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SUMMARY:Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo
DESCRIPTION:EDIZIONE 2024\n\n\n\n\nVIENNA SKYLINE\n\nIl Festival Pianistico si prepara a tagliare il nastro della 61esima edizione con un programma dedicato a Vienna\, la capitale europea dove alcuni dei più grandi compositori – Mozart\, Beethoven\, Schubert\, Brahms – diedero alla luce i propri capolavori. Main Partner della 61esima edizione Intesa Sanpaolo. \nVIENNA SKYLINE \nQuello del 61°Festival sarà un viaggio lungo 200 anni che avrà come protagonista una capitale la cui storia sembra fondersi con le note di Mozart\, Beethoven\, Brahms. Viennesi di nascita o d’adozione\, molti grandi musicisti hanno trovato nella città austriaca il luogo del cuore. Oggi Vienna viene considerata tra le città con la qualità di vita più alta al mondo: è infatti un habitué del podio del Global Liveability Index\, il rapporto annuale dell’Economist Intelligence Unit che classifica le città più vivibili del pianeta. Una città che ha saputo fondere la propria anima conservatrice con l’avanguardia: la rivoluzione schönberghiana non ha certo voluto cancellare l’amore dei viennesi per il valzer\, ma ha indubbiamente cambiato il corso della storia della musica. \nOMAGGIO AD ANTON BRUCKNER \nNel 2024 ricorre il bicentenario della nascita di uno dei massimi sinfonisti del XIX secolo\, Anton Bruckner. Per la prima volta viene eseguito al Festival Pianistico di Brescia e Bergamo uno dei capolavori del compositore austriaco\, la Quarta Sinfonia detta “Romantica”. \n\n\n\n\nPer scoprire il programma dettagliato\, clicca qui:\nFESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE DI BRESCIA E BERGAMO
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SUMMARY:Bach: concerti per violino
DESCRIPTION:Il legame che accomuna la famiglia Bach all’Ensemble Locatelli vive un nuovo episodio con l’esecuzione dei celeberrimi Concerti per violino e orchestra di Johann Sebastian Bach. Fin dalla prima edizione della propria Stagione\, infatti\, Ensemble Locatelli ha dedicato ogni anno un appuntamento alla musica bachiana in senso lato. \nNel 2019 sono stati eseguiti concerti per clavicembalo\, violoncello piccolo e violino\, nel 2021 i concerti brandeburghesi\, nel 2022 i concerti per violoncello di Carl Philipp Emmanuel\, e nel 2023 un programma di trascrizioni originali dal repertorio organistico. \nQuella legata alla produzione violinistica è una pagina molto fortunata nel corpus bachiano: trovano infatti spazio oltre alle sonate e partite per violino solo\, 6 sonate per clavicembalo e violino\, tre sonate per violino e basso continuo\, 2 concerti per violino originali\, un concerto per due violini; senza contare le ricostruzioni di altri innumerevoli dedicati a questo strumento. \nIl concerto vuole dunque proporre il non plus ultra del barocco tedesco ed esplorare come la sua scrittura risalti tutte le potenzialità del violino. \nLocandina\nJohann Sebastian Bach (1685-1750)\nConcerto per violino e orchestra in la minore BWV 1041 \nJohann Sebastian Bach (1685-1750)\nSonata per violino e basso continuo in sol maggiore BWV 1021 \nJohann Sebastian Bach (1685-1750)\nConcerto per violino e orchestra in mi maggiore BWV 1042 \nJohann Sebastian Bach (1685-1750)\nSinfonia dalla cantata BWV 75 \nJohann Sebastian Bach (1685-1750)\nConcerto per 2 violini e orchestra in re minore BWV 1043 \n.\n.\n. \nEnsemble Locatelli \nThomas Chigioni direzione
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CATEGORIES:Il Centro della Musica,Stagione Ensemble Locatelli
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SUMMARY:Vorrei che fosse amore
DESCRIPTION:I giovani di Progetto Young portano in scena uno spettacolo originale\, scritto da loro stessi sotto la guida stimolante e partecipe di César Brie\, uno dei più creativi maestri del teatro contemporaneo\, che li ha abilmente introdotti al suo peculiare stile di teatro\, fondato sulla ricerca di una verità sulla scena che parta dal vissuto personale per trasformarsi in paradigma universale\, e della guida attenta\, immaginativa e  paziente di Fabio Comana\, che si è assunto l’onere di seguire le prove e prendere decisioni registiche condivise con Brie. \nÈ uno spettacolo che parla di sentimenti\, di gioie\, delusioni\, attese\, speranze\, conferme\, di tutto ciò che appartiene alle relazioni fra le persone che la vita ci dona o ci impone\, ci fa incontrare o lasciare. Brevi monologhi e scene collettive di grande impatto visivo si alternano creando momenti suggestivi\, grazie anche all’uso non convenzionale degli spazi del teatro\, in un delicato e sottile equilibrio fra drammatico e comico. \nUn’esperienza fondamentale per la maturazione artistica di questi giovani aspiranti professionisti\, già protagonisti lo scorso anno dello spettacolo itinerante nelle stanze “segrete” del Teatro Donizetti ed ora alla prova sul palcoscenico del Teatro Sociale. \nLocandina\nCon gli attori e le attrici di Progetto Young:\nGiovanni Aresi\, Valeria Bonomi\, Marta Federico\, Anita Galezzi\, Anita Gandossi\, Francesca Garofalo\, Petra Lopopolo\, Davide Marchetti\, Anna Marinoni\, Katia Nava\, Michelangelo Nervosi\, Elisa Nicolato\, Yuri Pasciullo\, Laura Remigi\, Riccardo Sanga\, Andrea Valietti\, Elisabetta Viotti\, Yeseniia Vitenko. \nCoordinamento e direzione artistica Fabio Comana\nRegia Cèsar Brie e Fabio Comana \nAssistente di produzione Manuela Carrasco\nOrganizzazione Maria Teresa Galati \nLuci Alessandro Andreoli\nFonica Cristian Tasca\ncon il contributo dei ragazzi del corso per tecnici di palcoscenico \nProgetto a cura della Direttrice Artistica della Stagione di Prosa e Altri Percorsi Maria Grazia Panigada
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SUMMARY:Portami a cantare - 1/3 anni
DESCRIPTION:Sabato 6 aprile 10.15 – 11.15\nSabato 15 giugno 10.15 – 11.15\nIncontri singoli\nCosto 15 Euro se siete in due – 20 Euro se siete in 3 \nLaboratorio di canto\ndi Alessandra Giolo\nEtà: 1/3 anni \nQuesto laboratorio vuole essere uno spazio sonoro creativo in cui\, attraverso il canto\, la voce e le esperienze sensoriali\, i partecipanti coltivano la propria sensibilità musicale\, la fiducia\, l’autostima e l’espressione delle emozioni. \nLa comunicazione tra adulto e bambino avviene attraverso:\n● il canto\n● la parola con filastrocche\, storie o poesie\n● il movimento libero o strutturato \nIl percorso consente di:\n● allenare l’ascolto di sé e dell’altro\n● acquisire un piccolo repertorio di canti\n● creare nuovi spazi di socializzazione e condivisione\n● nutrire gli affetti\n● dedicarsi del tempo a sé e ai propri figli\n● migliorare la capacità di esprimersi e di comunicare\n● trovare /ritrovare contatto con la nostra naturalità e aumentare il ben-essere e la salute\n● migliorare la qualità della respirazione \nIl canto: un sostegno efficace per i genitori\nLa voce è uno strumento che tutti possediamo e ci permette di entrare in contatto con noi stessi e con gli altri.\nCantando in modo psicofonetico\, si agisce indirettamente sul sistema neurovegetativo migliorando la respirazione\, il ritmo cardiaco\, la pressione sanguigna\, con il risultato di un chiaro riscontro fisico percepito come una sorta di rilassamento e di pacificazione e di armonia. \nMa cosa si intende per Psicofonia?\n“La Psicofonia è un percorso auto esperienziale di armonia vitale che utilizza\, attraverso la voce parlata e cantata\, le corrispondenze tra l’uomo\, i suoni\, i ritmi\, il verbo\, creando pazientemente una sintesi personale di conoscenza e equilibrio.”\nLa Psicofonia è la disciplina che considera la voce come l’espressione dello stato psicosomatico dell’essere umano: essa riconosce nel suono vocale gli stati del corpo\, le emozioni\, le tracce del pensiero formulato e di quello fantasmatico.\nIn questa disciplina la voce non è solamente il riferimento sintomatico del benessere o del malessere della persona\, ma è anche e soprattutto la via attraverso la quale si rende possibile l’armonizzazione e l’equilibrio\, lo strumento comunicativo e terapeutico che l’essere umano possiede.
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SUMMARY:Portami a cantare - 4/6 anni
DESCRIPTION:Sabato 6 aprile 11.30 – 12.30\nSabato 15 giugno 11.30 – 12.30\nIncontri singoli\nCosto 15 Euro se siete in due – 20 Euro se siete in 3 \nLaboratorio di canto\ndi Alessandra Giolo\nEtà: 4/6 anni \nQuesto laboratorio vuole essere uno spazio sonoro creativo in cui\, attraverso il canto\, la voce e le esperienze sensoriali\, i partecipanti coltivano la propria sensibilità musicale\, la fiducia\, l’autostima e l’espressione delle emozioni. \nLa comunicazione tra adulto e bambino avviene attraverso:\n● il canto\n● la parola con filastrocche\, storie o poesie\n● il movimento libero o strutturato \nIl percorso consente di:\n● allenare l’ascolto di sé e dell’altro\n● acquisire un piccolo repertorio di canti\n● creare nuovi spazi di socializzazione e condivisione\n● nutrire gli affetti\n● dedicarsi del tempo a sé e ai propri figli\n● migliorare la capacità di esprimersi e di comunicare\n● trovare /ritrovare contatto con la nostra naturalità e aumentare il ben-essere e la salute\n● migliorare la qualità della respirazione \nIl canto: un sostegno efficace per i genitori\nLa voce è uno strumento che tutti possediamo e ci permette di entrare in contatto con noi stessi e con gli altri.\nCantando in modo psicofonetico\, si agisce indirettamente sul sistema neurovegetativo migliorando la respirazione\, il ritmo cardiaco\, la pressione sanguigna\, con il risultato di un chiaro riscontro fisico percepito come una sorta di rilassamento e di pacificazione e di armonia. \nMa cosa si intende per Psicofonia?\n“La Psicofonia è un percorso auto esperienziale di armonia vitale che utilizza\, attraverso la voce parlata e cantata\, le corrispondenze tra l’uomo\, i suoni\, i ritmi\, il verbo\, creando pazientemente una sintesi personale di conoscenza e equilibrio.”\nLa Psicofonia è la disciplina che considera la voce come l’espressione dello stato psicosomatico dell’essere umano: essa riconosce nel suono vocale gli stati del corpo\, le emozioni\, le tracce del pensiero formulato e di quello fantasmatico.\nIn questa disciplina la voce non è solamente il riferimento sintomatico del benessere o del malessere della persona\, ma è anche e soprattutto la via attraverso la quale si rende possibile l’armonizzazione e l’equilibrio\, lo strumento comunicativo e terapeutico che l’essere umano possiede.
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SUMMARY:Ritratti. Visioni e Sogni della musica da film
DESCRIPTION:In un viaggio ideale si pensa a luoghi e ad incontri che possono lasciare un pensiero nostalgico\, un desiderio di fuga\, un senso di bellezza e sospensione.\nLa musica da film è considerata l’altra anima della musica classica del ventesimo secolo\, ed i capolavori di Nino Rota\, Ennio Morricone\, Armando Trovajoli\, Astor Piazzolla sono amati dal pubblico di tutto il mondo.\nQuesta musica crea un magico dualismo con l’azione scenica\, un dialogo dinamico\, fatto di chiaroscuri\, contrasti\, affinità\, armonie. A tutto questo si aggiunge il potere dell’immaginazione a cui la musica si collega\, così che tutte le facoltà dell’anima vengono chiamate in causa contemporaneamente. La musica di questi grandi compositori\, ci trasporta in un altro tempo e luogo\, evoca ricordi di esperienze passate o ci introduce in nuovi mondi\, luoghi che possiamo solo vedere nei nostri sogni. \nProgramma \nAstor Piazzolla                   “Jorge Adios” \nEnnio Morricone               “Quasi un Vivaldi”\n                                              Gabriel’s oboe – The falls\, “The Mission”\n                                              “La leggenda del pianista sull’oceano”\n                                              Notturno – La cena\, “La Califfa” \nArmando Trovajoli            Tu\, amore mio – In the dark\, “Profumo di donna” \nNino Rota                            “Amarcord”\n“Danze dal Gattopardo”\n“La dolce vita” \nIn collaborazione con OFI \nLocandina\nMusiche di Nino Rota\, Ennio Morricone\, Armando Trovajoli\, Astor Piazzolla \nMarco Albonetti sax soprano e baritono \nOrchestra Filarmonica Italiana
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LOCATION:Ridotto Gavazzeni – Teatro Donizetti
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SUMMARY:Festa della Musica - Laboratorio di canto Special Edition
DESCRIPTION:Orari:\nore 18.00 – 19.00 laboratorio\nore 19.30 incursione canora sul Sentierone\nLa partecipazione è gratuita. Iscrizione obbligatoria entro l’11 giugno qui. \nLaboratorio di canto per adulti/e in collaborazione con Pro Loco Bergamo\nCon Silvia Lorenzi \nIn occasione della Festa della musica\, un laboratorio un laboratorio di esperienza vocale\, per adulti che desiderano sperimentare la propria voce. Per provare\, almeno una volta\, l’emozione di cantare in gruppo\, senza pregiudizi e senza ansia. Un’occasione per scoprire la propria voce e la gioia del canto\, con un’incursione finale sul Sentierone.
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SUMMARY:Le divine del cinema
DESCRIPTION:I volti delle Divine del Cinema sono stati resi famosi attraverso la recitazione dei loro film ma alcune di queste attrici sono divenute immortali grazie alle canzoni che hanno interpretato… La sensualità di Marilyn Monroe e Rita Hayworth\, la poetica di Audrey Hepburn e Judy Garland\, l’incredibile voce senza volto di Elda Dall’Orso e la straripante energia di Sofia Loren sono entrati prepotentemente nell’immaginario collettivo. \nIn questo progetto la bellissima voce di Valeria Perboni interpreterà i brani più iconici del panorama cinematografico del ventesimo secolo. Il tutto verrà accompagnato da un ensemble di archi e batteria a ritmo di swing e suoni latini. \nProgramma \nMarilyn Monroe                     I Wanna be loved by you\, “A qualcuno piace caldo” – H. Ruby \nDoris Day                                Que sera sera\, “L’uomo che sapeva troppo” – R. Evans \nJudy Garland                           Somewhere over the rainbow\, “Il mago di Oz” – H. Arlen \nRosemary Clooney                 Sway\, “Shall we dance” – P.B. Ruiz \nAudrey Hepburn                     Moon River\, “Colazione da Tiffany” – H. Mancini \nEleonor Powell                       Oh lady be good!\, “Oh lady be good!” – G. Gershwin \nRita Hayworth                        Amado mio\, “Gilda” – A. Roberts \nJulie Andrews                         My favorite things\, “Tutti insieme appassionatamente” – R. Rodgers \nElda Dall’Orso                         Scion Scion\, “Giù la testa…” – E. Morricone \nAstud Gilberto                        The girl from Ipanema\, “Garota de Ipanema” – A.C. Jobim \nSofia Loren                             Mambo Italiano\, “Pane amore e…” – B. Merrill \nLocandina\nVoce Valeria Perboni \nOFI JAS – Jazz Acoustic Strings \nCesare Carretta violino e arrangiatore\nSilvia Maffeis violino\nFrancesca Turcato viola\nNicolò Nigrelli violoncello\nGabriele Rampi basso\nFederico Negri batteria
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SUMMARY:Crescere con la musica
DESCRIPTION:Laboratorio da 8 incontri\nDate: 17 e 24 settembre 2024 / 1\, 8\, 15\, 22\, 29 ottobre 2024 / 5 novembre 2024\nOrario: Ore 17.00-18.00\nCosto: 60 Euro (bambino/a+adulto) \nLaboratorio musicale per bambini/e con adulti/e\ndi Irene Forlanelli\nEtà: 3/5 anni\n \n“Non c’è bambino senza talento\, tutto dipende dall’educazione” (S. Suzuki) è la frase a cui si ispira questo corso di musica\, con un metodo conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.\nIl corso si rivolge ai bambini dell’età prescolare e prevede sempre la partecipazione di bambini e adulti insieme. Attraverso il gioco bambini e bambine sviluppano l’orecchio melodico\, ritmico ed armonico\, le abilità motorie\, l’ascolto e l’osservazione.
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SUMMARY:FRANCESCO D’AURIA - TINO TRACANNA “Spiritus Spiritus Duo”. Special guest MICHEL GODARD
DESCRIPTION:Evento speciale di Bergamo Jazz in collaborazione con Uniacque \nDedicato a Sofi\nBergamo Jazz torna in Val Seriana per un evento speciale realizzato in collaborazione con UniAcque\, società che gestisce il servizio idrico di Bergamo e provincia\, da anni partner del Festival e della Fondazione Teatro Donizetti.\nIl concerto\, previsto per sabato 21 settembre alla Sorgente Nossana di Ponte Nossa (ore 15.00)\, avrà come protagonista un trio formato dal francese Michel Godard alla tuba\, serpentone e basso elettrico\, dal sassofonista Tino Tracanna e dal batterista e percussionista Francesco D’Auria. Il concerto sarà dedicato a Claudio Giudici\, da tutti conosciuto come Sofi\, uno dei fondatori di Clusone Jazz e grande amico di Bergamo Jazz\, recentemente scomparso. \nIl trio costituito da Michel Godard\, Tino Tracanna e Francesco D’Auria parte dall’idea di raccontare la musica attraverso una ragnatela di temi e improvvisazioni. Il bisogno di raccontarsi attraverso una musica che non può essere etichettata in schemi predefiniti aiuta i tre musicisti a percepire il linguaggio musicale come il veicolo di comunicazione più consono. Il progetto si muove nel grande alveo del jazz e dell’arte dell’improvvisazione\, ma è complice delle grandi culture del mondo\, con un occhio al futuro e alla ricerca di un’identità creativa fresca e vivace. \nMichel Godard è da decenni una delle personalità di spicco del jazz europeo. Suonatore di tuba e serpentone\, strumento a fiato che ha le sue radici nel XVI secolo\, cui alterna il basso elettrico\, è affermato come musicista di straordinaria polivalenza\, a suo agio sia nell’ambito della musica classica\, sia in contesti dove prevale l’improvvisazione. In questo secondo ambito si è distinto accanto a Michel Portal\, Louis Sclavis\, Henri Texier\, Antoine Hervé\, Kenny Wheeler\, Rabih Abou Khalil\, Wolfgang Puschnig\, Pierre Favre\, Gianluigi Trovesi\, Roberto Ottaviano\, Danilo Rea e molti altri. \nTino Tracanna è uno dei sassofonisti italiani più in vista della sua generazione. Affermatosi collaborando con Franco D’Andrea e poi con Paolo Fresu\, del cui quintetto fa tuttora parte\, ha ideato numerosi gruppi e progetti\, tra cui Gesualdo\, Affinità Elettive\, per quartetto jazz e orchestra\, Acrobats e Double Cut. \nFrancesco D’Auria è batterista e percussionista la cui versatilità gli consente di esprimersi in contesti differenti\, anche con l’ausilio di strumenti di propria invenzione. Collabora con Michel Godard dal 2004 e ha suonato con\, tra gli altri\, Paolo Fresu\, Gianluigi Trovesi\, Tony Scott\, Garrison Fewell\, Uri Caine\, Gunter Sommer\, Conny Bauer\, Uwe Kropinski\, Tamara Obrovac. \nINFORMAZIONI\nIn caso di maltempo il concerto si terrà presso il Santuario della Madonna delle Lacrime di Ponte Nossa.\nLa Sorgente Nossana non è raggiungibile in auto. È raggiungibile a piedi lasciando l’auto presso il Centro Sportivo di Ponte Nossa\, con un percorso di 20 minuti circa (1\,5 km). \nLocandina\n\nFrancesco D’Auria batteria e percussioni\nRob Luft chitarra\nTino Tracanna sax\nMichel Godard tuba\, serpentone\, basso elettrico
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SUMMARY:Soffio d'Autunno
DESCRIPTION:Incontro singolo\nData: 21 settembre 2024\nOrario: Ore 15.00-16.15\nCosto: 15 Euro \nLaboratorio di canto con libri illustrati\na cura di Alessandra Giolo e Ursula Grüner\nEtà: 3/5 anni\n \nIl soffio è protagonista di questo laboratorio in cui\, attraverso la lettura espressiva di tre albi illustrati\, faremo diversi esercizi psicofonetici di canto\, movimento e danza.\nCanteremo un coro dedicato al vento\, uno al silenzio e uno ai colori\, muovendoci come foglie al soffio del vento\, o danzando l’allegria dei colori\, creando ogni volta una danza corale al suono della tastiera. Concluderemo questa prima fase aggiungendo le parole\, dando risalto alle onomatopee e permettendo così al bambino di dare voce anche ai suoni e non solo alle parole. In un secondo momento lavoreremo facendo “volare” un telo col nostro soffio\, allenando così il diaframma con il canto e leggeremo una storia dedicata al silenzio. E poi ancora un nuovo canto!\nCi lasceremo con un ultimo libro dedicato alle foglie e ai colori\, e creeremo una nuova danza insieme a un bellissimo canto di gioia.
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SUMMARY:Ostinata Follia: ossessione barocca
DESCRIPTION:Uno degli aspetti che più accomunano la musica barocca alla musica leggera contemporanea è l’adozione dei cosiddetti “ostinati”\, ovvero una ciclica ripetizione di un giro armonico per tutta la durata del pezzo. Mentre nella musica leggera questo consente di avere un impianto abbastanza rigido da poter essere facilmente orecchiabile\, nel periodo barocco l’adozione di un basso ostinato era un pretesto per i compositori di dare sfoggio alla propria creatività esplorando le più diverse variazioni sul tema. \nPassacaglie\, Ciaccone\, Bergamasche\, Follie\, trovano ampio spazio in questo programma in cui la ripetizione ossessiva dei temi darà modo all’ascoltatore di sentirsi nuovamente a casa in ogni diverso brano. \nLocandina\nGiovanni Battista Vitali (1632-1692)\nToccata\, Bergamasca da “Partite sopra diverse sonate” \nUccellini (1603-1680)\n“La bergamasca” Op.3 n°5 \nGirolamo Frescobaldi (1583-1643):\nCapriccio sopra la Bassa Fiamenga \nSalomone Rossi (1570-1630)\nSonata sopra l’aria di Ruggiero Op.12 n°.4 \nArcangelo Corelli (1653-1713)\nCiaccona Op.1 n°12 \nJacques Aubert le Vieux (1689-1753)\nDeuxieme concert de Simphonies op.9 \nAntonio Vivaldi (1678-1741)\nTrio sonata “La follia” Op. 1 n°12 \n.\n.\n. \nEnsemble Locatelli \nThomas Chigioni direzione
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SUMMARY:DeCineForum Donizetti
DESCRIPTION:Visioni guidate delle opere in occasione della decima edizione del festival Donizetti Opera \n  \nNasce una nuova rassegna in occasione del decennale del festival: DeCineForum Donizetti\, cinque appuntamenti per altrettante opere da guardare e comprendere insieme.\nA cura della sezione scientifica del Donizetti Opera\, questo “cineforum” musicale desidera accompagnare il pubblico verso il festival nei mesi in cui non sono in programma appuntamenti dal vivo. Nella Sala Musica del Teatro Donizetti\, predisposta per una ottimale fruizione audio-video\, saranno proposti cinque titoli donizettiani\, particolarmente significativi per la carriera del compositore\, scelti tra le produzioni allestite in questi dieci anni dal festival\, registrati dalla casa discografica Dynamic e appartenenti a generi differenti: all’opera semiseria all’opera buffa ai grandi melodrammi.\nNel dettaglio: sabato 20 aprile (ore 14.30) sarà proiettato Enrico di Borgogna\, titolo del ciclo #Donizetti200 andato in scena al Teatro Sociale nel 2018\, a duecento anni dal debutto al Teatro San Luca di Venezia (melodramma in due atti del genere semiserio su libretto di Bartolomeo Merelli)\, con la direzione di Alessandro De Marchi\, la regia di Silvia Paoli e un cast di interpreti di rilievo come Anna Bonitatibus\, Sonia Ganassi e Luca Tittoto. La proiezione sarà preceduta dalla presentazione di Candida Mantica.\nLivio Aragona presenterà il secondo titolo in programma\, sabato 27 aprile (ore 14.30) Olivo e Pasquale\, melodramma giocoso in due atti su libretto di Jacopo Ferretti\, messo in scena al Teatro Sociale di Bergamo in occasione del festival 2016 nella versione dell’autunno 1827\, realizzata per il Teatro Nuovo di Napoli con l’alternanza di dialoghi parlati e numeri cantanti\, con la parte di Pasquale in napoletano. Sul podio Federico Maria Sardelli\, regia di operAlchemica (Ugo Giacomazzi e Luigi Di Gangi)\, interpreti vocali Bruno Taddia\, Filippo Morace\, Laura Giordano e Pietro Adaini.\nSabato 25 maggio (ore 14.30) torna Candida Mantica per presentare Lucrezia Borgia\, melodramma in un prologo e due atti su libretto di Felice Romani\, capolavoro tragico di Donizetti che sarà proiettato nella versione andata in scena al Teatro Sociale nel 2019 con la regia di Andrea Bernard\, la direzione di Riccardo Frizza e protagonisti Carmela Remigio\, Xabier Anduaga\, Marko Mimica e Varduhi Abrahamyan.\nIn autunno\, quando l’edizione n. 10 del Donizetti Opera sarà alle porte\, si terranno altre due proiezioni: sabato 28 settembre L’ange de Nisida\, su libretto di Gustave Vaëz e Alphonse Royer\, che avrebbe dovuto debuttare al Théâtre de la Renaissance di Parigi nel 1839\, e che ha invece ricevuto la sua prima\, acclamata\, rappresentazione in forma scenica proprio al Donizetti Opera nel 2019 con la regia di Francesco Micheli e Jean-Luc Tingaud sul podio; e infine domenica 29 settembre La favorite\, grand-opéra su libretto di Gustave Vaëz\, Alphonse Royer ed Eugène Scribe\, nella versione integrale andata in scena al Teatro Donizetti nel 2022 diretta da Riccardo Frizza e la regia di Valentina Carrasco. Queste due produzioni rappresentano due vette del Donizetti Opera\, avendo vinto entrambe il Premio Abbiati della critica musicale italiana\, l’Ange de Nisida il Premio Speciale e La favorite miglior spettacolo dell’anno. \nCalendario\n\nSabato 20 aprile 2024\, ore 14.30 | Sala della Musica\, Teatro Donizetti \nEnrico di Borgogna\n\n\nDurata della riproduzione: 152 minuti circa (intervallo di 20 minuti)\nPresentazione a cura di Candida Mantica \n\n\n\nScopri di più\nPrenota ora\n\n\nSabato 27 aprile 2024\, ore 14.30 | Sala della Musica\, Teatro Donizetti \nOlivo e Pasquale\n\n\nDurata della riproduzione: 151 minuti circa (intervallo di 20 minuti)\nPresentazione a cura di Livio Aragona \n\n\n\n\nScopri di più\nPrenota ora \n\nSabato 25 maggio 2024\, ore 14.30 | Sala della Musica\, Teatro Donizetti \nLucrezia Borgia\n\n\nDurata della riproduzione: 144 minuti circa (intervallo di 20 minuti)\nPresentazione a cura di Candida Mantica \n\n\n\nScopri di più\nPrenota ora\n\n\nSabato 28 settembre 2024 | Sala della Musica\, Teatro Donizetti \nL’Ange de Nisida\n\n\nDurata della riproduzione: 180 minuti circa (intervallo di 20 minuti) \n\n\n\nScopri di più\nPrenota gratuitamente da settembre\n\n\n\n\n\n\nDomenica 29 settembre 2024 | Sala della Musica\, Teatro Donizetti \nLa Favorite\n\n\nDurata della riproduzione: 190 minuti circa (intervallo di 20 minuti) \n\n\n\nScopri di più\nPrenota gratuitamente da settembre
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LOCATION:Sala della Musica “M. Tremaglia” – Teatro Donizetti
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SUMMARY:Giochi con me? Storie di ieri e di oggi
DESCRIPTION:Laboratorio da 3 incontri\nDate: 2\, 9\, 16 ottobre 2024\nOrario: Ore 17.00-18.30\nCosto: 45 Euro (nonno/a+nipote) \nLaboratorio teatrale per bambini/e con nonni/e\na cura di Matilde Facheris\nEtà: 6/10 anni\n \nUno spazio libero\, di gioco\, come è per antonomasia il teatro\, dove i bambini e i loro nonni possano incontrarsi\, vedersi e giocare insieme in un modo nuovo e inaspettato\, per rafforzare quel legame unico che li lega. Uno spazio di ascolto e creativo dove i bambini possano esprimere sé stessi e i nonni condividere memoria\, saggezza e amore.
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SUMMARY:Nonno/Nonna\, mi insegni a danzare?
DESCRIPTION:Incontro singolo\nDate: 5 ottobre 2024\nOrario: Ore 15.00-17.00\nCosto: 20 Euro (nonno/a+nipote) \nLaboratorio di movimento sullo scambio di balli e musiche tra generazioni\na cura di ABC Allegra Brigata Cinematica\nEtà: 6/10 anni\n \nIn un corpo in continua trasformazione\, come si esprime la vitalità? Come si muovono due generazioni differenti\, ciascuna con la propria energia unica? Cosa lega un/a nonnə a un/a nipote? Saremo in grado di trovare una danza che ci unisca?\nIl laboratorio inizierà con una fase di riscaldamento condiviso\, dove attraverso pratiche semplici e accessibili a tutti scopriremo le potenzialità del gruppo. Successivamente\, ci immergeremo in una fase di condivisione a coppie o in piccoli gruppi\, dove ci sarà uno scambio di danze che appartengono a generazioni diverse: balli di sala e coreografie di tik tok. Infine\, nella terza fase\, cercheremo di creare una composizione coreografica partendo dai materiali creati in gruppo. Sfruttando la varietà di movimenti e esperienze delle diverse generazioni\, daremo vita a una danza che rifletta la nostra unità nella diversità. L’intenzione è quella di creare uno spazio di gioco e creazione tra nonnə e nipoti senza preoccupazioni. I due facilitatori guideranno il gruppo creando una danza intergenerazionale che concluderà l’esperienza.
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SUMMARY:Il Suono della Natura
DESCRIPTION:Uno dei temi principali su cui il mondo è chiamato a riflettere al giorno d’oggi è il rapporto tra l’uomo e la natura\, alla ricerca dell’equilibrio e della sostenibilità che permetta al nostro pianeta di continuare a sopravvivere.\nIl tema del cambiamento climatico è centrale ai giorni d’oggi e crea dibattito e riflessione in tutto il mondo. Chiaramente\, nel periodo barocco le pressanti problematiche ambientali non erano ancora emerse\, e tuttavia il rapporto con la natura o\, meglio ancora\, l’esplorazione della stessa\, è stato un tema ricorrente nelle arti di questo periodo\, con anche degli importanti risvolti in ambito filosofico. Nel campo musicale la Natura viene esplorata come fonte di ispirazione\, come processo imitativo\, cercando di imitare con gli strumenti i suoni presenti nel mondo animale\, sia come tematica\, come dimostra il grande filone della cantata su temi pastorali e campestri. \nL’esempio di musica strumentale legata alla natura più celebre è quello delle 4 stagioni vivaldiane (oggetto di un altro concerto)\, ma per i compositori il vero strumento con cui si poteva esplorare la natura era la voce\, come si evince dal ricco repertorio sia madrigalistico che operistico. \nIn questo concerto alla purezza delle voci si unirà il violino per far rivivere la pratica della diminuzione sul madrigale\, supportato dal basso continuo. \nLocandina\nJacob Arcadelt (1507-1568)\nIl bianco e dolce cigno \nJohann Heinrich Schmelzer (1623-1680)\nSonata per violino e basso continuo in la maggiore “Del Cucù” \nPierluigi da Palestrina (1525- 1594) / Francesco Rognoni (1570-1626)\nVestiva i colli e le campagne intorno \nGirolamo Frescobaldi (1583-1643)\nSe l’aura spira \nLuca Marenzio (c.1553-­1599)\nDissi all’amata mia lucida stella \nGiovanni Battista Fontana (1589-1630)\nSonata terza \nPierluigi da Palestrina (1525- 1594)\nSicut cervus \nJosquin Desprez (1450-1521)\nEl grillo \nSaint-Saëns (1835-1921)\nCalme des nuits\, Op. 68 \nSaint-Saëns (1835-1921)\nLes fleurs et les arbres\, Op. 68 \n.\n.\n. \nEnsemble Locatelli\nJérémie Chigioni direzione
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LOCATION:Ridotto Gavazzeni – Teatro Donizetti
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SUMMARY:La meraviglia del tempo inutile
DESCRIPTION:Laboratorio da 3 incontri\nDate: 18\, 25 ottobre 2024 e 8 novembre 2024\nOrario: Ore 18.00-20.00\nCosto: 45 Euro \nLaboratorio per corpi poetici\na cura di Silvia Briozzo\nEtà: adulti\n \nTre incontri per praticare Poesia nel corpo\, nello sguardo e poi\, nelle parole.\nPartire da ciò che c’è\, da ciò che si è\, dalle caratteristiche e potenzialità del proprio corpo e della propria voce\, dalle modalità di interazione con l’altro e le dinamiche della creatività individuale e corale.\nIn pratica: ogni incontro è diviso in tre parti: movimento\, lettura e scrittura. Alla fine dell’ultimo incontro ogni partecipante avrà creato una piccola performance personale\, che sarà il frutto del percorso artistico di tutto il laboratorio. Il lavoro è sia individuale sia corale.\nLa Poesia è un atteggiamento\, una pratica di relazione con il mondo che consente alle cose\, alle persone\, agli eventi\, di mostrarsi a noi\, come se nascessero ogni volta. La poesia dell’essere\, del suo accadere e manifestarsi in forme innumerevoli\, al di là del giudizio di ciò che è giusto o sbagliato\, di ciò che è bene o male.\nPer rendere tutto questo possibile\, è necessario abbandonarsi\, fidarsi\, a volte rinunciare alle proprie convinzioni ed al proprio personale e spesso ingombrante punto di vista\, lasciando che sia ciò che sta intorno a lavorare per noi e su di noi.
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SUMMARY:LU OpeRave
DESCRIPTION:Clubbing + Opera + Performance\nDirettore creativo Stefano Libertini Protopapa\nLibretto Maniaci d’Amore (Francesco d’Amore e Luciana Maniaci)\nMusiche H.E.R.\, ilromantico\nConsulente musicale Alberto Zanardi\nPrima esecuzione: Bergamo\, Balzer Globe\, 16 novembre 2023 \n\n\n\n\n\n\nIl festival si aprirà giovedì 14 novembre con la creazione LU OpeRave (in replica giovedì 21 e venerdì 29 novembre) in cui la musica di Donizetti incontra l’elettronica e le nuove tendenze. Il titolo richiama la più celebre delle opere di Donizetti\, Lucia di Lammermoor\, alla quale gli autori di questo progetto sperimentale si sono ispirati. Lo spettacolo\, che si svolgerà in un luogo cittadino non convenzionale\, con spazio alla convivialità e il pubblico parte integrante dell’azione. LU OpeRave è uno sviluppo di Mixopera vol. 1 e vol . 2\, gli EP di elettronica ispirati alla musica di Donizetti con la partecipazione di alcuni musicisti raccolti intorno all’etichetta Fluidostudio e pubblicati su tutte le piattaforme di streaming (Spotify\, iTunes\, Amazon Music\, YouTube Music). Fra gli artisti coinvolti in questa creazione ci sono alcuni degli interpreti presenti negli EP come Protopapa\, ilromantico\, H.E.R. Il libretto è dei Maniaci d’amore. La regia e la coreografia sono di Mattia Agatiello che porta in scena la sua Fattoria Vittadini. \n\n\n\n\n\n\n\nINTRODUZIONE \nGaetano Donizetti\, a Parigi\, trova un favore del pubblico incredibile. Parigi è una città che gli dà molte cose\, gli fa capire che la musica da ballo è la fonte di un piacere mai vissuto prima dal grande pubblico dei teatri.\nIntuisce\, perciò\, che immettere quelle pulsazioni e quella febbre sonora ad accompagnamento del canto\, può creare una ricetta davvero esplosiva.\nCome accade nella nostra tradizione gastronomica\, ci sono ricette antiche che resistono in maniera inossidabile al tempo.\nCrediamo sia giunto il momento di tradurre in pratica questa ricetta donizettiana: come sempre raccontare una storia rendendola teatrale\, dare alle parole la potenza del canto e accompagnare questo canto con la musica da ballo.\nI luoghi di ritrovo della gioventù mondiale sono i club\, dove vibra la forma di musica popolare contemporanea: l’elettronica.\nOpera ed elettronica. Questo diventa il nostro pallino e la Lucia di Lammermoor\, la grande immortale saga che racconta la tragicità della condizione giovanile\, ci sembra l’epica ideale da far incontrare ai dj di oggi. \n\n\nLocandina\n\nRegia e coreografia Mattia Agatiello\nScene e costumi Andrea Cammarosano e Leonardo Persico \nLU David Blank\nCoscienza di LU M¥SS KETA (voce narrante)\nLucia Laura Ulloa\nDonna H.E.R. (violino)\nDj ilromantico\nDanzatori Fattoria Vittadini \nCreazione della Fondazione Teatro Donizetti\nin collaborazione con Fattoria Vittadini\nispirata all’opera Lucia di Lammermoor
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SUMMARY:Roberto Devereux
DESCRIPTION:Tragedia lirica in tre atti di Salvadore Cammarano\nMusica di Gaetano Donizetti\nPrima esecuzione: Napoli\, Real Teatro di San Carlo\, 28 ottobre 1837\nEdizione critica a cura di Julia Lockhart © Casa Ricordi\, Milano con la collaborazione e il contributo del Comune di Bergamo e della Fondazione Teatro Donizetti \nINTRODUZIONE \nL’opera è titolata al maschile\, ma la vera protagonista è Elisabetta. Siamo nel 1837\, al Real Teatro di San Carlo di Napoli\, e Gaetano Donizetti regala una parte eccezionale a una delle sue interpreti più amate e geniali\, il soprano Giuseppina Ronzi de Begnis\, la sua “musa nera”\, specialista in personaggi femminili tormentati\, violenti\, deliranti. Due anni dopo Lucia di Lammermoor\, Salvadore Cammarano stimola nuovamente il genio donizettiano con un libretto sintetico\, compatto ed efficacissimo\, in linea con quanto proclamato dal compositore in una lettera famosa: «Voglio amore\, che senza questo i soggetti sono freddi\, e amor violento». L’opera si conclude con una sconvolgente scena di delirio allucinatorio che dà un nuovo significato drammatico all’abituale rondò finale della primadonna. In più\, all’eccellente ispirazione donizettiana contribuisce anche l’ambientazione britannica\, fra quei «Tudori» che già lo avevano appassionato in altre tre opere\, Elisabetta al castello di Kenilworth\, Anna Bolena e Maria Stuarda\, e che viene ribadita anche nella brillante sinfonia che cita esplicitamente l’inno inglese God save the King.\nRoberto Devereux è fra i titoli più significativi nella produzione del Donizetti maturo e una delle riscoperte di maggior successo della Donizetti-renaissance del secolo scorso. Al Festival\, è affidata dal direttore musicale del Donizetti Opera\, Riccardo Frizza\, e messa in scena da un grande regista shakespeariano (il “vero” Shakespeare fu coinvolto nella congiura del conte di Essex)\, Stephen Langridge\, direttore artistico del Festival di Glyndebourne. Sul palcoscenico\, quattro star del belcanto internazionale come John Osborn\, Raffaella Lupinacci\, Simone Piazzola e\, nella parte incandescente di Elisabetta\, il soprano italoaustraliano Jessica Pratt. \nTRAMA \n\n\n\n\nLondra\, «nel cadere del secolo XVI». Elisabetta I si sente trascurata da Roberto Devereux\, conte di Essex\, di cui è perdutamente innamorata. Due consiglieri della regina\, Lord Cecil e Raleigh\, nemici di Essex\, le chiedono che questi sia accusato di tradimento per il suo clemente comportamento nella guerra contro la Spagna. Elisabetta riceve Roberto\, che si mostra freddo e riservato. Anche il duca di Nottingham è turbato dalla tristezza della moglie Sara che\, non visto\, ha scorto ricamare una sciarpa azzurra: si confida quindi con Essex\, ignorando che l’amico è a sua volta innamorato di Sara. In un appuntamento notturno con la donna\, Essex la rimprovera di aver sposato Nottingham; Sara gli rinfaccia invece di portare al dito un anello donatogli dalla regina\, come pegno di grazia in caso di condanna. Come dono d’addio\, Essex consegna a Sara l’anello di Elisabetta e Sara gli porge la sciarpa.\nNel frattempo\, il parlamento ha condannato Essex\, nonostante l’appassionata difesa di Nottingham\, cui tocca darne notizia alla regina. Nottingham chiede la grazia per l’amico; Elisabetta gli mostra allora la sciarpa trovata nel palazzo di Essex durante la perquisizione. Scoperta la verità\, Nottingham chiede di potersi battere in duello con l’ex amico\, che viene invece imprigionato nella Torre di Londra.\nNel palazzo di Nottingham\, Sara riceve una lettera di Essex che la informa di essere stato condannato a morte e che Elisabetta potrà graziarlo solo se le sarà portato l’anello. Ma Nottingham obbliga Sara a mostrargli la lettera e\, sentendosi doppiamente tradito\, dalla moglie e dall’amico\, ordina che la donna sia confinata in casa. Mentre nella sua cella Essex attende la grazia\, nel palazzo di Westminster Elisabetta è preda di dubbi e rimorsi: non vuole che Essex muoia\, anche se amasse un’altra donna. Finalmente arriva Sara con l’anello\, ma è troppo tardi: il cannone tuona per informare che la sentenza è stata eseguita. Furiosa\, Elisabetta maledice Sara\, quando arriva Nottingham a informarla di aver deliberatamente ritardato la consegna dell’anello. Elisabetta promette a entrambi il supplizio; poi\, nel delirio\, crede di vedere lo spettro di Essex\, annuncia la sua prossima morte e la sua abdicazione e\, crollando esanime con l’anello alle labbra\, dichiara Giacomo Stuart nuovo re d’Inghilterra. \n\n\n\n\nLocandina\n\nDirettore Riccardo Frizza\nRegia Stephen Langridge\nScene e costumi Katie Davenport \nElisabetta Jessica Pratt\nLord duca di Nottingham Simone Piazzola\nSara Raffaella Lupinacci\nRoberto Devereux John Osborn\nLord Cecil David Astorga\ne con gli Allievi della Bottega Donizetti \nOrchestra Donizetti Opera\nCoro dell’Accademia Teatro alla Scala\nMaestro del Coro Salvo Sgrò \nNuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti in coproduzione con il Teatro Sociale di Rovigo
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SUMMARY:Zoraida di Granata
DESCRIPTION:Melodramma eroico di Bartolomeo Merelli e Jacopo Ferretti (versione rinnovata)\nMusica di Gaetano Donizetti\nPrima rappresentazione: Teatro Argentina\, Roma\, 7 gennaio 1824 (versione rinnovata)\nEdizione critica a cura di Edoardo Cavalli © Fondazione Teatro Donizetti\nProgetto #Donizetti200 \n\n\n\nINTRODUZIONE \nIl titolo scelto per il progetto #donizetti200\, che consiste nel mettere in scena in ogni edizione del Festival un’opera scritta da Donizetti esattamente due secoli prima\, è Zoraida di Granata nella seconda versione\, quella appunto del 1824. In realtà\, l’opera aveva debuttato due anni prima\, il 28 gennaio 1822\, al Teatro Argentina di Roma\, e fu il primo grande successo della carriera di Donizetti\, benché all’ultimo momento Gaetano avesse dovuto riscrivere per un mezzosoprano en travesti la parte del protagonista maschile\, Abenamet\, inizialmente composta per un tenore\, fulminato da un aneurisma sul palcoscenico pochi giorni prima\, mentre cantava un’opera di Pacini. Due anni dopo\, l’impresario Paterni chiese a Donizetti di rivedere la partitura\, ampliando la parte di Abenamet a beneficio del grande contralto Rosmunda Pisaroni. In questa nuova versione\, l’opera fu presentata\, sempre all’Argentina\, il 7 gennaio 1824\, senza ottenere lo stesso trionfo di due anni prima: ma più per l’inesausta sete di novità del pubblico dell’epoca che per un’effettiva debolezza dell’opera\, fra le più interessanti della prima stagione creativa di Donizetti.\nAl Donizetti Opera\, Zoraida di Granata viene presentata in un nuovo allestimento con la regia di Bruno Ravella\, in coproduzione con il prestigioso festival irlandese di Wexford\, dove però è stata eseguita nella versione del 1822. Sul podio Alberto Zanardi\, giovane bacchetta impegnato da anni “dietro le quinte” del festival. Nella parte dei due amanti\, due cantanti in continua crescita di successo e notorietà\, il soprano Zuzana Marková (Zoraida) e il mezzosoprano Cecilia Molinari (Abenamet)\, mentre il tenore Konu Kim (già nell’Ange de Nisida) sarà il perfido Almuzir. Accanto a loro\, nelle parti di fianco\, i giovani talenti della Bottega Donizetti. \nTRAMA \n\n\n\n\nIl libretto di Bartolomeo Merelli\, rimaneggiato da Jacopo Ferretti (già librettista di celebri opere rossiniane) è tratto dal romanzo Golzalve de Cordoue\, ou Grenade reconquise di Jean-Pierre Claris de Florian e dal libretto che Luigi Romanelli ne trasse per l’opera Abenamet e Zoraide di Giuseppe Nicolini.\nLa vicenda si svolge nel regno moresco di Granada\, in Andalusia. Almuzir ha ucciso il re della città usurpandone il trono e vorrebbe sposarne la figlia\, Zoraida\, che però ama riamata Abenamet\, capo del clan aristocratico arabo degli Abencerragi. Almuzir tende quindi una trappola al rivale. Dichiarata la guerra agli spagnoli\, affida il comando del suo esercito ad Abenamet\, ordinandogli di tornare con la bandiera. Ma\, con l’inganno\, Almuzir fa sì che la bandiera cada nelle mani dei nemici. Quando Abenamet\, benché vincitore degli spagnoli\, rientra a Granada senza la bandiera del regno\, Almuzir lo accusa di tradimento e lo fa condannare a morte. A questo punto\, Zoraida si rassegna ad acconsentire alle nozze con Almuzir\, ottenendo in cambio la vita di Abenamet. Una volta libero\, quest’ultimo\, intuendo quale sia stato il prezzo della sua grazia\, rinfaccia a Zoraida la sua infedeltà. Ma il capo delle guardie di Almuzir\, Alì Zegri\, sorprende il colloquio fra i due amanti: Abenamet riesce a fuggire\, Zoraida viene catturata\, condotta al cospetto di Almuzir\, accusata di tradimento e condannata a essere arsa sul rogo\, a meno che non si presenti un guerriero disposto a sostenere l’innocenza della donna in un duello. Un cavaliere sconosciuto si presenta sul luogo del combattimento\, sfida Alì Zegri\, lo sconfigge\, lo costringe a confessare le perfide trame di Almuzir e infine si svela: si tratta\, naturalmente\, di Abenamet in incognito. Nell’udire la verità\, il popolo inferocito vorrebbe fare giustizia sommaria del re\, ma Abenamet lo difende salvandogli così la vita. Colpito da tanta nobiltà d’animo\, Almuzir si pente delle sue odiose macchinazioni e rinuncia alla mano di Zoraida a favore del rivale. La coppia degli amanti è ricongiunta e l’opera si conclude con il loro matrimonio e il rondò di giubilo di Abenamet. \n\n\nLocandina\n\nDirettore Alberto Zanardi\nRegia Bruno Ravella\nScene e costumi Gary McCann\nLighting design Daniele Naldi \nAlmuzir Konu Kim\nZoraida Zuzana Marková\nAbenamet Cecilia Molinari\ne con gli Allievi della Bottega Donizetti \nOrchestra Gli Originali\nCoro dell’Accademia Teatro alla Scala\nMaestro del Coro Salvo Sgrò \nNuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti\nin coproduzione con il Wexford Festival Opera
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SUMMARY:Don Pasquale
DESCRIPTION:Dramma buffo in tre atti di Giovanni Ruffini\nMusica di Gaetano Donizetti\nPrima rappresentazione: Parigi\, Théâtre-Italien\, 3 gennaio 1843\nEdizione critica a cura di Roger Parker e Gabriele Dotto © Casa Ricordi\, Milano\ncon la collaborazione e il contributo del Comune di Bergamo e della Fondazione Teatro Donizetti \nINTRODUZIONE \nNel 1843\, Gaetano Donizetti è uno dei più celebri operisti europei e si divide fra l’Italia\, Vienna e Parigi. È qui che\, il 3 gennaio\, fa rappresentare Don Pasquale al Théâtre-Italien\, avamposto parigino dell’opera italiana dotato di un’eccezionale compagnia di canto. Donizetti ricicla un vecchio libretto scritto da Angelo Anelli per Stefano Pavesi\, Ser Marcantonio\, e lo fa rinfrescare da un esule mazziniano\, Giovanni Ruffini\, ma imponendogli tante e tali modifiche da esserne\, in pratica\, coautore. Il libretto verrà poi pubblicato anonimo con la sigla “M. A.”\, che sta per il prestanome Michele Accursi\, factotum parigino di Donizetti. L’opera ebbe subito un immediato successo ed è uno dei non molti titoli donizettiani a non essere mai uscito dal repertorio\, sebbene in edizioni spesso pesantemente manomesse e scorrette. Al Donizetti Opera verrà presentata\, per la prima volta\, la nuova edizione critica a cura di Roger Parker e Gabriele Dotto.\nIn Don Pasquale\, Donizetti rielabora la più scontata e banale delle vicende comiche\, già portata sulla scena infinite volte. Tutti i personaggi sono classici: il buffo gabbato\, la primadonna viperina\, il tenore sospiroso\, il baritono maneggione. Però Don Pasquale non è soltanto l’ultimo capolavoro della grande tradizione buffa italiana\, ma anche il primo dei tempi nuovi. Intessuta di valzer e galop – le musiche del suo tempo – la commedia borghese guarda ironicamente al passato ma è permeata di lirismo romantico: il momento in cui Norina schiaffeggia Pasquale è quasi tragico\, e tutta l’opera vive di un meraviglioso equilibrio fra risate e lacrime. Il Festival la propone in un allestimento dell’Opéra di Dijon\, firmato dalla celebre regista tedesca Amélie Niermeyer\, diretta da Iván López Reynoso e con due protagonisti della scena operistica internazionale come Roberto de Candia e Javier Camarena\, affiancati dai giovani talenti della Bottega Donizetti. \nTRAMA \n\n\n\n\nA Roma\, il vecchio e ricco Don Pasquale da Corneto ha deciso di diseredare il nipote Ernesto\, colpevole di aver rifiutato la mano di una ricca zitella perché innamorato di Norina\, giovane vedova bella e spiritosa ma povera. Nonostante l’età\, per avere una discendenza Don Pasquale decide quindi di sposarsi e incarica il Dottor Malatesta di trovargli moglie. Malatesta\, che in realtà è amicissimo di Ernesto\, gli decanta le virtù della “sorella” Sofronia\, non solo bella ma anche modello di virtù domestiche e modestia femminile. Don Pasquale caccia di casa Ernesto senza tanti complimenti\, mentre Malatesta raggiunge Norina per istruirla nella parte di Sofronia\, di cui la ragazza si impadronisce perfettamente.\nSiamo al momento della presentazione dei due futuri coniugi. Sofronia si presenta velata\, tutta timidezza e rossori; Don Pasquale ne è conquistato\, tanto che decide di stendere subito il contratto di matrimonio con la complicità di un cugino di Malatesta che si finge notaio. Proprio in quel momento arriva Ernesto\, che non sa nulla dell’inganno\, ma Malatesta riesce a farglielo capire al volo. Le nozze sono concluse: diventata “moglie” di Don Pasquale\, Norina-Sofronia cambia completamente e inizia a mettere a soqquadro la casa e a spendere e spandere\, fra la sorpresa (finta) di Malatesta ed Ernesto e la costernazione (vera) di Don Pasquale.\nMentre la servitù commenta pettegola lo sconvolgimento delle abitudini domestiche\, Norina-Sofronia fa per uscire e andare a teatro a divertirsi. Don Pasquale cerca di fermarla\, ma la sposina lo prende a schiaffi\, gli ordina di andare a letto ed esce lo stesso\, lasciando come per caso un bigliettino in cui si parla di un incontro notturno in giardino. Per Don Pasquale\, è la goccia che fa traboccare il vaso. Convoca Malatesta e i due decidono di cogliere sul fatto gli amanti. Preceduto da una serenata\, Ernesto arriva e amoreggia con Norina. Don Pasquale e Malatesta li sorprendono; Ernesto riesce a dileguarsi senza essere riconosciuto; Don Pasquale\, stanco della vita coniugale\, annuncia alla sedicente Sofronia che richiamerà Ernesto e gli consentirà di sposare chi vuole. Non resta che svelare l’inganno: il vecchio è talmente felice di non essere sposato davvero che benedice le nozze di Ernesto con Norina. E impara la lezione. \n\n\nLocandina\n\nDirettore Iván López Reynoso\nRegia Amélie Niermeyer\nScene e costumi Maria-Alice Bahra\nCoreografie Dustin Klein \nDon Pasquale Roberto de Candia\nErnesto Javier Camarena\ne con gli Allievi della Bottega Donizetti \nOrchestra Donizetti Opera\nCoro dell’Accademia Teatro alla Scala\nMaestro del Coro Salvo Sgrò \nNuova produzione della Fondazione Teatro Donizetti\nAllestimento dell’Opéra de Dijon
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SUMMARY:The Five Elements
DESCRIPTION:Terra Aria Acqua Fuoco Etere\nAlessandro Quarta porta la sua musica nei cinque elementi\, li trasforma e li fa suoi\, porta la quintessenza della natura in concerto\, nella meraviglia dell’unione tra musica e natura\, così che anche l’arte possa prendersi cura del nostro mondo. \nLocandina\n\nAlessandro Quarta violino\nGiuseppe Magagnino pianoforte\ne con Ensemble dell’Orchestra Filarmonica Italiana \n\nDurata in via di definizione
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SUMMARY:I ragazzi irresistibili
DESCRIPTION:I due protagonisti della commedia di Neil Simon\, giustamente giudicato uno dei maggiori scrittori americani degli ultimi cinquant’anni\, sono due anziani attori di varietà che hanno lavorato in coppia per tutta la loro vita dando vita ad un duo diventato famoso come “I ragazzi irresistibili” e che\, dopo essersi separati per insanabili incomprensioni\, sono chiamati a riunirsi\, undici anni dopo\, in occasione di una trasmissione televisiva che li vuole insieme\, per una sola sera\, per celebrare la storia del glorioso varietà americano. In scena vediamo i due vecchi attori che\, con le loro diverse personalità\, cercano di ricucire quello strappo che li ha separati per tanti anni nel tentativo di ridare vita ad un numero comico che li ha resi famosi. Le incomprensioni antiche si ripresentano più radicate e questa difficile alchimia è il pretesto per un gioco di geniale comicità e di profonda melanconia. Certi scambi di battute e situazioni esilaranti sono fonte non solo di comicità ma anche di uno sguardo di profonda tenerezza per quel mondo del teatro che\, quando vede i suoi protagonisti avviati sul viale del declino\, mostra tutta la sua umana fragilità. Umberto Orsini e Franco Branciaroli si ritrovano insieme per ridare vita a questo testo\, che in questi anni è diventato un classico\, nel tentativo di cogliere tutto quello che lo rende più vicino al teatro di un Beckett (Finale di Partita) o addirittura a un Cechov (Il Canto del Cigno) piuttosto che a un lavoro di puro intrattenimento. In questo omaggio al mondo degli attori\, alle loro piccole e deliziose manie e tragiche miserie\, li affianca la regia di Massimo Popolizio che ritrova nei due protagonisti quei compagni di strada coi quali ha condiviso tante esperienze tra le più intense e significative del teatro di questi anni. \nIspirata alla vita di una famosa coppia di artisti del vaudeville\, Joe Smith e Charles Dale\, The Sunshine Boys di Neil Simon debuttò a Broadway nel 1972 con la regia di Alan Arkin. Numerosi e di grande successo nei decenni successivi gli allestimenti teatrali in tutto il mondo e\, con la sceneggiatura dell’autore\, pluripremiata la versione cinematografica del 1975 diretta da Herbert Ross\, protagonisti Walter Matthau e George Burns. Del 1995 è la trasposizione per il piccolo schermo statunitense affidata a due stelle di prima grandezza: Woody Allen e Peter Falk. \nLocandina\n\ndi Neil Simon\ntraduzione Masolino D’Amico \nregia Massimo Popolizio \ncon Umberto Orsini\, Franco Branciaroli\, Flavio Francucci\, Chiara Stoppa\, Eros Pascale\, Emanuela Saccardi \nscene Maurizio Balò\ncostumi Gianluca Sbicca\nluci Carlo Pediani\nsuono Alessandro Saviozzi \nproduzione Teatro de Gli Incamminati\, Compagnia Orsini\, Teatro Biondo Palermo\nin collaborazione con CTB Centro Teatrale Bresciano\ne con AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali e Comune di Fabriano \nDurata 2 ore compreso intervallo
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SUMMARY:Sinfonia N. 9 in Re Minore OP. 125
DESCRIPTION:Il concerto di chiusura della prima Stagione Musicale promossa dalla Fondazione Polli Stoppani – Biblioteca de Sabata Ceccato è affidato al prestigioso duo pianistico Michele Campanella e Monica Leone\, che eseguiranno il capolavoro della Nona Sinfonia di Beethoven nella geniale trascrizione di Franz Liszt.\nNel corso del 2024 una rassegna di 9 concerti\, di cui il concerto del 12 dicembre segna l’ultimo appuntamento\, hanno ripercorso il ciclo delle nove sinfonie di Beethoven nelle trascrizioni per pianoforte di Franz Liszt. Il programma ha previsto un calendario di appuntamenti\, a cadenza mensile\, durante i quali i partecipanti hanno potuto assistere\, di volta in volta\, a un concerto dal vivo e alla proiezione di un filmato storico delle sinfonie eseguite durante il Festival Musicale Bergamo Brescia al Teatro Donizetti nel 1989 dall’Orchestra Filarmonica di Bergen\, diretta da Aldo Ceccato. \n“Con la guida e l’aiuto del maestro Aldo Ceccato e del maestro Michele Campanella – afferma Giovanni Gavazzeni\, Direttore Artistico della rassegna – un valoroso manipolo di pianisti italiani ci ha condotto a conoscere una per una le ‘trascrizioni’ di Liszt\, considerate a giusto titolo le più grandi nel loro genere della storia della musica.” \nIl duo pianistico formato da Monica Leone e Michele Campanella non ha una data di nascita ufficiale\, ma è il naturale sviluppo della consuetudine a suonare insieme tra insegnante e studente prima\, tra partners nella musica e nella vita poi. È frutto di una mentalità e di un approccio al pianoforte condivisi dalle origini\, essendo entrambi cresciuti\, in diversi momenti\, nella scuola di Vincenzo Vitale.\nIl repertorio in continua espansione comprende musiche a quattro mani e a due pianoforti e spazia da Bach a Bartok. Tra i brani più eseguiti\, oltre a una ampia antologia di musica a quattro mani di Schubert\, la Fantasia Contrappuntistica di Ferruccio Busoni\, la Nona Sinfonia di Beethoven/Liszt\, il Concerto per due pianoforti di Stravinsky\, la Sinfonia Dante di Liszt\, la Sonata di Poulenc.\nLe presenze da ricordare sono numerose e significative. Dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma  all’Opera House di Sydney\, dal Coliseum di Buenos Aires  a Pechino\, Shanghai e Canton\, dalla Settimana Musicale Senese  alla Sagra Umbra a Perugia\, dal Teatro San Carlo di Napoli all’Orchestra della Toscana a Firenze\, all’Orchestra da Camera di Padova e del Veneto\, all’Orchestra dei Pomeriggi Musicali a Milano\, all’Istituzione Universitaria dei Concerti a Roma\, al Teatro Massimo di Palermo\, al Rossini Opera Festival\, dal Maggio Musicale Fiorentino al Cantiere internazionale d’Arte di Montepulciano\, ad Auckland in Nuova Zelanda\,  a Melbourne e Brisbane in Australia. \n  \nLocandina\n\nnella trascrizione per due pianoforti di Franz Liszt\ncon\nMonica Leone pianoforte\nMichele Campanella pianoforte \nIn collaborazione con Fondazione Polli Stoppani \n\nDurata in via di definizione
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SUMMARY:NOMADI Sessanta - Live Tour 2024
DESCRIPTION:NEL 2023 I NOMADI FESTEGGIANO I 60 ANNI DI MUSICA \n  \nI Nomadi\, festeggiano i 60 anni di musica\, concerto organizzato da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci. È la band più longeva in Italia e prima di loro\, al mondo\, solo i Rolling Stones. Sono i primi anni 60 quando tra Modena e Reggio Emilia Beppe Carletti e Augusto Daolio decidono di formare una loro band. L’esordio avviene nel 1963. Il nome NOMADI fu scelto un po’ per caso ma ne ha caratterizzato lo spirito: le tappe dei loro interminabili Tour toccano dai piccoli paesi ai grandi palchi delle maggiori città italiane senza distinzione. Ad oggi il gruppo emiliano discograficamente conta 52 lavori\, fra dischi in studio\, live e raccolte per un totale oltre 15.000.000 di copie vendute. Sono oltre cento i fan club sparsi in tutta Italia e ancor più Cover Band riconosciute. Il loro è un pubblico transgenerazionale. Da sempre la musica è stata coniugata all’impegno umanitario ed ha visto i Nomadi promotori di tantissime iniziative di solidarietà in Italia e nel mondo. 
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SUMMARY:Re Lear è morto a Mosca
DESCRIPTION:1948\n13 gennaio\, Minsk. Un furgone investe e uccide Solomon Michoels: di lui restano un orologio da polso fermo alle 10 di sera\, due figlie e una moglie.\nNotte tra il 23 e 24 dicembre\, Mosca. Venjamin Zuskin viene rapito nel sonno\, interrogato\, torturato e quattro anni dopo fucilato. Il grande Teatro Ebraico di Mosca\, il Goset\, perde Lear e il suo Matto. Il primo e unico Re Lear in yiddish non andrà mai più in scena. Il mandante di questi omicidi è Iosif Stalin. \nSolomon Michoels e Venjamin Zuskin:\ndue attori ebrei\, due amici\, condannati per aver volato troppo in alto. Colpevoli di aver immaginato un teatro d’arte fatto di canti\, danze\, poesie e colori in lingua yiddish nell’Unione Sovietica di Stalin.\nUn viaggio in Russia per raccontare una storia vera ormai dimenticata\, attraverso i dipinti di Chagall e i personaggi del Re Lear.\nUno spettacolo di memorie da riscoprire\, custodite al di là del palcoscenico. \n“Spegnete i lumi e soffiate il dolore; si chiude il sipario” \nLocandina\n\ndrammaturgia César Brie e Leonardo Ceccanti\,\ncon la collaborazione di tutto l’ensemble \nregia César Brie \nattori creatori Altea Bonatesta\, César Brie\, Leonardo Ceccanti\, Eugeniu Cornitel\, Davide De Togni\, Anna Vittoria Ferri\, Tommaso Pioli\, Annalesi Secco e Alessandro Treccani \nlavoro corporale Vera Dalla Pasqua\nscenografia l’ensemble\ncostumi Matteo Corsi\nluci César Brie e l’ensemble\nmusica Pablo Brie e musiche tradizionali Yiddish\nconsulenza storica Antonio Attisani \nuna coproduzione Isola del Teatro e Campo Teatrale \nVincitore Premio “Theatrical Mass 2023” \nDurata 2 ore compreso intervallo
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SUMMARY:Concerto di Natale
DESCRIPTION:Il tradizionale concerto di Natale al Teatro Sociale da parte de “I Piccoli Musici”\, quest’anno avrà come titolo “Il Suono della Voce”. Infatti protagonista sarà la voce del coro e diversi solisti.\nDiverso dagli anni precedenti sarà il programma: una selezione di brani diversi e di piacevole ascolto tratti dal loro ampio e consolidato repertorio.\nNella prima parte verranno proposte delle Folk Song di diverse nazioni\, brani da Musical di Leonard Bernstein e Richard Rodgers\, Canti d’Opera ricordando il centenario della morte di Giacomo Puccini. Nella seconda parte ampio spazio alle più belle melodie di Natale\, che ci accompagnano verso la sua dolce e magica atmosfera.\nDiversi stili\, ma proposti con un’unica caratteristica: espressività e suono\, che contraddistinguono il coro “I Piccoli Musici” da sempre. \nLocandina\n\ndirettore Mario Mora\ncon I Piccoli Musici \n\nDurata in via di definizione
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SUMMARY:Barbascura X _ Sono qui per Caos
DESCRIPTION:Racconto scientifico sull’assoluta casualità dell’esistenza\nLocandina\n\ndi e con Barbascura X
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SUMMARY:Haendel: Watermusic
DESCRIPTION:La Watermusic di Händel è probabilmente insieme ai concerti brandeburghesi di Johann Sebastian Bach l’opera strumentale più celebre del barocco tedesco. \nComposta per celebrare Re Giorgio I e per essere eseguiti su delle chiatte lungo il Tamigi (da cui il titolo)\, questa musica gloriosa vede una nutrita orchestra con trombe\, corni\, oboi\, timpani\, flauti e archi. \nLa Watermusic si compone di 3 suites per orchestra\, in cui le sezioni sono alternate tra di loro passando dalle melodie più dolci e tenere ai più sfrenati movimenti di danza. La meticolosa scrittura tedesca si fonde con il gusto per la danza francese e crea delle composizioni di livello sopraffino. \nLocandina\nGeorg Friedrich Händel (1685-1759)\nWatermusic HWV348-349-350 \n.\n.\n. \nEnsemble Locatelli \nThomas Chigioni direzione
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LOCATION:Teatro Sociale
CATEGORIES:Stagione Ensemble Locatelli
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SUMMARY:Il lago dei cigni
DESCRIPTION:Uno degli immortali capolavori della storia del balletto del XIX secolo firmato Marius Petipa. Rappresentato nel 1877 per la prima volta al Teatro Bol’šoj di Mosca\, nonostante le musiche di Caikovskij\, nell’immediato non ebbe il successo che fu poi raggiunto nel 1894\, anno in cui venne messo in scena al Teatro Marijinskij di San Pietroburgo.\nIl Lago dei Cigni racconta l’incantevole storia d’amore fra il giovane principe Siegfried e Odette\, una creatura ultraterrena trasformata in cigno dal perfido mago Rothbart per aver rifiutato il suo amore.\nA far rivivere l’emozione di questo classico dalle atmosfere ovattate il Balletto dell’ Opera di Iasi\, una delle più acclamate Compagnie di danza classica che da più di ventiquattro anni compie tournée in tutta Europa. Disegni di luci e scenografie suggestive immergeranno il pubblico in sala nella candida atmosfera del lago dei cigni più famoso del mondo. \nTRAMA \nAtto I\nNel giardino del castello di una principessa si tiene una festa in onore del figlio Sigfrido\, che festeggia il raggiungimento della maggiore età. Lui trascorre il tempo circondato da amici. Nel bel mezzo della festa\, appare la Regina madre\, che annuncia al figlio che è giunto il momento di sposarsi. A tale scopo sarà organizzato un grande ballo per la sera successiva\, durante il quale gli verranno presentate diverse ragazze per scegliere la futura sposa. La festa continua dopo l’uscita della principessa\, con balli d’insieme\, con le battute e gli espedienti del giullare\, seguiti con indulgenza dall’insegnante di ballo del principe. Poi\, più tardi\, gli ospiti entrano nel castello. Sigfrido rimane dietro di loro\, vuole stare solo con i suoi pensieri. Mentre il maestro di ballo e il giullare lo seguono\, il principe si dirige pensieroso verso la riva del lago nel parco del castello\, dove si possono intravedere le misteriose rovine di un antico palazzo. I suoi pensieri sono interrotti dall’apparizione di uno stormo di cigni\, che vola oltre\, fermandosi sull’altra sponda\, vicino alle rovine. Desideroso di dar loro la caccia\, il principe prende la sua balestra e corre da solo nella foresta. In questo finale\, il meraviglioso tema dei cigni risuona in tutta la sua portata romantica\, come un leitmotiv.\nAtto II\nDall’altra parte del lago\, le rovine si riflettono cupamente nell’acqua calma. Uno dopo l’altro\, sullo specchio del lago compaiono cigni bianchi galleggianti. Arrivati a riva\, si trasformano in ragazze che ballano con leggerezza. Sigfrido\, seguendo i cigni\, prende di mira la più bella\, e rimane stupito dalla loro miracolosa trasformazione. All’inizio un po’ spaventati\, i cigni lo circondano e la più bella di loro\, Odette\, svela il loro segreto. Il genio del male\, Rothbart\, le ha trasformate in cigni\, e solo in questo luogo solitario\, di notte\, possono riacquistare\, per pochi istanti\, le loro sembianze umane. Siegfried è determinato a combattere per sconfiggere Rothbart\, ma Odette lo avverte che combattere non sarà la soluzione per spezzare la maledizione. L’incantesimo sarà dissipato solo dall’amore sconfinato di un giovane che professerà il suo amore invitandola al ballo del giorno successivo per presentarla come sua sposa. Eccitato\, attende il tanto atteso momento. Odette\, tuttavia\, gli dice che non potrà comparire tra gli umani fino a quando l’incantesimo non sarà svanito\, altrimenti incorrerebbe nella vendetta di Rothbart\, che\, con l’inganno\, infrangerebbe il piano a Sigfrido\, provocando la morte dei cigni. Nella bianca luce dell’alba\, i due giovani si separano a fatica. Dall’ombra\, Rothbart osserva la conversazione di Siegfried con Odette. Infuriato\, appare\, scacciando il principe e trasformando le ragazze in cigni. Ma Sigfrido parte determinato a rompere l’incantesimo di questo spirito delle tenebre per salvare la sua promessa sposa.\nAtto III\nGli ospiti arrivano nella grande sala del palazzo della Principessa\, al ballo dove verranno presentate le ragazze tra cui Sigfrido sceglierà la sua fidanzata. Le danze sono gioiosamente avviate (una tumultuosa danza spagnola\, poi un’allegra tarantella napoletana\, una mazurka polacca e\, infine\, un csardâs ungherese). Poi\, nell’elegante oscillazione di un valzer\, c’è la presentazione delle ragazze. Pensando ad Odette\, Siegfried le guarda indifferente e\, quando gli viene chiesto di scegliere\, non riesce a decidere. Improvvisamente appare un nuovo ospite\, un cupo cavaliere\, che accompagna una giovane donna vestita di nero. Questa\, sebbene abbia le fattezze di Odette\, non è altro che la sorella di Rothbart\, Odille. Il genio del male le ordina di conquistare Sigfrido\, facendogli rompere il suo giuramento. In un grande pos de deux\, Odille lo avvolge nel suo fascino\, convincendolo che è lei il bellissimo cigno di cui si è innamorato. Credendo in questa apparizione\, Siegfried presenta Odille a sua madre come sua fidanzata e futura sposa\, rompendo inconsapevolmente il suo giuramento. Rothbart\, in un impeto di malizia\, gli rivela la verità\, confessando che si tratta di sua sorella\, mostrandogli in lontananza l’immagine di Odette\, che ora dovrà morire. Pieno di dolore\, il giovane si rende conto di essere stato vittima di un inganno. Incurante della disperazione di chi lo circonda\, corre verso il lago dei cigni.\nAtto IV\nDall’oscurità che custodisce le rovine del castello\, Rothbart segue i cigni\, alla ricerca di Odette. Ma il bellissimo cigno non è tra loro\, cosa che fa infuriare Rothbart\, che li minaccia di morte. Più tardi arriva Odette\, dopo aver visto da lontano cosa è successo nel castello di Sigfrido. Racconta dolorosamente alle sue amiche del tradimento del voto d’amore. Le speranze sono state infrante per sempre. Correndo follemente nella foresta\, Siegfried arriva in riva al lago\, alla ricerca di Odette. Confessa con disperazione di essere stato ingannato\, che il suo amore è rimasto puro. Ma una volta infranto il giuramento\, nulla può essere corretto. Implacabili\, i cigni lo lasciano\, uno per uno. Tuttavia\, l’amore di Odette è più grande del fascino di Rothbart. Mossa dal tumulto di Sigfrido\, lei ritorna e lo perdona. Il genio del male appare dalle rovine\, cercando di separarli. Scatena una potente tempesta\, colpisce Sigfrido\, ma non riesce a separarli. Di fronte al loro forte amore\, l’incantesimo si rompe e il genio del male viene consumato dall’oscurità della notte. \nLocandina\n\nCorpo di Ballo del Teatro Nazionale dell’ Opera Rumena di Iasi
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