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SUMMARY:LU OpeRave
DESCRIPTION:I tre weekend si apriranno (16\, 23 e 30 novembre) con la nuova creazione LU OpeRave (inizialmente prevista nel 2022) in cui la musica di Donizetti incontra l’elettronica e le nuove tendenze. Il titolo richiama la più celebre delle opere di Donizetti\, Lucia di Lammermoor\, alla quale gli autori di questo nuovo progetto sperimentale si sono ispirati. Lo spettacolo\, che si svolgerà in un luogo cittadino non convenzionale\, con spazio alla convivialità e il pubblico parte integrante dell’azione. LU OpeRave è uno sviluppo di Mixopera vol. 1 e vol . 2\, gli EP di elettronica ispirati alla musica di Donizetti con la partecipazione di alcuni musicisti raccolti intorno all’etichetta Fluidostudio e pubblicati a fine 2021 e in queste settimane di novembre 2022 su tutte le piattaforme di streaming (Spotify\, iTunes\, Amazon Music\, YouTube Music). Fra gli artisti coinvolti in questa creazione ci sono alcuni degli interpreti presenti negli EP come Protopapa\, ilromantico\, H.E.R. Il libretto è dei Maniaci d’amore. La regia e la coreografia sono di Mattia Agatiello che porta in scena la sua Fattoria Vittadini. \n\n\n\n\n\n\n\nINTRODUZIONE \nGaetano Donizetti\, a Parigi\, trova un favore del pubblico incredibile. Parigi è una città che gli dà molte cose\, gli fa capire che la musica da ballo è la fonte di un piacere mai vissuto prima dal grande pubblico dei teatri.\nIntuisce\, perciò\, che immettere quelle pulsazioni e quella febbre sonora ad accompagnamento del canto\, può creare una ricetta davvero esplosiva.\nCome accade nella nostra tradizione gastronomica\, ci sono ricette antiche che resistono in maniera inossidabile al tempo.\nCrediamo sia giunto il momento di tradurre in pratica questa ricetta donizettiana: come sempre raccontare una storia rendendola teatrale\, dare alle parole la potenza del canto e accompagnare questo canto con la musica da ballo.\nI luoghi di ritrovo della gioventù mondiale sono i club\, dove vibra la forma di musica popolare contemporanea: l’elettronica.\nOpera ed elettronica. Questo diventa il nostro pallino e la Lucia di Lammermoor\, la grande immortale saga che racconta la tragicità della condizione giovanile\, ci sembra l’epica ideale da far incontrare ai dj di oggi.
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SUMMARY:Nozzari\, Rubini: tenori contro | 24 novembre
DESCRIPTION:Quella del Settecento non era opera per tenori: la seria\, almeno. Nel genere comico avevano invece trovato il loro habitat. A fine secolo\, però\, si cominciò a pretendere voce virile anche dagli eroi del melodramma serio\, e quella di tenore si affermò. A Bergamo e nel suo territorio nacquero e si formarono tenori importanti\, protagonisti d’eccellenza delle opere di Rossini prima\, e poi di Donizetti. Tra loro\, Andrea Nozzari e Giovanni Battista Rubini\, capaci di suoni baritonali o di acuti stratosferici: materia prima eccezionale\, nelle mani dei compositori.
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SUMMARY:Alfredo il Grande
DESCRIPTION:Dramma eroico in due atti di Andrea Leone Tottola\nMusica di Gaetano Donizetti\nPrima esecuzione: Napoli\, Real Teatro di San Carlo\, 2 luglio 1823\nEdizione critica a cura di Edoardo Cavalli © Fondazione Teatro Donizetti \n\n\n\n\n\n\nINTRODUZIONE \nPer il progetto #donizetti200\, che consiste nel rappresentare in ogni edizione del Festival un’opera composta da Gaetano Donizetti nello stesso anno\, ma due secoli prima\, va in scena per la prima volta in epoca moderna Alfredo il Grande\, un melodramma eroico che\, appunto nel 1823\, segnò il debutto di un Donizetti ventiseienne al Real Teatro di San Carlo di Napoli\, all’epoca la più importante “piazza” operistica italiana. Il libretto dell’abate Andrea Leone Tottola\, “poeta drammatico de’ Reali teatri” e già librettista di molti titoli rossiniani\, ricalca quello scritto con lo stesso titolo a Roma\, cinque anni prima\, da Bartolomeo Merelli per Giovanni Simone Mayr\, l’amatissimo maestro di Donizetti\, che con questo soggetto si confrontò così direttamente con il suo pigmalione. \nL’opera debuttò al San Carlo il 2 luglio 1823\, protagonista il celebre baritenore bergamasco Andrea Nozzari\, colonna della compagnia napoletana e habitué delle più complesse parti rossiniane. Alla prima parteciparono altri famosi cantanti come il soprano Elisabetta Ferron\, il mezzosoprano Teresa Cecconi e i bassi Bartolomeo Botticelli e Michele Benedetti. Ma\, nonostante il prestigio della compagnia\, l’opera non ottenne alcun successo\, anche a causa di un libretto estremamente improbabile\, e non ebbe repliche\, causando lo sconforto di Donizetti: «Parlo sincero (sarà quel che sarà)\, ma io non so far di più»\, come scrisse a Mayr prima della “prima”. Donizetti\, come sappiamo\, sapeva fare e fece in realtà molto di più. Ma il Festival Donizetti Opera offre ad Alfredo il Grande nel suo bicentenario una prova d’appello\, nella certezza che non ci sia titolo di Donizetti che non contenga almeno una scintilla del suo genio. \n\n\n\n\nTRAMA \nSiamo sull’isola di Athelney\, nell’Inghilterra del nono secolo\, durante l’invasione danese. La regina Amalia\, accompagnata dal generale Eduardo e travestita da contadina\, è alla disperata ricerca del marito\, il re Alfredo\, che si è dato alla macchia nella campagna per sfuggire agli invasori che lo braccano. Guglielmo\, un contadino\, offre loro ospitalità\, ma ignorando che i due fuggitivi sono seguiti da presso dal generale danese Atkins. Nell’umile capanna di Guglielmo\, Amalia ritrova Alfredo\, ma il loro giubilo dura poco. Atkins li ha seguiti\, ha individuato il nascondiglio e si presenta travestito da inglese ad Alfredo per avvisarlo che i danesi hanno scoperto il suo nascondiglio. Guglielmo allora fa fuggire i suoi ospiti attraverso un passaggio segreto che i due seguono carponi ma\, tornati in aperta campagna\, Alfredo ed Amalia vengono sorpresi e catturati da Atkins e dai danesi. Nel frattempo\, Eduardo ha però radunato le schiere inglesi\, mentre Guglielmo accorre con una banda di pastori e di contadini in armi. I due gruppi convergono sugli invasori\, in netta inferiorità numerica. Alfredo viene così liberato ma\, magnanimo\, non vuole approfittare della sua schiacciante superiorità: libera quindi Atkins e i suoi dando loro appuntamento sul campo di battaglia. \nUn immenso esercito inglese si è radunato per la prossima battaglia. Nella capanna di Gugliemo\, Alfredo lo incita a mostrarsi eroico insieme ad Amelia. Anche Enrichetta e Margherita\, due contadine\, pregustano la prossima vittoria e la pace che seguirà. La battaglia è infatti vinta dai soldati di Alfredo\, appoggiati dai civili in armi di Guglielmo. E tuttavia le peripezie dell’eroe non sono finite: in fuga dopo la disfatta dell’esercito danese sbandato\, Atkins e i suoi si imbattono nella regina Amalia accompagnata da Enrichetta e le fanno prigioniere. Eroica\, Amalia fa per trafiggersi con un pugnale piuttosto che seguire il suo sequestratore. Ma in quel punto fa irruzione Eduardo\, spedito da Alfredo alla ricerca della moglie\, insieme a Guglielmo: gli inglesi si scagliano sul drappello danese\, lo disperdono\, liberano Amalia e fanno prigioniero Atkins. L’opera termina così nel giubilo generale: Alfredo e Amalia sono ricongiunti\, i danesi invasori respinti e il popolo acclama il re liberatore del Paese.
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SUMMARY:Nozzari\, Rubini: tenori contro | 25 novembre
DESCRIPTION:Quella del Settecento non era opera per tenori: la seria\, almeno. Nel genere comico avevano invece trovato il loro habitat. A fine secolo\, però\, si cominciò a pretendere voce virile anche dagli eroi del melodramma serio\, e quella di tenore si affermò. A Bergamo e nel suo territorio nacquero e si formarono tenori importanti\, protagonisti d’eccellenza delle opere di Rossini prima\, e poi di Donizetti. Tra loro\, Andrea Nozzari e Giovanni Battista Rubini\, capaci di suoni baritonali o di acuti stratosferici: materia prima eccezionale\, nelle mani dei compositori.
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SUMMARY:Il diluvio universale
DESCRIPTION:Azione tragico sacra di Domenico Gilardoni\nMusica di Gaetano Donizetti\nPrima esecuzione: Napoli\, Real Teatro di San Carlo\, 6 marzo 1830\nEdizione critica della versione di Napoli a cura di Edoardo Cavalli © Fondazione Teatro Donizetti \n\n\n\nINTRODUZIONE \nTipica opera di soggetto sacro pensata per la rappresentazione nel periodo quaresimale\, Il diluvio universale di Gaetano Donizetti debuttò al Real Teatro di San Carlo di Napoli il 6 marzo 1830\, con il celeberrimo basso Luigi Lablache nella parte di Noè. Il libretto di Domenico Gilardoni è ispirato alla tragedia Il diluvio di Francesco Ringhieri con l’aggiunta di elementi tratti da lord Byron e da Thomas Moore. Il modello è evidentemente Mosè in Egitto di Rossini\, rappresentato nello stesso teatro dodici anni prima e modello insuperabile di opera di argomento religioso\, dove però le storie “sacre” della Bibbia si intrecciano con le vicende “profane” dei protagonisti\, in una commistione di temi pubblici e privati. Nonostante un clamoroso errore della primadonna\, Luigia Boccabadati\, che alla “prima” attaccò in anticipo il concertato del finale primo\, Il diluvio universale ottenne un buon successo e rappresenta una tappa significativa nell’evoluzione creatrice di Donizetti. Che l’autore considerasse quest’opera molto importante lo dimostra poi la profonda revisione cui la sottopose alcuni anni dopo. Questo secondo Diluvio universale debuttò al Carlo Felice di Genova il 17 gennaio 1834. Il festival Donizetti Opera presenta invece l’opera nella sua versione originale\, quella napoletana. Sul podio sale Riccardo Frizza\, direttore musicale del festival\, mentre lo spettacolo è affidato ai Masbedo\, che attraverso il diluvio\, il primo cataclisma naturale della storia\, propongono una riflessione sulle questioni attualissime dell’emergenza ambientale e degli sconvolgimenti climatici. Argomenti che toccano tutti\, in quell’intreccio fra destini collettivi e individuali che costituisce uno dei temi fondamentali della drammaturgia del Diluvio universale. Ancora una volta\, Donizetti parla di noi. \n\n\n\n\n\n\n\nTRAMA \nNoè e i suoi familiari\, consapevoli che Dio sta per inviare il diluvio\, preparano l’arca appena fuori dalla città di Sennàar\, votata alla distruzione insieme con i suoi peccaminosi abitanti. Noè ha convertito Sela\, la moglie di Cadmo\, il capo della città. Sela confida a Noè che il marito la disprezza per la sua fede e ha pubblicamente offeso Dio sfidandolo a punirlo. Arrivano gli sgherri di Cadmo che vogliono bruciare l’arca\, Noè tenta di fermarli e Sela decide di tornare dal marito per indurlo a desistere. A questo punto entra in scena Ada\, confidente di Sela ma in realtà innamorata di Cadmo. A costui Ada fa credere che Sela sia vicina a Noè non per motivi religiosi\, ma perché innamorata del primogenito del profeta\, Jafet. Con grande soddisfazione di Ada\, Cadmo ripudia la moglie e ordina la condanna a morte di Noè\, dei suoi figli e anche di Sela\, che ha trovato rifugio presso di loro. Noè ammonisce Cadmo a non sfidare l’ira divina e gli predice il diluvio prossimo venturo\, mentre la Natura si scatena con tuoni e fulmini. Cadmo arriva presso l’arca con l’intento di distruggerla\, mentre Noè\, Jafet e Sela vengono arrestati.\nCadmo promette ad Ada di sposarla dopo che sarà stata eseguita la condanna a morte della moglie. In un drammatico confronto fra Cadmo e Sela\, costei si rifiuta di confessare un tradimento che non ha commesso ma accetta la punizione e chiede soltanto di poter riabbracciare per l’ultima volta il figlio. Cadmo glielo nega\, e anzi annuncia che rivelerà al figlio la colpa della madre e che sposerà Ada. Tradita dall’amica\, ripudiata dal marito e maledetta dal figlio\, Sela invoca la pietà divina. Intanto Noè è prigioniero nell’arca. Arriva Sela a portargli la notizia che Cadmo ha deciso di ucciderli tutti. Noè predice allora l’imminente diluvio. Mentre Cadmo e la sua corte celebrano il prossimo matrimonio\, arriva Sela. Cadmo è disposto a riprenderla con sé purché rinneghi il Dio di Noè e lo maledica. Pur di ritrovare il figlio\, Sela accetta ma\, mentre pronuncia l’abiura\, cade fulminata al suolo. Si scatena improvviso e violentissimo il diluvio universale\, mentre tutti fuggono disordinatamente. Quando la tempesta si placa\, si vedono i pochi superstiti raccolti sulle cime delle montagne\, mentre sulla terra sommersa dalle acque galleggia incolume l’arca di Noè. \n\n\n\nPresenting Partner \n\n\nPartner istituzionali \n\n\nMain Partner \n\n\nCon il sostegno di \n\nSponsor \nSponsor tecnici \nIl festival Donizetti Opera è in collaborazione con \nUn ringraziamento speciale agli Ambasciatori di Donizetti: \n \nAlfaparf Group • Allegrini • ANCE Associazione Nazionale Costruttori Edili Bergamo • Assolari Luigi & C. • Automha • Beltrami Linen • Calfin • Caseificio Defendi Luigi • Catellani & Smith • Dalmine • Diachem • FraMar • Immobiliare della Fiera • Intertrasport • Iterchimica • Lovato Electric • LVF Valve Solutions • Mazzoleni – Specialisti nella nutrizione • Montello • Neodecortech • OMB Valves • F.lli Pellegrini • Persico • Qintesi • Sabo • Sinergia • Sistel • Stucchi \nUn ringraziamento speciale a tutti coloro che sostengono l’attività della Fondazione Teatro Donizetti tramite Art Bonus:\nAMBIENTA | A2A | ATB SERVIZI | AUTOMHA | BEFORE ADVISORY | BREMBOMATIC | CARBA | CONFINDUSTRIA | CRS IMPIANTI | CX CENTAX | EFFEGI | FECS | FERRETTICASA | FIDELITAS | FLOW METER | GIOIELLERIA ROTA | GRUPPO ALIMENTARE AMBROSINI | GRUPPO RULMECA | ICB INDUSTRIA CARTOTECNICA BERGAMASCA | IMPRESA EDILE STRADALE ARTIFONI | IRE OMBA | LEGAMI | LEVORATO | LOVATO ELECTRIC | MA.BO. | MILESTONE | MONTELLO | M.S. AMBROGIO | NUOVA DEMI | OMB VALVES | PANESTETIC | RI.GOM.MA | SACBO | STUCCHI GROUP | STUDIO BERTA NEMBRINI COLOMBINI & ASSOCIATI | 3V GREEN EAGLE | TRUSSARDI PETROLI | ZANETTI\n\nPresenting Partner \nPartner Istituzionali \nMain partner \nCon il sostegno di \nSponsor \nPartner tecnico \nIl festival Donizetti Opera è in collaborazione con \nUn ringraziamento speciale agli Ambasciatori di Donizetti: \n \nAlfaparf Group • Allegrini • ANCE Associazione Nazionale Costruttori Edili Bergamo • Assolari Luigi & C. • Automha • Beltrami Linen • Calfin • Caseificio Defendi Luigi • Catellani & Smith • Dalmine • Diachem • FraMar • Immobiliare della Fiera • Intertrasport • Iterchimica • Lovato Electric • LVF Valve Solutions • Mazzoleni – Specialisti nella nutrizione • Montello • Neodecortech • OMB Valves • F.lli Pellegrini • Persico • Qintesi • Sabo • Sinergia • Sistel • Stucchi \nUn ringraziamento speciale a tutti coloro che sostengono l’attività della Fondazione Teatro Donizetti tramite Art Bonus:\nAMBIENTA | A2A | ATB SERVIZI | AUTOMHA | BEFORE ADVISORY | BREMBOMATIC | CARBA | CONFINDUSTRIA | CRS IMPIANTI | CX CENTAX | EFFEGI | FECS | FERRETTICASA | FIDELITAS | FLOW METER | GIOIELLERIA ROTA | GRUPPO ALIMENTARE AMBROSINI | GRUPPO RULMECA | ICB INDUSTRIA CARTOTECNICA BERGAMASCA | IMPRESA EDILE STRADALE ARTIFONI | IRE OMBA | LEGAMI | LEVORATO | LOVATO ELECTRIC | MA.BO. | MILESTONE | MONTELLO | M.S. 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SUMMARY:Il diluvio universale
DESCRIPTION:Azione tragico sacra by Domenico Gilardoni\nMusic by Gaetano Donizetti\nFirst performance: Napoli\, Real Teatro di San Carlo\, 6th March 1830\nCritic edition by Edoardo Cavalli © Fondazione Teatro Donizetti \n\n\n\nINTRODUZIONE \n\n\nA typical opera with a sacred subject designed for performance during Lent season\, Gaetano Donizetti’s Il diluvio universale made its debut at the Real Teatro di San Carlo in Naples on 6 March 1830\, with the celebrated bass Luigi Lablache in the role of Noè. Domenico Gilardoni’s libretto was inspired by Francesco Ringhieri’s tragedy Il diluvio\, to which he added elements from Lord Byron and Thomas Moore. The model is\, of course\, Rossini’s Mosè in Egitto\, performed in the same theatre twelve years earlier. However\, this incomparable model of religious opera intertwined the ‘sacred’ stories of the Bible with the ‘profane’ vicissitudes of the main characters\, in a mixture of public and private themes. Despite an egregious mistake by the prima donna\, Luigia Boccabadati\, who at the premiere started singing the concertato of the finale of act one in advance\, Il diluvio universale was well received and marks a crucial stage in Donizetti’s creative evolution. The extensive revision of this opera carried out by Donizetti a few years later witnesses the fact that he viewed it as very important. The second Il diluvio universale debuted at the Teatro Carlo Felice in Genoa on 17 January 1834. However\, the version presented at the Donizetti Opera Festival will be the original\, Neapolitan one. Riccardo Frizza\, the festival’s music director\, will be on the podium while the performance will be directed by the Masbedo artistic duo: through the Flood\, the first natural cataclysm in history\, they urge us to reflect on such topical issues as the environmental emergency and the climate change – two topics that affect us all. This interweaving of collective and individual destinies is one of the core themes of the dramaturgy of Il diluvio universale. Once again\, Donizetti is talking about us. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nPLOT \nNoè and his family\, knowing that God is about to send the flood\, prepare the ark just outside the city of Sennàar\, doomed to be destroyed together with its sinful inhabitants. Noè has converted Sela\, the wife of Cadmo\, the leader of the city. Sela confesses to Noè that her husband despises her for her faith and has publicly offended God and defied him to punish him. Cadmo’s mercenaries arrive and want to burn the ark\, Noè tries to stop them\, and Sela decides to return to her husband to persuade him to desist. At this point\, Ada\, Sela’s confidante but secretly in love with Cadmo\, enters the scene. Ada makes Cadmo believe that Sela is close to Noè not for religious reasons but because she is in love with the prophet’s eldest son\, Jafet. Much to Ada’s satisfaction\, Cadmo repudiates his wife and sentences to death Noè\, his sons\, and also Sela\, who has found refuge with them. Noè warns Cadmo not to defy divine wrath and foretells him that a flood is coming\, while Nature unleashes thunder and lightning. Cadmo reaches the ark intending to destroy it\, while Noè\, Jafet\, and Sela are arrested.\nCadmo promises Ada to marry her after his wife’s death sentence is carried out. In a dramatic confrontation between Cadmo and Sela\, she refuses to confess a betrayal she did not commit but accepts the punishment\, only asking to be allowed to embrace her son one last time. Cadmo denies her and even claims that he will reveal to her son his mother’s guilt and marry Ada. Betrayed by her friend\, repudiated by her husband\, and cursed by her son\, Sela pleads for divine mercy. Meanwhile\, Noè is imprisoned in the ark. Sela arrives to bring him the news that Cadmo has decided to kill them all. Noè then predicts that the flood is imminent. As Cadmo and his court celebrate the upcoming wedding\, Sela arrives. Cadmo is willing to take her back as long as she recants Noè’s God and curses him. To get her son back\, Sela agrees to do it but\, as she pronounces her abjuration\, she is stricken by lightning and falls to the ground. The Flood is suddenly and violently unleashed\, as everyone flees in chaos. When the storm subsides\, the few survivors gather on the mountaintops\, while Noè’s ark floats undamaged on the land that has been submerged by water.
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DESCRIPTION:Gaetano Donizetti\nSoireés d’automne à l’Infrascata\nLa lontananza\, L’amante spagnuolo\, Amore e morte\,\nAmor marinaro\, Il fiore\, L’incostanza d’Irene \nNuits d’été à Pausillippe\nIl barcaiuolo\, Il crociato\, A mezzanotte\, La torre di Biasone\, La conocchia\, Le crepuscule\,\nIl giuramento\, L’aurora\, L’alito di Bice\, Amor voce dal cielo\, Un guardo ed una voce\, I bevitori \n________________________________________________________________ \nLa turta del Dunizèt\nLa torta originale creata da Balzer nel 1948 per il centenario della morte di Donizetti oggi diventa il dolce-ricordo del Festival. Acquistandola nella speciale confezione celebrativa\, sostieni la Bottega Donizetti\, laboratorio di perfezionamento per giovani cantanti.\nCon il supporto del Rotary Club Terra di San Marco
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LOCATION:Casa Natale di Gaetano Donizetti\, via Borgo Canale 14\, Bergamo\, 24129\, Italia
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SUMMARY:Il gufo investigatore
DESCRIPTION:Il gufo investigatore\, un avvincente percorso a tappe attraverso le strade di Città Alta per scovare le parole chiave che vi aiuteranno a scrivere il libretto per la prossima opera di Gaetano Donizetti.\nNon ci credete? Tra Felice Romani\, grande librettista che scrisse anche diverse opere musicate da Donizetti\, ed il nostro Gaetano non fu tutto facile all’inizio della loro collaborazione\, tanto che Donizetti chiede proprio a voi di aiutarlo per la sua prossima opera.\nPronti a partire? Si parte dalla Casa Natale di Donizetti\, in via Borgo Canale 14.\nLe prime prove si trovano proprio lì dentro. \nBiglietti 5 € (singolo) – 15 € (due adulti e due bambini) – 50 € (gruppo da 11 a 15 persone – acquistabile in biglietteria)
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LOCATION:Casa Natale e Bergamo Alta\, via Borgo Canale 14\, Bergamo\, 24129\, Italia
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SUMMARY:Lucie de Lammermoor
DESCRIPTION:Opéra en trois actes di Alphonse Royer e Gustave Vaëz\nMusica di Gaetano Donizetti\nPrima esecuzione: Parigi\, Théâtre de la Renaissance\, 6 agosto 1839\nRevisione sulle fonti originali a cura di Jacques Chalmeau © Ricordi \n\n\n\nINTRODUZIONE \nNell’autunno del 1835\, a Napoli\, Gaetano Donizetti ottiene uno dei maggiori trionfi della sua carriera con Lucia di Lammermoor\, che diventa il modello stesso del melodramma romantico italiano. L’opera fa rapidamente il giro del mondo e viene rappresentata nella versione originale italiana anche a Parigi\, al Théâtre des Italiens\, nel 1837. Due anni dopo\, Donizetti decide di realizzarne una versione francese per il Théâtre de la Renaissance\, una sala parigina dal repertorio innovativo ma dai mezzi economici e artistici più ridotti rispetto all’Opéra. Il libretto di Salvadore Cammarano viene tradotto in francese e semplificato da Alphonse Royer e Gustave Vaëz\, i poeti che stanno scrivendo per Donizetti e per la Renaissance L’ange de Nisida\, diventata poi La favorite. Il compositore interviene sulla partitura\, realizzando quella che è\, a tutti gli effetti\, un’opera diversa\, l’“altra Lucia”. Fra i cambiamenti più importanti\, la cavatina di Lucie\, sostituita con quella di Rosmonda d’Inghilterra secondo una prassi\, pare\, già praticata da Fanny Tacchinardi-Persiani\, la prima interprete della Lucia italiana. I personaggi di Alisa e Normanno\, confidenti rispettivamente di Lucia e di Enrico\, sono unificati in quello del traditore Gilbert\, che assume così uno spessore maggiore. Una scena\, il duetto fra Raimondo e Lucia\, è tagliata e molte altre semplificate o riscritte\, mentre lo “sposino” Arthur fa il suo ingresso già nel primo atto. Questa nuova Lucie de Lammermoor debutta alla Renaissance il 6 agosto 1839 con enorme successo e resta in repertorio in Francia per tutto il XIX secolo\, diventando un caposaldo della cultura nazionale. Come dimostra\, fra gli altri\, il capitolo di Madame Bovary che Flaubert ambienta al teatro di Rouen durante una recita\, appunto\, di Lucie. \n\n\n\n\n\n\n\nTRAMA \nScozia\, XVII secolo. Henri Ashton spiega al suo confidente Gilbert che\, per ragioni politiche\, ha deciso di sposare sua sorella Lucie ad Arthur Bucklaw\, nipote del potente lord Athold. Ma Lucie ama Edgar Ravenswood\, ultimo membro della famiglia nemica degli Ashton. Gilbert svela a Henri un appuntamento segreto di Lucie ed Edgar. Giunge Arthur\, che Henri rassicura dell’amore di Lucie. In ogni caso\, racconta Arthur\, lo zio ha ordinato ad Edgar di andare in Francia per una missione diplomatica. Fingendosi amico\, Gilbert accompagna Lucie sul luogo dell’appuntamento con Edgar. Mentre lo aspetta\, Lucie lamenta che l’antico odio fra le famiglie renda impossibile il loro amore. Giunge Edgar portando la triste notizia della sua prossima partenza. Prima\, però\, chiederà a Henri la mano della sorella. I due innamorati si scambiano gli anelli e si dicono addio. \nGilbert ha seguito Edgar in Francia\, ha intercettato le sue lettere e realizzato una copia dell’anello che Lucie gli aveva donato. Tornato in Scozia\, riferisce tutto a Henri\, sempre più deciso a concludere le nozze con Arthur. In un drammatico confronto\, Henri racconta a Lucie che Edgar non l’ama più\, le mostra l’anello e le spiega che soltanto il suo matrimonio con Arthur può salvarlo dalla disgrazia politica. Lucie cede. Accompagnato da un coro festoso\, arriva Arthur e\, mentre Lucie si dispera\, inizia la cerimonia nuziale. Il contratto matrimoniale è appena stato firmato quando fa irruzione Edgar\, che sfida Henri e Arthur. Raymond\, il cappellano\, evita lo scontro e mostra a Edgar il contratto firmato. Credendosi tradito\, questi maledice Lucie. \nGilbert annuncia a Henri che un uomo è venuto a cercarlo. Si tratta di Edgar mascherato\, che sfida a duello il suo nemico: si scontreranno all’alba seguente. Intanto\, nel castello degli Ashton è in corso la festa di matrimonio\, bruscamente interrotta da Raymond che annuncia una terribile notizia: Lucie ha perduto la ragione e ha ucciso Arthur. Appare Lucie\, impazzita\, che vaneggiando racconta del suo amore per Edgar\, della sua maledizione\, e annuncia che presto morirà. Intanto Edgar attende Henri su luogo del duello. Il coro lo informa che Henri non verrà e che entro un’ora Lucie sarà morta\, e gli svela la fedeltà della donna. Sconvolto\, Edgar invoca per l’ultima volta Lucie\, si pugnala e spira fra le braccia di Raymond.
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SUMMARY:Donizetti e la Bergamo del Belcanto
DESCRIPTION:Rassegna cinematografica del progetto “Cinema al cuore. Passato e presente di due città in cinema”\, promosso dalla FIC – Federazione Italiana Cineforum per Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura in occasione della mostra Tutta in voi la luce mia e del Festival Donizetti Opera. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLUNEDÌ 20 NOVEMBRE\, ORE 21\nLucia di Lammermoor\ndi Mario Lanfranchi (1971)\n\nMERCOLEDÌ 22 NOVEMBRE\, ORE 21\nCasa Ricordi\ndi Carmine Gallone (1954) \n\n\nLUNEDÌ 27 NOVEMBRE\, ORE 21\nL’elisir d’amore\ndi Mario Costa (1947) \n\n\nMERCOLEDÌ 29 NOVEMBRE\, ORE 21\nLa favorita\ndi Cesare Barlacchi (1954) \n\n\nLUNEDÌ 4 DICEMBRE\, ORE 21\nIl cavaliere del sogno\ndi Camillo Mastrocinque (1948) \n\n\nLUNEDÌ 11 DICEMBRE\, ORE 21\nAida\ndi Clemente Fracassi (1953)
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SUMMARY:Luce di Lammermoor per le scuole
DESCRIPTION:Opera partecipata\nRecite riservate agli studenti della scuola dell’obbligo \nLuce è una ragazzina di 12 anni. Nata per la precisione nel dicembre del 2011\, ha da poco compiuto gli anni. Alla sua festa Luce non ha mai fatto un sorriso. Che le succede? Si sente schiacciata\, non è felice\, ma non ne parla con nessuno\, tiene tutto per sé. E allora quel pomeriggio Luce si arma di cuffie e Spotify e inizia a camminare sola lungo il sentiero che conduce al bosco poco lontano da casa sua. Non ne vuole sapere né di fare i compiti\, né di parlare con i suoi genitori. Oggi c’è qualcosa di diverso\, tuttavia\, nel bosco: le sembra di sentire rumori dietro ogni albero\, ha visto anche delle strane ombre muoversi: un lupo forse? Un cervo? Ad un certo punto incontra\, vicino ad una fontana ormai ricoperta dal muschio\, un fantasma. Un vero fantasma di una ragazza. Bellissima\, ma tristissima. Luce decide di aprire il suo cuore e ascoltare la sua storia immergendosi così nelle vicende di Lucia di Lammermoor fra battaglie\, amori indimenticabili\, inganni e momenti divertenti.
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SUMMARY:Attualizzazione del mito dell’eroe
DESCRIPTION:a cura di Marco Pacati\nDocente di italiano e latino alle scuole superiori\, ex dirigente dell’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “Cesare Pesenti”. \nDove possiamo incontrare oggi l’arroganza\, pur affascinante\, di Achille? O il dramma esistenziale di Ettore\, combattuto tra affetti familiari e legge dell’onore? Forse sul posto di lavoro o a scuola può capitarci di imbatterci nell’autoritarismo e nell’abuso di potere di Menelao e Agamennone? E ritroviamo in qualche nostro amico o conoscente l’impulsività adolescenziale\, incosciente eppure intrigante\, di Paride? \nLa recente epidemia di COVID ripropone in qualche modo il senso di colpa scatenato dall’ira degli dèi omerici? L’invasività dei social ha ridato vita alla cultura della vergogna? Il conformismo della società del dono è ancora presente nella realtà contemporanea? \nA queste curiose domande cerca di rispondere la relazione del prof. Marco Pacati\, in programma presso la sala musica del Teatro Donizetti il 28/11/p.v.; lungi dal costringere il testo omerico in anacronistiche e forzate attualizzazioni\, la conferenza cercherà di mostrare l’universalità extratemporale dei comportamenti umani di cui gli eroi dell’Iliade sono emblematici interpreti.
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SUMMARY:Dies Natalis
DESCRIPTION:Auguri Gaetano!\n\nFESTA DI COMPLEANNO\n\n\n\nBalzer Globe – dalle 19.00 \nHappy Birthday Gaetano!\nJam session musicale che unisce repertori di diverso genere\, dall’opera all’elettronica\, per continuare il dialogo creativo tra passato e futuro coinvolgendo una serie di realtà musicali della città. \nSUPERBUUT\nOrganic Live Performance\nSuperbuut è il progetto solista di musica elettronica di Nicola Buttafuoco dei Pinguini Tattici Nucleari. In questo set dal vivo mixerà elettronica\, sample Donizettiani\, e improvvisazioni dal vivo con una chitarra. \nMASSIMILIANO MILESI\nAmbient Sax Impro\nMassimiliano è un artista poliedrico. Collaboratore di lunga data del Teatro Donizetti\, ha suonato il sax in diverse occasioni e in particolare durante il Bergamo Jazz. In questo live set unirà due mondi apparentemente lontani tra loro\, creando delle improvvisazioni al sax ispirate a Donizetti\, sui bit elettronici che ha prodotto con Triangolo Lab. \nKANIE SCIOLTE\nMix Opera DJ Set\nLe Kanie Sciolte sono un collettivo di DJ al femminile che anima diverse serate danzanti di Bergamo. Per Happy Birthday Gaetano! lavoreranno a un dj set ispirato da tutte quelle volte in cui il pop ha “flirtato” con l’elettronica e la classica\, a partire dai brani dei 3 album MixOpera prodotti dal Donizetti Opera. \nJODI PEDRALI + DAVIDE ROSSI\nElectro Dj Set\nJodi e Davide sono due musicisti elettronici\, amici di lunga data del Festival (Donizetti Night\, Christmas Day). Nel 2024 seguiranno una serie di laboratori per il progetto Opera WOW\, portando un mix di opera ed elettronica nelle scuole superiori di Bergamo. \nPrenota gratuitamente: clicca qui!\n\n\nEDUCATION\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nCasa natale e Museo donizettiano – 9.00\, 10.30\, 14.30 \nUn bergamasco in Europa\nVita nomade di Gaetano Donizetti\nLaboratorio per le scuole condotto da Clelia Epis e Paola Palermo \nUn laboratorio alla scoperta di Donizetti\, che si svolge tra Casa Natale e il Museo donizettiano. L’attività alterna momenti narrativi a momenti laboratoriali\, per permettere ai ragazzi e ai bambini di conoscere la vita del nostro compositore\, il contesto storico in cui ha operato e facilitare una riflessione sul tema del viaggio\, grazie alle numerose testimonianze che il museo offre. \nIN COLLABORAZIONE CON LA FONDAZIONE BERGAMO NELLA STORIA ONLUS – MUSEO DONIZETTIANO \nTeatro Sociale – 9.30\, 11.30 \n\n\n\n\nLuce di Lammermoor\nOpera partecipata ispirata al capolavoro di Gaetano Donizetti. \n\n\n\n\nCONCERTO\n\n\n\nBasilica di Santa Maria Maggiore – 11.15 \nElevazione musicale\nIN COLLABORAZIONE CON LA FONDAZIONE MIA E IL POLITECNICO DELLE ARTI DI BERGAMO CON LA PARTECIPAZIONE DELLE SCUOLE SECONDARIE DI SECONDO GRADO \nIngresso libero\n \n\n\n\nPROVE APERTE\n\n\n\nTeatro Donizetti\, Sala Musica – 17.30 \nDonizetti Talk\nPresentazione del Piccolo compositore di musica con Candida Mantica e Paolo Fabbri. A seguire accesso alle prove d’assieme. \n\n\nPrenota gratuitamente\n\nFILM\n\n\n\nAuditorium di Piazza della Libertà – 21.00 \nDonizetti e la Bergamo del belcanto\nLa favorita di Cesare Barlacchi (1954)\nIN COLLABORAZIONE CON LA FIC – FEDERAZIONE ITALIANA CINEFORUM \nIngresso libero
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SUMMARY:Donizetti Talk - Il piccolo compositore di musica
DESCRIPTION:Presentazione del Piccolo compositore di musica di Giovanni Simone Mayr con Candida Mantica e Paolo Fabbri.\nCon la partecipazione del direttore d’orchestra e dei regista dello spettacolo\, Francesco Micheli e Alberto Zanardi.\nA seguire: accesso alla prova d’assieme. \nL’ingresso è gratuito con prenotazione.
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SUMMARY:Donizetti Christmas Day
DESCRIPTION:SPETTACOLO DIFFUSO\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nTanti palcoscenici per salutare il Festival in attesa del Natale \nCON IL SOSTEGNO DI IMMOBILIARE DELLA FIERA \n\n\n\nIngresso libero \n\n\n\nPRESENTAZIONI\n\nAl Teatro Donizetti\, nel corso della giornata \nDoniXmas  \nQuattro suggerimenti di lettura per i regali di Natale insieme agli autori: andar per teatri ieri e oggi; calarsi nei luoghi dei compositori\, riviverne le vite.\nCarlida Steffan – Luca Zoppelli\, Nei palchi e sulle sedie. Il teatro musicale nella società italiana dell’Ottocento\, Carocci 2023\nAlberto Mattioli\, Gran teatro Italia. Viaggio sentimentale nel paese del melodramma\, Garzanti 2023\nPaolo Fabbri\, Come un baleno rapido. Arte e vita di Rossini\, LIM 2022\nVirgilio Bernardoni\, Puccini\, Il Saggiatore 2023 \nIl Donizetti Christmas Day è realizzato con il sostengo di Stucchi S.p.A. \n\n\n\n\nScopri il programma completo
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SUMMARY:Il piccolo compositore di musica
DESCRIPTION:Farsa giocosa per musica in due atti di Giovanni Simone Mayr\nMusica di Giovanni Simone Mayr «e varî Celebri Maestri»\nPrima esecuzione: Bergamo\, Città alta\, 13 settembre 1811\nSelezione e adattamento di Francesco Micheli e Giorgio Pesenti sull’edizione critica a cura di Candida Billie Mantica © Fondazione Teatro Donizetti \n\nQuinto spettacolo del festival Il piccolo compositore di musica\, sabato 2 dicembre al Teatro Donizetti. Azione scenica in due atti di Giovanni Simone Mayr andò in scena il 13 settembre 1811 come saggio finale delle Lezioni Caritatevoli. Come per altri saggi\, Mayr adotta il modello del metamelodramma settecentesco\, in cui si rappresenta una compagnia di canto nell’atto di allestire uno spettacolo e mette in scena gli stessi allievi delle Lezioni Caritatevoli – tra cui il giovane Gaetano – che interpretano loro stessi alle prese con l’allestimento del saggio finale. Nel Piccolo compositore di musica\, Donizetti funge da protagonista\, presentato ironicamente come un giovane aspirante compositore convinto del proprio talento (celebri i versi: “Vasta ho la mente\, rapido l’ingegno | pronta la fantasia\, e nel comporre | un fulmine son io”). Nonostante il tono comico\, appare chiaro l’intento promozionale di Mayr\, che crede realmente nelle capacità del suo giovane allievo. Donizetti è affiancato da quattro compagni delle Lezioni Caritatevoli\, nei panni di loro stessi: Antonio Dolci\, Giuseppe Manghenoni\, Giuseppe Pontiroli e Antonio Tavecchi. Musicalmente l’opera alterna sezioni originali (come l’Introduzione) e brani preesistenti da opere anche di altri celebri compositori coevi. \nLa messa in scena sarà curata da Francesco Micheli con gli allievi della Bottega Donizetti nell’ambito di un progetto che coinvolge numerose istituzioni didattiche bergamasche.
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SUMMARY:Luce di Lammermoor per le famiglie
DESCRIPTION:Opera partecipata\nFamiglie \nLuce è una ragazzina di 12 anni. Nata per la precisione nel dicembre del 2011\, ha da poco compiuto gli anni. Alla sua festa Luce non ha mai fatto un sorriso. Che le succede? Si sente schiacciata\, non è felice\, ma non ne parla con nessuno\, tiene tutto per sé. E allora quel pomeriggio Luce si arma di cuffie e Spotify e inizia a camminare sola lungo il sentiero che conduce al bosco poco lontano da casa sua. Non ne vuole sapere né di fare i compiti\, né di parlare con i suoi genitori. Oggi c’è qualcosa di diverso\, tuttavia\, nel bosco: le sembra di sentire rumori dietro ogni albero\, ha visto anche delle strane ombre muoversi: un lupo forse? Un cervo? Ad un certo punto incontra\, vicino ad una fontana ormai ricoperta dal muschio\, un fantasma. Un vero fantasma di una ragazza. Bellissima\, ma tristissima. Luce decide di aprire il suo cuore e ascoltare la sua storia immergendosi così nelle vicende di Lucia di Lammermoor fra battaglie\, amori indimenticabili\, inganni e momenti divertenti. \nLo spettacolo sarà preceduto\, alle ore 15.30\, da un laboratorio aperto a tutti per imparare i cori da cantare durante lo spettacolo assieme al cast.\nIl laboratorio è condotto da Silvia Lorenzi\, soprano e formatrice del team education del Donizetti Opera.
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SUMMARY:L’Iliade nell’arte
DESCRIPTION:a cura di Maria Grazia Recanati\nDocente di Storia dell’Arte Moderna presso l’Accademia di Belle Arti “G. Carrara”. \nLa ricezione dell’Iliade da parte degli artisti del mondo antico e tardoantico ha creato una serie di splendide immagini che\, dalla ceramica attica alla statuaria greco-romana\, dalla pittura parietale alla scultura funeraria dei sarcofagi di età imperiale\, rappresenta un repertorio fondamentale per lo sviluppo dell’arte europea\, arrivando alla tangenza con l’iconografia cristiana. Quest’ultima raccoglie elementi poetici e compositivi dall’iconografia classica dell’eroe e del compianto sulle sue spoglie\, costruendo in questo modo la narrazione della passione di Cristo. \nL’Iliade ci trasmette\, inoltre\, nella lunga descrizione dello scudo di Achille\, il primo esempio di ekphrasis\, traduzione linguistica dell’immaginario visivo\, che sarà esercizio fondamentale nell’arte retorica del mondo antico\, applicata ad opere d’arte esistenti o soltanto espressione della fantasia degli scrittori. \nIl volto di Omero\, che occupa nella galleria dei grandi del passato\, insieme a condottieri e filosofi\, un posto d’onore\, è divenuta\, con lo studio crudemente realistico della sua cecità profetica\, un’autentica icona della civiltà occidentale\, sopravvissuta nella riflessione degli artisti fino a tempi molto recenti.
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SUMMARY:Iliade. “Il gioco deli dèi”: la mostra
DESCRIPTION:Mostra di progetti\, bozzetti e disegni  \na cura di Clelia Epis \nOgni spettacolo teatrale viene realizzato grazie al lavoro intrecciato di diverse competenze artistiche\, questo è ancora più evidente in Iliade. “Il gioco deli dèi”\, dove la dimensione visiva ha grande importanza. Con questa mostra vogliamo restituire al pubblico il lavoro del dietro le quinte\, mostrando bozzetti e disegni delle scene di Massimo Troncanetti\, i costumi di Francesco Esposito\, e\, soprattutto\, il lavoro creativo per la realizzazione delle creature e oggetti di scena Alberto Favretto\, Marta Montevecchi\, Raquel Silva. Di questi ultimi in particolare mostreremo anche la fase di ricerca iniziale\, i primi bozzetti\, poi abbandonati per soluzioni più adatte alla rappresentazione\, fino alle soluzioni che si vedranno in scena. \n«Iliade canta di un mondo in cui un’ideologia competitiva e l’etica del successo non lasciano spazio a umanità e giustizia\, gli uomini non decidono nulla ma sono agiti dagli dèi in una terribile guerra senza né vincitori né vinti. La coscienza e la scelta non sono (ancora) cose che riguardano gli umani: la loro civiltà dovrà attendere l’età della Tragedia per conoscere la responsabilità personale e tutto il peso della libertà da quegli dèi che sono causa di tutto ma non hanno colpa di nulla.  \nIn quel mondo arcaico dominato dalla forza\, dal fato ineluttabile e dagli dèi capricciosi non è difficile specchiarci e riconoscere il nostro\, le nostre vite dominate da forze distruttive che sono sopra e dentro di noi e che sfuggono ad ogni controllo\, nella loro eterna fuga oltre le aspirazioni degli uomini. \nCi sono tutti i semi del tramonto del nostro Occidente in Iliade\, che però contiene anche quelli della coscienza\, della responsabilità e della scelta». \nRoberto Aldorasi \n\nLa mostra sarà aperta nei seguenti giorni e orari: \n\nSabato 9 dicembre\, ore 15.00-19.30\nDomenica 10 dicembre\, ore 9.30-13.00 e 15.00-19.30\nLunedì 11 dicembre CHIUSO\nDa martedì 12 a sabato 16 dicembre\, ore 15.00-20.30\nDomenica 17 dicembre\, ore 9.30-13.00 e 15.00-19.30\nLunedì 18 dicembre\, ore 15.00-20.30
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SUMMARY:Iliade. Il gioco degli dèi
DESCRIPTION:Giovedì 14 dicembre 2023\, ore 18.00 | Sala Musica – Teatro Donizetti\nIntorno a ILIADE\nIncontro con Alessio Boni e la compagnia\nIliade. “Il gioco degli dèi”:\ngli incontri\nScopri gli incontriIliade. “Il gioco degli dèi”:\nla mostra\nScopri la mostraIliade canta di un mondo in cui l’etica del successo non lascia spazio alla giustizia e gli uomini non decidono nulla\, ma sono agiti dagli dèi in una lunga e terribile guerra senza vincitori né vinti. La coscienza e la scelta non sono ancora cose che riguardano gli umani: la civiltà dovrà attendere l’età della Tragedia per conoscere la responsabilità personale e tutto il peso della libertà da quegli dèi che sono causa di tutto ma non hanno colpa di nulla.\nIn quel mondo arcaico dominato dalla forza\, dal Fato ineluttabile e da dèi capricciosi non è difficile specchiarci e riconoscere il nostro: le nostre vite dominate dalla paura\, dal desiderio di ricchezza\, dall’ossessione del nemico\, dai giochi di potere e da tutte le forze distruttive che ci sprofondano nell’irrazionale e rendono possibile la guerra.\nCi sono tutti i semi del tramonto del nostro Occidente in Iliade che\, come accade con la grande poesia\, contiene anche il suo opposto: la responsabilità e la libertà di scegliere e di dire no all’orrore. \nA dieci anni dalla nascita\, dopo I Duellanti e Don Chisciotte\, il Quadrivio\, formato da Roberto Aldorasi\, Alessio Boni\, Francesco Niccolini e Marcello Prayer\, riscrive e mette in scena l’Iliade per specchiarsi nei miti più antichi della poesia occidentale e nella guerra di tutte le guerre. \nRoberto Aldorasi\, Alessio Boni\, Marcello Prayer \nSpettacolo realizzato in occasione di Bergamo Brescia Capitale italiana della Cultura 2023\nPrima Nazionale: Bergamo\, Teatro Donizetti | 12 dicembre 2023
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SUMMARY:Intorno a Iliade
DESCRIPTION:Incontro con gli artisti della compagnia.
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SUMMARY:Blues & Bach: The music of John Lewis
DESCRIPTION:Classica/pop\, rock/classica\, classica/jazz\, fusion: l’elenco dei possibili incroci può essere molto lungo. Ciò che accomuna tutti questi accoppiamenti è il desiderio di fondere due o più linguaggi diversi. È un po’ come innescare una reazione chimica\, il cui esito non ha più nulla a che fare con le componenti originarie della reazione stessa. Nel campo più specifico del crossover jazz/musica classica\, gli anni ’20 furono cruciali.\nCi hanno infatti regalato una delle prime\, assolutamente straordinarie\, opere del genere: la celebre “Rapsodia in blu”. In questo capolavoro\, Gershwin ha raggiunto risultati eccezionali grazie alla fusione di elementi della musica popolare americana\, in particolare il blues\, con altri tipici della tradizione classica europea.\nJohn Lewis si è mosso nella stessa direzione  di Gershwin\, ma da una visione ed esperienza molto diversa. Lewis\, infatti\, era un ottimo pianista jazz (basti pensare alle sue collaborazioni con Charlie Parker e Miles Davis) mentre Gershwin\, che era anche un pianista fenomenale e molto versato nel jazz del suo tempo\, in senso stretto non fu mai un vero e proprio pluripremiato pianista jazz. Ma soprattutto Lewis\, oltre ad essere un grande jazzista\, era profondamente  innamorato della musica di Bach e fin dai primi anni della sua carriera ha fatto del binomio blues/Bach il vessillo della sua vita artistica. Il Modern Jazz Quartet\, da lui fondato nel 1952 – per quasi mezzo secolo uno dei gruppi più celebrati della scena jazzistica internazionale – è stato il veicolo inconfondibile della sua concezione musicale e il vero laboratorio del suo originalissimo crossover.\nÈ a questa concezione musicale e all’arte compositiva di John Lewis che\, a poco più di due decenni dalla sua scomparsa\, “Blues and Bach” vuole rendere omaggio. I suoi brani sono stati rielaborati e orchestrati per l’occasione con un ensemble che\, per certi versi\, è esso stesso un crossover nel crossover (trio jazz più quintetto d’archi e quintetto di fiati). \nSketting in Central Park \nSpanish Steps \nVendome \nAutumn in New York \nDjango \nConcorde \nMilano \nJasmine Tree \nJohn Lewis \nJohn Lewis \nJohn Lewis \nVernon Duke \nJohn Lewis \nJohn Lewis \nJohn Lewis \nJohn Lewis \nIn collaborazione con
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SUMMARY:Teatro Delusio
DESCRIPTION:Teatro Delusio gioca con le innumerevoli sfaccettature del mondo teatrale: in scena e dietro le quinte\, fra illusioni e disillusioni nasce uno spazio magico carico di toccante umanità. Mentre la scena diventa backstage ed il backstage è messo in scena\, mentre sul palco appena riconoscibile si rappresentano diversi generi teatrali\, dal mondo opulento dell’opera a selvaggi duelli di spada\, da intrighi lucidamente freddi a scene d’amore passionali\, i tecnici di scena Bob\, Bernd e Ivan tirano a campare dietro le quinte. Tre aiutanti instancabili\, divisi dal luccicante mondo del palcoscenico solo da un misero sipario eppur lontani da esso anni luce\,  che lottano per realizzare i propri sogni: Bernd\, sensibile e cagionevole\, cerca la felicità nella letteratura ma la trova improvvisamente personificata nella ballerina tardiva; il desiderio di riconoscimento di Bob lo porterà al trionfo e alla distruzione\, mentre Ivan\, il capo del backstage che non vuole perdere il  controllo sul teatro\, finirà per perdere tutto il resto… Le loro vite all’ombra della ribalta si intrecciano nei modi più strani al mondo scintillante dell’apparenza. E all’improvviso loro stessi si ritrovano ad essere i protagonisti di quel palcoscenico che in fondo equivale al loro mondo.\nTeatro Delusio è teatro nel teatro. L’inquietante vivezza delle maschere\, le fulminee trasformazioni ed una poesia tipicamente Flöz trascinano il pubblico in un mondo a sé stante\, un mondo carico di misteriosa comicità. Con l’aiuto di costumi raffinati e di suoni e luci ben concepiti\, i tre attori mettono in scena 29 personaggi e danno vita ad un teatro completo. \nFamilie Flöz è il gruppo di punta del teatro di figura contemporaneo europeo. Una compagnia internazionale di teatro di figura\, che all’uso delle maschere  coniuga danza\, clownerie\, acrobazia\, magia. Sono adorati dai pubblici di tutte le età e hanno conquistato la critica di tutto il mondo. Sono una delle più clamorose rivelazioni internazionali degli ultimi dieci anni\, riuscendo a fare un teatro sorprendente\, che pone lo spettatore di fronte ai grandi e piccoli momenti della vita grazie a un linguaggio fisico e a delle maschere originalissime\, legandosi alla migliore tradizione della clownerie e del mimo. Dopo Hotel Paradiso\, tornano al Teatro Donizetti con Teatro Delusio\, offrendo agli spettatori un momento di vera poesia e potente comicità. \nFamilie Flöz \nStoria\nFlöz affonda le sue radici nella Folkwang-Hochschule di Essen\, l‘unico istituto di formazione statale per il teatro di espressione corporea in Germania. Nel 1994 ha luogo la prima rappresentazione dell’opera teatrale ÜBER TAGE nell’Aula Magna della Folkwang-Hochschule\, seguita nel 1995 dalla versione ridotta FLÖZ & SÖHNE. Nel 1996 presso la miniera dismessa “Hannover” a Bochum\, ha luogo la prima assoluta della pièce FAMILIE FLÖZ KOMMT ÜBER TAGE\, un omaggio alla cultura del lavoro e dell’industria mineraria della regione della Ruhr. L’opera viene salutata da stampa e pubblico come un grande successo e nel 2003 ispirerà il nome del gruppo. Flöz è il nome di uno strato geologico contenente preziose materie prime. \nNel 1998 il gruppo realizza il suo secondo spettacolo\, RISTORANTE IMMORTALE\, messo in scena nel Maschinenhaus di Essen con un ensemble rinnovato. RISTORANTE IMMORTALE inizia il suo tour in Spagna con tre settimane di spettacoli e diviene ospite del Festival de Otoño di Madrid; nel 1999 per la prima volta va in scena a Berlino. In occasione del debutto al Festival Fringe di Edimburgo del 2001\, il gruppo si conferisce il nome Flöz Production\, trasformato poi nell’attuale Familie Flöz. Nel 2000 e 2001 nascono a Essen e Dortmund le produzioni TWO% – HAPPY HOUR e TWO% – HOMO OECONOMICUS. \nLa pièce TEATRO DELUSIO\, portata in scena per la prima volta nel 2004 all’Arena di Berlino\, riscuote nuovamente un grande successo internazionale. Nel 2006 nascono due nuove produzioni: INFINITA\, la cui prima assoluta ha luogo presso la Akademie der Künste di Berlino e HOTEL PARADISO che debutta nell’Admiralspalast di Berlino. L’attuale versione di HOTEL PARADISO viene portata in scena per la prima volta nel Theaterhaus Stuttgart nel 2008 con una nuova formazione della compagnia. \nNella cornice di “Duisburg Capitale Europea della Cultura”\, nasce nel 2010 presso il Theater Duisburg la prima versione di GARAGE D’OR\, la cui prima berlinese ha luogo nel 2011 presso la Volksbühne. L‘elaborazione della seconda versione della pièce\, che debutta nel 2012 presso il Theaterhaus Stuttgart\, viene registrata per il documentario Dietro la maschera – Il Teatro della Familie Flöz (titolo originale: Hinter der Maske – Das Theater der Familie Flöz) realizzato da arte TV e WDR. La prima del film ha luogo a Lipsia\, nel corso del festival euro-scene. \nNel 2013\, con entusiasta risonanza di stampa e pubblico ed il premio Off Critic Prize\, Festival d’Avignon\, Flöz conclude la prima partecipazione al Festival di Avignone. Nel Novembre 2014 esce la nuova produzione HAYDI!\, che ottiene nel 2015 il riconoscimento del Premio Monica Bleibtreu come “Miglior Commedia”. Al Festival Fringe di Edimburgo 2015 HOTEL PARADISO si esibisce per tre settimane di fronte a sale del tutto esaurite. \nFamilie Flöz è stata a oggi con le sue opere teatrali in tournée in 34 diversi paesi. \nApproccio al teatro\nFamilie Flöz fa teatro servendosi di mezzi che vengono “prima” del linguaggio parlato. Ogni conflitto si manifesta prima di tutto nel corpo. Il conflitto corporeo è l’origine di ogni situazione drammatica. Tutte le pièce teatrali hanno origine da un processo creativo-collettivo\, nel quale tutti gli interpreti fungono anche da autori di figure e di situazioni. Nel corso di svariate improvvisazioni\, il gruppo individua un tema\, raccoglie materiale drammatico e ne discute ancora molto a lungo\, prima di mettere in gioco le maschere. Similmente a un testo\, una maschera porta con sé non solo una forma\, ma anche un contenuto. Il processo di sviluppo di una maschera\, che va dalla sperimentazione sul palco\, fino alla simbiosi attore/maschera è determinante per il risultato. \nIl paradosso fondamentale della maschera\, cioè il fatto di celare un viso animato dietro una forma statica e con essa di creare figure viventi\, costituisce per l’attore una vera e propria sfida da raccogliere. E non solo per lui. La maschera prende vita innanzitutto nell’immaginazione dello spettatore\, il quale in questo modo ne diventa\, in una certa misura\, anche il creatore.\nRicettivi anche verso le reazioni degli spettatori\, con uno sguardo critico sempre rivolto al proprio lavoro\, tutte le produzioni Flöz vengono spesso modificate nel corso del tempo\, sviluppando così la loro pienezza e intensità.
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SUMMARY:Magical Mistery Story
DESCRIPTION:La magica storia dei Beatles\nA2A e Fondazione Teatro Donizetti propongono una serata charity con un grande spettacolo per ripercorrere la storia del leggendario gruppo dei Beatles\, guidati dal giornalista e conduttore Carlo Massarini. Protagonisti: The Beatbox\, la tribute band più famosa dei Beatles anche a livello internazionale. Il gruppo è composto dai musicisti Filippo Caretti\, Marco Breglia\, Michele Caputo e Federico Franchi. The Beatbox non vogliono rendere solo un semplice tributo ai Beatles\, ma far rivivere l’energia del gruppo\, anche grazie alla strumentazione\, uguale al gruppo originale\, e agli abiti su misura della stessa sartoria.  Lo spettacolo sarà un viaggio attraverso ricordi e scoperte più recenti\, con esecuzioni fedeli a quelle originali: dai primi successi al Cavern Club di Liverpool fino ai capolavori che hanno preceduto lo scioglimento della band nel 1970. \nIl ricavato della vendita dei biglietti sarà interamente devoluto al Banco dell’energia – Fondazione\, creata nel 2016 da A2A e dalle sue Fondazioni\, che sostiene le persone in situazioni di vulnerabilità economica e sociale\, con particolare attenzione alla povertà energetica. \nPer saperne di più: www.bancodellenergia.it \n___________________________________________________________ \nThe Magical Mistery Story è il nuovo spettacolo dei The Beatbox dedicato alla storia ed alla musica dei Beatles. Attraverso le canzoni\, i racconti di Carlo Massarini\, cambi di scena\, di abiti e di strumenti musicali\, nell’arco di due ore andremo a conoscere e rivivere l’incredibile avventura dei Beatles\, e di come abbiano cambiato il corso della musica odierna con le loro indimenticabili canzoni.\nSul palco The Beatbox formazione nota in tutta Europa con centinaia di concerti ogni anno e partecipazioni ai maggiori festival dedicati ai Beatles\, formata da quattro giovani musicisti: Marco Breglia\, Filippo Caretti\, Michele Caputo e Federico Franchi della stessa età dei Beatles\, che interpreteranno fedelmente i grandi successi del quartetto di Liverpool.\nCarlo Massarini\, noto conduttore e giornalista musicale\, nell’arco dei quattro cambi che caratterizzano lo spettacolo\, racconterà la storia dei Beatles\, svelandone aneddoti e curiosità e tanto altro.\nPer ottenere il risultato desiderato nulla è stato lasciato al caso: dalla strumentazione\, originale e identica a quella usata dai Beatles nei loro storici concerti e per incidere gli album\, fino ai cambi di abiti e trucco per farci rivivere il momento storico. I vestiti di scena sono stati confezionati su misura per la band\, dalla stessa sartoria inglese che creò quelli dei Fab Four per la tournée americana.\nUno show che attraversa i ricordi e le scoperte di più generazioni e che intende riportare l’entusiasmo e la positività dei mitici anni ‘60. La scaletta ripercorre gli storici successi al Cavern Club di Liverpool fino ad arrivare ai capolavori che hanno preceduto lo scioglimento della band nel 1970.\nI BeatBox ripropongono fedelmente le hit della discografia dei Beatles con una accuratezza esecutiva assoluta\, restituendo all’ascoltatore l’impatto sonoro e soprattutto vocale del leggendario quartetto.\nI tour dei The Beatbox annualmente toccano: Francia\, Belgio\, fino a Russia\, Germania\, Romania e Svizzera. Sono sempre ospiti d’onore dei Beatles Day Europei come quelli di Genova\, Bellinzona\, Sanremo e Salso Maggiore. I BeatBox radunano un pubblico non solo “over 30”\, ma anche tanti giovanissimi. Una musica senza età per chi ama un genere che non ha seguito la moda.\nIl tour teatrale toccherà le principali città italiane\, nelle due ore di concerto\, vivremo indimenticabili emozioni ascoltando: Love me do\, She loves you\, A hard day’s night\, Yesterday\, Yellow Submarine\, Hello Goodbye\, Hey Jude\, Come together\, Let it be\, Get Back\, solo per citare alcune hit\, a cui si aggiungeranno vere e proprie chicche per appassionati come: In my life\, Girl\, Norwegian wood e tante altre pietre miliari della musica moderna.\nChiudete gli occhi e riapriteli per un viaggio negli anni 60.
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SUMMARY:Concerto di Natale
DESCRIPTION:LA LEGGENDA DEL SAGGIO ARTABAN\nIl quarto Re Magio \nRacconto musicale natalizio per coro di Voci Bianche\, Soprano\, Mezzo Soprano\, Voce Recitante e piccola Orchestra da Camera\nMusica di Domenico Clapasson\nLibretto di Ottavio de Carli \nLa leggenda del saggio Artaban è un racconto musicale natalizio per voce recitante\, soli\, coro e piccola orchestra composto da Domenico Clapasson\, su un testo di Ottavio de Carli liberamente tratto da The Story of the Other Wise Man (1895) dell’americano Henry Van Dyke. Lo spettacolo mette in musica il racconto del viaggio di un leggendario quarto Magio che\, mancato l’appuntamento con i compagni\, si trova a dover percorrere da solo la strada che dopo lunghe peregrinazioni lo porterà infine a trovare il proprio Re.\nPienamente aderente alla più pura tradizione del repertorio natalizio\, il racconto è ricco di toccante poesia e di contenuti profondi\, e in quanto tale coinvolgente per un pubblico di tutte le età. La musica\, accattivante e raffinata\, svolge un ruolo predominante nell’esaltazione dei contenuti poetici del testo\, cosicché lo spettacolo si inserisce perfettamente nella tradizione dei concerti di musica natalizia\, arricchendo il repertorio di elementi nuovi e originali\, e offrendo un rilevante contributo al genere della moderna fiaba musicale. L’esecuzione è affidata a musicisti di provata esperienza\, e soprattutto al Coro de I Piccoli Musici diretti da Mario Mora\, oggi senza dubbio una delle migliori compagini dell’attuale panorama europeo.\nUna serata davvero magica nel più autentico spirito del Natale. \nIl Coro “I Piccoli Musici” di Casazza\, diretto fin dalla fondazione da Mario Mora\, si è costituito nel 1986 espressione della Scuola di Musica omonima. Nella sua intensa attività artistica il Coro è stato invitato a tenere concerti nell’ambito di importanti festival corali internazionali. Ha partecipato a concerti trasmessi da RAI\, Mediaset\, TV e Radio Svizzera: Natale in Vaticano alla presenza di Giovanni Paolo II\, Note di Natale\, Natale nel Duomo di Milano\, Christmas Time. Dal 2007 al 2023 ha eseguito con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI il Concerto di Natale trasmesso in Eurovisione dalla Basilica di Assisi. Ha\, inoltre\, inciso opere di Mendelssohn e Britten e una raccolta di Canti e Melodie Internazionali\, dal titolo “Around the world” per le Edizioni Carrara di Bergamo\, i Vespri di Natale di Willaert e una raccolta di canti natalizi per la Stradivarius di Milano\, giudicato dalla rivista francese “Repertoire” il miglior disco di Natale dell’anno 2000\, per la Feniarco una raccolta di canti per bambini e ragazzi dal titolo “Giro\, Giro Canto 3“. Il Coro I Piccoli Musici è Ambasciatore Culturale dell’Europa per la Federazione dei Cori dell’Unione.
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SUMMARY:Fiorella Mannoia & Danilo Rea in "Luce"
DESCRIPTION:Ha già collezionato sold out a ripetizione con oltre 30 date da nord a sud\, ed ora la magia di “Luce”\, lo straordinario live di Fiorella Mannoia e Danilo Rea\, che ha conquistato il pubblico con la sua atmosfera intima e potente a lume di candela nelle location più suggestive di tutta Italia\, farà tappa nei teatri con tanti nuovi appuntamenti\, a partire dal 25 ottobre con il concerto per AIRC al Teatro Grande di Brescia.  \nIl consolidato sodalizio tra Mannoia e Rea si rinnova\, dando vita ad un concerto unico\, perfetto nella sua essenzialità: solo la voce di Fiorella\, tra le più grandi cantautrici ed interpreti della canzone italiana\, e il piano di Danilo\, uno dei musicisti jazz più apprezzati del nostro paese e non solo\, in grado di spaziare su qualunque repertorio con il suo estro e la sua sensibilità musicale. \nUno spettacolo unico ed emozionante in cui il repertorio e i successi di Fiorella e la melodia della canzone e l’improvvisazione jazz di Rea si incontrano in una perfetta alchimia sonora\, in un live capace di incantare il pubblico con la sua intensità. \n“Luce” è prodotto da Friends & Partners\, Oyà e Mercurio Management
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SUMMARY:Lo Schiaccianoci
DESCRIPTION:Amore\, sogno e fantasia per uno dei balletti più affascinanti della storia della danza classica. Le scenografie incantate del Balletto del Teatro dell’Opera della Romania\, rendono partecipe lo spettatore della stessa fiaba di Hoffmann. Per le sue caratteristiche di favola a lieto fine e per la vicenda pervasa da un’atmosfera fatata di festa\, “Lo Schiaccianoci”: una fiaba fatta di dolciumi\, soldatini\, albero di natale\, fiocchi di neve e fiori che danzano\, topi cattivi\, prodigi\, principe azzurro e fatina\, è diventato un balletto che ammalia i bambini e incanta i grandi. Per questo è lo spettacolo più rappresentato nel mondo durante le festività natalizie. La conclusione è segnata dallo squisito Valzer dei Fiori\, dopo il quale Clara si ritroverà nella sua poltrona con il suo schiaccianoci in grembo\, felice di questo sogno di Natale.\nAtto I\nDurante la vigilia di Natale\, agli inizi del XIX secolo\, il sindaco indice una festa per i suoi amici e per i loro piccoli figli.\nQuesti\, in attesa dei regali e pieni di entusiasmo\, stanno danzando quando arriva il signor Drosselmeyer\, un amico di famiglia\, che porta regali a tutti i bambini\, intrattenendoli con giochi di prestigio\, nonostante all’inizio incuta paura ai bambini. Egli ordina di far portare a casa alcuni giocattoli meccanici. Ad un gesto della sua bacchetta\, tre pupazzi appaiono – un Schiaccianoci\, un Arlecchino\, una bambola e un re dei topi. Alla sua prediletta\, Clara\, regala uno schiaccianoci a forma di soldatino che Fritz\, il fratello della bambina\, rompe per dispetto.Arrivano così alla festa anche i parenti\, che si uniscono alla festa danzando. Clara\, stanca per le danze della serata\, dopo che gli invitati si ritirano\, si addormenta sul letto e inizia a sognare. È mezzanotte\, e tutto intorno a lei inizia a crescere: la sala\, l’albero di Natale\, i giocattoli… e soprattutto una miriade di topi che cercano di rubarle lo schiaccianoci. \nClara tenta di cacciarli\, quando lo Schiaccianoci si anima e partecipa alla battaglia con i soldatini di Fritz: alla fine\, rimangono lui e il Re Topo\, che lo mette in difficoltà. Clara\, per salvare il suo Schiaccianoci\, prende la sua ciabatta e la lancia addosso al Re Topo\, distraendolo; Lo Schiaccianoci lo colpisce uccidendolo. Ed ecco che lo Schiaccianoci si trasforma in un Principe\, e Clara lo segue\, entrando in una foresta innevata. L’Atto si chiude con uno splendido Valzer dei Fiocchi di Neve. \nAtto II\nI due giovani entrano nel Regno dei Dolci\, dove al Palazzo li riceve la Fata Confetto\, che si fa raccontare dallo Schiaccianoci tutte le sue avventure\, e di come ha vinto la battaglia col Re Topo. Subito dopo\, tutto il Palazzo si esibisce in una serie di danze che compongono il Divertissement più famoso e conosciuto delle musiche di Čajkovskij e che rendono famoso il balletto\, culminando nel conosciutissimo Valzer dei Fiori.\nDopo\, il Principe e la Fata Confetto si esibiscono in un Pas de deux\, dove nelle variazioni si può riconoscere il suono della celesta\, strumento usato da Čajkovskij per la variazione della Fata Confetto. Il balletto si conclude con un ultimo Valzer\, e il sogno finisce: una volta svegliata\, Clara ripensa al suo magico sogno abbracciando il suo Schiaccianoci. \nL'Opera Nazionale Rumena di Iasi\nSono trascorsi più di sei decenni dalla prima assoluta di un balletto completo sul palco dell’ONRI. Nel 1958 ebbe luogo lo spettacolo “Coppelia” di Leo Delibes\, con la coreografia di Anton Romanovschi e Nicolae Iacobescu. Ma questo era solo il naturale appagamento di un desiderio molto più vecchio\, in una città dove l’interesse per la danza e lo spettacolo di balletto era cresciuto costantemente. Ricordiamo brevemente\, tra le vicende storiche\, quelle legate all’arte coreografica nella “dolce fiera di lasi”. \nA metà del XIX secolo fu inaugurato il Teatrul cel Mare a Copou\, il cui palcoscenico avrebbe ospitato spettacoli d’opera e le prime operette locali. La prima compagnia di balletto sarebbe stata prodotta qui\, all’interno della compagnia d’opera di L. Ademolo (1866)\, che avrebbe anche sostenuto spettacoli di opere come “Faust” di Charles Gounod (1873). L’attuale edificio del Teatro Nazionale\, che ospita anche il Teatro dell’Opera di Iași\, risale al 1896. Fu costruito sotto la direzione degli architetti viennesi Feliner e Helmer\, che progettarono teatri simili a Vienna\, Zagabria\, Odessa\, Timisoara\, ed è classificato tra i più belli del mondo. Dopo diversi tentativi di stabilire l’Opera come istituzione indipendente\, è nata nel 1956 sotto il nome di Opera di Stato\, ricevendo presto un corpo di ballo\, la cui base è stata fornita dall’intera generazione di diplomati nel 1957 della Scuola Superiore di Coreografia di Bucarest . I suoi primi anni furono un’era di grande slancio artistico\, con una partecipazione che rivaleggiava con Bucarest in termini di qualità\, composta da 80 ballerine\, produzioni su larga scala e un ritmo sostenuto di anteprime e spettacoli. Colui che consolidò il collettivo\, firmando la regia e la coreografia di numerosi spettacoli prestigiosi\, fu il maestro Bella Balogh. Durante i sei decenni della sua esistenza\, la direzione del balletto è stata affidata anche a Mihaela Atanasiu\, Ion Bâitanciuc\, Marius Zirra\, Ion Rusu\, Carmen Stanciu\, Gheorghe Stanciu\, Sergiu Cotorobai. L’evoluzione del balletto di Iasi non è stata una costante lineare nel tempo\, ma rifletteva l’orientamento politico della cultura del tempo\, il livello di finanziamento delle alte sedi\, la situazione abitativa dell’istituto e\, non ultimo\, l’atteggiamento del manager verso l’arte della danza\, elementi che possono essere rilevati nella frequenza e la consistenza delle anteprime. \nNegli ultimi anni\, il dipartimento di danza dell’ONRI ha aperto le sue porte a ballerini di tutto il mondo\, tra cui oggi anche ballerini dal Giappone e dall’Italia\, alcuni dei quali solisti. \nNegli spettacoli dell’istituzione\, che è diventata nel 2003 l’Opera Nazionale Rumena di Iasi\, nel corso degli anni si sono esibiti come ospiti primi ballerini rumeni (Magdalena Popa\, lleana Iliescu\, Gheorghe Cotavelea\, Elena Dacian\, Sergiu Stefanschi\, Corina Dumitrescu\, Tiberiu Almosnino\, Delia Hantiu\, Câlin Hantiu\, Monica Chereches ecc.)\, moldavi (Anastasia Homiţkaia) e stranieri (i russi Laroslav Seh\, Irina Kolpakova\, Ninel Kurgapkina\, Vera Kirova\, Vladimir Tikhonov\, Vladimir Kuznetov\, Alina Herpakova\, Aris Kolpokov\, i cubani Aurora Bosch e Orlando Salgado\, i cecoslovacchi Martha Drotnerova e Vlasmil Harapes\, le italiane Liliana Cos\, Diana Ferrara e molti altri). \nI solisti\nCristian Preda\n\nCristian Preda è il primo solista dell’Opera Nazionale Rumena di Iași e l’artista invitato dai più prestigiosi teatri del mondo. Ballerino d’élite che padroneggia sia il balletto classico che le tecniche di danza contemporanea\, è costantemente invitato ad esibirsi sui palcoscenici internazionali del mondo in Svezia\, Finlandia\, Spagna\, Francia\, Giappone\, America\, Germania\, Croazia\, Grecia e Italia. Si è esibito in tournée e galà di balletto di personalità della danza come: Alina Cojocaru\, Serghei Polunin\, Johan Kobborg\, Andrei Batalov\, Ivan Vasiliev e altri. La sua performance artistica è stata costantemente apprezzata dai coreografi con cui ha collaborato: Edward Clug\, Renato Zanella\, Yuri Possokhov\, Ross Freddie Ray\, Massimo Gerardi\, Vasily Medvedev e Mihai Babusca. \n\nViviana Olaru \nViviana Olaru è la prima ballerina del Teatro dell’Opera Nazionale Rumena di Iasi. Si è diplomata al National Art College nel 2016. Durante il liceo ha vinto numerosi premi e concorsi nazionali e internazionali e ha seguito corsi estivi presso una delle scuole di danza più famose d’Europa.\nNel suo repertorio ha ballato alcuni dei famosi ruoli del repertorio classico\, come Cenerentola\, Clara \, la Fata Confetto\, Giulietta\, Kitri e Giselle. Ha collaborato con Gigi Caciuleanu\, Ion Tugearu\, Ileana Iliescu (artista emerita della Romania) e altri nomi.\nViviana ha anche ballato in alcune serate di balletto nazionali e internazionali\, accanto a grandi nomi come Maia Makhateli o Derek Dunn. La sua tecnica\, il salto leggero e l’interpretazione sul palco\, sono alcune delle sue qualità riconosciute.
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SUMMARY:All that musical
DESCRIPTION:8 famosi musical in 90 minuti.\nPiù di 100 costumi in scena.\nUno spettacolo mozzafiato che conquisterà ogni tipo di pubblico.\nOltre 400 repliche in piazze e teatri. \nUn’audizione per cominciare\, come succede sempre prima di una produzione\, sulle note di “A Chorus Line”\, il coreografo scandisce i passi\, si provano le coreografie del musical\, il cast è formato. A fine audizione il cast è pronto per l’inizio\, sulle note di “One” arriva la chiamata in palcoscenico e lo spettacolo\ncomincia. Subito dopo la scenografia prende forma e lo show si realizza con le melodie di “Notre Dame de Paris”\, “Il Tempo delle Cattedrali” e “Clandestini”. Sempre restando in Francia\, torniamo indietro nel tempo\, ai primi del ‘900\, arriva uno scatenato can can\, per assistere alla storia d’amore e di passione del musical Moulin Rouge. Parigi1899. Christian è un giovane aspirante scrittore londinese\, un sognatore che fa dell’amore il suo credo\, appena vede Satine\,\nl’étoile del Moulin Rouge esibirsi in “Sparkling Diamonds”\, ne rimane incantato…\nBuio in sala\, è un’altra storia celebre che si racconta\, The Phantom of the Opera e uno splendido ballo in maschera. Willkommen\, ed è subito “Cabaret”\, omaggio a Liza Minelli. 1924: eccoci all’ingresso del locale più famoso di Chicago tra lo scintillio e le piume dei costumi assistiamo alle vicende di Velma Kelly\, una star dei nightclub con “All That Jazz” e Roxie Hart\, una donna che spera di diventare anche lei una star e calcare le scene dei locali della città. Un suggestivo cambio di luci e si vola negli anni Settanta\, tutti il cast in scena per rievocare La febbre del sabato sera con “Disco Inferno”\, “Saturday Night Fever” e i grandi successi dei Bee Gees\, e per finire “Grease”\, brillantina per arrivare a festeggiare lo scoccare della mezzanotte!
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DESCRIPTION:Il concerto dell’Orchestra Filarmonica Italiana per celebrare l’inizio del 2024 sarà dedicato\, come da tradizione\, al mondo austro-ungarico\, con uno spazio rivolto ai grandi del melodramma italiano. La prima parte del programma sarà un omaggio strumentale alla terra della lirica: l’Italia Da Rossini a Mascagni\, passando da Ponchielli e Verdi: questi gli autori che ci accompagneranno nel viaggio tutto italiano che ci allieterà prima di immergerci nelle atmosfere dei caffè-concerto viennesi. A seguire\, infatti\, si suonerà la tradizionale sequenza di Valzer e Polke\, che ci uniscono come il Danubio unisce Vienna a Budapest\, portandoci immediatamente nella frizzante atmosfera che solo gli ultimi ed il primo giorno dell’anno possono infondere. L’Orchestra Filarmonica Italiana\, potrà esprimersi non solo nel consolidato repertorio lirico che la accompagna fin dalla sua nascita nei più importanti teatri italiani\, ma potrà anche fare sfoggio di espressività e virtuosismo\, indispensabili per affrontare le coinvolgenti partiture di J. Strauss. \nQuest’anno l’orchestra sarà diretta dal Maestro Marco Dallara che già ha collaborato con l’Orchestra Filarmonica Italiana per il Balletto “Lo Schiaccianoci” di P.I. Tchaikovsky presso il Teatro degli Arcimboldi a Milano.\nQuesto concerto rappresenta alla perfezione la gioia e la voglia di condividere la musica dal vivo insieme\, come grande messaggio di esistenza\, resilienza e speranza. Vi aspettiamo per condividere questa straordinaria esperienza musicale e festeggiare insieme l’inizio del nuovo anno. \n\n\n\n\n\nPROGRAMMA: \n\n\n\n\n\n\nG. Rossini Italiana in Algeri\, sinfonia \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nG. Verdi La Traviata\, preludio atto I  \nA. Ponchielli “Danza delle ore”\nP. Mascagni Cavalleria rusticana\, intermezzo sinfonico \nG. Donizetti  ouverture da Don Pasquale\n\n\n\nJ. Strauss Pizzicato Polka Frühlingsstimmen\, op. 410\nJ. Strauss Geschichten aus dem Wienerwald\, op. 325\nJ. Strauss Kaiser – Walzer\, op. 437\nJ. Strauss Unter Donner und Blitz\, op. 324\nJ. Strauss An der schönen blauen Donau\, op. 314\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nIn collaborazione con
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SUMMARY:Cin Ci Là
DESCRIPTION:Se la coppia di riferimento della musica leggera italiana d’anteguerra è quella formata da Bixio e Cherubini\, l’operetta nello stesso periodo deve la propria fortuna a un altro duo d’eccezione: Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato. Il primo musicista\, librettista e impresario napoletano; il secondo celebre violinista veneziano. È soprattutto grazie a loro che il genere brillante dell’operetta diventa veramente “italiano”. E Cin Ci Là rappresenta uno dei più clamorosi successi del loro repertorio.\nPresentata per la prima volta a Milano il 18 dicembre 1925\, è una fiaba esotica ambientata a Macao\, scenario insolito per una vicenda che lascia trasparire una morale tutta europea e\, vista oggi\,\nbonariamente provinciale. Equivoci e divertimento\, un cocktail esplosivo\, garanzia di colpi di scena\, travolgenti duetti\, scene appassionate e trovate brillanti: Cin Ci Là è forse l’unica operetta  italiana in cui tenore e soprano strappano applausi a scena aperta non solo per i loro acuti\, ma anche per le brucianti battute umoristiche. Per questo Cin Ci Là\, la produzione preferita di Carlo Lombardo\, è così amata da quasi un secolo: con il suo gusto delicato\, è il ritratto del teatro leggero italiano. Un modello che ha sempre la stessa grazia incantata di quando è nato. La vicenda favolistica\, ambientata a Macao\, di Myosotis e Ciclamino\, giovani e ingenui sposi che non conoscono i più elementari doveri del matrimonio\, e della strampalata coppia parigina Cin-ci-là – Petit-Gris ben si presta ad una interpretazione in chiave ironica con gag e trovate veramente esilaranti ed adatte ad un pubblico di ogni età.\nCin Ci Là è l’operetta forse più divertente ed esilarante\, che con le sue trovate brillanti\, gli equivoci incalzanti\, le gag e tanta musica ha superato ormai per la compagnia le 300 repliche\, con uno strepitoso successo di pubblico e critica\, forte anche della verve comica propria di tutto il cast.
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