di comunicazione istintuale\, scarsamente mediata\, che necessità solamente di essere esercitata. \nUn progetto di Cooperativa Sociale Patronato San Vincenzo in collaborazione con Fondazione Teatro Donizetti.
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SUMMARY:Il diario di Gianburrasca
DESCRIPTION:Musica\, canto e prosa si fondono in questa riscrittura teatrale de Il Giornalino di Gian Burrasca in cui le musiche e le canzoni scritte dal Maestro Nino Rota vengono riarrangiate e rilette dall’Orchestra La Corelli per fungere da musiche di scena. Quest’ultima viene animata da un giovane Giannino interpretato da un’attrice en travesti (Camilla Berardi) che come nella tradizione dello sceneggiato omonimo per la regia di Lina Wertmuller vede la giovane Rita Pavone interpretare sia nelle parole che nelle canzoni il turbolento ragazzino; e da un secondo attore (Marco Saccomandi) che vestirà i panni di tutti quei personaggi con cui il protagonista interagisce e si relaziona durante la storia giocando con i generi\, le età e le forme senza porre limiti al gioco e all’immaginazione.\nIn un’operazione che prende la musica che il Maestro Rota scrisse per la televisione per adattarla al teatro e il testo letterario di Vamba per farne una drammaturgia\, La Corelli si unisce nella sua esperienza al collettivo teatrale ravennate Spazio A a cui è affidata l’interpretazione\, l’adattamento drammaturgico (di Silvia Rossetti) e la regia (di Marco Montanari) dello spettacolo che tocca temi attuali oggi come negli anni ‘60.\nLa distanza tra adulti e ragazzi viene vista dagli occhi dell’iconico Giannino Stoppani ovvero Gian Burrasca che nella sua turbolenza svela senza esserne nemmeno cosciente\, nel modo tipico dei bambini e dei ragazzi\, tante contraddizioni del mondo degli adulti e smascherandole con il suo piglio irruento li costringe in un modo o nell’altro ad affrontarle.\nPerché non dire direttamente al vecchio signor Venanzio che tutti aspettano la sua morte per ricevere l’eredità? E che siccome non si decide mai a morire lo chiamano “vecchio spilorcio\, sordo rimbambito\, spedale ambulante”? Perché essere costretti a mangiarsi la minestra di magro servita nella mensa del collegio quando questa viene preparata con la risciacquatura dei piatti ? Ma che minestra e minestra…\nGiannino si mette al comando della rivolta del minestrone al grido di: “VIVA LA PAPPA COL POMODORO!” \nBrani musicali eseguiti \n“Gian Burrasca”\n“La canzone di Zia Bettina”\n“Che scherzi fa l’amore”\n“Il tango della scuola”\n“Le piccole stazioni”\n“I gatti di Roma”\n“Le bugie e la verità”\n“Viva la pappa col pomodoro”\n“Addio giornalino” \nIn collaborazione con OFI \nLocandina\nLiberamente tratto dal Giornalino di Gian Burrasca\nRielaborazione testuale Silvia Rossetti\nMusiche di Nino Rota trascrizioni D. Drei\n\nDirettore Jacopo Rivani\nVoce recitante Camilla Berardi e Marco Saccomandi \nOrchestra Filarmonica Italiana\nQuintetto d’archi\, flauto\, oboe\, clarinetto\, fagotto\, corno\, arpa\, percussioni (un solo esecutore)
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LOCATION:Ridotto Gavazzeni – Teatro Donizetti
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SUMMARY:Monteverdi: Guerra & Pace
DESCRIPTION:Guerra e Pace\, oltre a essere il titolo del celebre romanzo di Tolstoj\, è il titolo di uno dei due concerti della Stagione che si pongono l’obiettivo di accendere un faro sui grandi temi dei giorni attuali. \nNon passa giorno infatti senza che i giornali e i telegiornali non riportino notizie di conflitti che ancora si combattono in tutto il mondo. L’estrema concretezza su questi temi contemporanei si discosta dagli spunti che questi offrivano nel passato. Nel periodo barocco\, infatti\, Guerra e Pace erano però anche allegorie per l’Amore. Il corteggiamento e il languire amoroso erano infatti paragonati alla crudezza dei combattimenti\, che trovava Pace solamente nella reciprocità del sentimento.\nIl capolavoro più esemplificativo di questa sottile e raffinata ambivalenza risiede nel celeberrimo “Combattimento di Tancredi e Clorinda” del più grande compositore del ‘600 italiano: Claudio Monteverdi.\nComposto sul testo di Torquato Tasso contenuto nella Gerusalemme Liberata (opera indissolubilmente legata alla nostra Bergamo)\, questo madrigale rappresentativo descrive il duello che pone di fronte i due eroi del mondo musulmano e cristiano\, segretamente amanti\, ma disposti a darsi la morte sul campo di battaglia. Il dualismo Oriente-Occidente\, Uomo-Donna\, Cristianesimo-Islam\, Amore-Morte viene esplorato nelle sue più ampie sfaccettature e offre uno spunto per alcuni dei capolavori massimi del ‘600 italiano. Questi poli opposti fanno parte intrinsecamente della storia dell’Umanità.\nL’eterna commistione musicale tra Guerra e Pace trova in Monteverdi il suo punto più alto\, e a completamento del programma vengono proposti i più celebri madrigali del genio cremonese. \nLocandina\nClaudio Monteverdi (1567-1643)\nToccata\, Prologo\, Rosa del Ciel\, Vi ricorda o boschi ombrosi  da “Orfeo”\, SV 163 \nClaudio Monteverdi (1567-1643)\nGira il nemico insidioso da “Ottavo libro di Madrigali Guerrieri et Amorosi”\, SV 163 \nClaudio Monteverdi (1567-1643)\nLamento della Ninfa da “Ottavo libro di Madrigali Guerrieri et Amorosi”\, SV 163 \nGirolamo Frescobaldi (1583-1643)\nCapriccio di durezze da “Primo libro di Capricci” \nClaudio Monteverdi (1567-1643)\nSinfonia avanti il Prologo da Il ritorno di Ulisse in patria\, SV 325 \nClaudio Monteverdi (1567-1643)\nIl combattimento di Tancredi e Clorinda da “Ottavo libro di Madrigali Guerrieri et Amorosi”\, SV 153 \nEnsemble Locatelli\nEnsemble Vocale Locatelli \nThomas Chigioni direzione
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SUMMARY:Brass Portrait
DESCRIPTION:Un concerto indimenticabile dove il virtuosismo incontra la passione nella magnifica cornice della musica per ottoni. Andrea Giuffredi\, solista di fama internazionale\, insieme a un quartetto di tromboni d’eccellenza (Mascoulisse Quartet) e a un percussionista virtuoso  (Paolo Grillenzoni)  che suonano con l’Orchestra Filarmonica Italiana da molti anni\, vi guideranno in un viaggio emotivo attraverso le composizioni immortali di Ennio Morricone\, Nino Rota e altri maestri della musica. Un’esperienza unica dove il colore della tromba\, l’armonia dei tromboni e il ritmo incalzante delle percussioni si fondono in un’esibizione da non perdere. Un’opportunità per celebrare le composizioni che hanno toccato il cuore di milioni di persone\, interpretate da un solista di fama internazionale. \nAndrea Giuffredi è noto in tutto il mondo come virtuoso di tromba\, uno degli artisti più raffinati e versatili di oggi. Capace di spaziare in tutti i generi\, dal classico al contemporaneo\, ha ricevuto grandi consensi ed è stato protagonista di memorabili performance su diversi palcoscenici. \nIn collaborazione con OFI \nLocandina\nMusiche di Nino Rota\, Ennio Morricone e altri \nAndrea Giuffredi tromba solista \nEnsemble dell’Orchestra Filarmonica Italiana\nAlberto Pedretti\, Fabio De Cataldo\, Valentino Spaggiari tromboni\nStefano Belotti trombone basso\nPaolo Grillenzoni percussioni
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SUMMARY:Bach: concerti per violino
DESCRIPTION:Il legame che accomuna la famiglia Bach all’Ensemble Locatelli vive un nuovo episodio con l’esecuzione dei celeberrimi Concerti per violino e orchestra di Johann Sebastian Bach. Fin dalla prima edizione della propria Stagione\, infatti\, Ensemble Locatelli ha dedicato ogni anno un appuntamento alla musica bachiana in senso lato. \nNel 2019 sono stati eseguiti concerti per clavicembalo\, violoncello piccolo e violino\, nel 2021 i concerti brandeburghesi\, nel 2022 i concerti per violoncello di Carl Philipp Emmanuel\, e nel 2023 un programma di trascrizioni originali dal repertorio organistico. \nQuella legata alla produzione violinistica è una pagina molto fortunata nel corpus bachiano: trovano infatti spazio oltre alle sonate e partite per violino solo\, 6 sonate per clavicembalo e violino\, tre sonate per violino e basso continuo\, 2 concerti per violino originali\, un concerto per due violini; senza contare le ricostruzioni di altri innumerevoli dedicati a questo strumento. \nIl concerto vuole dunque proporre il non plus ultra del barocco tedesco ed esplorare come la sua scrittura risalti tutte le potenzialità del violino. \nLocandina\nJohann Sebastian Bach (1685-1750)\nConcerto per violino e orchestra in la minore BWV 1041 \nJohann Sebastian Bach (1685-1750)\nSonata per violino e basso continuo in sol maggiore BWV 1021 \nJohann Sebastian Bach (1685-1750)\nConcerto per violino e orchestra in mi maggiore BWV 1042 \nJohann Sebastian Bach (1685-1750)\nSinfonia dalla cantata BWV 75 \nJohann Sebastian Bach (1685-1750)\nConcerto per 2 violini e orchestra in re minore BWV 1043 \n.\n.\n. \nEnsemble Locatelli \nThomas Chigioni direzione
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SUMMARY:Vorrei che fosse amore
DESCRIPTION:I giovani di Progetto Young portano in scena uno spettacolo originale\, scritto da loro stessi sotto la guida stimolante e partecipe di César Brie\, uno dei più creativi maestri del teatro contemporaneo\, che li ha abilmente introdotti al suo peculiare stile di teatro\, fondato sulla ricerca di una verità sulla scena che parta dal vissuto personale per trasformarsi in paradigma universale\, e della guida attenta\, immaginativa e  paziente di Fabio Comana\, che si è assunto l’onere di seguire le prove e prendere decisioni registiche condivise con Brie. \nÈ uno spettacolo che parla di sentimenti\, di gioie\, delusioni\, attese\, speranze\, conferme\, di tutto ciò che appartiene alle relazioni fra le persone che la vita ci dona o ci impone\, ci fa incontrare o lasciare. Brevi monologhi e scene collettive di grande impatto visivo si alternano creando momenti suggestivi\, grazie anche all’uso non convenzionale degli spazi del teatro\, in un delicato e sottile equilibrio fra drammatico e comico. \nUn’esperienza fondamentale per la maturazione artistica di questi giovani aspiranti professionisti\, già protagonisti lo scorso anno dello spettacolo itinerante nelle stanze “segrete” del Teatro Donizetti ed ora alla prova sul palcoscenico del Teatro Sociale. \nLocandina\nCon gli attori e le attrici di Progetto Young:\nGiovanni Aresi\, Valeria Bonomi\, Marta Federico\, Anita Galezzi\, Anita Gandossi\, Francesca Garofalo\, Petra Lopopolo\, Davide Marchetti\, Anna Marinoni\, Katia Nava\, Michelangelo Nervosi\, Elisa Nicolato\, Yuri Pasciullo\, Laura Remigi\, Riccardo Sanga\, Andrea Valietti\, Elisabetta Viotti\, Yeseniia Vitenko. \nCoordinamento e direzione artistica Fabio Comana\nRegia Cèsar Brie e Fabio Comana \nAssistente di produzione Manuela Carrasco\nOrganizzazione Maria Teresa Galati \nLuci Alessandro Andreoli\nFonica Cristian Tasca\ncon il contributo dei ragazzi del corso per tecnici di palcoscenico \nProgetto a cura della Direttrice Artistica della Stagione di Prosa e Altri Percorsi Maria Grazia Panigada
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SUMMARY:Portami a cantare - 1/3 anni
DESCRIPTION:Sabato 6 aprile 10.15 – 11.15\nSabato 15 giugno 10.15 – 11.15\nIncontri singoli\nCosto 15 Euro se siete in due – 20 Euro se siete in 3 \nLaboratorio di canto\ndi Alessandra Giolo\nEtà: 1/3 anni \nQuesto laboratorio vuole essere uno spazio sonoro creativo in cui\, attraverso il canto\, la voce e le esperienze sensoriali\, i partecipanti coltivano la propria sensibilità musicale\, la fiducia\, l’autostima e l’espressione delle emozioni. \nLa comunicazione tra adulto e bambino avviene attraverso:\n● il canto\n● la parola con filastrocche\, storie o poesie\n● il movimento libero o strutturato \nIl percorso consente di:\n● allenare l’ascolto di sé e dell’altro\n● acquisire un piccolo repertorio di canti\n● creare nuovi spazi di socializzazione e condivisione\n● nutrire gli affetti\n● dedicarsi del tempo a sé e ai propri figli\n● migliorare la capacità di esprimersi e di comunicare\n● trovare /ritrovare contatto con la nostra naturalità e aumentare il ben-essere e la salute\n● migliorare la qualità della respirazione \nIl canto: un sostegno efficace per i genitori\nLa voce è uno strumento che tutti possediamo e ci permette di entrare in contatto con noi stessi e con gli altri.\nCantando in modo psicofonetico\, si agisce indirettamente sul sistema neurovegetativo migliorando la respirazione\, il ritmo cardiaco\, la pressione sanguigna\, con il risultato di un chiaro riscontro fisico percepito come una sorta di rilassamento e di pacificazione e di armonia. \nMa cosa si intende per Psicofonia?\n“La Psicofonia è un percorso auto esperienziale di armonia vitale che utilizza\, attraverso la voce parlata e cantata\, le corrispondenze tra l’uomo\, i suoni\, i ritmi\, il verbo\, creando pazientemente una sintesi personale di conoscenza e equilibrio.”\nLa Psicofonia è la disciplina che considera la voce come l’espressione dello stato psicosomatico dell’essere umano: essa riconosce nel suono vocale gli stati del corpo\, le emozioni\, le tracce del pensiero formulato e di quello fantasmatico.\nIn questa disciplina la voce non è solamente il riferimento sintomatico del benessere o del malessere della persona\, ma è anche e soprattutto la via attraverso la quale si rende possibile l’armonizzazione e l’equilibrio\, lo strumento comunicativo e terapeutico che l’essere umano possiede.
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SUMMARY:Portami a cantare - 4/6 anni
DESCRIPTION:Sabato 6 aprile 11.30 – 12.30\nSabato 15 giugno 11.30 – 12.30\nIncontri singoli\nCosto 15 Euro se siete in due – 20 Euro se siete in 3 \nLaboratorio di canto\ndi Alessandra Giolo\nEtà: 4/6 anni \nQuesto laboratorio vuole essere uno spazio sonoro creativo in cui\, attraverso il canto\, la voce e le esperienze sensoriali\, i partecipanti coltivano la propria sensibilità musicale\, la fiducia\, l’autostima e l’espressione delle emozioni. \nLa comunicazione tra adulto e bambino avviene attraverso:\n● il canto\n● la parola con filastrocche\, storie o poesie\n● il movimento libero o strutturato \nIl percorso consente di:\n● allenare l’ascolto di sé e dell’altro\n● acquisire un piccolo repertorio di canti\n● creare nuovi spazi di socializzazione e condivisione\n● nutrire gli affetti\n● dedicarsi del tempo a sé e ai propri figli\n● migliorare la capacità di esprimersi e di comunicare\n● trovare /ritrovare contatto con la nostra naturalità e aumentare il ben-essere e la salute\n● migliorare la qualità della respirazione \nIl canto: un sostegno efficace per i genitori\nLa voce è uno strumento che tutti possediamo e ci permette di entrare in contatto con noi stessi e con gli altri.\nCantando in modo psicofonetico\, si agisce indirettamente sul sistema neurovegetativo migliorando la respirazione\, il ritmo cardiaco\, la pressione sanguigna\, con il risultato di un chiaro riscontro fisico percepito come una sorta di rilassamento e di pacificazione e di armonia. \nMa cosa si intende per Psicofonia?\n“La Psicofonia è un percorso auto esperienziale di armonia vitale che utilizza\, attraverso la voce parlata e cantata\, le corrispondenze tra l’uomo\, i suoni\, i ritmi\, il verbo\, creando pazientemente una sintesi personale di conoscenza e equilibrio.”\nLa Psicofonia è la disciplina che considera la voce come l’espressione dello stato psicosomatico dell’essere umano: essa riconosce nel suono vocale gli stati del corpo\, le emozioni\, le tracce del pensiero formulato e di quello fantasmatico.\nIn questa disciplina la voce non è solamente il riferimento sintomatico del benessere o del malessere della persona\, ma è anche e soprattutto la via attraverso la quale si rende possibile l’armonizzazione e l’equilibrio\, lo strumento comunicativo e terapeutico che l’essere umano possiede.
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SUMMARY:Ritratti. Visioni e Sogni della musica da film
DESCRIPTION:In un viaggio ideale si pensa a luoghi e ad incontri che possono lasciare un pensiero nostalgico\, un desiderio di fuga\, un senso di bellezza e sospensione.\nLa musica da film è considerata l’altra anima della musica classica del ventesimo secolo\, ed i capolavori di Nino Rota\, Ennio Morricone\, Armando Trovajoli\, Astor Piazzolla sono amati dal pubblico di tutto il mondo.\nQuesta musica crea un magico dualismo con l’azione scenica\, un dialogo dinamico\, fatto di chiaroscuri\, contrasti\, affinità\, armonie. A tutto questo si aggiunge il potere dell’immaginazione a cui la musica si collega\, così che tutte le facoltà dell’anima vengono chiamate in causa contemporaneamente. La musica di questi grandi compositori\, ci trasporta in un altro tempo e luogo\, evoca ricordi di esperienze passate o ci introduce in nuovi mondi\, luoghi che possiamo solo vedere nei nostri sogni. \nProgramma \nAstor Piazzolla                   “Jorge Adios” \nEnnio Morricone               “Quasi un Vivaldi”\n                                              Gabriel’s oboe – The falls\, “The Mission”\n                                              “La leggenda del pianista sull’oceano”\n                                              Notturno – La cena\, “La Califfa” \nArmando Trovajoli            Tu\, amore mio – In the dark\, “Profumo di donna” \nNino Rota                            “Amarcord”\n“Danze dal Gattopardo”\n“La dolce vita” \nIn collaborazione con OFI \nLocandina\nMusiche di Nino Rota\, Ennio Morricone\, Armando Trovajoli\, Astor Piazzolla \nMarco Albonetti sax soprano e baritono \nOrchestra Filarmonica Italiana
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LOCATION:Ridotto Gavazzeni – Teatro Donizetti
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SUMMARY:Festa della Musica - Laboratorio di canto Special Edition
DESCRIPTION:Orari:\nore 18.00 – 19.00 laboratorio\nore 19.30 incursione canora sul Sentierone\nLa partecipazione è gratuita. Iscrizione obbligatoria entro l’11 giugno qui. \nLaboratorio di canto per adulti/e in collaborazione con Pro Loco Bergamo\nCon Silvia Lorenzi \nIn occasione della Festa della musica\, un laboratorio un laboratorio di esperienza vocale\, per adulti che desiderano sperimentare la propria voce. Per provare\, almeno una volta\, l’emozione di cantare in gruppo\, senza pregiudizi e senza ansia. Un’occasione per scoprire la propria voce e la gioia del canto\, con un’incursione finale sul Sentierone.
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SUMMARY:Le divine del cinema
DESCRIPTION:I volti delle Divine del Cinema sono stati resi famosi attraverso la recitazione dei loro film ma alcune di queste attrici sono divenute immortali grazie alle canzoni che hanno interpretato… La sensualità di Marilyn Monroe e Rita Hayworth\, la poetica di Audrey Hepburn e Judy Garland\, l’incredibile voce senza volto di Elda Dall’Orso e la straripante energia di Sofia Loren sono entrati prepotentemente nell’immaginario collettivo. \nIn questo progetto la bellissima voce di Valeria Perboni interpreterà i brani più iconici del panorama cinematografico del ventesimo secolo. Il tutto verrà accompagnato da un ensemble di archi e batteria a ritmo di swing e suoni latini. \nProgramma \nMarilyn Monroe                     I Wanna be loved by you\, “A qualcuno piace caldo” – H. Ruby \nDoris Day                                Que sera sera\, “L’uomo che sapeva troppo” – R. Evans \nJudy Garland                           Somewhere over the rainbow\, “Il mago di Oz” – H. Arlen \nRosemary Clooney                 Sway\, “Shall we dance” – P.B. Ruiz \nAudrey Hepburn                     Moon River\, “Colazione da Tiffany” – H. Mancini \nEleonor Powell                       Oh lady be good!\, “Oh lady be good!” – G. Gershwin \nRita Hayworth                        Amado mio\, “Gilda” – A. Roberts \nJulie Andrews                         My favorite things\, “Tutti insieme appassionatamente” – R. Rodgers \nElda Dall’Orso                         Scion Scion\, “Giù la testa…” – E. Morricone \nAstud Gilberto                        The girl from Ipanema\, “Garota de Ipanema” – A.C. Jobim \nSofia Loren                             Mambo Italiano\, “Pane amore e…” – B. Merrill \nLocandina\nVoce Valeria Perboni \nOFI JAS – Jazz Acoustic Strings \nCesare Carretta violino e arrangiatore\nSilvia Maffeis violino\nFrancesca Turcato viola\nNicolò Nigrelli violoncello\nGabriele Rampi basso\nFederico Negri batteria
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SUMMARY:Crescere con la musica
DESCRIPTION:Laboratorio da 8 incontri\nDate: 17 e 24 settembre 2024 / 1\, 8\, 15\, 22\, 29 ottobre 2024 / 5 novembre 2024\nOrario: Ore 17.00-18.00\nCosto: 60 Euro (bambino/a+adulto) \nLaboratorio musicale per bambini/e con adulti/e\ndi Irene Forlanelli\nEtà: 3/5 anni\n \n“Non c’è bambino senza talento\, tutto dipende dall’educazione” (S. Suzuki) è la frase a cui si ispira questo corso di musica\, con un metodo conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.\nIl corso si rivolge ai bambini dell’età prescolare e prevede sempre la partecipazione di bambini e adulti insieme. Attraverso il gioco bambini e bambine sviluppano l’orecchio melodico\, ritmico ed armonico\, le abilità motorie\, l’ascolto e l’osservazione.
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SUMMARY:FRANCESCO D’AURIA - TINO TRACANNA “Spiritus Spiritus Duo”. Special guest MICHEL GODARD
DESCRIPTION:Evento speciale di Bergamo Jazz in collaborazione con Uniacque \nDedicato a Sofi\nBergamo Jazz torna in Val Seriana per un evento speciale realizzato in collaborazione con UniAcque\, società che gestisce il servizio idrico di Bergamo e provincia\, da anni partner del Festival e della Fondazione Teatro Donizetti.\nIl concerto\, previsto per sabato 21 settembre alla Sorgente Nossana di Ponte Nossa (ore 15.00)\, avrà come protagonista un trio formato dal francese Michel Godard alla tuba\, serpentone e basso elettrico\, dal sassofonista Tino Tracanna e dal batterista e percussionista Francesco D’Auria. Il concerto sarà dedicato a Claudio Giudici\, da tutti conosciuto come Sofi\, uno dei fondatori di Clusone Jazz e grande amico di Bergamo Jazz\, recentemente scomparso. \nIl trio costituito da Michel Godard\, Tino Tracanna e Francesco D’Auria parte dall’idea di raccontare la musica attraverso una ragnatela di temi e improvvisazioni. Il bisogno di raccontarsi attraverso una musica che non può essere etichettata in schemi predefiniti aiuta i tre musicisti a percepire il linguaggio musicale come il veicolo di comunicazione più consono. Il progetto si muove nel grande alveo del jazz e dell’arte dell’improvvisazione\, ma è complice delle grandi culture del mondo\, con un occhio al futuro e alla ricerca di un’identità creativa fresca e vivace. \nMichel Godard è da decenni una delle personalità di spicco del jazz europeo. Suonatore di tuba e serpentone\, strumento a fiato che ha le sue radici nel XVI secolo\, cui alterna il basso elettrico\, è affermato come musicista di straordinaria polivalenza\, a suo agio sia nell’ambito della musica classica\, sia in contesti dove prevale l’improvvisazione. In questo secondo ambito si è distinto accanto a Michel Portal\, Louis Sclavis\, Henri Texier\, Antoine Hervé\, Kenny Wheeler\, Rabih Abou Khalil\, Wolfgang Puschnig\, Pierre Favre\, Gianluigi Trovesi\, Roberto Ottaviano\, Danilo Rea e molti altri. \nTino Tracanna è uno dei sassofonisti italiani più in vista della sua generazione. Affermatosi collaborando con Franco D’Andrea e poi con Paolo Fresu\, del cui quintetto fa tuttora parte\, ha ideato numerosi gruppi e progetti\, tra cui Gesualdo\, Affinità Elettive\, per quartetto jazz e orchestra\, Acrobats e Double Cut. \nFrancesco D’Auria è batterista e percussionista la cui versatilità gli consente di esprimersi in contesti differenti\, anche con l’ausilio di strumenti di propria invenzione. Collabora con Michel Godard dal 2004 e ha suonato con\, tra gli altri\, Paolo Fresu\, Gianluigi Trovesi\, Tony Scott\, Garrison Fewell\, Uri Caine\, Gunter Sommer\, Conny Bauer\, Uwe Kropinski\, Tamara Obrovac. \nINFORMAZIONI\nIn caso di maltempo il concerto si terrà presso il Santuario della Madonna delle Lacrime di Ponte Nossa.\nLa Sorgente Nossana non è raggiungibile in auto. È raggiungibile a piedi lasciando l’auto presso il Centro Sportivo di Ponte Nossa\, con un percorso di 20 minuti circa (1\,5 km). \nLocandina\n\nFrancesco D’Auria batteria e percussioni\nRob Luft chitarra\nTino Tracanna sax\nMichel Godard tuba\, serpentone\, basso elettrico
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CATEGORIES:Bergamo Jazz Festival,Eventi speciali - Bergamo Jazz Festival
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SUMMARY:Soffio d'Autunno
DESCRIPTION:Incontro singolo\nData: 21 settembre 2024\nOrario: Ore 15.00-16.15\nCosto: 15 Euro \nLaboratorio di canto con libri illustrati\na cura di Alessandra Giolo e Ursula Grüner\nEtà: 3/5 anni\n \nIl soffio è protagonista di questo laboratorio in cui\, attraverso la lettura espressiva di tre albi illustrati\, faremo diversi esercizi psicofonetici di canto\, movimento e danza.\nCanteremo un coro dedicato al vento\, uno al silenzio e uno ai colori\, muovendoci come foglie al soffio del vento\, o danzando l’allegria dei colori\, creando ogni volta una danza corale al suono della tastiera. Concluderemo questa prima fase aggiungendo le parole\, dando risalto alle onomatopee e permettendo così al bambino di dare voce anche ai suoni e non solo alle parole. In un secondo momento lavoreremo facendo “volare” un telo col nostro soffio\, allenando così il diaframma con il canto e leggeremo una storia dedicata al silenzio. E poi ancora un nuovo canto!\nCi lasceremo con un ultimo libro dedicato alle foglie e ai colori\, e creeremo una nuova danza insieme a un bellissimo canto di gioia.
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SUMMARY:Ostinata Follia: ossessione barocca
DESCRIPTION:Uno degli aspetti che più accomunano la musica barocca alla musica leggera contemporanea è l’adozione dei cosiddetti “ostinati”\, ovvero una ciclica ripetizione di un giro armonico per tutta la durata del pezzo. Mentre nella musica leggera questo consente di avere un impianto abbastanza rigido da poter essere facilmente orecchiabile\, nel periodo barocco l’adozione di un basso ostinato era un pretesto per i compositori di dare sfoggio alla propria creatività esplorando le più diverse variazioni sul tema. \nPassacaglie\, Ciaccone\, Bergamasche\, Follie\, trovano ampio spazio in questo programma in cui la ripetizione ossessiva dei temi darà modo all’ascoltatore di sentirsi nuovamente a casa in ogni diverso brano. \nLocandina\nGiovanni Battista Vitali (1632-1692)\nToccata\, Bergamasca da “Partite sopra diverse sonate” \nUccellini (1603-1680)\n“La bergamasca” Op.3 n°5 \nGirolamo Frescobaldi (1583-1643):\nCapriccio sopra la Bassa Fiamenga \nSalomone Rossi (1570-1630)\nSonata sopra l’aria di Ruggiero Op.12 n°.4 \nArcangelo Corelli (1653-1713)\nCiaccona Op.1 n°12 \nJacques Aubert le Vieux (1689-1753)\nDeuxieme concert de Simphonies op.9 \nAntonio Vivaldi (1678-1741)\nTrio sonata “La follia” Op. 1 n°12 \n.\n.\n. \nEnsemble Locatelli \nThomas Chigioni direzione
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LOCATION:Sala della Musica “M. Tremaglia” – Teatro Donizetti
CATEGORIES:Stagione Ensemble Locatelli
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SUMMARY:Giochi con me? Storie di ieri e di oggi
DESCRIPTION:Laboratorio da 3 incontri\nDate: 2\, 9\, 16 ottobre 2024\nOrario: Ore 17.00-18.30\nCosto: 45 Euro (nonno/a+nipote) \nLaboratorio teatrale per bambini/e con nonni/e\na cura di Matilde Facheris\nEtà: 6/10 anni\n \nUno spazio libero\, di gioco\, come è per antonomasia il teatro\, dove i bambini e i loro nonni possano incontrarsi\, vedersi e giocare insieme in un modo nuovo e inaspettato\, per rafforzare quel legame unico che li lega. Uno spazio di ascolto e creativo dove i bambini possano esprimere sé stessi e i nonni condividere memoria\, saggezza e amore.
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SUMMARY:Nonno/Nonna\, mi insegni a danzare?
DESCRIPTION:Incontro singolo\nDate: 5 ottobre 2024\nOrario: Ore 15.00-17.00\nCosto: 20 Euro (nonno/a+nipote) \nLaboratorio di movimento sullo scambio di balli e musiche tra generazioni\na cura di ABC Allegra Brigata Cinematica\nEtà: 6/10 anni\n \nIn un corpo in continua trasformazione\, come si esprime la vitalità? Come si muovono due generazioni differenti\, ciascuna con la propria energia unica? Cosa lega un/a nonnə a un/a nipote? Saremo in grado di trovare una danza che ci unisca?\nIl laboratorio inizierà con una fase di riscaldamento condiviso\, dove attraverso pratiche semplici e accessibili a tutti scopriremo le potenzialità del gruppo. Successivamente\, ci immergeremo in una fase di condivisione a coppie o in piccoli gruppi\, dove ci sarà uno scambio di danze che appartengono a generazioni diverse: balli di sala e coreografie di tik tok. Infine\, nella terza fase\, cercheremo di creare una composizione coreografica partendo dai materiali creati in gruppo. Sfruttando la varietà di movimenti e esperienze delle diverse generazioni\, daremo vita a una danza che rifletta la nostra unità nella diversità. L’intenzione è quella di creare uno spazio di gioco e creazione tra nonnə e nipoti senza preoccupazioni. I due facilitatori guideranno il gruppo creando una danza intergenerazionale che concluderà l’esperienza.
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SUMMARY:Il Suono della Natura
DESCRIPTION:Uno dei temi principali su cui il mondo è chiamato a riflettere al giorno d’oggi è il rapporto tra l’uomo e la natura\, alla ricerca dell’equilibrio e della sostenibilità che permetta al nostro pianeta di continuare a sopravvivere.\nIl tema del cambiamento climatico è centrale ai giorni d’oggi e crea dibattito e riflessione in tutto il mondo. Chiaramente\, nel periodo barocco le pressanti problematiche ambientali non erano ancora emerse\, e tuttavia il rapporto con la natura o\, meglio ancora\, l’esplorazione della stessa\, è stato un tema ricorrente nelle arti di questo periodo\, con anche degli importanti risvolti in ambito filosofico. Nel campo musicale la Natura viene esplorata come fonte di ispirazione\, come processo imitativo\, cercando di imitare con gli strumenti i suoni presenti nel mondo animale\, sia come tematica\, come dimostra il grande filone della cantata su temi pastorali e campestri. \nL’esempio di musica strumentale legata alla natura più celebre è quello delle 4 stagioni vivaldiane (oggetto di un altro concerto)\, ma per i compositori il vero strumento con cui si poteva esplorare la natura era la voce\, come si evince dal ricco repertorio sia madrigalistico che operistico. \nIn questo concerto alla purezza delle voci si unirà il violino per far rivivere la pratica della diminuzione sul madrigale\, supportato dal basso continuo. \nLocandina\nJacob Arcadelt (1507-1568)\nIl bianco e dolce cigno \nJohann Heinrich Schmelzer (1623-1680)\nSonata per violino e basso continuo in la maggiore “Del Cucù” \nPierluigi da Palestrina (1525- 1594) / Francesco Rognoni (1570-1626)\nVestiva i colli e le campagne intorno \nGirolamo Frescobaldi (1583-1643)\nSe l’aura spira \nLuca Marenzio (c.1553-­1599)\nDissi all’amata mia lucida stella \nGiovanni Battista Fontana (1589-1630)\nSonata terza \nPierluigi da Palestrina (1525- 1594)\nSicut cervus \nJosquin Desprez (1450-1521)\nEl grillo \nSaint-Saëns (1835-1921)\nCalme des nuits\, Op. 68 \nSaint-Saëns (1835-1921)\nLes fleurs et les arbres\, Op. 68 \n.\n.\n. \nEnsemble Locatelli\nJérémie Chigioni direzione
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LOCATION:Ridotto Gavazzeni – Teatro Donizetti
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SUMMARY:La meraviglia del tempo inutile
DESCRIPTION:Laboratorio da 3 incontri\nDate: 18\, 25 ottobre 2024 e 8 novembre 2024\nOrario: Ore 18.00-20.00\nCosto: 45 Euro \nLaboratorio per corpi poetici\na cura di Silvia Briozzo\nEtà: adulti\n \nTre incontri per praticare Poesia nel corpo\, nello sguardo e poi\, nelle parole.\nPartire da ciò che c’è\, da ciò che si è\, dalle caratteristiche e potenzialità del proprio corpo e della propria voce\, dalle modalità di interazione con l’altro e le dinamiche della creatività individuale e corale.\nIn pratica: ogni incontro è diviso in tre parti: movimento\, lettura e scrittura. Alla fine dell’ultimo incontro ogni partecipante avrà creato una piccola performance personale\, che sarà il frutto del percorso artistico di tutto il laboratorio. Il lavoro è sia individuale sia corale.\nLa Poesia è un atteggiamento\, una pratica di relazione con il mondo che consente alle cose\, alle persone\, agli eventi\, di mostrarsi a noi\, come se nascessero ogni volta. La poesia dell’essere\, del suo accadere e manifestarsi in forme innumerevoli\, al di là del giudizio di ciò che è giusto o sbagliato\, di ciò che è bene o male.\nPer rendere tutto questo possibile\, è necessario abbandonarsi\, fidarsi\, a volte rinunciare alle proprie convinzioni ed al proprio personale e spesso ingombrante punto di vista\, lasciando che sia ciò che sta intorno a lavorare per noi e su di noi.
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SUMMARY:LU OpeRave
DESCRIPTION:Clubbing + Opera + Performance\nDirettore creativo Stefano Libertini Protopapa\nLibretto Maniaci d’Amore (Francesco d’Amore e Luciana Maniaci)\nMusiche H.E.R.\, ilromantico\nConsulente musicale Alberto Zanardi\nPrima esecuzione: Bergamo\, Balzer Globe\, 16 novembre 2023 \n\n\n\n\n\n\nIl festival si aprirà giovedì 14 novembre con la creazione LU OpeRave (in replica giovedì 21 e venerdì 29 novembre) in cui la musica di Donizetti incontra l’elettronica e le nuove tendenze. Il titolo richiama la più celebre delle opere di Donizetti\, Lucia di Lammermoor\, alla quale gli autori di questo progetto sperimentale si sono ispirati. Lo spettacolo\, che si svolgerà in un luogo cittadino non convenzionale\, con spazio alla convivialità e il pubblico parte integrante dell’azione. LU OpeRave è uno sviluppo di Mixopera vol. 1 e vol . 2\, gli EP di elettronica ispirati alla musica di Donizetti con la partecipazione di alcuni musicisti raccolti intorno all’etichetta Fluidostudio e pubblicati su tutte le piattaforme di streaming (Spotify\, iTunes\, Amazon Music\, YouTube Music). Fra gli artisti coinvolti in questa creazione ci sono alcuni degli interpreti presenti negli EP come Protopapa\, ilromantico\, H.E.R. Il libretto è dei Maniaci d’amore. La regia e la coreografia sono di Mattia Agatiello che porta in scena la sua Fattoria Vittadini. \n\n\n\n\n\n\n\nINTRODUZIONE \nGaetano Donizetti\, a Parigi\, trova un favore del pubblico incredibile. Parigi è una città che gli dà molte cose\, gli fa capire che la musica da ballo è la fonte di un piacere mai vissuto prima dal grande pubblico dei teatri.\nIntuisce\, perciò\, che immettere quelle pulsazioni e quella febbre sonora ad accompagnamento del canto\, può creare una ricetta davvero esplosiva.\nCome accade nella nostra tradizione gastronomica\, ci sono ricette antiche che resistono in maniera inossidabile al tempo.\nCrediamo sia giunto il momento di tradurre in pratica questa ricetta donizettiana: come sempre raccontare una storia rendendola teatrale\, dare alle parole la potenza del canto e accompagnare questo canto con la musica da ballo.\nI luoghi di ritrovo della gioventù mondiale sono i club\, dove vibra la forma di musica popolare contemporanea: l’elettronica.\nOpera ed elettronica. Questo diventa il nostro pallino e la Lucia di Lammermoor\, la grande immortale saga che racconta la tragicità della condizione giovanile\, ci sembra l’epica ideale da far incontrare ai dj di oggi. \n\n\nLocandina\n\nRegia e coreografia Mattia Agatiello\nScene e costumi Andrea Cammarosano e Leonardo Persico \nLU David Blank\nCoscienza di LU M¥SS KETA (voce narrante)\nLucia Laura Ulloa\nDonna H.E.R. (violino)\nDj ilromantico\nDanzatori Fattoria Vittadini \nCreazione della Fondazione Teatro Donizetti\nin collaborazione con Fattoria Vittadini\nispirata all’opera Lucia di Lammermoor
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SUMMARY:Roberto Devereux
DESCRIPTION:Tragedia lirica in tre atti di Salvadore Cammarano\nMusica di Gaetano Donizetti\nPrima esecuzione: Napoli\, Real Teatro di San Carlo\, 28 ottobre 1837\nEdizione critica a cura di Julia Lockhart © Casa Ricordi\, Milano con la collaborazione e il contributo del Comune di Bergamo e della Fondazione Teatro Donizetti \nINTRODUZIONE \nL’opera è titolata al maschile\, ma la vera protagonista è Elisabetta. Siamo nel 1837\, al Real Teatro di San Carlo di Napoli\, e Gaetano Donizetti regala una parte eccezionale a una delle sue interpreti più amate e geniali\, il soprano Giuseppina Ronzi de Begnis\, la sua “musa nera”\, specialista in personaggi femminili tormentati\, violenti\, deliranti. Due anni dopo Lucia di Lammermoor\, Salvadore Cammarano stimola nuovamente il genio donizettiano con un libretto sintetico\, compatto ed efficacissimo\, in linea con quanto proclamato dal compositore in una lettera famosa: «Voglio amore\, che senza questo i soggetti sono freddi\, e amor violento». L’opera si conclude con una sconvolgente scena di delirio allucinatorio che dà un nuovo significato drammatico all’abituale rondò finale della primadonna. In più\, all’eccellente ispirazione donizettiana contribuisce anche l’ambientazione britannica\, fra quei «Tudori» che già lo avevano appassionato in altre tre opere\, Elisabetta al castello di Kenilworth\, Anna Bolena e Maria Stuarda\, e che viene ribadita anche nella brillante sinfonia che cita esplicitamente l’inno inglese God save the King.\nRoberto Devereux è fra i titoli più significativi nella produzione del Donizetti maturo e una delle riscoperte di maggior successo della Donizetti-renaissance del secolo scorso. Al Festival\, è affidata dal direttore musicale del Donizetti Opera\, Riccardo Frizza\, e messa in scena da un grande regista shakespeariano (il “vero” Shakespeare fu coinvolto nella congiura del conte di Essex)\, Stephen Langridge\, direttore artistico del Festival di Glyndebourne. Sul palcoscenico\, quattro star del belcanto internazionale come John Osborn\, Raffaella Lupinacci\, Simone Piazzola e\, nella parte incandescente di Elisabetta\, il soprano italoaustraliano Jessica Pratt. \nTRAMA \n\n\n\n\nLondra\, «nel cadere del secolo XVI». Elisabetta I si sente trascurata da Roberto Devereux\, conte di Essex\, di cui è perdutamente innamorata. Due consiglieri della regina\, Lord Cecil e Raleigh\, nemici di Essex\, le chiedono che questi sia accusato di tradimento per il suo clemente comportamento nella guerra contro la Spagna. Elisabetta riceve Roberto\, che si mostra freddo e riservato. Anche il duca di Nottingham è turbato dalla tristezza della moglie Sara che\, non visto\, ha scorto ricamare una sciarpa azzurra: si confida quindi con Essex\, ignorando che l’amico è a sua volta innamorato di Sara. In un appuntamento notturno con la donna\, Essex la rimprovera di aver sposato Nottingham; Sara gli rinfaccia invece di portare al dito un anello donatogli dalla regina\, come pegno di grazia in caso di condanna. Come dono d’addio\, Essex consegna a Sara l’anello di Elisabetta e Sara gli porge la sciarpa.\nNel frattempo\, il parlamento ha condannato Essex\, nonostante l’appassionata difesa di Nottingham\, cui tocca darne notizia alla regina. Nottingham chiede la grazia per l’amico; Elisabetta gli mostra allora la sciarpa trovata nel palazzo di Essex durante la perquisizione. Scoperta la verità\, Nottingham chiede di potersi battere in duello con l’ex amico\, che viene invece imprigionato nella Torre di Londra.\nNel palazzo di Nottingham\, Sara riceve una lettera di Essex che la informa di essere stato condannato a morte e che Elisabetta potrà graziarlo solo se le sarà portato l’anello. Ma Nottingham obbliga Sara a mostrargli la lettera e\, sentendosi doppiamente tradito\, dalla moglie e dall’amico\, ordina che la donna sia confinata in casa. Mentre nella sua cella Essex attende la grazia\, nel palazzo di Westminster Elisabetta è preda di dubbi e rimorsi: non vuole che Essex muoia\, anche se amasse un’altra donna. Finalmente arriva Sara con l’anello\, ma è troppo tardi: il cannone tuona per informare che la sentenza è stata eseguita. Furiosa\, Elisabetta maledice Sara\, quando arriva Nottingham a informarla di aver deliberatamente ritardato la consegna dell’anello. Elisabetta promette a entrambi il supplizio; poi\, nel delirio\, crede di vedere lo spettro di Essex\, annuncia la sua prossima morte e la sua abdicazione e\, crollando esanime con l’anello alle labbra\, dichiara Giacomo Stuart nuovo re d’Inghilterra. \n\n\n\n\nLocandina\n\nDirettore Riccardo Frizza\nRegia Stephen Langridge\nScene e costumi Katie Davenport \nElisabetta Jessica Pratt\nLord duca di Nottingham Simone Piazzola\nSara Raffaella Lupinacci\nRoberto Devereux John Osborn\nLord Cecil David Astorga\ne con gli Allievi della Bottega Donizetti \nOrchestra Donizetti Opera\nCoro dell’Accademia Teatro alla Scala\nMaestro del Coro Salvo Sgrò \nNuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti in coproduzione con il Teatro Sociale di Rovigo
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