BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Teatro Donizetti - ECPv6.6.3//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-ORIGINAL-URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/
X-WR-CALDESC:Eventi per Teatro Donizetti
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20240331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20241027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20241108T180000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20241108T200000
DTSTAMP:20260404T174512
CREATED:20240617T125022Z
LAST-MODIFIED:20240709T092648Z
UID:10001950-1731088800-1731096000@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:La meraviglia del tempo inutile
DESCRIPTION:Laboratorio da 3 incontri\nDate: 18\, 25 ottobre 2024 e 8 novembre 2024\nOrario: Ore 18.00-20.00\nCosto: 45 Euro \nLaboratorio per corpi poetici\na cura di Silvia Briozzo\nEtà: adulti\n \nTre incontri per praticare Poesia nel corpo\, nello sguardo e poi\, nelle parole.\nPartire da ciò che c’è\, da ciò che si è\, dalle caratteristiche e potenzialità del proprio corpo e della propria voce\, dalle modalità di interazione con l’altro e le dinamiche della creatività individuale e corale.\nIn pratica: ogni incontro è diviso in tre parti: movimento\, lettura e scrittura. Alla fine dell’ultimo incontro ogni partecipante avrà creato una piccola performance personale\, che sarà il frutto del percorso artistico di tutto il laboratorio. Il lavoro è sia individuale sia corale.\nLa Poesia è un atteggiamento\, una pratica di relazione con il mondo che consente alle cose\, alle persone\, agli eventi\, di mostrarsi a noi\, come se nascessero ogni volta. La poesia dell’essere\, del suo accadere e manifestarsi in forme innumerevoli\, al di là del giudizio di ciò che è giusto o sbagliato\, di ciò che è bene o male.\nPer rendere tutto questo possibile\, è necessario abbandonarsi\, fidarsi\, a volte rinunciare alle proprie convinzioni ed al proprio personale e spesso ingombrante punto di vista\, lasciando che sia ciò che sta intorno a lavorare per noi e su di noi.
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/la-meraviglia-del-tempo-inutile/2024-11-08/
LOCATION:Donizetti Studio
CATEGORIES:Laboratori Donizetti Studio
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/03/tempo-inutile.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20241114T200000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20241114T200000
DTSTAMP:20260404T174512
CREATED:20240410T143654Z
LAST-MODIFIED:20240711T125912Z
UID:10001672-1731614400-1731614400@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:LU OpeRave
DESCRIPTION:Clubbing + Opera + Performance\nDirettore creativo Stefano Libertini Protopapa\nLibretto Maniaci d’Amore (Francesco d’Amore e Luciana Maniaci)\nMusiche H.E.R.\, ilromantico\nConsulente musicale Alberto Zanardi\nPrima esecuzione: Bergamo\, Balzer Globe\, 16 novembre 2023 \n\n\n\n\n\n\nIl festival si aprirà giovedì 14 novembre con la creazione LU OpeRave (in replica giovedì 21 e venerdì 29 novembre) in cui la musica di Donizetti incontra l’elettronica e le nuove tendenze. Il titolo richiama la più celebre delle opere di Donizetti\, Lucia di Lammermoor\, alla quale gli autori di questo progetto sperimentale si sono ispirati. Lo spettacolo\, che si svolgerà in un luogo cittadino non convenzionale\, con spazio alla convivialità e il pubblico parte integrante dell’azione. LU OpeRave è uno sviluppo di Mixopera vol. 1 e vol . 2\, gli EP di elettronica ispirati alla musica di Donizetti con la partecipazione di alcuni musicisti raccolti intorno all’etichetta Fluidostudio e pubblicati su tutte le piattaforme di streaming (Spotify\, iTunes\, Amazon Music\, YouTube Music). Fra gli artisti coinvolti in questa creazione ci sono alcuni degli interpreti presenti negli EP come Protopapa\, ilromantico\, H.E.R. Il libretto è dei Maniaci d’amore. La regia e la coreografia sono di Mattia Agatiello che porta in scena la sua Fattoria Vittadini. \n\n\n\n\n\n\n\nINTRODUZIONE \nGaetano Donizetti\, a Parigi\, trova un favore del pubblico incredibile. Parigi è una città che gli dà molte cose\, gli fa capire che la musica da ballo è la fonte di un piacere mai vissuto prima dal grande pubblico dei teatri.\nIntuisce\, perciò\, che immettere quelle pulsazioni e quella febbre sonora ad accompagnamento del canto\, può creare una ricetta davvero esplosiva.\nCome accade nella nostra tradizione gastronomica\, ci sono ricette antiche che resistono in maniera inossidabile al tempo.\nCrediamo sia giunto il momento di tradurre in pratica questa ricetta donizettiana: come sempre raccontare una storia rendendola teatrale\, dare alle parole la potenza del canto e accompagnare questo canto con la musica da ballo.\nI luoghi di ritrovo della gioventù mondiale sono i club\, dove vibra la forma di musica popolare contemporanea: l’elettronica.\nOpera ed elettronica. Questo diventa il nostro pallino e la Lucia di Lammermoor\, la grande immortale saga che racconta la tragicità della condizione giovanile\, ci sembra l’epica ideale da far incontrare ai dj di oggi. \n\n\nLocandina\n\nRegia e coreografia Mattia Agatiello\nScene e costumi Andrea Cammarosano e Leonardo Persico \nLU David Blank\nCoscienza di LU M¥SS KETA (voce narrante)\nLucia Laura Ulloa\nDonna H.E.R. (violino)\nDj ilromantico\nDanzatori Fattoria Vittadini \nCreazione della Fondazione Teatro Donizetti\nin collaborazione con Fattoria Vittadini\nispirata all’opera Lucia di Lammermoor
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/lu-operave-2/2024-11-14/
CATEGORIES:Donizetti Opera
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/04/DO24_-web7-1.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20241115T200000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20241115T200000
DTSTAMP:20260404T174512
CREATED:20240507T160534Z
LAST-MODIFIED:20240507T165505Z
UID:10001708-1731700800-1731700800@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Roberto Devereux
DESCRIPTION:Tragedia lirica in tre atti di Salvadore Cammarano\nMusica di Gaetano Donizetti\nPrima esecuzione: Napoli\, Real Teatro di San Carlo\, 28 ottobre 1837\nEdizione critica a cura di Julia Lockhart © Casa Ricordi\, Milano con la collaborazione e il contributo del Comune di Bergamo e della Fondazione Teatro Donizetti \nINTRODUZIONE \nL’opera è titolata al maschile\, ma la vera protagonista è Elisabetta. Siamo nel 1837\, al Real Teatro di San Carlo di Napoli\, e Gaetano Donizetti regala una parte eccezionale a una delle sue interpreti più amate e geniali\, il soprano Giuseppina Ronzi de Begnis\, la sua “musa nera”\, specialista in personaggi femminili tormentati\, violenti\, deliranti. Due anni dopo Lucia di Lammermoor\, Salvadore Cammarano stimola nuovamente il genio donizettiano con un libretto sintetico\, compatto ed efficacissimo\, in linea con quanto proclamato dal compositore in una lettera famosa: «Voglio amore\, che senza questo i soggetti sono freddi\, e amor violento». L’opera si conclude con una sconvolgente scena di delirio allucinatorio che dà un nuovo significato drammatico all’abituale rondò finale della primadonna. In più\, all’eccellente ispirazione donizettiana contribuisce anche l’ambientazione britannica\, fra quei «Tudori» che già lo avevano appassionato in altre tre opere\, Elisabetta al castello di Kenilworth\, Anna Bolena e Maria Stuarda\, e che viene ribadita anche nella brillante sinfonia che cita esplicitamente l’inno inglese God save the King.\nRoberto Devereux è fra i titoli più significativi nella produzione del Donizetti maturo e una delle riscoperte di maggior successo della Donizetti-renaissance del secolo scorso. Al Festival\, è affidata dal direttore musicale del Donizetti Opera\, Riccardo Frizza\, e messa in scena da un grande regista shakespeariano (il “vero” Shakespeare fu coinvolto nella congiura del conte di Essex)\, Stephen Langridge\, direttore artistico del Festival di Glyndebourne. Sul palcoscenico\, quattro star del belcanto internazionale come John Osborn\, Raffaella Lupinacci\, Simone Piazzola e\, nella parte incandescente di Elisabetta\, il soprano italoaustraliano Jessica Pratt. \nTRAMA \n\n\n\n\nLondra\, «nel cadere del secolo XVI». Elisabetta I si sente trascurata da Roberto Devereux\, conte di Essex\, di cui è perdutamente innamorata. Due consiglieri della regina\, Lord Cecil e Raleigh\, nemici di Essex\, le chiedono che questi sia accusato di tradimento per il suo clemente comportamento nella guerra contro la Spagna. Elisabetta riceve Roberto\, che si mostra freddo e riservato. Anche il duca di Nottingham è turbato dalla tristezza della moglie Sara che\, non visto\, ha scorto ricamare una sciarpa azzurra: si confida quindi con Essex\, ignorando che l’amico è a sua volta innamorato di Sara. In un appuntamento notturno con la donna\, Essex la rimprovera di aver sposato Nottingham; Sara gli rinfaccia invece di portare al dito un anello donatogli dalla regina\, come pegno di grazia in caso di condanna. Come dono d’addio\, Essex consegna a Sara l’anello di Elisabetta e Sara gli porge la sciarpa.\nNel frattempo\, il parlamento ha condannato Essex\, nonostante l’appassionata difesa di Nottingham\, cui tocca darne notizia alla regina. Nottingham chiede la grazia per l’amico; Elisabetta gli mostra allora la sciarpa trovata nel palazzo di Essex durante la perquisizione. Scoperta la verità\, Nottingham chiede di potersi battere in duello con l’ex amico\, che viene invece imprigionato nella Torre di Londra.\nNel palazzo di Nottingham\, Sara riceve una lettera di Essex che la informa di essere stato condannato a morte e che Elisabetta potrà graziarlo solo se le sarà portato l’anello. Ma Nottingham obbliga Sara a mostrargli la lettera e\, sentendosi doppiamente tradito\, dalla moglie e dall’amico\, ordina che la donna sia confinata in casa. Mentre nella sua cella Essex attende la grazia\, nel palazzo di Westminster Elisabetta è preda di dubbi e rimorsi: non vuole che Essex muoia\, anche se amasse un’altra donna. Finalmente arriva Sara con l’anello\, ma è troppo tardi: il cannone tuona per informare che la sentenza è stata eseguita. Furiosa\, Elisabetta maledice Sara\, quando arriva Nottingham a informarla di aver deliberatamente ritardato la consegna dell’anello. Elisabetta promette a entrambi il supplizio; poi\, nel delirio\, crede di vedere lo spettro di Essex\, annuncia la sua prossima morte e la sua abdicazione e\, crollando esanime con l’anello alle labbra\, dichiara Giacomo Stuart nuovo re d’Inghilterra. \n\n\n\n\nLocandina\n\nDirettore Riccardo Frizza\nRegia Stephen Langridge\nScene e costumi Katie Davenport \nElisabetta Jessica Pratt\nLord duca di Nottingham Simone Piazzola\nSara Raffaella Lupinacci\nRoberto Devereux John Osborn\nLord Cecil David Astorga\ne con gli Allievi della Bottega Donizetti \nOrchestra Donizetti Opera\nCoro dell’Accademia Teatro alla Scala\nMaestro del Coro Salvo Sgrò \nNuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti in coproduzione con il Teatro Sociale di Rovigo
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/roberto-devereux/2024-11-15/
LOCATION:Teatro Donizetti
CATEGORIES:Donizetti Opera
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/04/DO24_-web8.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20241116T200000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20241116T200000
DTSTAMP:20260404T174512
CREATED:20240410T142731Z
LAST-MODIFIED:20240509T092734Z
UID:10001669-1731787200-1731787200@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Zoraida di Granata
DESCRIPTION:Melodramma eroico di Bartolomeo Merelli e Jacopo Ferretti (versione rinnovata)\nMusica di Gaetano Donizetti\nPrima rappresentazione: Teatro Argentina\, Roma\, 7 gennaio 1824 (versione rinnovata)\nEdizione critica a cura di Edoardo Cavalli © Fondazione Teatro Donizetti\nProgetto #Donizetti200 \n\n\n\nINTRODUZIONE \nIl titolo scelto per il progetto #donizetti200\, che consiste nel mettere in scena in ogni edizione del Festival un’opera scritta da Donizetti esattamente due secoli prima\, è Zoraida di Granata nella seconda versione\, quella appunto del 1824. In realtà\, l’opera aveva debuttato due anni prima\, il 28 gennaio 1822\, al Teatro Argentina di Roma\, e fu il primo grande successo della carriera di Donizetti\, benché all’ultimo momento Gaetano avesse dovuto riscrivere per un mezzosoprano en travesti la parte del protagonista maschile\, Abenamet\, inizialmente composta per un tenore\, fulminato da un aneurisma sul palcoscenico pochi giorni prima\, mentre cantava un’opera di Pacini. Due anni dopo\, l’impresario Paterni chiese a Donizetti di rivedere la partitura\, ampliando la parte di Abenamet a beneficio del grande contralto Rosmunda Pisaroni. In questa nuova versione\, l’opera fu presentata\, sempre all’Argentina\, il 7 gennaio 1824\, senza ottenere lo stesso trionfo di due anni prima: ma più per l’inesausta sete di novità del pubblico dell’epoca che per un’effettiva debolezza dell’opera\, fra le più interessanti della prima stagione creativa di Donizetti.\nAl Donizetti Opera\, Zoraida di Granata viene presentata in un nuovo allestimento con la regia di Bruno Ravella\, in coproduzione con il prestigioso festival irlandese di Wexford\, dove però è stata eseguita nella versione del 1822. Sul podio Alberto Zanardi\, giovane bacchetta impegnato da anni “dietro le quinte” del festival. Nella parte dei due amanti\, due cantanti in continua crescita di successo e notorietà\, il soprano Zuzana Marková (Zoraida) e il mezzosoprano Cecilia Molinari (Abenamet)\, mentre il tenore Konu Kim (già nell’Ange de Nisida) sarà il perfido Almuzir. Accanto a loro\, nelle parti di fianco\, i giovani talenti della Bottega Donizetti. \nTRAMA \n\n\n\n\nIl libretto di Bartolomeo Merelli\, rimaneggiato da Jacopo Ferretti (già librettista di celebri opere rossiniane) è tratto dal romanzo Golzalve de Cordoue\, ou Grenade reconquise di Jean-Pierre Claris de Florian e dal libretto che Luigi Romanelli ne trasse per l’opera Abenamet e Zoraide di Giuseppe Nicolini.\nLa vicenda si svolge nel regno moresco di Granada\, in Andalusia. Almuzir ha ucciso il re della città usurpandone il trono e vorrebbe sposarne la figlia\, Zoraida\, che però ama riamata Abenamet\, capo del clan aristocratico arabo degli Abencerragi. Almuzir tende quindi una trappola al rivale. Dichiarata la guerra agli spagnoli\, affida il comando del suo esercito ad Abenamet\, ordinandogli di tornare con la bandiera. Ma\, con l’inganno\, Almuzir fa sì che la bandiera cada nelle mani dei nemici. Quando Abenamet\, benché vincitore degli spagnoli\, rientra a Granada senza la bandiera del regno\, Almuzir lo accusa di tradimento e lo fa condannare a morte. A questo punto\, Zoraida si rassegna ad acconsentire alle nozze con Almuzir\, ottenendo in cambio la vita di Abenamet. Una volta libero\, quest’ultimo\, intuendo quale sia stato il prezzo della sua grazia\, rinfaccia a Zoraida la sua infedeltà. Ma il capo delle guardie di Almuzir\, Alì Zegri\, sorprende il colloquio fra i due amanti: Abenamet riesce a fuggire\, Zoraida viene catturata\, condotta al cospetto di Almuzir\, accusata di tradimento e condannata a essere arsa sul rogo\, a meno che non si presenti un guerriero disposto a sostenere l’innocenza della donna in un duello. Un cavaliere sconosciuto si presenta sul luogo del combattimento\, sfida Alì Zegri\, lo sconfigge\, lo costringe a confessare le perfide trame di Almuzir e infine si svela: si tratta\, naturalmente\, di Abenamet in incognito. Nell’udire la verità\, il popolo inferocito vorrebbe fare giustizia sommaria del re\, ma Abenamet lo difende salvandogli così la vita. Colpito da tanta nobiltà d’animo\, Almuzir si pente delle sue odiose macchinazioni e rinuncia alla mano di Zoraida a favore del rivale. La coppia degli amanti è ricongiunta e l’opera si conclude con il loro matrimonio e il rondò di giubilo di Abenamet. \n\n\nLocandina\n\nDirettore Alberto Zanardi\nRegia Bruno Ravella\nScene e costumi Gary McCann\nLighting design Daniele Naldi \nAlmuzir Konu Kim\nZoraida Zuzana Marková\nAbenamet Cecilia Molinari\ne con gli Allievi della Bottega Donizetti \nOrchestra Gli Originali\nCoro dell’Accademia Teatro alla Scala\nMaestro del Coro Salvo Sgrò \nNuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti\nin coproduzione con il Wexford Festival Opera
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/zoraida-di-granata/2024-11-16/
LOCATION:Teatro Sociale
CATEGORIES:Donizetti Opera
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/04/DO24_-web9.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20241117T153000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20241117T153000
DTSTAMP:20260404T174512
CREATED:20240410T141752Z
LAST-MODIFIED:20240509T103831Z
UID:10001666-1731857400-1731857400@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Don Pasquale
DESCRIPTION:Dramma buffo in tre atti di Giovanni Ruffini\nMusica di Gaetano Donizetti\nPrima rappresentazione: Parigi\, Théâtre-Italien\, 3 gennaio 1843\nEdizione critica a cura di Roger Parker e Gabriele Dotto © Casa Ricordi\, Milano\ncon la collaborazione e il contributo del Comune di Bergamo e della Fondazione Teatro Donizetti \nINTRODUZIONE \nNel 1843\, Gaetano Donizetti è uno dei più celebri operisti europei e si divide fra l’Italia\, Vienna e Parigi. È qui che\, il 3 gennaio\, fa rappresentare Don Pasquale al Théâtre-Italien\, avamposto parigino dell’opera italiana dotato di un’eccezionale compagnia di canto. Donizetti ricicla un vecchio libretto scritto da Angelo Anelli per Stefano Pavesi\, Ser Marcantonio\, e lo fa rinfrescare da un esule mazziniano\, Giovanni Ruffini\, ma imponendogli tante e tali modifiche da esserne\, in pratica\, coautore. Il libretto verrà poi pubblicato anonimo con la sigla “M. A.”\, che sta per il prestanome Michele Accursi\, factotum parigino di Donizetti. L’opera ebbe subito un immediato successo ed è uno dei non molti titoli donizettiani a non essere mai uscito dal repertorio\, sebbene in edizioni spesso pesantemente manomesse e scorrette. Al Donizetti Opera verrà presentata\, per la prima volta\, la nuova edizione critica a cura di Roger Parker e Gabriele Dotto.\nIn Don Pasquale\, Donizetti rielabora la più scontata e banale delle vicende comiche\, già portata sulla scena infinite volte. Tutti i personaggi sono classici: il buffo gabbato\, la primadonna viperina\, il tenore sospiroso\, il baritono maneggione. Però Don Pasquale non è soltanto l’ultimo capolavoro della grande tradizione buffa italiana\, ma anche il primo dei tempi nuovi. Intessuta di valzer e galop – le musiche del suo tempo – la commedia borghese guarda ironicamente al passato ma è permeata di lirismo romantico: il momento in cui Norina schiaffeggia Pasquale è quasi tragico\, e tutta l’opera vive di un meraviglioso equilibrio fra risate e lacrime. Il Festival la propone in un allestimento dell’Opéra di Dijon\, firmato dalla celebre regista tedesca Amélie Niermeyer\, diretta da Iván López Reynoso e con due protagonisti della scena operistica internazionale come Roberto de Candia e Javier Camarena\, affiancati dai giovani talenti della Bottega Donizetti. \nTRAMA \n\n\n\n\nA Roma\, il vecchio e ricco Don Pasquale da Corneto ha deciso di diseredare il nipote Ernesto\, colpevole di aver rifiutato la mano di una ricca zitella perché innamorato di Norina\, giovane vedova bella e spiritosa ma povera. Nonostante l’età\, per avere una discendenza Don Pasquale decide quindi di sposarsi e incarica il Dottor Malatesta di trovargli moglie. Malatesta\, che in realtà è amicissimo di Ernesto\, gli decanta le virtù della “sorella” Sofronia\, non solo bella ma anche modello di virtù domestiche e modestia femminile. Don Pasquale caccia di casa Ernesto senza tanti complimenti\, mentre Malatesta raggiunge Norina per istruirla nella parte di Sofronia\, di cui la ragazza si impadronisce perfettamente.\nSiamo al momento della presentazione dei due futuri coniugi. Sofronia si presenta velata\, tutta timidezza e rossori; Don Pasquale ne è conquistato\, tanto che decide di stendere subito il contratto di matrimonio con la complicità di un cugino di Malatesta che si finge notaio. Proprio in quel momento arriva Ernesto\, che non sa nulla dell’inganno\, ma Malatesta riesce a farglielo capire al volo. Le nozze sono concluse: diventata “moglie” di Don Pasquale\, Norina-Sofronia cambia completamente e inizia a mettere a soqquadro la casa e a spendere e spandere\, fra la sorpresa (finta) di Malatesta ed Ernesto e la costernazione (vera) di Don Pasquale.\nMentre la servitù commenta pettegola lo sconvolgimento delle abitudini domestiche\, Norina-Sofronia fa per uscire e andare a teatro a divertirsi. Don Pasquale cerca di fermarla\, ma la sposina lo prende a schiaffi\, gli ordina di andare a letto ed esce lo stesso\, lasciando come per caso un bigliettino in cui si parla di un incontro notturno in giardino. Per Don Pasquale\, è la goccia che fa traboccare il vaso. Convoca Malatesta e i due decidono di cogliere sul fatto gli amanti. Preceduto da una serenata\, Ernesto arriva e amoreggia con Norina. Don Pasquale e Malatesta li sorprendono; Ernesto riesce a dileguarsi senza essere riconosciuto; Don Pasquale\, stanco della vita coniugale\, annuncia alla sedicente Sofronia che richiamerà Ernesto e gli consentirà di sposare chi vuole. Non resta che svelare l’inganno: il vecchio è talmente felice di non essere sposato davvero che benedice le nozze di Ernesto con Norina. E impara la lezione. \n\n\nLocandina\n\nDirettore Iván López Reynoso\nRegia Amélie Niermeyer\nScene e costumi Maria-Alice Bahra\nCoreografie Dustin Klein \nDon Pasquale Roberto de Candia\nErnesto Javier Camarena\ne con gli Allievi della Bottega Donizetti \nOrchestra Donizetti Opera\nCoro dell’Accademia Teatro alla Scala\nMaestro del Coro Salvo Sgrò \nNuova produzione della Fondazione Teatro Donizetti\nAllestimento dell’Opéra de Dijon
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/don-pasquale/2024-11-17/
LOCATION:Teatro Donizetti
CATEGORIES:Donizetti Opera
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/04/DO24_-web10.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20241205T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20241205T203000
DTSTAMP:20260404T174512
CREATED:20240530T103028Z
LAST-MODIFIED:20240522T091727Z
UID:10001880-1733430600-1733430600@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:The Five Elements
DESCRIPTION:Terra Aria Acqua Fuoco Etere\nAlessandro Quarta porta la sua musica nei cinque elementi\, li trasforma e li fa suoi\, porta la quintessenza della natura in concerto\, nella meraviglia dell’unione tra musica e natura\, così che anche l’arte possa prendersi cura del nostro mondo. \nLocandina\n\nAlessandro Quarta violino\nGiuseppe Magagnino pianoforte\ne con Ensemble dell’Orchestra Filarmonica Italiana \n\nDurata in via di definizione
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/the-five-elements/
LOCATION:Teatro Sociale
CATEGORIES:La Stagione dei Teatri,Opera&Concerti
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/05/AC2B9388-®Rossetti_FondazioneTeatroDonizetti.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20241207T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20241207T203000
DTSTAMP:20260404T174512
CREATED:20240517T103022Z
LAST-MODIFIED:20240517T114238Z
UID:10001711-1733603400-1733603400@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:I ragazzi irresistibili
DESCRIPTION:I due protagonisti della commedia di Neil Simon\, giustamente giudicato uno dei maggiori scrittori americani degli ultimi cinquant’anni\, sono due anziani attori di varietà che hanno lavorato in coppia per tutta la loro vita dando vita ad un duo diventato famoso come “I ragazzi irresistibili” e che\, dopo essersi separati per insanabili incomprensioni\, sono chiamati a riunirsi\, undici anni dopo\, in occasione di una trasmissione televisiva che li vuole insieme\, per una sola sera\, per celebrare la storia del glorioso varietà americano. In scena vediamo i due vecchi attori che\, con le loro diverse personalità\, cercano di ricucire quello strappo che li ha separati per tanti anni nel tentativo di ridare vita ad un numero comico che li ha resi famosi. Le incomprensioni antiche si ripresentano più radicate e questa difficile alchimia è il pretesto per un gioco di geniale comicità e di profonda melanconia. Certi scambi di battute e situazioni esilaranti sono fonte non solo di comicità ma anche di uno sguardo di profonda tenerezza per quel mondo del teatro che\, quando vede i suoi protagonisti avviati sul viale del declino\, mostra tutta la sua umana fragilità. Umberto Orsini e Franco Branciaroli si ritrovano insieme per ridare vita a questo testo\, che in questi anni è diventato un classico\, nel tentativo di cogliere tutto quello che lo rende più vicino al teatro di un Beckett (Finale di Partita) o addirittura a un Cechov (Il Canto del Cigno) piuttosto che a un lavoro di puro intrattenimento. In questo omaggio al mondo degli attori\, alle loro piccole e deliziose manie e tragiche miserie\, li affianca la regia di Massimo Popolizio che ritrova nei due protagonisti quei compagni di strada coi quali ha condiviso tante esperienze tra le più intense e significative del teatro di questi anni. \nIspirata alla vita di una famosa coppia di artisti del vaudeville\, Joe Smith e Charles Dale\, The Sunshine Boys di Neil Simon debuttò a Broadway nel 1972 con la regia di Alan Arkin. Numerosi e di grande successo nei decenni successivi gli allestimenti teatrali in tutto il mondo e\, con la sceneggiatura dell’autore\, pluripremiata la versione cinematografica del 1975 diretta da Herbert Ross\, protagonisti Walter Matthau e George Burns. Del 1995 è la trasposizione per il piccolo schermo statunitense affidata a due stelle di prima grandezza: Woody Allen e Peter Falk. \nLocandina\n\ndi Neil Simon\ntraduzione Masolino D’Amico \nregia Massimo Popolizio \ncon Umberto Orsini\, Franco Branciaroli\, Flavio Francucci\, Chiara Stoppa\, Eros Pascale\, Emanuela Saccardi \nscene Maurizio Balò\ncostumi Gianluca Sbicca\nluci Carlo Pediani\nsuono Alessandro Saviozzi \nproduzione Teatro de Gli Incamminati\, Compagnia Orsini\, Teatro Biondo Palermo\nin collaborazione con CTB Centro Teatrale Bresciano\ne con AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali e Comune di Fabriano \nDurata 2 ore compreso intervallo
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/i-ragazzi-irresistibili/2024-12-07/
LOCATION:Teatro Donizetti
CATEGORIES:La Stagione dei Teatri,Prosa
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/05/UMBERTO-ORSINI-FRANCO-BRANCIAROLI-I-RAGAZZI-IRRESISTIBILI-di-N.Simon-DSC_0458.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20241212T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20241212T203000
DTSTAMP:20260404T174512
CREATED:20240530T103005Z
LAST-MODIFIED:20240522T095553Z
UID:10001881-1734035400-1734035400@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Sinfonia N. 9 in Re Minore OP. 125
DESCRIPTION:Il concerto di chiusura della prima Stagione Musicale promossa dalla Fondazione Polli Stoppani – Biblioteca de Sabata Ceccato è affidato al prestigioso duo pianistico Michele Campanella e Monica Leone\, che eseguiranno il capolavoro della Nona Sinfonia di Beethoven nella geniale trascrizione di Franz Liszt.\nNel corso del 2024 una rassegna di 9 concerti\, di cui il concerto del 12 dicembre segna l’ultimo appuntamento\, hanno ripercorso il ciclo delle nove sinfonie di Beethoven nelle trascrizioni per pianoforte di Franz Liszt. Il programma ha previsto un calendario di appuntamenti\, a cadenza mensile\, durante i quali i partecipanti hanno potuto assistere\, di volta in volta\, a un concerto dal vivo e alla proiezione di un filmato storico delle sinfonie eseguite durante il Festival Musicale Bergamo Brescia al Teatro Donizetti nel 1989 dall’Orchestra Filarmonica di Bergen\, diretta da Aldo Ceccato. \n“Con la guida e l’aiuto del maestro Aldo Ceccato e del maestro Michele Campanella – afferma Giovanni Gavazzeni\, Direttore Artistico della rassegna – un valoroso manipolo di pianisti italiani ci ha condotto a conoscere una per una le ‘trascrizioni’ di Liszt\, considerate a giusto titolo le più grandi nel loro genere della storia della musica.” \nIl duo pianistico formato da Monica Leone e Michele Campanella non ha una data di nascita ufficiale\, ma è il naturale sviluppo della consuetudine a suonare insieme tra insegnante e studente prima\, tra partners nella musica e nella vita poi. È frutto di una mentalità e di un approccio al pianoforte condivisi dalle origini\, essendo entrambi cresciuti\, in diversi momenti\, nella scuola di Vincenzo Vitale.\nIl repertorio in continua espansione comprende musiche a quattro mani e a due pianoforti e spazia da Bach a Bartok. Tra i brani più eseguiti\, oltre a una ampia antologia di musica a quattro mani di Schubert\, la Fantasia Contrappuntistica di Ferruccio Busoni\, la Nona Sinfonia di Beethoven/Liszt\, il Concerto per due pianoforti di Stravinsky\, la Sinfonia Dante di Liszt\, la Sonata di Poulenc.\nLe presenze da ricordare sono numerose e significative. Dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma  all’Opera House di Sydney\, dal Coliseum di Buenos Aires  a Pechino\, Shanghai e Canton\, dalla Settimana Musicale Senese  alla Sagra Umbra a Perugia\, dal Teatro San Carlo di Napoli all’Orchestra della Toscana a Firenze\, all’Orchestra da Camera di Padova e del Veneto\, all’Orchestra dei Pomeriggi Musicali a Milano\, all’Istituzione Universitaria dei Concerti a Roma\, al Teatro Massimo di Palermo\, al Rossini Opera Festival\, dal Maggio Musicale Fiorentino al Cantiere internazionale d’Arte di Montepulciano\, ad Auckland in Nuova Zelanda\,  a Melbourne e Brisbane in Australia. \n  \nLocandina\n\nnella trascrizione per due pianoforti di Franz Liszt\ncon\nMonica Leone pianoforte\nMichele Campanella pianoforte \nIn collaborazione con Fondazione Polli Stoppani \n\nDurata in via di definizione
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/sinfonia-n-9-in-re-minore-op-125/
LOCATION:Teatro Sociale
CATEGORIES:La Stagione dei Teatri,Opera&Concerti
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/05/MCampanella36.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20241218T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20241218T210000
DTSTAMP:20260404T174512
CREATED:20240111T142137Z
LAST-MODIFIED:20240405T131859Z
UID:10001492-1734555600-1734555600@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:NOMADI Sessanta - Live Tour 2024
DESCRIPTION:NEL 2023 I NOMADI FESTEGGIANO I 60 ANNI DI MUSICA \n  \nI Nomadi\, festeggiano i 60 anni di musica\, concerto organizzato da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci. È la band più longeva in Italia e prima di loro\, al mondo\, solo i Rolling Stones. Sono i primi anni 60 quando tra Modena e Reggio Emilia Beppe Carletti e Augusto Daolio decidono di formare una loro band. L’esordio avviene nel 1963. Il nome NOMADI fu scelto un po’ per caso ma ne ha caratterizzato lo spirito: le tappe dei loro interminabili Tour toccano dai piccoli paesi ai grandi palchi delle maggiori città italiane senza distinzione. Ad oggi il gruppo emiliano discograficamente conta 52 lavori\, fra dischi in studio\, live e raccolte per un totale oltre 15.000.000 di copie vendute. Sono oltre cento i fan club sparsi in tutta Italia e ancor più Cover Band riconosciute. Il loro è un pubblico transgenerazionale. Da sempre la musica è stata coniugata all’impegno umanitario ed ha visto i Nomadi promotori di tantissime iniziative di solidarietà in Italia e nel mondo. 
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/nomadi-sessanta-live-tour-2024/2024-12-18/
LOCATION:Teatro Donizetti
CATEGORIES:Eventi Ospiti
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/01/NOMADI.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20241219T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20241219T203000
DTSTAMP:20260404T174513
CREATED:20240517T103022Z
LAST-MODIFIED:20240708T123700Z
UID:10001829-1734640200-1734640200@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Re Lear è morto a Mosca
DESCRIPTION:1948\n13 gennaio\, Minsk. Un furgone investe e uccide Solomon Michoels: di lui restano un orologio da polso fermo alle 10 di sera\, due figlie e una moglie.\nNotte tra il 23 e 24 dicembre\, Mosca. Venjamin Zuskin viene rapito nel sonno\, interrogato\, torturato e quattro anni dopo fucilato. Il grande Teatro Ebraico di Mosca\, il Goset\, perde Lear e il suo Matto. Il primo e unico Re Lear in yiddish non andrà mai più in scena. Il mandante di questi omicidi è Iosif Stalin. \nSolomon Michoels e Venjamin Zuskin:\ndue attori ebrei\, due amici\, condannati per aver volato troppo in alto. Colpevoli di aver immaginato un teatro d’arte fatto di canti\, danze\, poesie e colori in lingua yiddish nell’Unione Sovietica di Stalin.\nUn viaggio in Russia per raccontare una storia vera ormai dimenticata\, attraverso i dipinti di Chagall e i personaggi del Re Lear.\nUno spettacolo di memorie da riscoprire\, custodite al di là del palcoscenico. \n“Spegnete i lumi e soffiate il dolore; si chiude il sipario” \nLocandina\n\ndrammaturgia César Brie e Leonardo Ceccanti\,\ncon la collaborazione di tutto l’ensemble \nregia César Brie \nattori creatori Altea Bonatesta\, César Brie\, Leonardo Ceccanti\, Eugeniu Cornitel\, Davide De Togni\, Anna Vittoria Ferri\, Tommaso Pioli\, Annalesi Secco e Alessandro Treccani \nlavoro corporale Vera Dalla Pasqua\nscenografia l’ensemble\ncostumi Matteo Corsi\nluci César Brie e l’ensemble\nmusica Pablo Brie e musiche tradizionali Yiddish\nconsulenza storica Antonio Attisani \nuna coproduzione Isola del Teatro e Campo Teatrale \nVincitore Premio “Theatrical Mass 2023” \nDurata 2 ore compreso intervallo
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/re-lear-e-morto-a-mosca/
LOCATION:Teatro Sociale
CATEGORIES:Altri Percorsi,La Stagione dei Teatri
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/05/foto-Paolo-Porto-DSCF4407.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20241221T153000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20241221T153000
DTSTAMP:20260404T174513
CREATED:20240530T103027Z
LAST-MODIFIED:20240522T100825Z
UID:10001882-1734795000-1734795000@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Concerto di Natale
DESCRIPTION:Il tradizionale concerto di Natale al Teatro Sociale da parte de “I Piccoli Musici”\, quest’anno avrà come titolo “Il Suono della Voce”. Infatti protagonista sarà la voce del coro e diversi solisti.\nDiverso dagli anni precedenti sarà il programma: una selezione di brani diversi e di piacevole ascolto tratti dal loro ampio e consolidato repertorio.\nNella prima parte verranno proposte delle Folk Song di diverse nazioni\, brani da Musical di Leonard Bernstein e Richard Rodgers\, Canti d’Opera ricordando il centenario della morte di Giacomo Puccini. Nella seconda parte ampio spazio alle più belle melodie di Natale\, che ci accompagnano verso la sua dolce e magica atmosfera.\nDiversi stili\, ma proposti con un’unica caratteristica: espressività e suono\, che contraddistinguono il coro “I Piccoli Musici” da sempre. \nLocandina\n\ndirettore Mario Mora\ncon I Piccoli Musici \n\nDurata in via di definizione
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/concerto-di-natale-3/
LOCATION:Teatro Sociale
CATEGORIES:La Stagione dei Teatri,Opera&Concerti
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/05/E43B9182┬®Rossetti_FondazioneTeatroDonizetti.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20241221T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20241221T210000
DTSTAMP:20260404T174513
CREATED:20240709T142942Z
LAST-MODIFIED:20240709T143100Z
UID:10001951-1734814800-1734814800@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Barbascura X _ Sono qui per Caos
DESCRIPTION:Racconto scientifico sull’assoluta casualità dell’esistenza\nLocandina\n\ndi e con Barbascura X
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/barbascura-x-_-sono-qui-per-caos/
LOCATION:Teatro Donizetti
CATEGORIES:Eventi Ospiti
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/07/Barbascura-X-1200x600-1.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20241222T110000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20241222T110000
DTSTAMP:20260404T174513
CREATED:20240305T161218Z
LAST-MODIFIED:20240307T105630Z
UID:10001619-1734865200-1734865200@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Haendel: Watermusic
DESCRIPTION:La Watermusic di Händel è probabilmente insieme ai concerti brandeburghesi di Johann Sebastian Bach l’opera strumentale più celebre del barocco tedesco. \nComposta per celebrare Re Giorgio I e per essere eseguiti su delle chiatte lungo il Tamigi (da cui il titolo)\, questa musica gloriosa vede una nutrita orchestra con trombe\, corni\, oboi\, timpani\, flauti e archi. \nLa Watermusic si compone di 3 suites per orchestra\, in cui le sezioni sono alternate tra di loro passando dalle melodie più dolci e tenere ai più sfrenati movimenti di danza. La meticolosa scrittura tedesca si fonde con il gusto per la danza francese e crea delle composizioni di livello sopraffino. \nLocandina\nGeorg Friedrich Händel (1685-1759)\nWatermusic HWV348-349-350 \n.\n.\n. \nEnsemble Locatelli \nThomas Chigioni direzione
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/haendel-watermusic/
LOCATION:Teatro Sociale
CATEGORIES:Stagione Ensemble Locatelli
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/03/fotogambarini-01576-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20241226T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20241226T170000
DTSTAMP:20260404T174513
CREATED:20240315T140857Z
LAST-MODIFIED:20240408T134509Z
UID:10001652-1735232400-1735232400@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Il lago dei cigni
DESCRIPTION:Uno degli immortali capolavori della storia del balletto del XIX secolo firmato Marius Petipa. Rappresentato nel 1877 per la prima volta al Teatro Bol’šoj di Mosca\, nonostante le musiche di Caikovskij\, nell’immediato non ebbe il successo che fu poi raggiunto nel 1894\, anno in cui venne messo in scena al Teatro Marijinskij di San Pietroburgo.\nIl Lago dei Cigni racconta l’incantevole storia d’amore fra il giovane principe Siegfried e Odette\, una creatura ultraterrena trasformata in cigno dal perfido mago Rothbart per aver rifiutato il suo amore.\nA far rivivere l’emozione di questo classico dalle atmosfere ovattate il Balletto dell’ Opera di Iasi\, una delle più acclamate Compagnie di danza classica che da più di ventiquattro anni compie tournée in tutta Europa. Disegni di luci e scenografie suggestive immergeranno il pubblico in sala nella candida atmosfera del lago dei cigni più famoso del mondo. \nTRAMA \nAtto I\nNel giardino del castello di una principessa si tiene una festa in onore del figlio Sigfrido\, che festeggia il raggiungimento della maggiore età. Lui trascorre il tempo circondato da amici. Nel bel mezzo della festa\, appare la Regina madre\, che annuncia al figlio che è giunto il momento di sposarsi. A tale scopo sarà organizzato un grande ballo per la sera successiva\, durante il quale gli verranno presentate diverse ragazze per scegliere la futura sposa. La festa continua dopo l’uscita della principessa\, con balli d’insieme\, con le battute e gli espedienti del giullare\, seguiti con indulgenza dall’insegnante di ballo del principe. Poi\, più tardi\, gli ospiti entrano nel castello. Sigfrido rimane dietro di loro\, vuole stare solo con i suoi pensieri. Mentre il maestro di ballo e il giullare lo seguono\, il principe si dirige pensieroso verso la riva del lago nel parco del castello\, dove si possono intravedere le misteriose rovine di un antico palazzo. I suoi pensieri sono interrotti dall’apparizione di uno stormo di cigni\, che vola oltre\, fermandosi sull’altra sponda\, vicino alle rovine. Desideroso di dar loro la caccia\, il principe prende la sua balestra e corre da solo nella foresta. In questo finale\, il meraviglioso tema dei cigni risuona in tutta la sua portata romantica\, come un leitmotiv.\nAtto II\nDall’altra parte del lago\, le rovine si riflettono cupamente nell’acqua calma. Uno dopo l’altro\, sullo specchio del lago compaiono cigni bianchi galleggianti. Arrivati a riva\, si trasformano in ragazze che ballano con leggerezza. Sigfrido\, seguendo i cigni\, prende di mira la più bella\, e rimane stupito dalla loro miracolosa trasformazione. All’inizio un po’ spaventati\, i cigni lo circondano e la più bella di loro\, Odette\, svela il loro segreto. Il genio del male\, Rothbart\, le ha trasformate in cigni\, e solo in questo luogo solitario\, di notte\, possono riacquistare\, per pochi istanti\, le loro sembianze umane. Siegfried è determinato a combattere per sconfiggere Rothbart\, ma Odette lo avverte che combattere non sarà la soluzione per spezzare la maledizione. L’incantesimo sarà dissipato solo dall’amore sconfinato di un giovane che professerà il suo amore invitandola al ballo del giorno successivo per presentarla come sua sposa. Eccitato\, attende il tanto atteso momento. Odette\, tuttavia\, gli dice che non potrà comparire tra gli umani fino a quando l’incantesimo non sarà svanito\, altrimenti incorrerebbe nella vendetta di Rothbart\, che\, con l’inganno\, infrangerebbe il piano a Sigfrido\, provocando la morte dei cigni. Nella bianca luce dell’alba\, i due giovani si separano a fatica. Dall’ombra\, Rothbart osserva la conversazione di Siegfried con Odette. Infuriato\, appare\, scacciando il principe e trasformando le ragazze in cigni. Ma Sigfrido parte determinato a rompere l’incantesimo di questo spirito delle tenebre per salvare la sua promessa sposa.\nAtto III\nGli ospiti arrivano nella grande sala del palazzo della Principessa\, al ballo dove verranno presentate le ragazze tra cui Sigfrido sceglierà la sua fidanzata. Le danze sono gioiosamente avviate (una tumultuosa danza spagnola\, poi un’allegra tarantella napoletana\, una mazurka polacca e\, infine\, un csardâs ungherese). Poi\, nell’elegante oscillazione di un valzer\, c’è la presentazione delle ragazze. Pensando ad Odette\, Siegfried le guarda indifferente e\, quando gli viene chiesto di scegliere\, non riesce a decidere. Improvvisamente appare un nuovo ospite\, un cupo cavaliere\, che accompagna una giovane donna vestita di nero. Questa\, sebbene abbia le fattezze di Odette\, non è altro che la sorella di Rothbart\, Odille. Il genio del male le ordina di conquistare Sigfrido\, facendogli rompere il suo giuramento. In un grande pos de deux\, Odille lo avvolge nel suo fascino\, convincendolo che è lei il bellissimo cigno di cui si è innamorato. Credendo in questa apparizione\, Siegfried presenta Odille a sua madre come sua fidanzata e futura sposa\, rompendo inconsapevolmente il suo giuramento. Rothbart\, in un impeto di malizia\, gli rivela la verità\, confessando che si tratta di sua sorella\, mostrandogli in lontananza l’immagine di Odette\, che ora dovrà morire. Pieno di dolore\, il giovane si rende conto di essere stato vittima di un inganno. Incurante della disperazione di chi lo circonda\, corre verso il lago dei cigni.\nAtto IV\nDall’oscurità che custodisce le rovine del castello\, Rothbart segue i cigni\, alla ricerca di Odette. Ma il bellissimo cigno non è tra loro\, cosa che fa infuriare Rothbart\, che li minaccia di morte. Più tardi arriva Odette\, dopo aver visto da lontano cosa è successo nel castello di Sigfrido. Racconta dolorosamente alle sue amiche del tradimento del voto d’amore. Le speranze sono state infrante per sempre. Correndo follemente nella foresta\, Siegfried arriva in riva al lago\, alla ricerca di Odette. Confessa con disperazione di essere stato ingannato\, che il suo amore è rimasto puro. Ma una volta infranto il giuramento\, nulla può essere corretto. Implacabili\, i cigni lo lasciano\, uno per uno. Tuttavia\, l’amore di Odette è più grande del fascino di Rothbart. Mossa dal tumulto di Sigfrido\, lei ritorna e lo perdona. Il genio del male appare dalle rovine\, cercando di separarli. Scatena una potente tempesta\, colpisce Sigfrido\, ma non riesce a separarli. Di fronte al loro forte amore\, l’incantesimo si rompe e il genio del male viene consumato dall’oscurità della notte. \nLocandina\n\nCorpo di Ballo del Teatro Nazionale dell’ Opera Rumena di Iasi
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/il-lago-dei-cigni-2/2024-12-26/1/
LOCATION:Teatro Donizetti
CATEGORIES:Eventi Ospiti
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/03/lago-dei-cigni-20x10-2024-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20241231T220000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20241231T220000
DTSTAMP:20260404T174513
CREATED:20240530T103054Z
LAST-MODIFIED:20240531T075305Z
UID:10001879-1735682400-1735682400@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:A Christmas Carol Musical
DESCRIPTION:Il più famoso romanzo di Natale di Charles Dickens\, adattato per il teatro musicale da Melina Pellicano con le musiche di Stefano Lori e Marco Caselle\, è pronto a far sognare adulti e bambini. Sul palco nel ruolo di Ebenezer Scrooge\, Fabrizio Rizzolo e un cast artistico di oltre 20 elementi\, effetti speciali curati da Alessandro Marrazzo\, musiche originali\, 150 costumi ed imponenti scenografie.\nMelina Pellicano\, regista e autrice del libretto nell’adattamento al musical\, ha voluto essere il più fedele possibile al romanzo\, perché la scrittura di Dickens si mostra già di per sé molto teatrale.\nIl vecchio Ebenezer Scrooge\, dopo la morte del suo socio d’affari Jacob Marley\, continua a condurre il suo banco d’affari con cinica avarizia rifuggendo da ogni rapporto umano e affamando il suo sfortunato impiegato Bob Cratchit. Scrooge odia il Natale e nemmeno l’invito a cena di suo nipote riesce a fargli cambiare idea. La notte della vigilia riceve la visita del fantasma del suo defunto socio Jacob Marley che gli annuncia la visita di tre spiriti. Lo spirito dei Natali passati gli mostra gli errori della sua vita passata\, lo spirito del Natale presente gli fa vedere la felicità che il Natale genera\, mentre lo spirito dei Natali futuri gli mostra il suo orrendo destino qualora non modificasse la vita che ora conduce. Dopo la visita degli spiriti\, Scrooge si risveglia la mattina di Natale profondamente cambiato nell’anima\, aprirà finalmente i suoi occhi a sentimenti di generosità e amore. D’ora in poi non mancherà mai di festeggiare il Natale e non perderà nessuna occasione per fare del bene.\nScrooge compie una trasformazione\, un cambiamento importante la notte della vigilia di Natale. Il Natale può essere un’occasione in cui potersi fermare a riflettere\, un momento per porsi in maniera propositiva verso il cambiamento. Diventa un’occasione per un coraggioso atto di trasformazione\, che ognuno di noi vorrebbe fare\, ma che spesso dimentica. \nNote di regia\nLa solitudine di Scrooge e la sua ricchezza economica sono in contrapposizione con la serenità della famiglia e la modesta situazione sociale degli altri personaggi.\nLa ricchezza d’animo e il coraggio di far fronte ad una situazione poco agiata sono la vera ricchezza. È un concetto vecchio\, ma assolutamente attuale.\n«C’è qualche differenza nella vicenda e nei personaggi» – dichiara la regista – «ma sempre nel rispetto del racconto originale e nello spirito di Dickens. Questo è stato voluto ed è un piccolo modo personale per rendere omaggio allo scrittore. Ho scelto di aprire lo spettacolo con il monologo e la canzone del piccolo Tim (il figlio piccolo di Bob Cratchit\, impiegato di Scrooge)\, per affidare ad un bambino il compito di spiegare “come stanno veramente le cose”\, per spiegare al pubblico il punto di vista di un bambino che guarda al mondo con occhi limpidi e senza giudizio. Tiny Tim racconta\, infatti\, che Scrooge “non è capace di sorridere ed è sempre in collera con chiunque gli rivolga la parola”\, ma che in realtà “è soltanto solo” e nessuno dovrebbe rimanere solo a Natale». \nLocandina\n\nliberamente tratto dal romanzo di Charles Dickens\nscritto e diretto da Melina Pellicano  \nmusiche Stefano Lori e Marco Caselle\nliriche Marco Caselle\ncoreografie Melina Pellicano\nscene Alessandro Marrazzo e Francesco Fassone\ncostumi Marco Biesta\neffetti speciali e disegno luci Alessandro Marrazzo\ndisegno suono Emilio Rossi\narrangiamenti e produzione musicale Stefano Lori\nfigurazioni Tip Tap Davide Accossato\ntrucco Vanessa Ferrauto\nprogetto video e grafico Riccardo Antonino “Robin Studio”  \nproduzione DPM Produzioni Srls \nDurata TBT
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/a-christmas-carol-musical/
LOCATION:Teatro Donizetti
CATEGORIES:La Stagione dei Teatri,Ultimo dell'anno
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/05/SIG_3990.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250101T110000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250101T110000
DTSTAMP:20260404T174513
CREATED:20240530T103031Z
LAST-MODIFIED:20240522T101956Z
UID:10001883-1735729200-1735729200@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Concerto di Capodanno
DESCRIPTION:Un concerto imperdibile che celebra l’inizio dell’anno nuovo con un viaggio attraverso le danze d’Europa. L’orchestra eseguirà brani di celebri compositori come Johann Strauss\, Antonín Dvořák\, Ottorino Respighi e Johannes Brahms. Sarà un’occasione per apprezzare la ricchezza e la varietà della musica europea\, dalle vivaci polke e valzer viennesi alle melodie incantevoli del centro e sud Europa. Il programma cattura l’essenza della danza “popolare” europea in un’esperienza affascinante e coinvolgente per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. \nLocandina\n\nmusiche di J. A. Strauss\, O. Dvorak\, O. Respighi\, J. Brahms\ncon Ensemble dell’Orchestra Filarmonica Italiana \nIn collaborazione con OFI \n\nDurata in via di definizione
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/concerto-di-capodanno-2/
LOCATION:Teatro Sociale
CATEGORIES:La Stagione dei Teatri,Opera&Concerti
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/05/AC2B0272┬®Rossetti_FondazioneTeatroDonizetti.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250102T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250102T203000
DTSTAMP:20260404T174513
CREATED:20240315T142729Z
LAST-MODIFIED:20240408T134619Z
UID:10001654-1735849800-1735849800@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Giselle
DESCRIPTION:Balletto romantico per eccellenza\, nasce dalla fantasia del grande scrittore Théophile Gautier\, affascinato dalla leggenda delle Willi\, personaggi della tradizione popolare tedesca. Le Willi sono spiriti di giovani donne in abito nuziale decorate\, morte per amore prima del matrimonio\, che vagano nei boschi al calare delle tenebre in cerca di vendetta sugli uomini da cui sono state tradite\, costringendoli al ballo fino alla morte stessa. Il celebre balletto viene riproposto in maniera unica e mistica dal Balletto del Teatro dell’Opera della Romania con eccezionali costumi e scenografie su coreografie ottocentesche di Jean Coralli. Versione originale\, curata da un chiaro esempio di balletto romantico dove si fondono sacro e profano\, carne e spirito\, amore e morte\, dimensione terrestre e celeste\, pantomima e “ballet blanc”.\nA distanza di oltre un secolo e mezzo Giselle continua ad affascinare il pubblico. Lo contrassegnano due ruoli paradigmatici del repertorio accademico: la Contadinella Giselle che muore di pazzia d’amore\, e l’innamorato Albrecht\, il principe che gioca con essa e la tradisce\, per poi redimersi. Un Balletto che riempirà d’amore e passione tutto il pubblico. \nTRAMA \nIl balletto si compone in due atti: il primo riguarda la vicenda di Giselle che culmina nella sua morte; il secondo atto invece riguarda la leggenda delle Villi e l’amore di Giselle per Albrecht che culmina nella volontà di salvargli la vita\, anche se questo è stato la principale causa della sua morte. \nAtto I\nIn un villaggio durante la vendemmia\, tra le viti\, una giovane contadina\, Giselle\, che adora ballare e che darebbe la vita per questa sua passione\, si innamora di un giovane\, Albrecht\, di cui ignora le origini poiché si presenta e la corteggia travestito da popolano: lui è un principe. Giselle e Albrecht danzano gioiosamente nonostante i continui richiami della madre di questa\, che la ammonisce per le sue precarie condizioni di salute. Il contendente di Albrecht\, geloso di questo amore di Giselle\, notando il mantello di questo e la sua spada\, capisce come stanno veramente le cose. La corte\, impegnata in una battuta di caccia\, entra nel villaggio per trovare ristoro. Tra i vari componenti di questa\, c’è anche la promessa sposa di Albrecht\, una nobile. Il rivale in amore smaschera il principe davanti a tutti: Giselle\, perdutamente innamorata\, impazzisce e muore per il dolore. \nAtto II\nNel mezzo della notte\, Albrecht si reca nella foresta\, dove trova la tomba di Giselle\, indicata con una croce. Disperato prega davanti alla tomba della ragazza e da lì esce questa trasformata in una villi. La regina delle Villi raduna a sé tutte le sue discepole e insieme a loro inizia a danzare con Albrecht. Il loro intento era quello di far morire per sfinimento il giovane e ci sarebbero riuscite se non fosse intervenuta Giselle a sostenerlo fino all’alba\, momento in cui le altre villi sono costrette a svanire. \nLocandina\n\nMusiche di A. Adam\nCoreografie J. Coralli\nCorpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Iasi
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/giselle/
LOCATION:Teatro Donizetti
CATEGORIES:Eventi Ospiti
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/03/Giselle-20x10-formato-web.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250104T210000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250104T210000
DTSTAMP:20260404T174513
CREATED:20240315T165929Z
LAST-MODIFIED:20240408T134729Z
UID:10001655-1736024400-1736024400@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Silvia Mezzanotte in "Vorrei che fosse amore". Omaggio a Mina
DESCRIPTION:“Vorrei che fosse amore” \nOMAGGIO A MINA \nQuesto è il titolo del nuovo progetto presentato dal Nuovo Teatro Verdi di Montecatini Terme\, che avrà come protagonista la straordinaria voce di Silvia Mezzanotte.\nIl 23 agosto 1978\, al Teatro Bussoladomani sul lungomare di Lido di Camaiore\, Mina saliva sul palco per il suo ultimo live\, prima del definitivo ritiro dalle scene. Un concerto destinato a consacrarla per sempre come la grande icona della musica italiana. E sarà proprio quella notte indimenticabile l’ambientazione del recital a lei dedicato. L’atmosfera e le luci della Bussola\, dieci elementi d’orchestra\, due attori che\, attraverso le canzoni più belle della Tigre di Cremona\, svelano la loro insolita storia d’amore.\nA interpretarle Silvia Mezzanotte\, poliedrica voce tra le più apprezzate del panorama italiano. Dopo il lungo sodalizio artistico con i Matia Bazar e decine di tournée in Italia e all’estero\, ha pubblicato tre album da solista e partecipato come protagonista a numerosi spettacoli teatrali e televisivi. È del 2016 la sua vittoria del “Tale e Quale Show”\, con una serie di strepitose esibizioni tra cui spicca l’interpretazione di Brava\, canzone portata al successo proprio da Mina. “La mia voglia di omaggiare Mina – racconta Silvia – è pari all’amore e al senso di gratitudine che nutro per lei come artista e come donna. Ed è la stessa che mi ha spinta ad accettare con entusiasmo il ruolo di protagonista di questo show”.\nRegia e testi sono curati da Gabriele Colferai.\nSul palco ci sarà l’orchestra tutta al femminile Ensemble Le Muse\, reduce dal glorioso tour italiano ed europeo di “Omaggio a Morricone – Musiche da Oscar”\, con la direzione del Maestro Andrea Albertini.\nIn scena Beatrice Baldaccini (Pretty Woman\, Grease\, Balliamo sul Mondo\, Raffaella!) e Gabriele Colferai interpretano la coppia di innamorati che raccontano la loro storia sulle note dei più celebri successi di Mina: Parole parole; Insieme; Anche un uomo\, Grande grande\, grande; L’importante è finire e tanti altri.\nCanzoni che hanno fatto da colonna sonora a intere generazioni reinterpretate dalla Mezzanotte che\, con talento e rispetto\, renderà omaggio all’indiscussa regina della canzone italiana. Perché solo così si può celebrare un grande Mito: continuando a cantarlo. \nALCUNI DEI BRANI IN PROGRAMMA\nStasera io qui\nAncora ancora ancora\nAmor mio\nBrava\nCittà vuota\nE se domani\nGrande grande grande\nInsieme\nIo domani\nIo e te da soli\nLa voce del silenzio\nL’importante è finire\nMi sei scoppiato dentro al cuore\nVorrei che fosse amore \nLocandina\n\nVoce Silvia Mezzanotte\nDirezione Andrea Albertini\nOrchestra Ensemble Le Muse\nAttori Beatrice Baldaccini e Gabriele Colferai\nRegia Gabriele Colferai
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/silvia-mezzanotte-in-vorrei-che-fosse-amore-omaggio-a-mina/
LOCATION:Teatro Donizetti
CATEGORIES:Eventi Ospiti
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/03/Silvia-Mezzanotte-foto-nuove-3.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250105T153000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250105T153000
DTSTAMP:20260404T174513
CREATED:20240530T103053Z
LAST-MODIFIED:20240521T141857Z
UID:10001876-1736091000-1736091000@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Ballo al Savoy
DESCRIPTION:Ballo al Savoy non è solamente un’operetta (e lo è a tutti gli effetti!!\, ma è molto di più. Oltre ai valzer\, alle arie e ai duetti amorosi\, questo lavoro è ricco di ritmi sfrenati\, dal tango argentino allo swing\, con chiarissime allusioni e riferimenti al musical che in quegli anni (siamo nel 1930) stava spopolando oltre oceano. In particolare è clamorosamente presente Cole Porter\, di cui Abrahm inserisce una parafrasi di “Night and Day”.\nIl difficile compito è quello di allestire una sorta di musical\, senza tradire lo spirito operettistico della trama e di parte delle musiche presenti.\nL’adattamento del copione è affidato a Silvia Felisetti\, artista cui il titolo di “soubrette” (titolo che poche donne in Italia portano con pieno merito…) va comunque stretto\, in quanto le sue conoscenze del teatro musicale vanno ben oltre il genere operettistico. Potendo disporre di molti cantanti-attori di valore\, Silvia Felisetti ha reso molto più importanti alcuni personaggi che nell’originale hanno un peso marginale.\nLa regia è affidata a Alessandro Brachetti\, comico della compagnia\, con all’attivo un’esperienza registica di grande valore. \nStefano Giaroli \nNizza\, 1932. Nella Hall dell’Hotel Savoy si festeggia il ritorno del marchese Aristide di Faublais e della sua sposina Maddalena dal lungo viaggio di nozze. Ma Aristide riceve un telegramma dal suo avvocato\, che lo informa che\, per potere accedere al patrimonio del suo defunto padre\, deve onorare un impegno preso in passato dal padre stesso\, che consiste nel trascorrere una nottata con Tangolita\, danzatrice spagnola. Aristide dovrà perciò trovare uno stratagemma per onorare l’impegno senza mettere a repentaglio il suo matrimonio… \nLocandina\n\noperetta-musical in due atti di Alfred Gruenwald e Fritz Loehner-Beda musica Paul Abraham regia Alessandro Brachetti\n\ncon Silvia Felisetti\, Alessandro Brachetti\, Antonio Colamorea\, Renata Campanella\, Fulvio Massa\, Marco Falsetti\, Alessandro Garuti\n\nCorpo di Ballo Novecento\ncoreografie Salvatore Loritto\nOrchestra “Cantieri d’Arte”\nMaestro concertatore e direttore Stefano Giaroli\nscene e costumi ArteScenica Reggio Emilia\n\nproduzione Teatro Musica Novecento \nDurata TBT
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/ballo-al-savoy/
LOCATION:Teatro Donizetti
CATEGORIES:La Stagione dei Teatri,Operetta
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/05/Savoy-5.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250110T200000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250110T200000
DTSTAMP:20260404T174513
CREATED:20240530T103008Z
LAST-MODIFIED:20240607T131921Z
UID:10001884-1736539200-1736539200@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Rigoletto
DESCRIPTION:Rigoletto è un’opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave\, tratta dal dramma di Victor Hugo Le Roi s’amuse (“Il re si diverte”).\nCon Il trovatore (1853) e La traviata (1853) forma la cosiddetta “trilogia popolare” di Verdi. \nCentrato sulla drammatica e originale figura di un buffone di corte\, Rigoletto fu inizialmente oggetto della censura austriaca. La stessa sorte era toccata nel 1832 al dramma originario Le Roi s’amuse\, bloccato dalla censura e riproposto solo 50 anni dopo la prima. Nel dramma di Hugo\, che non piacque né al pubblico né alla critica\, erano infatti descritte senza mezzi termini le dissolutezze della corte francese\, con al centro il libertinaggio di Francesco I\, re di Francia. Nell’opera si arrivò al compromesso di far svolgere l’azione alla corte di Mantova\, a quel tempo non più esistente\, trasformando il re di Francia nel duca di Mantova. \nIl 3 giugno 1850 Verdi scriveva a Piave: «In quanto al titolo quando non si possa tenere Le roi s’amuse\, che sarebbe bello… il titolo deve essere necessariamente La maledizione di Vallier\, ossia per essere più corto La maledizione. Tutto il soggetto è in quella maledizione che diventa anche morale. Un infelice padre che piange l’onore tolto alla sua figlia\, deriso da un buffone di corte che il padre maledice\, e questa maledizione coglie in una maniera spaventosa il buffone\, mi sembra morale e grande\, al sommo grande». La decisone finale sul titolo cadde sul nome del protagonista\, cambiandolo da Triboletto\, traduzione “letterale” dell’originale Triboulet\, a Rigoletto (dal francese rigoler\, che significa scherzare). \nIntenso dramma di passione\, tradimento\, amore filiale e vendetta\, Rigoletto non solo offre una combinazione di ricchezza melodica e potenza drammatica\, ma pone lucidamente in evidenza le tensioni sociali e la subalterna condizione femminile in una realtà nella quale il pubblico ottocentesco poteva facilmente rispecchiarsi.[senza fonte] Dal punto di vista musicale abbiamo\, fin dal preludio\, il ripetersi costante del tema della maledizione\, tramite la ripetizione della nota Do in ritmo doppio puntato. \nLocandina\n\nOpera in tre atti. Musica di Giuseppe Verdi.\nLibretto di Francesco Maria Piave\, tratto dal dramma di Victor Hugo Le roi s’amuse.\nPrima rappresentazione: Venezia\, Teatro La Fenice\, 11 marzo 1851. \nPersonaggi e Interpreti \nRigoletto / Giuseppe Altomare\nIl Duca di Mantova / Paride Cataldo\nGilda / Bianca Tognocchi\nSparafucile / Mattia Denti\nMaddalena / Victória Pitts\nGiovanna e La Contessa di Ceprano / Cecilia Bernini\nIl Conte di Monterone / Baopeng Wang\nMarullo / Lorenzo Liberali\nMatteo Borsa / Raffaele Feo\nIl Conte di Ceprano / Graziano Dallavalle\nPaggio della Duchessa / Da definire (coro)\nUsciere di Corte / Da definire (coro)  \ndirettore Alessandro D’Agostini\nregia Matteo Marziano Graziano  \nscene Daniela Zorrozua Cantillo\ncostumi Laurent Pellissier\nluci Cristian Zucaro \nMaestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina \nCoro di OperaLombardia\nOrchestra I Pomeriggi Musicali \n coproduzione Teatri di OperaLombardia \n Nuovo allestimento \n\nDurata 2 ore compreso intervallo
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/rigoletto/2025-01-10/
LOCATION:Teatro Donizetti
CATEGORIES:La Stagione dei Teatri,Opera&Concerti
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/05/Giuseppe-Verdi_ol.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250115T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250115T203000
DTSTAMP:20260404T174513
CREATED:20240219T112308Z
LAST-MODIFIED:20240405T142231Z
UID:10001580-1736973000-1736973000@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Giovanni Allevi Piano Solo Tour
DESCRIPTION:IL RITORNO SUL PALCO DEL MAESTRO GIOVANNI ALLEVI\nIl compositore e pianista sta affrontando con determinazione una lunga fase di recupero per tornare in scena con il suo emozionante pianoforte.  \nGiovanni Allevi\, compositore e pianista\, da un anno combatte la sua più grande battaglia: la lotta contro il mieloma multiplo diagnosticatogli a giugno 2022.\nAttraverso i canali social ufficiali ha costantemente dato aggiornamenti rispetto al suo stato di salute\, esprimendo profonda gratitudine verso le centinaia di migliaia di follower che aspettano di rivivere la coinvolgente atmosfera dei suoi concerti pianistici e che sono in attesa di rivedere il “filosofo del pianoforte” per emozionarsi ancora con le sue note romantiche ed il suo tocco inconfondibile.\nPer venire incontro alle tante richieste sono state già annunciate alcune nuove date di concerto in pianoforte solo\, mentre altre non sono mai state annullate nell’anno passato\, perché molti fan hanno tenuto ben stretto il loro biglietto\, dimostrando ancor di più l’enorme affetto per l’artista. \nGIOVANNI ALLEVI \nGiovanni Allevi\, compositore e pianista di fama internazionale\, è responsabile di un profondo rinnovamento della musica colta\, riportando l’arte della composizione all’attenzione delle nuove generazioni. È diplomato in Pianoforte e in Composizione ed è laureato in Filosofia con la tesi “Il vuoto nella Fisica Contemporanea”.\nHa calcato i palchi delle più importanti sale da concerto del mondo\, dalla Carnegie Hall di New York al Teatro alla Scala di Milano\, fino all’Auditorium della Città Proibita di Pechino. Grazie al suo impegno intellettuale\, è punto di riferimento filosofico sui concetti di innovazione e analisi del cambiamento.\nIl suo ultimo libro è intitolato “Le regole del Pianoforte – 33 note di musica e filosofia per una vita fuori dall’ordinario” (Ed. Solferino).\nNumerose sono le tesi di laurea a lui dedicate. Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti artistici e culturali\, è Stella d’Oro al Valor Mozartiano\, Premio Falcone e Borsellino\, ed Ambassador di Save the Children\, in prima linea nella difesa dei diritti dei più piccoli. Ha ricevuto apprezzamenti di stima da Papa Benedetto XVI\, Papa Francesco\, dal Premio Nobel Mikhail Gorbaciov. L’Agenzia Spaziale Americana NASA gli ha intitolato un asteroide: giovanniallevi111561. È autore e conduttore di un’innovativa e pluripremiata docuserie in onda su Rai Play: “Allevi in the jungle”. Dalle note dell’ultimo singolo “Our Future” dedicato al Pianeta\, è partita la collaborazione del compositore con Earth Day European Network\, che lo vede coinvolto come Ambassador della più importante iniziativa green dedicata alla Terra. Il Maestro Allevi è stato insignito del titolo di Ambassador per il suo ruolo di divulgatore presso i giovani\, grazie al suo impegno intellettuale e al suo talento artistico espressione di un linguaggio universale.
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/giovanni-allevi-piano-solo-tour/
LOCATION:Teatro Donizetti
CATEGORIES:Eventi Ospiti
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/02/Allevi_PianoSoloTour_grafica_fb.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250116T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250116T203000
DTSTAMP:20260404T174513
CREATED:20231122T102055Z
LAST-MODIFIED:20240527T125421Z
UID:10001489-1737059400-1737059400@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Giuseppe Giacobazzi: Il Pedone
DESCRIPTION:ATTENZIONE\nRinvio spettacolo di Giuseppe Giacobazzi Il Pedone\n22 maggio 2024 | Teatro Donizetti Bergamo\nA seguito della proiezione della finale di Europa League tra Atalanta e Bayern Leverkusen\, prevista mercoledì 22 maggio\, e all’installazione di due maxi schermi nelle vie adiacenti il Teatro Donizetti\, uniti ai divieti emessi dal Comune di Bergamo per il transito e il parcheggio nelle medesime vie e nelle vie confinanti\, gli organizzatori – unitamente all’agenzia di Giuseppe Giacobazzi – hanno convenuto di posticipare la data prevista per questo mercoledì a GIOVEDÌ 16 GENNAIO 2025\, sempre al Teatro Donizetti di Bergamo e sempre con inizio alle ore 20.30.\nCiò a seguito della considerazione che le disposizioni di cui sopra comporterebbero enormi difficoltà da parte del pubblico pagante nel poter raggiungere il Teatro Donizetti per assistere allo spettacolo.\nI biglietti emessi per lo spettacolo di mercoledì restano validi anche per la nuova data; eventuali rimborsi possono essere richiesti entro e non oltre venerdì 7 giugno 2024 presso i medesimi luoghi o siti in cui sono stati acquistati. Dopo tale data non potranno più essere emessi rimborsi.\n\nBiglietti acquistati sul sito TicketOne.it: https://www.ticketone.it/campaign/info-rimborsi\nBiglietti acquistati presso la Biglietteria del Teatro Donizetti\nTel. 035.4160 601/602/603\nbiglietteria@fondazioneteatrodonizetti.org\naperta da martedì a sabato dalle 13.00 alle 20.00\n(a partire dal 5 giugno\, dalle 16.00 alle 20.00)\n \n“Luci\, ombre e colori di una vita qualunque”\nIl pedone.  Luci\, ombre e colori di una vita qualunque è il nuovo spettacolo di Giuseppe Giacobazzi\, che racconta del paragone tra la nostra vita e quella vissuta su una scacchiera. In una società dove tutti sognano di essere dei pezzi pregiati\, brilla il fascino della normalità.\nUn’ora e mezza di spettacolo\, un’ora e mezzo di partita\, un’ora e mezzo di  monologo comico ma al tempo stesso interiore\, che lascia lo spettatore incollato e attento nello scoprire la mossa successiva.\nIn Il pedone.  Luci\, ombre e colori di una vita qualunque vediamo un Giacobazzi sempre più distante dal cabaret vecchio stile e sempre più vicino alla narrazione propria del teatro comico\, in un percorso dove non si abbandona mai la risata\, presente come in ogni altro spettacolo\, ma che diventa anche strumento di riflessione. \nGiuseppe Giacobazzi ha fatto la sua mossa\, ora spetta a te fare la tua. \nLocandina\n\ndi e con Andrea Sasdelli\ncollaborazione ai testi Carlo Negri \nregia Carlo Negri \ncon Giuseppe Giacobazzi
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/giuseppe-giacobazzi-il-pedone/
LOCATION:Teatro Donizetti
CATEGORIES:Eventi Ospiti
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/05/MANIFESTO-GIACOBAZZI.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250116T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250116T203000
DTSTAMP:20260404T174513
CREATED:20240517T103047Z
LAST-MODIFIED:20240509T170341Z
UID:10001831-1737059400-1737059400@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Nell'occhio del labirinto
DESCRIPTION:Apologia di Enzo Tortora\nDalle parti di Corso Magenta\, a Milano\, proprio davanti al Teatro Litta\, c’è Largo Enzo Tortora. Quasi più una commemorazione che una targa toponomastica – non credo che possieda nemmeno un numero civico – in piccolo\, sotto il nome\, reca la scritta «giornalista» e le date di nascita e di morte: 1928-1988.\nPiù per curiosità che per senso civico\, un giorno\, ho deciso di informarmi. Ho scoperto che il «caso Tortora» era ben noto alla generazione di mia madre e assolutamente sconosciuto alla mia. Un caso di malagiustizia\, forse ancora più eclatante perché perpetrato ai danni di una persona nota agli italiani\, dal momento che il suo volto teneva banco per un’ora e mezza a settimana sulle reti nazionali. Un episodio che assumeva contorni sempre più agghiaccianti\, man mano che lo approfondivo: nessuna presunzione di innocenza\, accuse mosse senza prova alcuna\, magistrati smaniosi di arrestare il “nome grosso” che non leggono gli atti dei processi\, blitz antimafia venduti alla stampa ancora prima che avvengano\, il tutto ai danni di un uomo totalmente estraneo ai fatti e non associato in alcun modo agli ambienti camorristici.\nSpesso riteniamo che il XXI secolo sia l’era delle fake news\, dello strapotere dei media – siano essi tradizionali o social – nel dirigere da una parte o dall’altra l’opinione pubblica. Il caso Tortora è l’esempio lampante di come la manipolazione delle informazioni affondi le sue radici più indietro nel tempo: testate autorevoli e firme di tutto rispetto hanno contribuito a questa grottesca macchina del fango basata su «pettegolezzi giudiziari»\, fiumi di calunnie imperniate sul “sentito dire”\, cacce grosse allo scoop più bieco per dipingere una persona onesta come un mostro dalla doppia faccia\, quella del presentatore che intrattiene le famiglie sulla TV di Stato e quella del malavitoso capace di spostare milioni di lire e chili di cocaina con uno schiocco di dita.\nIl caso Tortora non è incredibile soltanto per la crudeltà con cui giudici\, stampa e opinione pubblica si sono accaniti nei confronti di un innocente. La storia di Enzo è la storia di un uomo che\, dall’alto della sua posizione di personaggio pubblico\, ha deciso di farsi portavoce di una battaglia che non ha colore politico: quella della giustizia giusta. Avrebbe potuto darsi alla macchia come già altri – meno innocenti – prima di lui avevano fatto\, avrebbe potuto sottrarsi a un processo che sapeva essere iniquo. Consapevole di essere innocente\, Tortora si è spogliato dell’immunità di europarlamentare per farsi giudicare da un tribunale che non lo vedeva come imputato ma come nemico. Consapevole di essere innocente\, ha messo la sua storia a disposizione di tutte le persone che sono nella sua stessa situazione ma non hanno i mezzi e le possibilità di essere giudicate in maniera equa. \nIl monologo – interpretato da Simone Tudda – si dipana in una narrazione continua dove la diegesi oltrepassa i confini narrativi per sfociare nel dialogo\, risale nel resoconto storico\, dove i dati sono sempre raccontati in maniera essenziale per comprendere le vicende\, si alterna tra la terza persona di un narratore onnisciente che va a spiare i detenuti del carcere di Forte Longone e la prima persona del giornalista\, fino a scavare nella sua interiorità nel momento dell’arresto\, provando a immaginare come possa essersi sentito\, braccato in piena notte dai carabinieri all’Hotel Plaza di Roma. Iniziano così i suoi anni nell’occhio del labirinto\, espressione che vuole unire la claustrofobia di chi non sa quando\, e soprattutto se\, potrà uscire dalla prigionia fisica e mentale con il voyeurismo giustizialista della stampa che\, per una copia venduta in più\, non ha esitato a ignorare i fatti per far posto al sensazionalismo più bieco. \nChicco Dossi \nLocandina\n\nscritto e diretto da Chicco Dossi \ncon Simone Tudda\nprimo spettatore Renato Sarti \nproduzione Teatro della Cooperativa\nsi ringrazia L’Associazione Enzo Tortora \nDurata 1 ora e 10 minuti senza intervallo
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/nellocchio-del-labirinto/
LOCATION:Teatro Sociale
CATEGORIES:Altri Percorsi,La Stagione dei Teatri
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/05/Nellocchio-del-labirinto©Laila-Pozzo06.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250119T153000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250119T153000
DTSTAMP:20260404T174514
CREATED:20240530T103035Z
LAST-MODIFIED:20240521T143839Z
UID:10001877-1737300600-1737300600@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Sogno viennese. Cent'anni di allegria
DESCRIPTION:Il sogno è\, per definizione\, una sequenza di immagini dove\, spesso\, è dolce cullarsi. Sogno viennese vuole essere questo: uno spettacolo che si muove fra ricostruzione storica e divertimento puro\, diventando però non solo “divertissement”\, ma anche momento di conoscenza del mondo dell’operetta. Una sequenza di sfarzosi quadri dal ritmo incalzante fanno da filo conduttore alla riproposizione di titoli celebri e alla scoperta di altri meno rappresentati (anche Puccini scrisse per Vienna e forse non  tutti lo sanno!)\nUno spettacolo sempre sorridente\, con agli angoli della bocca e negli occhi i segni di una allegria continua: “allegretto sostenuto” come si direbbe in musica!\nNasce così una “rivista” dove il ritmo della narrazione e l’armonia degli spunti melodici si uniscono e fondono in una sequenza di allegri e spensierati episodi\, di arie e concertati sostenuti dalle musiche di Strauss\, Zeller\, Von Suppè\, Lehàr\, Abraham\, Puccini\, eseguite dal vivo da un gruppo orchestrale\, interpretate dai solisti della Compagnia e coreografate per il Balletto di Parma.\nUno spettacolo\, quindi\, di leggerezza e seduzione dove\, ballando un vorticoso valzer\, può succedere di innamorarsi\, perché questa è musica che scioglie i cuori e scalda l’anima.\nBuon divertimento! \nCorrado Abbati \nLocandina\n\nda un’idea di Corrado Abbati\nregia Corrado Abbati  \ncon Antonella De Gasperi\, Fabrizio Macciantelli\, Mariska Bordoni\, Davide Zaccherini\, Ilaria Monteverdi\, Federico Bonghi \nBalletto di Parma \nOrchestra dal vivo\nDaniele Pasciuta\, Luigi Zardi\, Alberto Orlandi\, Roberto Ughetti\, Gianluigi Paganelli\, Paolo Murena\, Romeo Zucchi \ncoreografie Francesco Frola\ndirezione musicale Alberto Orlandi \nproduzione InScena srl \nDurata TBT
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/sogno-viennese-centanni-di-allegria/
LOCATION:Teatro Donizetti
CATEGORIES:La Stagione dei Teatri,Operetta
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250125T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250125T203000
DTSTAMP:20260404T174514
CREATED:20240517T103015Z
LAST-MODIFIED:20240920T102608Z
UID:10001727-1737837000-1737837000@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:La coscienza di Zeno
DESCRIPTION:Capolavoro della letteratura del Novecento\, romanzo antesignano di respiro potentemente europeo\, ironico e di affascinante complessità\, La coscienza di Zeno celebra nel 2023 i cent’anni dalla pubblicazione. Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia lo porta in scena per la regia di Paolo Valerio in un nuovo allestimento – prodotto assieme a Goldenart Puroduction – nell’ambito di un ricco percorso di ricerca dedicato agli importantissimi giacimenti culturali di Trieste e del suo territorio. La figura monumentale di Italo Svevo ed il suo straordinario romanzo psicanalitico vi rappresentano un momento di profondo\, universale significato. La coscienza di Zeno\, d’altra parte\, possiede anche una propria vivace teatralità\, per la sperimentazione di una scrittura innovativa e per il suo essere dominata dalla coinvolgente\, complessa e attualissima figura di Zeno Cosini. Il romanzo infatti sgorga dagli appunti del protagonista che si sottopone alle cure dello psicanalista Dottor S cercando\, per quella via\, di risolvere il suo mal di vivere\, la sua nevrosi e incapacità di sentirsi “in sintonia” con il mondo e con la realtà. Il suo percepirsi inetto e malato\, ed i suoi ostinati – ma mai del tutto convinti – tentativi di cambiare e guarire\, portano Zeno ad attraversare l’esistenza intrecciando sorprendentemente quotidianità borghese ad episodi surreali ricchi di humour e di verità\, e ad illuminazioni che possiedono una forza che ancora ci scuote.\nLa coscienza di Zeno è stata sempre interpretata da grandi attori\, come Renzo Montagnani\, Giulio Bosetti\, Alberto Lionello che fu anche protagonista dello sceneggiato Rai e\, nella successiva edizione televisiva\, Johnny Dorelli. Nel nuovo allestimento a firma di Paolo Valerio\, Zeno avrà il volto di Alessandro Haber\, un attore dal carisma potentissimo e dall’istinto scenico assolutamente personale\, che fuori da ogni cliché sa coniugare ironia e profondità in ogni interpretazione. \nNote di regia | Paolo Valerio\nCome scrive Giorgio Strehler\, La coscienza di Zeno è «una pietra nel cuore di tutti i triestini» e per me è una sfida davvero particolare.\nHo affrontato questo lavoro privilegiando fortemente la narrazione di Svevo: ho voluto racchiudere in questa esperienza teatrale alcune pagine che trovo straordinarie\, indimenticabili\, costruendo un altro Zeno accanto all’Io narrante. Quindi Zeno – interpretato da Alessandro Haber – si racconta e si rivive attraverso il corpo di un altro attore.\nZeno ci rivela l’inciampo\, l’umanità… E anche il personaggio di Alessandro Haber s’intreccia a questa inettitudine e talvolta\, durante lo spettacolo\, si sovrappone l’uomo all’attore\, per sottolineare “l’originalità della vita”.\nZeno ci appartiene\, racconta di noi\, della nostra fragilità\, della nostra ingannevole coscienza\, della voce che ci parla e che nessuno sente e che ci suggerisce la vita.\nAttraverso l’occhio scrutatore del Dottor S. ho cercato di restituire la dimensione surreale\, ironica e talvolta bugiarda di Zeno\, immersa nell’atmosfera della sua Trieste e di tutti gli straordinari personaggi che la vivono.\nUn immaginario il cui respiro cerebrale dialoga con il mondo dell’arte\, con la psicoanalisi e dove ho cercato di rendere con forza la dialettica fra “esterno e interno” nella spietata analisi che Zeno fa della propria esistenza\, lasciando costantemente aperta una finestra sul proprio mondo interiore.\nGrazie a tutti gli attori\, ai collaboratori e grazie alla passione di Alessandro Haber\, il nostro spettacolo vorrebbe essere proprio così\, come dice Zeno Cosini: «La vita non è né bella né brutta\, ma è originale. La vita mi pareva tanto nuova come se l’avessi vista per la prima volta con i suoi corpi gassosi fluidi e solidi. Se la raccontassimo a qualcuno che non ci fosse abituato rimarrebbe senza fiato dinanzi all’enorme costruzione priva di scopo. Mi avrebbe domandato: ma come l’avete sopportata? E dopo essersi informato di ogni singolo dettaglio\, da quei corpi celesti appesi lassù perché si vedano ma non si tocchino\, fino al mistero che circonda la morte\, avrebbe certamente esclamato: Molto originale!» \nLocandina.\n\ndi Italo Svevo\nadattamento Monica Codena e Paolo Valerio \nregia Paolo Valerio \ncon Alessandro Haber\ne con Roberto Petruzzelli\, Valentina Violo\, Ester Galazzi\, Riccardo Maranzana\, Emanuele Fortunati\, Francesco Godina\, Meredith Airò Farulla\, Caterina Benevoli\, Chiara Pellegrin\, Giovanni Schiavo \nscene e costumi Marta Crisolini Malatesta\nluci Gigi Saccomandi\nmusiche Oragravity\nvideo Alessandro Papa\nmovimenti di scena Monica Codena \nproduzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e GoldenArt Production \nDurata 2 ore compreso intervallo
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/la-coscienza-di-zeno/2025-01-25/
LOCATION:Teatro Donizetti
CATEGORIES:La Stagione dei Teatri,Prosa
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/05/simonediluca_lacoscienzadizeno_ilrossetti_ts__DSC3913-Migliorato-NR-copia.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250206T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250206T203000
DTSTAMP:20260404T174514
CREATED:20240517T103009Z
LAST-MODIFIED:20240509T171859Z
UID:10001833-1738873800-1738873800@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Odradek
DESCRIPTION:Odradek è una fiaba contemporanea\, ispirata dai moniti di Gunther Anders e dai capricci di Franz Kafka. \nA casa di M\, una donna ordinaria rintanata nella comfort zone domestica\, ogni desiderio viene esaudito ancora prima d’essere concepito. Nel paese della cuccagna la spirale del conformismo ha eliminato ogni ghiribizzo\, dunque le previsioni di marketing risultano infallibili. Ignaro messaggero di questo mondo incantato è Q\, corriere espresso dell’azienda più importante del settore consegne\, l’onnipresente Odradek. Dalla relazione tra i due nascono interrogativi inconsueti: da dove arrivano gli oggetti? E le notizie? Chi parla all’altro capo dell’apparecchio?\nUn guasto al sistema elettrico consentirà a questi eremiti di massa di scorgere un riflesso dell’invisibile trama del mondo\, innescando uno scontro tra ambiente e ambizione\, una lotta tra illusione e immaginazione. L’innocenza inconsapevole della vita odierna\, ovvero l’incapacità di avvertire il peso della responsabilità del proprio agire\, a volte si incrina e lascia filtrare i sintomi di un’angoscia singolare\, insolita; come un’ombra cupa\, il sentimento di insensatezza della propria esistenza si insinua nella mente di M.\nL’incanto che avvolge e omologa i protagonisti di questa fiaba sembra diffondersi dagli apparati e dagli oggetti domestici\, prodotti inerti che occasionalmente danno l’impressione di osservare le umane attività e paiono giudicare i loro consumatori. Nella solitudine e nel silenzio della sera\, la casa sembra avere mille occhi e le merci prendono vita per dispensare consigli e ammonimenti\, forti di una saggezza sovrumana non contaminata da improduttive pulsioni o superflue emozioni. \nLocandina\n\nuno spettacolo di Menoventi\nda un’idea di Consuelo Battiston e Gianni Farina \ndrammaturgia\, regia e luci Gianni Farina \ncon Consuelo Battiston e Francesco Pennacchia \nmusiche e sound design Andrea Gianessi\nscene Andrea Montesi e Gianni Farina\ncon la consulenza di Enrico Isola e Daniele Torcellini\ncostumi Consuelo Battiston e Elisa Alberghi\nvoci Tamara Balducci\, Leonardo Bianconi\, Maria Donnoli\, Chiara Lagani \nproduzione Menoventi/E Production\, Ravenna Festival\, Accademia Perduta/Romagna Teatri\, OperaEstate Festival Veneto/CSC\nin collaborazione con Masque Teatro \nDurata in via di definizione
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/odradek/
LOCATION:Teatro Sociale
CATEGORIES:Altri Percorsi,La Stagione dei Teatri
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/05/ODRADEK-dorin-mihai-1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250208T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250208T203000
DTSTAMP:20260404T174514
CREATED:20240517T103023Z
LAST-MODIFIED:20240517T114122Z
UID:10001743-1739046600-1739046600@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:L'avaro
DESCRIPTION:Ugo Dighero\, già apprezzatissimo protagonista di opere di Stefano Benni e Dario Fo\, si confronta per la prima volta con una grande classico\, interpretando Arpagone nel nuovo allestimento diretto da Luigi Saravo. Nella commedia di Molière si assiste a un epico scontro tra sentimenti e soldi. Il protagonista è disposto a sacrificare la felicità dei figli\, pur di non dovere fornire loro una dote e anzi acquisire nuove ricchezze attraverso i loro matrimoni.\nLa regia di Saravo ambienta lo spettacolo in una dimensione che rimanda al nostro quotidiano\, giostrando riferimenti temporali diversi\, dagli smartphone agli abiti anni Settanta agli spot che tormentano Arpagone (la pubblicità è il diavolo che potrebbe indurlo nella tentazione di spendere il suo amato denaro). Anche le musiche originali di Paolo Silvestri si muovono su piani diversi\, mentre la nuova traduzione di Letizia Russo\, fresca e diretta\, contribuisce a dare al tutto un ritmo contemporaneo. \nLa narrazione de L’Avaro di Molière ruota attorno a un tema centrale\, cui tutti gli altri si riconnettono: il danaro. Il danaro e la sua conservazione\, il suo sperpero\, il gioco d’azzardo\, l’acquisto di beni e il loro degrado che porta all’acquisto di nuovi beni\, i prestiti\, gli interessi e i rapporti di potere che dal danaro discendono. Nella nostra contemporaneità orientata al consumo\, definita dalla necessità di far circolare il danaro inseguendo una crescita economica infinita\, il gesto conservativo e immobilista di Arpagone\, dal punto di vista finanziario\, ci suona come sovversivo\, in netta opposizione alla tirannia consumistica\, alla pubblicità che ne è motore\, e a quella patologia del desiderio che vede nella sostituzione il suo fondamento. Se analizziamo il fulcro del testo\, ovvero il conflitto tra Arpagone e il suo entourage\, ci troviamo di fronte al conflitto di due visioni economiche: una consumistica di stampo capitalistico novecentesco e una\, relativamente nuova\, conservativa\, che si oppone al consumo e si orienta alla conservazione dei beni\, al loro riutilizzo\, al loro scambio e\, infine\, alla protezione di essi\, primi tra tutti quei beni definiti come “beni naturali”. Non vogliamo dire che Arpagone sia un eroe positivo\, che sia mosso da una spinta ideologica\, ma\, senz’altro\, che con la sua attitudine si ponga chiaramente in opposizione all’economia capitalistica novecentesca e più in linea con la visione conservativa.\nIntorno a lui si muovono gli altri personaggi\, apparentemente vittime della sua tirannia\, ma\, in realtà\, figure votate a ideali ben riconoscibili in questo slittamento di contesto. Queste figure lamentano la loro prigionia\, la loro sottomissione forzata alle volontà di Arpagone\, ma in realtà sono sottomesse soprattutto al vincolo economico che le lega a lui\, potenzialmente capaci di sottrarsi a quella tirannia abbandonando la casa e gli averi promessi da eredità e salari.\nE in ultimo\, per dirla con Voltaire: gli uomini odiano coloro che chiamano avari solo perché non ne possono cavar nulla. \nLuigi Saravo \nLocandina\n\ndi Molière\ntraduzione e adattamento Letizia Russo \nregia Luigi Saravo \ncon Ugo Dighero\, Mariangeles Torres\, Fabio Barone\, Stefano Dilauro\, Cristian Giammarini\, Paolo Li Volsi\, Elisabetta Mazzullo\, Rebecca Redaelli\, Luigi Saravo \nscene Lorenzo Russo Rainaldi\,  Luigi Saravo\ncostumi Lorenzo Russo Rainaldi\nmusiche Paolo Silvestri\nmovimenti coreografici Claudia Monti\nluci Aldo Mantovani \nproduzione Teatro Nazionale di Genova\, Artisti Associati Gorizia\, Teatro Stabile di Bolzano e Centro Teatrale Bresciano \nDurata 2 ore e 30 minuti compreso intervallo
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/lavaro/2025-02-08/
LOCATION:Teatro Donizetti
CATEGORIES:La Stagione dei Teatri,Prosa
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/05/Lavareo-52_PhFedericoPitto_4096.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250220T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250220T203000
DTSTAMP:20260404T174514
CREATED:20240517T103035Z
LAST-MODIFIED:20240513T135125Z
UID:10001835-1740083400-1740083400@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Lo Specchio della Regina
DESCRIPTION:La celebre fiaba di Biancaneve questa volta vede come protagonisti due improbabili personaggi: una Regina affaticata dal dover essere sempre “la più bella del Reame” e il suo Specchio che\, stanco di dover ripetere sempre “quello che fanno gli altri” cercherà una via di fuga.\nLa Regina\, orfana della sua immagine riflessa\, dovrà dunque trovare un modo per riconquistare la fiducia dello Specchio. Un appassionante racconto che smonta e rimonta una delle fiabe più celebri di tutti i tempi\, donandoci una prospettiva del tutto nuova sulla bellezza della diversità.\nLe coreografie di Eleonora Chiocchini reinterpretano il testo teatrale di Antonio Viganò Bianca & Neve\, già andato in scena e tradotto in varie lingue: lo Specchio e la Regina si animano in una danza di relazione\, sfumature giocose\, a volte litigiose\, a tratti misteriose\, colorano il loro dialogo che si farà corpo. Sempre complici come può esserlo soltanto uno specchio e l’immagine che esso riflette. \nNote di regia\nIl Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt nel 2023 compie 10 anni. Questo compleanno lo festeggiamo guardandoci indietro\, per capire quanto abbiamo fatto e quali tracce e quali segni di questa avventura sono rimasti. Questo guardarci indietro ci serve per vedere avanti\, per capire e poi disegnare un prossimo futuro.\nIl Festival Bolzano Danza\, coproduttore dello spettacolo\, ha avuto un ruolo importante in questa nostra breve ma intensa storia: il primo spettacolo\, Il Minotauro\, nasce con la complicità del Festival così come lo spettacolo Il suono della caduta\, uno spettacolo firmato dalla coreografa Julie Anne Stanzak\, storica danzatrice del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch. Ecco allora che questo nostro ritorno al Festival Bolzano Danza ha un sapore speciale.\nLo spettacolo è destinato anche ad un pubblico dell’infanzia e dell’adolescenza perché abbiamo voglia di incontrare le nuove generazioni\, il nostro futuro. Un pubblico\, quello dei bambini\, che conosce bene il linguaggio del corpo e incontrerà\, grazie a questo spettacolo\, degli interpreti\, danzatori e attori di-versi\, che riveleranno loro che essere definiti “diversi” non è qualcosa in meno\, una mancanza\, ma un’altra possibilità\, un altro modo\, pieno di poesia\, verità e capacità. \nLocandina\n\ndi Antonio Viganò e Eleonora Ciocchini \ntesti e regia Antonio Viganò \ncon Jason Mattia De Majo\, Maria Magdolna Johannes e Rocco Ventura \ncoreografie Eleonora Chiocchini\nassistente alla drammaturgia e disegno sonoro Paola Guerra\ncollaborazione alla creazione Paola Guerra e Paolo Grossi\nscene Roberto Banci e Antonio Viganò\nlight design Melissa Pircali \nproduzione Teatro La Ribalta\nin coproduzione con Tanz Bozen Bolzano Danza Festival\ncon il sostegno di L’arboreto – Teatro Dimora\, Centro di Residenza Emilia-Romagna e degli Istituti Culturali della Repubblica di San Marino \nDurata 50 minuti senza intervallo
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/lo-specchio-della-regina/
LOCATION:Teatro Sociale
CATEGORIES:Altri Percorsi,La Stagione dei Teatri
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/05/Ph-Vasco-DellOro_5.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250222T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250222T203000
DTSTAMP:20260404T174514
CREATED:20240527T120636Z
LAST-MODIFIED:20240527T120850Z
UID:10001910-1740256200-1740256200@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Ciarlatani
DESCRIPTION:ciarlatani \n\n agg. colloq. Chi finge ciò che non è o non sente. \n n. e f. desus. Attore di teatro\, specialmente di commedie.\n\n1.\nCiarlatani racconta la storia di due personaggi legati al mondo del cinema e del teatro.\nAnna Velasco è un’attrice la cui carriera è in fase di stallo. Dopo aver recitato in piccole produzioni di opere classiche\, ora lavora come insegnante di pilates e nei fine settimana fa teatro per bambini. Tra soap opera televisive e spettacoli alternativi\, Anna è alla ricerca del grande personaggio che la farà finalmente trionfare.\nDiego Fontana è un regista di successo di film commerciali che si sta imbarcando in una grande produzione: una serie da girare in tutto il mondo\, con star internazionali. Un incidente lo porterà ad affrontare una crisi personale e a ripensare la sua carriera.\nQuesti due personaggi sono collegati dalla figura del padre di Anna\, Eusebio Velasco\, regista di culto degli anni ’80\, scomparso e isolato dal mondo. \n2.\nCiarlatani sono anche diverse opere in una: ognuno di questi racconti ha uno stile\, un tono e una forma particolari.\nIl racconto di Anna ha uno stile eminentemente cinematografico\, con un narratore che ci guida\, e in cui sogno e realtà si confondono. La storia di Diego è un’opera teatrale più classica\, rappresentata in spazi più realistici. E infine c’è\, a mo’ di pausa o parentesi\, un’autofiction in cui l’autore dell’opera a cui stiamo assistendo si difende dalle accuse di plagio.\nQueste storie sono raccontate in parallelo\, si alimentano a vicenda\, sono specchi degli stessi temi.\nL’insieme è costruito con capitoli in parte indipendenti\, che formano una struttura più vicina al romanzo che al teatro. L’intenzione è che Ciarlatani sia una narrazione eminentemente teatrale\, ma con un’aspirazione romanzesca e cinematografica. \n3.\nInfine\, Ciarlatani è una commedia in cui solo quattro attori viaggiano attraverso decine di personaggi\, spazi e tempi. Una satira sul mondo del teatro e dell’audiovisivo\, ma anche una riflessione sul successo\, sul fallimento e sui ruoli che ricopriamo\, dentro e fuori la finzione. \nPablo Remón \nLocandina\n\ndi Pablo Remón\ntraduzione italiana Davide Carnevali da Los Farsantes \nregia Pablo Remón \ncon Silvio Orlando\, Francesca Botti\, Francesco Brandi\, Blu Yoshimi \nscene Roberto Crea\nluci Luigi Biondi\ncostumi Ornella e Marina Campanale \nproduzione Cardellino srl\nin coproduzione con Spoleto Festival dei Due Mondi e Teatro di Roma – Teatro Nazionale \nDurata 1 ora e 40 minuti compreso intervallo
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/ciarlatani/2025-02-22/
LOCATION:Teatro Donizetti
CATEGORIES:La Stagione dei Teatri,Prosa
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/05/06_230630_guido_mencari_roma_pablo_remon_ciarlatani_silvio_orlando-6537-ORRIZZONTALE_PRESS.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20250306T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20250306T203000
DTSTAMP:20260404T174514
CREATED:20240517T103010Z
LAST-MODIFIED:20240513T140732Z
UID:10001836-1741293000-1741293000@test.teatrodonizetti.it
SUMMARY:Amore
DESCRIPTION:Il progetto nasce dall’incontro e dall’amicizia fra Pippo Delbono e il produttore teatrale italiano da anni attivo in Portogallo Renzo Barsotti e dal loro desiderio di realizzare insieme uno spettacolo sul Portogallo. Da qui inizia la ricerca sull’“amore” come sentimento\, stato dell’anima. Un vero e proprio ingranaggio nell’organismo umano\, che seleziona\, sposta\, frantuma e ricompone tutto ciò che vediamo\, che sentiamo\, tutto ciò che desideriamo.\nAmore è un viaggio musicale e lirico attraverso una geografia esterna – oltre al Portogallo\, l’Angola\, Capo Verde – e una interna\, quella delle corde dell’anima che vibrano al minimo colpo della vita. Le note sono quelle malinconiche del fado\, che esplodono in slanci energici attraverso la voce dei suoi cantanti\, spalancata a raggiungere ogni angolo della sala; il ritmo quello ora di una parata\, ora di un tableau vivant\, ora di una lenta processione; l’immagine è un quadro che muta nei colori\, si scalda e si raffredda.\nE c’è\, poi\, la parola poetica\, restituita dal registro caldo dell’artista ligure attraverso il suo consueto\, ipnotico\, salmodiare al microfono. Le parole sono quelle di Carlos Drummond de Andrade\, Eugénio De Andrade\, Daniel Damásio Ascensão Filipe\, Sophia de Mello Breyner Andresen\, Jacques Prévert\, Rainer Maria Rilke e Florbela Espanca.\n«Questo spettacolo – racconta Pippo Delbono – presenta una duplice visione dell’amore. Da una parte – e sono i testi a prendere voce – ci mettiamo\, tutti\, alla ricerca di quell’amore\, cercando di sfuggire alla paura che ci assale. In questo viaggio si cerca di evitarlo\, questo amore\, anche se ne riconosciamo costantemente l’urgenza; io lo ricerco\, ma anche lo voglio\, ed è proprio questo che fa paura. Ma il cammino – fatto di musiche\, voci\, immagini – riesce poi\, forse\, a portarci verso una riconciliazione\, un momento di pace in cui quell’amore possa manifestarsi al di là di ogni singola paura».\nA tenere insieme un montaggio emotivo mai del tutto pacificato è una grammatica scenica che alterna il pieno al vuoto\, il canto alla musica\, la voce viva al silenzio\, alla ricerca di una rappresentazione onirica ed elegiaca della crudele risacca di distacco e ricongiungimento. Protagonista è l’assenza\, è la distanza\, è la nostalgia\, una mappatura di emozioni che scava nell’animo dell’autore\, dei suoi interpreti e dello stesso spettatore\, chiamato a cercare sempre con gli occhi ciò che manca e che\, inesorabilmente\, tarda a manifestarsi.\nAmore vuole essere il tentativo di condivisione di un incontro fugace: l’amore è «un uccello rapace» che afferra e porta via e che\, così facendo\, si presenta come qualità totalmente umana. Le lingue diverse che si abbracciano nella trama sonora sono espressione di questa terra\, il Portogallo\, che accoglie e che lascia tracce; lo slancio poetico ci ricorda quale forma di rispetto dovremmo sempre offrire a quei moti dell’anima altrimenti sempre messi sotto assedio dalla paura\, dalla diffidenza\, dalla vergogna.\nAmore è ancora una volta il tentativo di portare dentro al teatro la vita. Nominando questa parola\, invocandola in maniera laica e sognante\, abbiamo forse la possibilità di darle voce e\, a lungo grande assente nei discorsi pubblici\, liberarla dalla confusione che ha regnato sull’intera narrazione di questa odissea globale\, spaventosa\, terribilmente umana. \nLocandina\n\nuno spettacolo di Pippo Delbono \ncon Dolly Albertin\, Gianluca Ballarè\, Margherita Clemente\, Pippo Delbono\, Ilaria Distante\, Aline Frazo\, Mario Intruglio\, Pedro Jòia\, Nelson Lariccia\, Gianni Parenti\, Miguel Ramos\, Pepe Robledo\, Grazia Spinella\, Selma Uamusse \nmusiche originali Pedro Jòia e autori vari\nscene Joana Villaverde\ncostumi Elena Giampaoli\nluci Orlando Bolognesi \nproduzione Compagnia Pippo Delbono\nproduttore esecutivo Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale \nDurata 1 ora senza intervallo
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/amore/
LOCATION:Teatro Donizetti
CATEGORIES:Altri Percorsi,La Stagione dei Teatri
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://test.teatrodonizetti.it/wp-content/uploads/2024/05/DSCF6793©luigi-cerati_153.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR