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SUMMARY:ELINA DUNI & ROB LUFT "Songs of Love and Exile"
DESCRIPTION:ELINA DUNI voce\nROB LUFT chitarra\nKIRIL TUFEKCIEVSKI contrabbasso\nVIKTORr FILIPOVSKI batteria \nOriginaria dell’Albania\, cresciuta in Svizzera dove risiede tuttora\, Elina Duni è tra le voci più intense della nuova scena musicale europea. La sua voce-strumento\, limpida e carezzevole ma nel contempo anche intensa e struggente\, è assolutamente naturale\, libera\, capace di passare da melodie albanesi e kosovare a quelle di altre tradizioni\, anche provenienti dal meridione italiano. A ciò si aggiunge la conoscenza e la pratica del jazz vocale che contribuisce alla definizione di una cifra personale\, ben documentata da vari dischi pubblicati dall’etichetta tedesca ECM\, in due dei quali\, Lost Ships e A Time To Remember\, è all’opera anche il chitarrista inglese Rob Luft\, ormai partner abituale della cantante. \nNata a Tirana\, Elina Duni lascia l’Albania per la Svizzera all’età di dieci anni; il legame con la sua terra di origine rimarrà sempre forte\, trovando nel connubio fra folklore e jazz il punto di partenza di un percorso artistico che via via si intreccerà con molteplici altre culture del bacino mediterraneo e non solo. Elina Duni canta infatti in albanese\, tedesco\, francese\, inglese\, italiano\, portoghese\, armeno\, yiddish e arabo. \nLa collaborazione con Rob Luft\, uno dei nomi nuovi della scena jazzistica britannica\, si snoda tra brani originali e tradizionali\, creando un percorso di canzoni sull’amore e l’esilio: da una parte si dà voce alle problematiche della migrazione e ambientali\, dall’altra si esplora il mondo della canzone da diverse angolazioni\, dalle ballad jazzistiche alla chanson francese\, passando per il folk mediterraneo e statunitense. \nLocandina\n\nElina Duni voce\nRob Luft chitarra\nKiril Tufekcievski contrabbasso\nViktor Filipovski batteria
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SUMMARY:RAFFAELE FIENGO Quartet
DESCRIPTION:RAFFAELE FIENGO sax alto\nTHOMAS UMBACA pianoforte\nENRICO PALMIERI contrabbasso\nANTONIO MARMORA batteria \nIl gruppo nasce dall’unione di quattro giovani musicisti dell’area lombarda\, tutti studenti del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Il repertorio del quartetto comprende prevalentemente brani originali del sassofonista Raffaele Fiengo\, fortemente influenzati esteticamente dal jazz della scena contemporanea di New York\, e da rivisitazioni e arrangiamenti di movimenti e sonate provenienti da compositori del ’900\, da Vincent Persichetti a Bèla Bartòk e Arthur Honneger. Oltre al leader merita menzione speciale il pianista Thomas Umbaca\, uno dei nomi nuovi del jazz italiano da tenere in debita considerazione. Ma è nel suo insieme che il quartetto sprigiona un’energia che si combina con sfumature delicate\, in un caleidoscopio sonoro dinamico e trasversale. \nIngresso gratuito fino a esaurimento posti. \nLocandina\n\nRaffaele Fiengo sax alto\nThomas Umbaca pianoforte\nEnrico Palmieri contrabbasso\nAntonio Marmora batteria
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SUMMARY:BOBBY WATSON Quintet (1° set) / FAMOUDOU DON MOYE “Plays Art Ensemble of Chicago” (2° set)
DESCRIPTION:BOBBY WATSON Quintet\nBOBBY WATSON sax alto\nWALLACE RONEY JR tromba\nJORDAN WILLIAMS pianoforte\nCURTIS LUNDY contrabbasso\nVICTOR JONES batteria \nNon è facile trovare un aggettivo che descriva adeguatamente uno come Bobby Watson\, veterano di mille battaglie musicali\, apparso prepotentemente sulle scene sul finire degli anni Settanta\, quando\, dal 1977 e fino al 1981\, ha fatto parte dei Jazz Messengers di Art Blakey. Della band del grande batterista\, considerata l’università del jazz per antonomasia\, è stato anche direttore musicale\, imprimendovi la propria verve e mettendosi in piena luce sia come solista che come compositore. Da allora la sua carriera si è snodata tra svariate altre collaborazioni\, numerose incisioni realizzate nelle vesti di leader\, diverse delle quali realizzate per l’italiana Red Records (Appointment in Milano\, Round Trip\, Love Remains\, tra le altre)\, e formazioni di varia foggia tra cui il notevole 29th Street Saxophone Quartet. Ovunque il sassofonista di Lawrence\, Kansas\, dove è nato nel 1953\, ha lasciato il segno della propria espressività\, forgiata nel solco della più schietta scuola di estrazione boppistica ma tutt’altro che priva di personalità. \nOggi\, superata da poco la soglia dei 70 anni\, Bobby Watson può essere considerato un “classico”\, ma nelle sue vene continua a scorrere un flusso di energia che lo mantiene ai vertici del sassofonismo contemporaneo. \nDel quintetto con il quale si presenta per la prima volta a Bergamo Jazz\, fanno parte musicisti di vasta esperienza come il contrabbassista Curtis Lundy e il batterista Victor Jones\, e giovani talentuosi come il pianista Jordan Williams e il trombettista Wallace Roney Jr\, vero figlio d’arte\, nato dal matrimonio tra i compianti Wallace Roney e Geri Allen. \n\nFAMOUDOU DON MOYE “Plays Art Ensemble of Chicago”\n50th Anniversary: The Bergamo Concert\nFAMOUDOU DON MOYE batteria e percussioni\nMOOR MOTHER voce\, spoken words\, electronics\nEDDY KWON violino\nSIMON SIEGER pianoforte e trombone\nJUNIUS PAUL contrabbasso e basso elettrico\nDUDÙ KOUATE voce\, african percussion\, water pumpkins drums\, talking drum\, ‘ngoni \nEra il 20 marzo del 1974 quando l’Art Ensemble of Chicago tenne al Teatro Donizetti uno dei suoi primi concerti italiani. Un concerto passato alla storia del festival jazz di Bergamo\, ma non solo. Un concerto che ebbe sul pubblico e tra gi addetti ai lavori un effetto dirompente\, provocando animate discussioni i cui echi non sono mai del tutto svaniti\, pur via via mitigati dal trascorrere del tempo. E in concomitanza con la ricorrenza del 50esimo anniversario di quel concerto\, Famoudou Don Moye torna a calcare il palcoscenico del Donizetti per rendere omaggio a coloro con i quali ha condiviso l’esperienza dell’Art Ensemble of Chicago\, a Lester Bowie\, a Joseph Jarman\, a Malachi Favors\, componenti\, insieme a Roscoe Mitchell e allo stesso batterista e percussionista\, di una delle formazioni più longeve e creative dell’intera storia del jazz.  Il tutto nel solco di quel rituale sonoro dal forte potere evocativo che Don Moye ripropone in modo personale reinterpretando e plasmando la musica dell’Art Ensemble attraverso il suo straordinario vissuto e valorizzando il progetto stesso con la presenza e l’apporto di giovani musicisti che hanno abbracciato a loro volta la causa della Great Black Music. La Grande Musica Nera fatta di tante musiche\, jazz\, blues\, reggae\, rock e altro ancora\, partendo dal passato e guardando al futuro. \nIl gruppo allestito da Don Moye per la speciale occasione schiera il bassista Junius Paul\, il violinista Eddy Kwon\, il pianista e trombonista Simon Sieger\, la poetessa e musicista elettronica Camae Aiewa alias Moor Mother e Dudù Kouate\, percussionista\, polistrumentista e griot senegalese che a Bergamo è di casa e che collabora con Don Moye\, sia nell’Art Ensemble che in altri gruppi\, dal 2017. \nLocandina\n\n1° set\nBOBBY WATSON Quintet \nBobby Watson sax alto\nWallace Roney Jr tromba\nJordan Williams pianoforte\nCurtis Lundy contrabbasso\nVictor Jones batteria \n\n2° set\nFAMOUDOU DON MOYE “Plays Art Ensemble of Chicago”\n50th Bergamo Celebration Concert \nFamoudou Don Moye batteria e percussioni\nMoor Mother voce\, spoken words\, electronics\nEddy Kwon violino\nSimon Sieger pianoforte e trombone\nJunius Paul contrabbasso e basso elettrico\nDudù Kouate voce\, african percussion\, water pumpkins drums\, talking drum\, ‘ngoni
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SUMMARY:H-OWL PROJECT
DESCRIPTION:ROSSELLA PALAGANO voce\nNICOLO’ PETRAFESA tastiera\nMATIA PELLEGRINO basso elettrico\nGIOVANNI GRAMEGNA batteria \nH-Owl Project è un quartetto formato da musicisti pugliesi e lucani: quattro mentalità musicali distinte ma affini la cui versatilità permette di esplorare il mondo del jazz moderno contaminato dall’R’n’B\, dal soul\, dall’hip hop e dall’elettronica. Nel 2019 il gruppo ha partecipato alla seconda edizione dell’Onyx Jazz Contest organizzato dall’Onyx Jazz Club di Matera\, aggiudicandosi il primo premio come miglior formazione. Sempre nel 2019 ha preso parte alla Novi Sad Jazz Marathon in Serbia\, mentre l’anno successivo si è esibito all’interno della rassegna Nuoro Jazz. In un brano del primo album firmato H-Owl Project\, Blip\, compare nella veste di ospite Paolo Fresu. \nIngresso gratuito su prenotazione.\nEmail info@livemusicdieci10.it \nLocandina\n\nRossella Palagano voce\nNicolò Petrafesa tastiera\nMatia Pellegrino basso elettrico\nGiovanni Gramegna batteria
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SUMMARY:EMANUELE CISI - SALVATORE BONAFEDE duo
DESCRIPTION:EMANUELE CISI sax tenore\nSALVATORE BONAFEDE pianoforte \nDue artisti\, due voci significative del panorama nazionale ed internazionale nei loro rispettivi strumenti\, che dialogano sul comune denominatore dell’essenza: da qui nasce l’incontro tra il sassofonista piemontese Emanuele Cisi e il pianista siciliano Salvatore Bonafede\, musicisti che sul concetto di essenza hanno basato e sviluppato la loro arte\, in un percorso arricchito da illustri esperienze e collaborazioni nella scena jazz internazionale\, segnatamente quella statunitense. Entrambi hanno infatti assorbito il linguaggio più autentico dei maestri d’oltreoceano facendolo loro\, amalgamandolo con la loro peculiare sensibilità melodica\, restituendolo in forma di jazz originale\, contemporaneo seppur diretto discendente del grande mainstream. Senza mai perdere di vista ciò che per loro ha significato in musica\, ripudiando inutili tecnicismi o dimostrazioni muscolari\, concentrandosi sulla autenticità del loro lessico. Siano composizioni originali\, con cui entrambi hanno impreziosito i propri lavori discografici\, o rivisitazioni di famosi songs\, il loro dialogo sarà basato su una conversazione priva di formalità o convenevoli\, “straight to the point”. \nClasse 1964\, Emanuele Cisi ha in curriculum frequentazioni artistiche che ne attestano il valore: da Nat Adderley a George Cables\, da Clark Terry a Jimmy Cobb\, da Billy Cobham a Jimmy Owens\, da Enrico Rava a Paolo Fresu\, solo per fare qualche nome tra I tanti possibili. Di recente ha coinvolto nel suo album Far Away l’attore Filippo Timi. \nNato a Palermo nel 1962\, Salvatore Bonafede ha avuto modo di registrare dischi insieme a Joe Lovano\, Cameron Brown\, Adam Nussbaum\, Marc Johnson\, Paul Motian\, John Abercrombie e altri. Ha anche inciso due dischi in piano solo: Dream and Dreams e Caro Luca. \nLocandina\n\nEmanuele Cisi sax tenore\nSalvatore Bonafede pianoforte
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LOCATION:Teatro Sant’Andrea
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SUMMARY:FEDERICA MICHISANTI "French Quartet" featuring LOUIS SCLAVIS
DESCRIPTION:LOUIS SCLAVIS clarinetti\nFEDERICA MICHISANTI contrabbasso\nSALVATORE MAIORE violoncello\nMICHELE RABBIA batteria\, percussioni \nFederica Michisanti torna a Bergamo Jazz sull’onda dei brillanti risultati ottenuti nel referendum Top Jazz 2023 del mensile Musica Jazz: prima tra i musicisti dell’anno\, nonché come leader di un proprio gruppo e per il miglior disco\, Afternoons\, quinto album a sua firma. Risultati che consolidano il ruolo preminente della contrabbassista romana nell’ambito del miglior jazz italiano ed europeo del momento\, musicista che da sempre si esprime in modo rigoroso poggiando su doti strumentali e compositive di primissimo ordine\, tanto da catturare anche l’attenzione del trombettista Dave Douglas che l’ha voluta nel quartetto diretto insieme a Franco D’Andrea\, ascoltato anche a Bergamo Jazz 2021. Afternoons si giova invece del sodalizio\, oltre che con Michele Rabbia\, con due personalità di spicco del jazz transalpino\, il clarinettista Louis Sclavis e il violoncellista Vincent Courtois\, sostituito a Bergamo dall’altrettanto valoroso Salvatore Maiore. \nL’album include sette tracce che attingono alla musica colta europea e all’avanguardia jazzistica e hanno varia natura: a volte si tratta di temi accennati che sfociano in improvvisazioni libere\, a volte sono melodie che si adagiano su una linea di basso ripetitiva o sono\nlinee melodiche che si intrecciano formando un’armonia che cambia di continuo. Od ancora sono composizioni che presentano passaggi più aperti in un mirabile intreccio fra scrittura e improvvisazione. In ogni caso si ascolta musica di spessore\, cui offrono prezioso contributo i partner dell’autorevole leader. \nIn collaborazione con FONDAZIONE MIA\n  \nLocandina\n\nLouis Sclavis clarinetti\nFederica Michisanti contrabbasso\nSalvatore Maiore violoncello\nMichele Rabbia batteria\, percussioni
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SUMMARY:ANA CARLA MAZA “Caribe”
DESCRIPTION:ANA CARLA MAZA violoncello e voce\nNORMAN PEPLOW pianoforte\nMARC AYZA batteria\nJAY KALO percussioni \nVoce e violoncello per un’artista che si sta rivelando come uno dei nuovi nomi della scena world. Si chiama Ana Carla Maza ed è cubana: padre cileno\, il sassofonista Carlos Maza\, e madre cubana\, ha iniziato a suonare il violoncello quando aveva 8 anni e ha calcato il palco per la prima volta a L’Avana\, sua città natale\, ad appena 10 anni. A 13 ha preso parte a un album con il progetto Carlos Maza en Familia e a 14 ha suonato in un altro album dal sigillo paterno\, Quererte. Nel 2012 si è trasferita a Parigi per studiare al conservatorio e ha iniziato una carriera solistica che l’ha portata a esibirsi in tutta Europa e incontrare il violoncellista Vincent Segal che è stato per lei fonte di grande ispirazione. Nel 2016 ha pubblicato Solo Acoustic Concert\, interpretando le tradizioni musicali della sua infanzia\, dalla bossa nova brasiliana all’habanera cubana\, e nel 2020 ha dato alle stampe La Flor. Entrambi gli album includono ritmi latini\, brani pop\, armonie jazz e tecnica classica\, così come anche il seguente Bahia\, uscito a febbraio 2022.  L’ultima tappa del viaggio musicale di Ana Carla Maza è rappresentata\, al momento\, da Caribe\, album pubblicato nell’autunno 2023.  Prodotto dalla stessa Ana Carla\, Caribe è il frutto di influenze diverse\, cumbia\, son\, bossa\, samba\, tango\, rumba\, reggae e salsa. I testi\, cantati in francese e spagnolo\, aggiungono al tutto un tocco di sensualità. \n«Nella musica latina\, le donne cantano e gli uomini fanno tutto il resto»\, racconta\, «Io ho invece deciso di affrontare il nuovo disco senza un produttore musicale. Sono arrivata in studio con tutte le partiture\, scritte per un sestetto\, strumento per strumento. Ho un background classico\, posso suonare Brahms o Shostakovich\, la cui musica è complicata. Allora perché non accettare una nuova sfida? Produrre interamente un album ha significato riflettere completamente la mia sensibilità femminile\, il mio desiderio di celebrazione positiva del qui e ora\, di ‘Alegria’». I concerti di Ana Carla Maza trasudano proprio di questo: gioia\, spontaneità e femminilità. \nLocandina\n\nAna Carla Maza violoncello e voce\nNorman Peplow pianoforte\nMarc Ayza batteria\nJay Kalo percussioni
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SUMMARY:ABDULLAH IBRAHIM piano solo (1° set) / MODERN STANDARDS SUPERGROUP (2° set)
DESCRIPTION:ABDULLAH IBRAHIM piano solo\nABDULLAH IBRAHIM pianoforte \nTorna a Bergamo\, a distanza di quasi 50 anni dalla prima precedente esibizione\, uno dei simboli della musica sudafricana e della lotta contro l’Apartheid a suon di musica. Nato a Città del Capo il 9 ottobre del 1934\, Abdullah Ibrahim\, che all’epoca era noto con il nome di Dollar Brand\, suonò al Teatro Donizetti la prima sera dell’edizione 1975 del festival conquistando il pubblico con quella forza evocativa che anche oggi pervade la sua musica. \nLa sua biografia è illuminante del percorso artistico e umano di cui il pianista è stato protagonista. Emerso alla fine degli anni Cinquanta prima con un proprio trio e poi con i Jazz Epistles\, formazione seminale del jazz sudafricano di cui faceva parte tra gli altri anche il trombettista Hugh Masekela\, scelse poi la via dell’esilio prima in Europa e poi negli Stati Uniti per sfuggire alla discriminazione razziale nel suo Paese. Tra i primi ad accorgersi del suo talento e della profondità della sua musica fu Duke Ellington. Gli anni Sessanta e quindi il decennio successivo\, grazie anche ad album quali Ancient Africa e African Piano\, lo consacrarono tra le figure preminenti del jazz del periodo. Posizione mantenuta anche successivamente alla guida di gruppi come gli Ekaya. Rientrato in Sudafrica nel 1990\, su invito di Nelson Mandela dopo la sua scarcerazione\, Abdullah Ibrahim non è venuto mai meno al suo ruolo di vessillo di una musicalità profondamente legata alle proprie radici e portatrice di messaggi universali. \nAnche in un album recente come Solotude del 2021 si coglie infatti appieno la poetica di un musicista di rara sensibilità. \n\n\nMODERN STANDARDS SUPERGROUP featuring ERNIE WATTS\, NIELS LAN DOKY\, FELIX PASTORIUS\, HARVEY MASON\nERNIE WATTS sassofoni\nNIELS LAN DOKY pianoforte\nFELIX PASTORIUS basso elettrico\nHARVEY MASON batteria \nUn autentico supergruppo: come recita la stessa intestazione\, non si può definire altrimenti il quartetto che schiera quattro carismatiche personalità come Ernie Watts\, Niels Lan Doky\, Felix Pastorius e Harvey Mason. Un vero poker d’assi\, detto in altre parole\, ideato nel 2022 (con Bill Evans al sax e Darryl Jones al basso) in occasione di un tour dal quale verrà poi tratto un album nel quale figurano\, oltre a composizioni originali\, riletture di brani di disparata provenienza\, a testimonianza di dove va a parare il concetto di modernità espresso dal quartetto\, da “Smells Like A Teen Spirit” dei Nirvana a “Black Hole Sun” dei Soundgarden\, da “Dancing Barefoot” di Patti Smith a “Jean Pierre” di Miles Davis. \nErnie Watts\, il più anziano dei quattro\, classe 1945\, è uno dei sassofonisti più richiesti sia in ambito jazz che rock e pop: ha militato nel mirabile Quartet West di Charlie Haden\, con il quale si è esibito a Bergamo Jazz nel 2000\, e nella GRP All Stars Big Band\, oltre ad aver suonato in tour con I Rolling Stones e registrato con Frank Zappa (The Grand Wazoo)\, Earth Wind & Fire\, Stanley Clarke\, Carole King\, Glenn Frey\, Steely Dan\, Joe Cocker e un’infinità di altri artisti. \nDi due anni più giovane è Harvey Mason\, roccioso ma dinamico batterista il cui nome rimanda direttamente agli Headhunters di Herbie Hancock e all’album omonimo del 1973\, uno dei capolavori del jazz-funk. Ma ha anche fatto parte dei Fourplay e svolto anch’egli un’intensissima attività di sideman. \nNativo di Copenaghen\, Niels Lan Doky vanta innumerevoli collaborazioni con nomi altisonanti del jazz d’oltre oceano\, da John Scofield a Pat Metheny\, da Joe Henderson a Micheal Brecker\, da Ray Brown a Charlie Haden. \nFelix Pastorius è figlio dell’indimenticato e indimenticabile Jaco\, “il più grande bassista del mondo”: dall’illustre padre ha ereditato la capacità di muoversi in contesti musicali diversi\, ma il talento è tutta farina del suo sacco. Oltre ad essere frontman degli Hipster Assassins\, Felix si è prodotto accanto a stelle come Bobby McFerrin e ha fatto parte degli Yellowjackets. \nLocandina\n\n1° set\nABDULLAH IBRAHIM piano solo \nAbdullah Ibrahim pianoforte \n\n2° set\nMODERN STANDARDS SUPERGROUP\nfeaturing ERNIE WATTS\, NIELS LAN DOKY\, FELIX PASTORIUS\, HARVEY MASON \nErnie Watts sassofoni\nNiels Lan Doky pianoforte\nFelix Pastorius basso elettrico\nHarvey Mason batteria
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SUMMARY:INCONTRIAMO IL JAZZ - Tutti quanti voglion fare jazz
DESCRIPTION:Lezione concerto rivolta agli studenti delle scuole primarie \nL’incontro propone agli alunni delle scuole primarie i concetti base dell’improvvisazione jazz attraverso la vocalità e il ritmo. Sul palco il coro gospel delle classi quinte della scuola primaria Diaz\, nato all’interno di un laboratorio tenuto nei mesi precedenti dagli esperti del CDpM e diretto da Gabriele Capitanio\, si esibisce accanto a un gruppo di musicisti jazz tra cui spicca il trombettista Emilio Soana\, già prima tromba dell’orchestra della RAI di Milano. \nIl repertorio propone alcuni classici del jazz e del gospel come Amazing Grace\, When the saints go marchin in\, brani del repertorio disneyiano come Crudelia Demon e composizioni di Duke Ellington\, tra cui Come Sunday. I ragazzi e le ragazze sono coinvolti nelle esecuzioni strumentali con alcuni riff melodici eseguiti secondo la tecnica del call and response e alcuni elementi ritmici che si inseriscono nell’arrangiamento strumentale e corale proposto sul palco. Le partiture e gli arrangiamenti\, appositamente realizzati per ensemble scolastici\, vengono distribuiti ai docenti per essere poi utilizzati come materiale didattico in classe. \nIn collaborazione con CDpM EUROPE \nLocandina\n\nCoro Gospel della scuola primaria dell’IC Santa Lucia di Bergamo\ndiretto da Gabriele Capitanio\nEmilio Soana tromba\nClaudio Angeleri pianoforte\nPaola Milzani voce\nGabriele Comeglio sax alto e soprano\nMarco Esposito basso\nMatteo Milesi batteria
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SUMMARY:I Legnanesi: 7°... Non rubare
DESCRIPTION:Un nuovo spettacolo per riabbracciare ancora una volta le decine di migliaia di spettatori che aspettano di anno in anno di trascorrere due ore spensierate con la famiglia Colombo – Antonio Provasio (Teresa)\, Enrico Dalceri (Mabilia)\, Italo Giglioli (Giovanni) – gli altri personaggi del cortile e gli sfavillanti boys.\nIl nuovo titolo per la stagione 2023-2024 è già promessa di divertimento assicurato\, con la comicità e la tradizione de I LEGNANESI alle prese con un comandamento quanto mai attuale.\nCrescere in una famiglia tradizionale di sani e autentici principi oggigiorno è una grande fortuna: lo sa bene Mabilia che\, consapevole di questo privilegio\, partecipa a un concorso di beneficenza aggiudicandosi “l’adozione temporanea” di un ragazzo problematico\, ma dal carattere incredibilmente travolgente. Ed è proprio così che Carmine entra a far parte della famiglia Colombo\, travolgendo tutti…\nIl compito di Teresa e Giovanni sarà quello di reinserire il ragazzo in società fornendogli le basi solide e i principi morali essenziali per vivere onestamente\, mentre quello di Mabilia di vestire i panni di “sorella maggiore”.\nMa si sa che le abitudini (anche quelle malsane\, purtroppo!) sono dure a morire e\, per colpa di una bravata commessa da Carmine\, nella seconda parte dello spettacolo i tre Colombo si ritroveranno catapultati in un’aula di tribunale a “discolparsi” per qualcosa che non hanno commesso\, soprattutto il nostro Giovanni che\, con grande felicità di Teresa\, rischierà addirittura la galera!\nMa\, quando tutto sembrerà degenerare senza via di uscita\, la situazione si trasformerà\, portando lo spettatore a riflettere sul 7° comandamento.\nUn testo scritto da Mitia Del Brocco che\, ogni anno\, unisce magistralmente tradizione e innovazione in costante equilibrio come in questo nuovo spettacolo\, in cui il connubio fra i profumi del tradizionale cortile e le ispirazioni tratte dalla serie di enorme successo “Mare fuori” lasceranno sbalorditi\, portando gli spettatori dentro a uno spettacolo divertente\, brillante e spassoso come solo I LEGNANESI sanno fare!\nLa nuova storia della Famiglia Colombo\, la più divertente d’Italia\, sarà accompagnata da sfavillanti scenografie e maestosi quadri musicali curati da Enrico Dalceri\, mentre la regia dello spettacolo\, come da tradizione\, sarà affidata all’indiscussa professionalità di Antonio Provasio. \nLocandina\n\ntesto Mitia Del Brocco\nregia Antonio Provaso\nscenografie\, costumi e musiche Enrico Dalceri\ncoreografie Valentina Bordi \nDirettore Artistico Sandra Musazzi\nDirettore di Produzione Enrico Barlocco \nUna produzione Chi.Te.Ma.
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SUMMARY:Il Teatro Donizetti per la Giornata Mondiale del Teatro
DESCRIPTION:Orari:\nOre 18.00 laboratorio\nOre 19:30 incursione teatrale sul Sentierone\nLa partecipazione è gratuita.\nIscrizione obbligatoria entro il 22 marzo cliccando QUI \nLaboratorio teatrale per giovani e adulti finalizzato alla realizzazione di una performance collettiva\nCon Silvia Briozzo \nUn laboratorio durante il quale chiunque\, con o senza esperienza\, possa lavorare su un testo teatrale condiviso\, coadiuvato da Silvia Briozzo\, attrice e regista\, per arrivare ad una performance corale fuori dagli spazi del Teatro Donizetti.
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SUMMARY:Realizzazione di una ghirlanda pasquale
DESCRIPTION:Ore 15.00 – 17.00\nCosto: 20 Euro (comprensivo di materiale)\ndi Paola Rivolta\nEtà: 7/11 anni\n \nFesteggiamo l’inizio della primavera realizzando una coloratissima ghirlanda pasquale tutta di carta!\nArmati di forbici e colla\, giocheremo con la carta colorata lasciandoci ispirare dalla natura… con un pizzico di fantasia!
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SUMMARY:PFM canta De André Anniversary
DESCRIPTION:Quarantacinque anni dopo il tour “Fabrizio De André e PFM in concerto”\, la prog band più famosa al mondo torna sui palchi di tutta Italia con “PFM canta De André Anniversary”\, un tour per celebrare il fortunato sodalizio con il cantautore genovese e riproporre una serie di concerti dedicati a quell’evento. Per rinnovare l’abbraccio fra il rock e la poesia\, alla scaletta originale saranno aggiunti anche brani tratti da “La buona Novella”\, completamente rivisitati dalla band.  \n“PFM canta De André – Anniversary” avrà sul palco una formazione spettacolare\, con tre ospiti d’eccezione: Flavio Premoli (fondatore PFM) con l’inconfondibile magia delle sue tastiere\, Michele Ascolese\, chitarrista storico di Faber e Luca Zabbini\, leader dei Barock Project. \n  \nFabrizio disse: «La nostra tournée è stata il primo esempio di collaborazione tra due modi completamente diversi di concepire e eseguire le canzoni. Un’esperienza irripetibile perché PFM non era un’accolita di ottimi musicisti riuniti per l’occasione\, ma un gruppo con una storia importante\, che ha modificato il corso della musica italiana. Ecco\, un giorno hanno preso tutto questo e l’hanno messo al mio servizio…». \nLocandina\nPFM Premiata Forneria Marconi \nspecial guest Flavio Premoli\ncon Michele Ascolese e LucaZabbini \nproduzione D&D Concerti\nin collaborazione con  Ventidieci \nPFM - Premiata Forneria Marconi\nPFM – Premiata Forneria Marconi ha uno stile unico e inconfondibile che combina la potenza espressiva della musica rock\, progressive e classica in un’unica entità affascinante. Nata nel 1970 (discograficamente nel 1972)\, la band ha guadagnato rapidamente un posto di rilievo sulla scena internazionale\, che mantiene tutt’oggi. Nel 2016 la prestigiosa rivista inglese “Classic Rock” UK ha posizionato PFM – Premiata Forneria Marconi al 50esimo posto tra i 100 migliori artisti più importanti del mondo\, mentre “Rolling Stone” UK ha inserito l’album “Photos of ghost” al 19esimo posto tra i dischi più importanti della musica progressive. Nel 2018 ha ricevuto a Londra il prestigioso riconoscimento come “International Band of the year” ai Prog Music Awards UK\, mentre nel 2019 la rivista inglese “PROG UK” nomina Franz Di Cioccio tra le 100 icone della “musica che hanno cambiato il nostro mondo” (unico musicista del mondo latino).
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SUMMARY:Danza che ti Pasqua!
DESCRIPTION:Ore 9:30-11 e 11:15-12:45\nCosto: 20 Euro (comprensivo di materiale)\nLaboratorio creativo tra arte e danza: i fiori futuristi\ndi ABC Allegra Brigata Cinematica\nConduzione Macchetta Sarah e Alessandro Nosotti\nEtà: 5/10 anni \nUn laboratorio dinamico e colorato per festeggiare la primavera e la Pasqua. Prendiamo spunto dalla flora creata dai futuristi per divertirci tra arte e danza.\nI bambini potranno immaginare e creare nuovi fiori futuristi\, disegnando forme con le punte o arrotondati\, con contorni dentellati o lisci\, con le superfici bucherellate\, forme allungate\, di ogni colore\, che si vedono soltanto di notte\, che amano stare con gli altri o che preferiscono la solitudine.\nOsserveremo\, poi\, come ogni movimento del corpo crea disegni nello spazio\, attraverso linee rette\, spezzate o curve e sperimentare come l’unione di più movimenti può disegnare figure che alimentano la fantasia e l’ideazione dei nostri elementi floreali.\nE alla fine costruiremo un magico giardino in cui le nostre creazioni potranno prendere vita nel gioco di relazione con gli altri\, la musica e lo spazio.
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SUMMARY:The magical music of Harry Potter live in concert
DESCRIPTION:The Magical Music of Harry Potter live in concert\n\n\nI film di Harry Potter sono alcuni dei film di maggior successo nella storia del cinema. La pluripremiata colonna sonora ora arriva come una serata di concerto unica. Un ospite speciale dei film\, solisti famosi\, un coro e un’orchestra eseguiranno la magica musica di Harry Potter. I visitatori vivranno i momenti musicali più significativi di Harry Potter. \nIl programma include le colonne sonore dei film composte da John Williams\, vincitore di cinque premi Oscar\, Patrick Doyle\, Nicolas Hooper e Alexandre Desplat\, vincitore di un premio Oscar. Sarà inclusa anche la migliore musica tratta da “Harry Potter e la maledizione dell’erede”\, che ha ricevuto numerosi premi a Londra e New York\, essendo lo spettacolo di maggior successo al mondo. \nLa serata sarà per il pubblico un concerto indimenticabile. Divertimento\, buon umore e un tocco di magia saranno gli ingredienti di questa serata. Sarà un viaggio musicale in un mondo magico\, fatto di amicizia\, avventura\, amore e coesione nel pericoloso mondo dei maghi. Il pubblico si immergerà in un mondo incantato grazie all’utilizzo della più avanzata tecnologia di luce\, suono e messa in scena laser\, creando un’atmosfera unica che lascerà il pubblico a bocca aperta. Gli effetti visivi e magici faranno battere i cuori di tutti i fan di Harry Potter un po’ più velocemente. \nLA MUSICA \n\nIl pubblico potrà sperimentare la migliore musica tratta da Harry Potter\, proveniente da tutti e otto i film e dalle opere musicali scritte da quattro talentuosi compositori. John Williams (Star Wars\, ET\, Indiana Jones\, Jurassic Park) ha composto la musica per i primi tre film\, inclusi il famoso “Hedwig’s Theme“\, il leitmotiv dei film di Harry Potter\, e “Double Trouble” – il classico motivo di Hogwarts con un coro di bambini\, così come il divertente “Aunt Marges Waltz” e “Witches\, Wands and Wizards“. Brani come “Hogwarts Hymn” di Patrick Doyle\, dal quarto film di Harry Potter\, porteranno il pubblico nel mondo misterioso e oscuro del Torneo Tremaghi. Nicholas Hooper ha composto “L’addio di Silente” per il quinto e il sesto film di Harry Potter\, contribuendo a sviluppare e arricchire la musica di Harry Potter. Infine\, Alexandre Desplat\, compositore delle ultime due opere della serie cinematografica\, ha creato un’esperienza finale e musicale grandiosa e indimenticabile\, con brani come “Lily’s Theme“.
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SUMMARY:The Music of Hans Zimmer & Others - A Celebration of Film Music
DESCRIPTION:The Music of Hans Zimmer & Others – A Celebration of Film Music\n\nLa straordinaria e migliore musica di pellicole come  Dune\, James Bond\, Pirati dei Caraibi\, Re Leone\, Il Gladiatore\, Inception\, Interstellar e molti altri successi internazionali in un affascinante concerto  con un’orchestra da film\, coro\, solisti\, un ospite speciale e selezionati frammenti cinematografici.
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SUMMARY:NOMADI Sessanta - Live Tour 2024
DESCRIPTION:NEL 2023 I NOMADI FESTEGGIANO I 60 ANNI DI MUSICA \n  \nI Nomadi\, festeggiano i 60 anni di musica\, concerto organizzato da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci. È la band più longeva in Italia e prima di loro\, al mondo\, solo i Rolling Stones. Sono i primi anni 60 quando tra Modena e Reggio Emilia Beppe Carletti e Augusto Daolio decidono di formare una loro band. L’esordio avviene nel 1963. Il nome NOMADI fu scelto un po’ per caso ma ne ha caratterizzato lo spirito: le tappe dei loro interminabili Tour toccano dai piccoli paesi ai grandi palchi delle maggiori città italiane senza distinzione. Ad oggi il gruppo emiliano discograficamente conta 52 lavori\, fra dischi in studio\, live e raccolte per un totale oltre 15.000.000 di copie vendute. Sono oltre cento i fan club sparsi in tutta Italia e ancor più Cover Band riconosciute. Il loro è un pubblico transgenerazionale. Da sempre la musica è stata coniugata all’impegno umanitario ed ha visto i Nomadi promotori di tantissime iniziative di solidarietà in Italia e nel mondo. 
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SUMMARY:Abitare la voce
DESCRIPTION:Incontri singoli\n4 aprile ore 18:30-19:30\n11 aprile ore 18:30-19:30 \nCosto: 10 euro a incontro \nLaboratorio di canto per adulti/e\ndi Alessandra Giolo \nUn percorso di esplorazione della propria voce e delle sue potenzialità espressive all’interno di un contesto di gruppo. Il canto è un’attività liberatoria\, dona vitalità\, permette di riconoscere ed esprimere le proprie emozioni\, è fonte di gioia e benessere.\nOgni laboratorio termina con una breve incursione canora nel Sentierone.
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SUMMARY:Opα
DESCRIPTION:Opα\, la prima produzione della società Room to Rent\, pone le basi per un approccio artistico che si nutre inizialmente di un’esplorazione dell’identità che attinge alle origini – geografiche\, identitarie\, di genere – ma che è anche attratto da un rapporto diretto con il pubblico durante la performance\, permettendo all’interazione con il pubblico di essere immediata e integrando l”inatteso’ nel discorso\, sfumando così i confini tra realtà e finzione. Il piacere che guida la performance\, l’intuizione e la necessità come base creativa hanno tutti guidato l’autorialità scenica da cui Mélina Martin ha gradualmente creato la propria produzione. La figura di Elena mette in gioco la questione della bellezza. I vari testi\, scritti nel corso dei millenni\, le  conferiscono un carattere ambiguo\, la sua\nstoria è a volte oscura\, a volte contraddittoria.\nÈ stata presa con la forza da Paride? O ha ceduto all’amore a prima vista? È manipolata o manipolatrice? Attiva o passiva? Pura o puttana? Felice o infelice?\nSolo una cosa è certa: Hélène è bellissima. Attraverso lei voglio mettere in discussione\, sul palcoscenico\, il potere dell’aspetto fisico.\nUno dei punti di forza di Hélène sul palco è quello di giocare con i pensieri dello spettatore. Dicendo “Sono la donna più bella del mondo”\, la sua immaginazione è subito collegata. Fingendo di incarnare la sua fantasia\, creo delle aspettative. Poi spingo il cliché un po’ oltre\, rivelando la sua mostruosità. Le aspettative vengono deluse\, lo spettatore è fuorviato. Il mio legame più diretto con la figura di Elena deriva dalle mie origini. Anch’io sono greca. Greca per metà. Amo la Grecia e amo il mio lato greco\, che mi nutre tanto sul palco quanto nella vita. È dalla “mia Grecia” che attingo la solarità e la gioia di vivere. Mi spinge sul palco. Per altri sembra che recitino con coraggio\, io faccio appello alla mia Grecia. Attingo dai miei ricordi\, dalla mia musica\, dai miei incontri\, dalla mia famiglia\,\ndalle risorse\, dalla sensibilità\, dai modi di fare le cose\, di comprendere e risolvere. Li uso come motori della recitazione\, come materiale teatrale.\nLa mia Grecia costituisce un materiale vivente e gioioso da cui posso attingere e che arricchisce la mia pratica attoriale. Ma è come esule dal mio paese del cuore che arrivo ad apprezzarlo nella sua interezza. Esiliata come Elena a Troia per dieci anni\, prima di essere riportata a Sparta. Anche lei è stata sopraffatta dalla nostalgia? \nLocandina\n\ndi e con Mélina Martin\ncollaborazione artistica Jean-Daniel Piguet \nluci Leo Garcia\nproduzione Compagnie Room To Rent\ncoproduzione Arsenic – centre d’art scénique contemporain\, PREMIO – prix d’encouragement pour les arts de la scène \nSPETTACOLO IN LINGUA ORIGINALE SOVRATITOLATO IN ITALIANO \nDurata 50′ senza intervallo
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CATEGORIES:Altri Percorsi,La Stagione dei Teatri
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SUMMARY:Massimo Ranieri in "Tutti i sogni ancora in volo" Tour
DESCRIPTION:Dopo il successo del varietà serale “Tutti i sogni Ancora in volo”\, andato in onda a fine maggio in due puntate il venerdì in prima serata su Raiuno\, e dopo la fiction  Mediaset “La voce che hai dentro”\, Massimo Ranieri torna in tour con un calendario ricco di appuntamenti musicali – nei teatri più prestigiosi d’Italia – in un’altra straordinaria avventura tra canto\, recitazione\, brani celebri\, sketch divertenti e racconti inediti. \nTra le tante canzoni ci sarà anche il brano vincitore del Premio della Critica a Sanremo 2022\,  “Lettera al di là dal mare”. \nCon un nuovo allestimento scenografico\, ascolteremo dal vivo anche bellissimi  inediti scritti per Ranieri da alcuni grandi cantautori italiani\, tra i quali: Pino Donaggio\, Ivano Fossati\, Bruno  Lauzi\, Giuliano Sangiorgi e molti altri\,  canzoni che fanno parte del suo nuovo Album\, che ha lo stesso titolo dello spettacolo\, uscito lo scorso anno e che porta la firma della produzione musicale  dell’artista internazionale Gino Vannelli. \nAnche  questa volta ci sarà un Massimo al 100%\, che offrirà al suo pubblico tutto il meglio del suo repertorio più amato e prestigioso. \nLo spettacolo si veste di una nuova veste scenografica\, l’organizzazione generale è del noto producer Marco De Antoniis\, con una big band di musicisti inedita dove possiamo trovare al pianoforte Seby Burgio\, alle tastiere e voce Giovanna Perna\, al basso Pierpaolo Ranieri\, alla batteria Luca Trolli\, alle percussioni Arnaldo Vacca\, alle chitarre Andrea Pistilli e Tony Puja\, violino e voce Valentina Pinto e una nuova sessione di fiati con al sax Max Filosi\, la voce e il sax di Cristiana Polegri. \nLocandina\nNUOVO SHOW LIVE\, UN ALTRO  MERAVIGLIOSO VIAGGIO NEI GRANDI TEATRI ITALIANI \nideato e scritto da Edoardo Falcone e Massimo Ranieri
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LOCATION:Teatro Donizetti
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SUMMARY:Portami a cantare - 1/6 anni
DESCRIPTION:Sabato 6 aprile 10.15 – 11.15\nIncontri singoli\nCosto 15 Euro se siete in due – 20 Euro se siete in 3 \nLaboratorio di canto\ndi Alessandra Giolo\nEtà: 1/6 anni \nVoce\, corpo e musica sono gli ingredienti principali del percorso che vengono dosati per promuovere: l’ascolto di sé e dell’altro\, della propria voce e del corpo che vibra come uno strumento musicale.\nDurante il percorso si permette di esprimere la propria vitalità\, creatività ed le proprie emozioni attraverso il canto\, la parola con filastrocche\, storie o poesie\, e con il movimento libero o strutturato.\n(PER I PICCOLI) La voce di mamme e di papà immerge il bambino in un vero e proprio “bagno di suoni” che lo massaggiano e lo stimolano\, soddisfacendo il loro bisogno di ricettività e di ascolto. Il percorso stimola la crescita armonica del bambino\, migliora la respirazione\, favorisce la coordinazione e la sensibilità musicale.
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SUMMARY:Il mercante di Venezia
DESCRIPTION:Con i suoi potenti temi universali “Il mercante di Venezia” di William Shakespeare – rappresentato per la prima volta a Londra nel 1598 – pone al pubblico contemporaneo questioni di assoluta necessità: scontri etici\, rapporti sociali e interreligiosi mai pacificati\, l’amore\, l’odio\, il valore dell’amicizia e della lealtà\, l’avidità e il ruolo del denaro. \nÈ un testo fondamentale che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia assieme al Centro Teatrale Bresciano e al Teatro de Gli Incamminati producono in un nuovo\, raffinato allestimento firmato da Paolo Valerio: lo interpreta una notevole compagnia d’attori capeggiata da Franco Branciaroli\, che offrirà una prova magistrale nel ruolo di Shylock\, figura sfaccettata\, misteriosa\, crudele nella sua sete di vendetta\, ma che spiazza gli spettatori suscitando anche la loro compassione. \nA lui\, ebreo\, usuraio\, si rivolge Antonio\, ricco mercante veneziano\, che pur avendo impegnato i suoi beni in traffici rischiosi non esita a farsi garante per l’amico Bassanio che ha bisogno di tremila ducati per armare una nave e raggiungere Belmonte\, dove spera di cambiare il proprio destino. Shylock che ha livore verso i gentili e sete di vendetta per il disprezzo che gli mostrano\, impone una spietata obbligazione. Se la somma non sarà restituita\, egli pretenderà una libbra della carne di Antonio\, tagliata vicino al cuore. \nParallelamente allo scellerato patto che Antonio sottoscrive\, evolvono altre linee del plot creando un’architettura drammaturgica di simmetrie e specularità dense di senso.\nC’è la dimensione di Belmonte\, una sorta di Arcadia dove la nobile Porzia\, obbedendo al volere del padre\, si concederà in sposa solo al pretendente che risolverà un enigma scegliendo quello giusto fra tre scrigni: a ciò ambisce Bassanio che vince optando per lo scrigno più povero. Specularmente agisce Jessica\, bellissima figlia di Shylock\, che invece tradendo le aspirazioni paterne\, si unisce a un cristiano e fugge rubando un anello appartenuto alla madre. E se Porzia e Bassanio declinano il loro amore in modo “alto” più popolare ma simmetrico appare il rapporto fra l’amico di lui – Graziano – e Nerissa\, fidata cameriera di Porzia. \nSarà l’intelligentissima dama “en travesti” ad intervenire come avvocato in difesa di Antonio\, quando questi – perdute le sue navi – si troverà nella drammatica condizione di pagare la cruenta obbligazione a Shylock. Con argute argomentazioni salverà la vita ad Antonio\, punirà la furia vendicativa dell’usuraio\, assicurerà sostanze e futuro a Jessica riuscendo anche a rimproverare al marito Bassanio la sua scarsa costanza. \nUn mondo mutevole e vibrante di personaggi che incarnano inquietudini\, chiaroscuri e complessità di modernità assoluta.\nPiermario Vescovo in “Una lettura di “The Merchant of Venice” a partire dalla sua fonte” evidenzia infatti «Basta (…) una minima porzione dell’intera estensione di questi motivi nel testo\, per capire che Bassanio è la realizzazione del desiderio di ‘nobiltà’ di Antonio (ivi compreso il suo dispendio di rappresentanza) e che Antonio trova a propria volta – dall’incomprensibile «sadness»\, né mercantile né amorosa\, che lo distanzia dall’interesse all’offerta della sua carne degna dell’antica virtù romana – un percorso di elevazione. Tant’è che l’Antonio che sputa sulla barba e sulla veste di Shylock e che si dichiara di volerlo fare anche dopo il prestito è certo diverso dall’Antonio patiens incarcerato e che attende la sentenza\, forse più eroe romano che martire cristiano. \nIl giovinotto\, ‘soldato’ e ‘umanista’ che si accompagnava al Marchese di Monferrato\, ha dunque studiato e si comporta da nobile e lo diventerà sposando Portia\, appunto non per un calcolo venale che lo salvi dalla rovina o che gli permetta ancora di scialacquare\, ma per una relazione che si spiega solo in termini simbolici. Per sposare Portia bisogna\, infatti\, essere degni di lei\, avere ‘cuor gentile’\, il che significa – nel percorso escogitato dal fu signore di Belmonte – essere capaci di preferire ciò che apparentemente non ha valore (il piombo) all’oro e all’argento: saper trovare il vero tesoro non facendosi ingannare dalle apparenze e soprattutto dai motti depistanti degli scrigni\, che\, come in un’‘impresa’\, accompagnano un’immagine (l’oro\, l’argento\, il piombo)\, con la caratteristica che i motti sono qui arguti e non didascalici\, e quindi ‘traditori’. Chi spreca il denaro o non se ne cura si mostra più adatto di chi lo accumula o saggiamente lo investe dell’impresa: questa la differenza capitale tra Bassanio\, Shylock ed Antonio». \nLocandina\n\ndi William Shakespeare\ntraduzione Masolino D’Amico \ncon Franco Branciaroli\, Piergiorgio Fasolo\, Francesco Migliaccio\ne  Emanuele Fortunati\, Stefano Scandaletti\, Lorenzo Guadalupi\, Giulio Cancelli\, Valentina Violo\, Dalila Reas\, Mauro Malinverno\, Mersila Sokoli \nregia e adattamento Paolo Valerio\nscene Marta Crisolini Malatesta\ncostumi Stefano Nicolao\nluci Gigi Saccomandi\nmusiche Antonio Di Pofi\nmovimenti di scena Monica Codena \nSi ringrazia per la collaborazione Laura Pelaschiar dell’Università degli Studi di Trieste \nproduzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, Centro Teatrale Bresciano\, Teatro de Gli Incamminati \nDurata 135′ più intervallo
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SUMMARY:Vivaldi: Le Quattro Stagioni
DESCRIPTION:Le Quattro Stagioni\, gioiello vivaldiano contenuto nella raccolta “Il cimento dell’armonia e dell’inventione” Op.8\, è il titolo che viene dato ai primi quattro concerti di questa opera pubblicata da Vivaldi nel 1725 ad Amsterdam\, in cui ogni concerto trae ispirazione da sonetti (probabilmente composti da Vivaldi stesso). \nSi tratta di uno dei primi esempi di musica a programma della storia della musica: le caratteristiche naturali delle Stagioni\, sensibilmente descritte nei sonetti\, sono rese in maniera quasi pittorica dalle note di Vivaldi. Il carattere descrittivo è evidente nelle parti del violino solo\, su cui Vivaldi stesso riporta i frammenti dei sonetti che intende descrivere.\nEntrate nell’immaginario collettivo e nell’eredità culturale occidentale come alcune tra le pagine più emblematiche\, le Quattro Stagioni sono amatissime dal pubblico\, riconosciute dalle grandi masse\, e più che mai attuali al giorno d’oggi\, come confermato dal loro ampio utilizzo anche in ambito pubblicitario.\nA completamento del programma\, un anonimo concerto veneto per violoncello e orchestra dai toni energici e malinconici\, tipici del gioco dei chiaroscuri della musica veneziana. \nLocandina\nAntonio Vivaldi (1678-1741)\nDa “Il cimento dell’armonia e dell’inventione” Op.8\nLe quattro Stagioni \nPrimavera\nEstate\nAutunno\nInverno \nAnonimo\nConcerto per violoncello e orchestra in re maggiore \n.\n.\n. \nEnsemble Locatelli\nJérémie Chigioni violino solo\nThomas Chigioni violoncello solo e direzione
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SUMMARY:L'albergo dei poveri
DESCRIPTION:Giovedì 18 aprile 2024\, ore 18.00 | Sala Riccardi – Teatro Donizetti\nIntorno a L’ALBERGO DEI POVERI\nIncontro con Massimo Popolizio e la compagnia\nConosciuto anche come I bassifondi\, o Sul fondo\, o ancora Il dormitorio\, grande dramma di Maksim Gor’kij\, rappresentato per la prima volta a Mosca nel 1902\, fu ribattezzato L’albergo dei poveri da Giorgio Strehler nel 1947\, in occasione della memorabile regia che inaugurò il Piccolo Teatro di Milano nel maggio del 1947. È quest’ultimo titolo che Massimo Popolizio ha deciso di riproporre al pubblico\, in virtù del suo valore emblematico e poetico\, oltre che storico.\nL’albergo dei poveri è un grande dramma corale\, che si potrebbe definire shakespeariano nel suo sapiente dosaggio di pathos\, denuncia sociale\, amara comicità\, riflessione filosofica e morale sul destino umano. Il numero elevato degli attori in scena impone alla regia la ricerca di un ritmo adeguato al continuo mutare delle situazioni e dei punti di vista\, in un crescendo di tensione reso ancora più evidente dall’angustia dello spazio evocato: un rifugio di derelitti e alcolizzati dove i personaggi trascorrono i loro giorni tentando di non soccombere alla disperazione e all’inerzia della sconfitta. Si tratta di una sfida che\, dopo Stanislavskij che fu il primo regista del dramma di Gor’kij\, è stata raccolta da grandi maestri della regia teatrale\, come Strehler\, e anche cinematografica\, tra gli altri\, Resnaise Kurosawa. Se le grandi opere viaggiano nel tempo per essere rilette a ogni generazione da angolature diverse\, lo stile di regia di Popolizio\, la sua maniera di dirigere gli attori e il meccanismo teatrale nel suo complesso\, sembra particolarmente adeguato a scrivere un nuovo capitolo di questa storia di interpretazioni.\nIl nostro non è il mondo del 1902\, e nemmeno quello del 1947: è mutato anche il concetto stesso di «povertà»\, ma l’energia drammatica\, la forza visionaria\, la disperata lucidità dei personaggi di Gor’kij è ancora intatta. Massimo Popolizio prosegue la sua ricerca artistica e civile portando in scena il dramma corale di Maksim Gor’kij. Riflessione filosofica e morale sul destino umano\, atto di denuncia delle condizioni di vita di una parte di società tutt’altro che scomparsa\, il testo\, nell’adattamento di Emanuele Trevi\, conserva tutta la sua carica di forza visionaria e disperata lucidità. \nLocandina\n\nuno spettacolo di Massimo Popolizio\ntratto dall’opera di Maksim Gor’kij\ndrammaturgia Emanuele Trevi \ncon Massimo Popolizio\ne con (in o.a.) Giovanni Battaglia\, Gabriele Brunelli\, Luca Carbone\, Martin Chishimba\, Giampiero Cicciò\, Carolina Ellero\, Raffaele Esposito\, Diamara Ferrero\, Francesco Giordano\, Marco Mavaracchio\, Michele Nani\, Aldo Ottobrino\, Silvia Pietta\, Sandra Toffolatti\, Zoe Zolferino \nscene Marco Rossi\ncostumi Gianluca Sbicca\nluci Luigi Biondi \nproduzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale\, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa \nDurata 110′ senza intervallo
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SUMMARY:DeCineForum Donizetti
DESCRIPTION:Visioni guidate delle opere in occasione della decima edizione del festival Donizetti Opera \n  \nNasce una nuova rassegna in occasione del decennale del festival: DeCineForum Donizetti\, cinque appuntamenti per altrettante opere da guardare e comprendere insieme.\nA cura della sezione scientifica del Donizetti Opera\, questo “cineforum” musicale desidera accompagnare il pubblico verso il festival nei mesi in cui non sono in programma appuntamenti dal vivo. Nella Sala Musica del Teatro Donizetti\, predisposta per una ottimale fruizione audio-video\, saranno proposti cinque titoli donizettiani\, particolarmente significativi per la carriera del compositore\, scelti tra le produzioni allestite in questi dieci anni dal festival\, registrati dalla casa discografica Dynamic e appartenenti a generi differenti: all’opera semiseria all’opera buffa ai grandi melodrammi.\nNel dettaglio: sabato 20 aprile (ore 14.30) sarà proiettato Enrico di Borgogna\, titolo del ciclo #Donizetti200 andato in scena al Teatro Sociale nel 2018\, a duecento anni dal debutto al Teatro San Luca di Venezia (melodramma in due atti del genere semiserio su libretto di Bartolomeo Merelli)\, con la direzione di Alessandro De Marchi\, la regia di Silvia Paoli e un cast di interpreti di rilievo come Anna Bonitatibus\, Sonia Ganassi e Luca Tittoto. La proiezione sarà preceduta dalla presentazione di Candida Mantica.\nLivio Aragona presenterà il secondo titolo in programma\, sabato 27 aprile (ore 14.30) Olivo e Pasquale\, melodramma giocoso in due atti su libretto di Jacopo Ferretti\, messo in scena al Teatro Sociale di Bergamo in occasione del festival 2016 nella versione dell’autunno 1827\, realizzata per il Teatro Nuovo di Napoli con l’alternanza di dialoghi parlati e numeri cantanti\, con la parte di Pasquale in napoletano. Sul podio Federico Maria Sardelli\, regia di operAlchemica (Ugo Giacomazzi e Luigi Di Gangi)\, interpreti vocali Bruno Taddia\, Filippo Morace\, Laura Giordano e Pietro Adaini.\nSabato 25 maggio (ore 14.30) torna Candida Mantica per presentare Lucrezia Borgia\, melodramma in un prologo e due atti su libretto di Felice Romani\, capolavoro tragico di Donizetti che sarà proiettato nella versione andata in scena al Teatro Sociale nel 2019 con la regia di Andrea Bernard\, la direzione di Riccardo Frizza e protagonisti Carmela Remigio\, Xabier Anduaga\, Marko Mimica e Varduhi Abrahamyan.\nIn autunno\, quando l’edizione n. 10 del Donizetti Opera sarà alle porte\, si terranno altre due proiezioni: sabato 28 settembre L’ange de Nisida\, su libretto di Gustave Vaëz e Alphonse Royer\, che avrebbe dovuto debuttare al Théâtre de la Renaissance di Parigi nel 1839\, e che ha invece ricevuto la sua prima\, acclamata\, rappresentazione in forma scenica proprio al Donizetti Opera nel 2019 con la regia di Francesco Micheli e Jean-Luc Tingaud sul podio; e infine domenica 29 settembre La favorite\, grand-opéra su libretto di Gustave Vaëz\, Alphonse Royer ed Eugène Scribe\, nella versione integrale andata in scena al Teatro Donizetti nel 2022 diretta da Riccardo Frizza e la regia di Valentina Carrasco. Queste due produzioni rappresentano due vette del Donizetti Opera\, avendo vinto entrambe il Premio Abbiati della critica musicale italiana\, l’Ange de Nisida il Premio Speciale e La favorite miglior spettacolo dell’anno. \nCalendario\n\nSabato 20 aprile 2024\, ore 14.30 | Sala della Musica\, Teatro Donizetti \nEnrico di Borgogna\n\n\nDurata della riproduzione: 152 minuti circa (intervallo di 20 minuti)\nPresentazione a cura di Candida Mantica \n\n\n\nScopri di più\nPrenota ora\n\n\nSabato 27 aprile 2024\, ore 14.30 | Sala della Musica\, Teatro Donizetti \nOlivo e Pasquale\n\n\nDurata della riproduzione: 151 minuti circa (intervallo di 20 minuti)\nPresentazione a cura di Livio Aragona \n\n\n\n\nScopri di più\nPrenota ora \n\nSabato 25 maggio 2024\, ore 14.30 | Sala della Musica\, Teatro Donizetti \nLucrezia Borgia\n\n\nDurata della riproduzione: 144 minuti circa (intervallo di 20 minuti)\nPresentazione a cura di Candida Mantica \n\n\n\nScopri di più\nPrenota ora\n\n\nSabato 28 settembre 2024 | Sala della Musica\, Teatro Donizetti \nL’Ange de Nisida\n\n\nDurata della riproduzione: 180 minuti circa (intervallo di 20 minuti) \n\n\n\nScopri di più\nPrenota gratuitamente da settembre\n\n\n\n\n\n\nDomenica 29 settembre 2024 | Sala della Musica\, Teatro Donizetti \nLa Favorite\n\n\nDurata della riproduzione: 190 minuti circa (intervallo di 20 minuti) \n\n\n\nScopri di più\nPrenota gratuitamente da settembre
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LOCATION:Sala della Musica “M. Tremaglia” – Teatro Donizetti
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SUMMARY:Turandot. Enigmi al Museo - recita Family
DESCRIPTION:Turandot è una favola che ci porta a scoprire una Cina magica e grandiosa\, dove – tra enigmi da risolvere\, principi d’oriente\, gong del destino\, boia e fastosi palazzi imperiali – prende vita la storia della Principessa dal cuore di ghiaccio.\nIl regista Andrea Bernard sceglie come ambientazione della vicenda un museo\, dove tra i visitatori ci sono anche il giovane Calaf\, con il padre Timur e Liù. Il misterioso mondo di Turandot si materializza e riverbera tra statue\, ceramiche pregiate\, costumi tradizionali e stampe d’epoca. La lettura di un antico manoscritto anima le opere d’arte del museo e i visitatori vengono catapultati tra gli enigmi della Principessa Turandot\, che – con l’aiuto di Ping\, Pong e Pang\, tre statue dell’esercito di terracotta – altro non aspetta che trovare il vero amore ed essere ricordata per sempre. \nGli spettacoli di Opera Education sono partecipativi\, infatti coinvolgono il pubblico di piccoli spettatori attraverso il canto e la gestualità. I bambini e ragazzi arrivano a teatro preparati per prendere parte allo spettacolo e diventare i veri protagonisti\, cantando alcune arie e intervenendo con piccoli oggetti di scena.\nLo spettacolo teatrale segna il completamento di un percorso che inizia mesi prima per gli insegnanti che vengono preparati attraverso degli incontri di formazione riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione e del merito ai sensi della direttiva 170/2016\, in cui i docenti AsLiCo che introducono gli elementi per comprendere l’opera lirica a tutto tondo\, insegnando le principali arie liriche che i bambini canteranno dalla platea e fornendo alcuni elementi pratici per la costruzione degli oggetti di scena che useranno durante lo spettacolo. Tutto si svolge in un clima di gioco e coinvolgimento interdisciplinare.\nAccanto alle scolastiche sono previste recite aperte al pubblico chiamate Opera Family\, per dare l’opportunità ai bambini di condividere la magia dell’opera con la propria famiglia.\nMusica\, teatro\, gioco\, letteratura\, storia\, attualità e contenuti interdisciplinari di anno in anno accompagnano educatori\, insegnanti\, bambini\, ragazzi e famiglie in un viaggio attraverso uno dei patrimoni culturali intangibili dell’umanità. Lo scopo ultimo è quello di mettere in moto l’interesse e la curiosità dei bambini e dei ragazzi nei confronti del teatro d’opera\, che rappresenta la forma d’arte più complessa e poliedrica del patrimonio culturale italiano. \nLo spettacolo sarà preceduto\, alle ore 15.30\, da un laboratorio aperto a tutti. \n_____________________________ \nLOCANDINA \nDa Turandot di Giacomo Puccini\nRielaborazione musicale Enrico Minaglia\nAdattamento drammaturgico di Andrea Bernard\nCasa Ricordi Srl\, Milano \nPrima rappresentazione: Como\, Teatro Sociale\, 14 febbraio 2024. \nPersonaggi Cantanti selezionati da AsLiCo \nDirettore Sieva Borzak\nRegia Andrea Bernard\n\nScene Alberto Beltrame\nCostumi Elena Beccaro\nCoreografie Giulia Tornarolli \n Assistente alla regia Tecla Gucci Ludolf\nAssistente scenografa Giulia Turconi\nAssistente ai costumi Emilia Zagnoli \nOrchestra 1813 \nNuovo allestimento \nProduzione AsLiCo\nIn coproduzione con Opéra Grand Avignon \nOpera domani – XXVIII edizione \nScarica qui il kit dello spettatore\nKIT DELLO SPETTATOREGuarda la Gallery
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SUMMARY:Turandot. Enigmi al Museo - recite scolastiche
DESCRIPTION:Turandot è una favola che ci porta a scoprire una Cina magica e grandiosa\, dove – tra enigmi da risolvere\, principi d’oriente\, gong del destino\, boia e fastosi palazzi imperiali – prende vita la storia della Principessa dal cuore di ghiaccio.\nIl regista Andrea Bernard sceglie come ambientazione della vicenda un museo\, dove tra i visitatori ci sono anche il giovane Calaf\, con il padre Timur e Liù. Il misterioso mondo di Turandot si materializza e riverbera tra statue\, ceramiche pregiate\, costumi tradizionali e stampe d’epoca. La lettura di un antico manoscritto anima le opere d’arte del museo e i visitatori vengono catapultati tra gli enigmi della Principessa Turandot\, che – con l’aiuto di Ping\, Pong e Pang\, tre statue dell’esercito di terracotta – altro non aspetta che trovare il vero amore ed essere ricordata per sempre. \nGli spettacoli di Opera Education sono partecipativi\, infatti coinvolgono il pubblico di piccoli spettatori attraverso il canto e la gestualità. I bambini e ragazzi arrivano a teatro preparati per prendere parte allo spettacolo e diventare i veri protagonisti\, cantando alcune arie e intervenendo con piccoli oggetti di scena.\nLo spettacolo teatrale segna il completamento di un percorso che inizia mesi prima per gli insegnanti che vengono preparati attraverso degli incontri di formazione riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione e del merito ai sensi della direttiva 170/2016\, in cui i docenti AsLiCo che introducono gli elementi per comprendere l’opera lirica a tutto tondo\, insegnando le principali arie liriche che i bambini canteranno dalla platea e fornendo alcuni elementi pratici per la costruzione degli oggetti di scena che useranno durante lo spettacolo. Tutto si svolge in un clima di gioco e coinvolgimento interdisciplinare.\nAccanto alle scolastiche sono previste recite aperte al pubblico chiamate Opera Family\, per dare l’opportunità ai bambini di condividere la magia dell’opera con la propria famiglia.\nMusica\, teatro\, gioco\, letteratura\, storia\, attualità e contenuti interdisciplinari di anno in anno accompagnano educatori\, insegnanti\, bambini\, ragazzi e famiglie in un viaggio attraverso uno dei patrimoni culturali intangibili dell’umanità. Lo scopo ultimo è quello di mettere in moto l’interesse e la curiosità dei bambini e dei ragazzi nei confronti del teatro d’opera\, che rappresenta la forma d’arte più complessa e poliedrica del patrimonio culturale italiano. \nScarica qui il kit dello spettatore\nKIT DELLO SPETTATOREGuarda la Gallery\nLocandina\nDa Turandot di Giacomo Puccini\nRielaborazione musicale Enrico Minaglia\nAdattamento drammaturgico di Andrea Bernard\nCasa Ricordi Srl\, Milano \nPrima rappresentazione: Como\, Teatro Sociale\, 14 febbraio 2024. \nPersonaggi Cantanti selezionati da AsLiCo \nDirettore Sieva Borzak\nRegia Andrea Bernard\n\nScene Alberto Beltrame\nCostumi Elena Beccaro\nCoreografie Giulia Tornarolli \n Assistente alla regia Tecla Gucci Ludolf\nAssistente scenografa Giulia Turconi\nAssistente ai costumi Emilia Zagnoli \nOrchestra 1813 \nNuovo allestimento \nProduzione AsLiCo\nIn coproduzione con Opéra Grand Avignon \nOpera domani – XXVIII edizione
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SUMMARY:Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo
DESCRIPTION:EDIZIONE 2024\n\n\n\n\nVIENNA SKYLINE\n\nIl Festival Pianistico si prepara a tagliare il nastro della 61esima edizione con un programma dedicato a Vienna\, la capitale europea dove alcuni dei più grandi compositori – Mozart\, Beethoven\, Schubert\, Brahms – diedero alla luce i propri capolavori. Main Partner della 61esima edizione Intesa Sanpaolo. \nVIENNA SKYLINE \nQuello del 61°Festival sarà un viaggio lungo 200 anni che avrà come protagonista una capitale la cui storia sembra fondersi con le note di Mozart\, Beethoven\, Brahms. Viennesi di nascita o d’adozione\, molti grandi musicisti hanno trovato nella città austriaca il luogo del cuore. Oggi Vienna viene considerata tra le città con la qualità di vita più alta al mondo: è infatti un habitué del podio del Global Liveability Index\, il rapporto annuale dell’Economist Intelligence Unit che classifica le città più vivibili del pianeta. Una città che ha saputo fondere la propria anima conservatrice con l’avanguardia: la rivoluzione schönberghiana non ha certo voluto cancellare l’amore dei viennesi per il valzer\, ma ha indubbiamente cambiato il corso della storia della musica. \nOMAGGIO AD ANTON BRUCKNER \nNel 2024 ricorre il bicentenario della nascita di uno dei massimi sinfonisti del XIX secolo\, Anton Bruckner. Per la prima volta viene eseguito al Festival Pianistico di Brescia e Bergamo uno dei capolavori del compositore austriaco\, la Quarta Sinfonia detta “Romantica”. \n\n\n\n\nPer scoprire il programma dettagliato\, clicca qui:\nFESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE DI BRESCIA E BERGAMO
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SUMMARY:SIMONE GRAZIANO piano solo at Sunset
DESCRIPTION:SIMONE GRAZIANO pianoforte \nIl 30 aprile Bergamo Jazz celebra la giornata internazionale del jazz con un evento straordinario sulle Mura di Bergamo\, bene tutelato dall’UNESCO che dal 2011 promuove in tutto il mondo lo stesso International Jazz Day. Al tramonto\, il pianista Simone Graziano accompagnerà il calare del sole lasciando fluire il suo estro improvvisativo. Un evento che sottolinea i valori di condivisione del jazz e testimonia ulteriormente il legame di Bergamo Jazz Festival con il proprio territorio. \nSimone Graziano è uno dei nomi più in vista e musicalmente interessanti dell’attuale panorama jazzistico italiano. Grazie ai numerosi progetti di cui è ideatore\, ha raccolto il consenso unanime della critica specializzata ed è stato votato fra i migliori artisti\, gruppi e dischi Italiani in varie edizioni del referendum Top Jazz di Musica Jazz. Il suo album più recente\, Embracing the Future\, è un’esplorazione solitaria del pianoforte\, appositamente preparato per ottenere sonorità inedite. \nINTERNATIONAL JAZZ DAY \nLocandina\n\nSimone Graziano pianoforte
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LOCATION:Mura di Bergamo\, Bergamo\, 24129\, Italia
CATEGORIES:Bergamo Jazz Festival,Eventi speciali - Bergamo Jazz Festival
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SUMMARY:Donizetti Revolution vol. 10
DESCRIPTION:La “Donizetti Revolution” è\, sin dalla sua prima edizione\, la chiave migliore per aprire le porte del festival dedicato a Gaetano Donizetti: una serata per scoprire nuovi dettagli sulla vita\, l’opera e la creatività del compositore bergamasco. Francesco Micheli\, direttore artistico del festival\, presenta al pubblico il Donizetti Opera 2024.\nUn nuovo intreccio di musica\, parole\, immagini e video\, con cui entrare nel mondo di Gaetano e conoscere da vicino le opere che compongono il cartellone del prossimo festival. \nDonizetti rivoluzionario dell’arte\, inventore del Romanticismo musicale italiano\, sempre avanti sul suo tempo\, geniale creatore di storie in cui ancora crediamo perché sono dinamite emozionale che ci esplode nel cuore e nel cervello. \nMolti gli ospiti di questa Donizetti Revolution vol. 10 tra cui i soprani Sabrina Gárdez e Marianna Mappa\, il celebre baritono Simone Piazzola\, David Blank che molti ricorderanno protagonista nel 2023 di LU OpeRave\, e ancora Riccardo Frizza (direttore musicale del festival) e Paolo Fabbri (direttore scientifico). Al pianoforte Hana Lee. \nPresenting partner della Donizetti Revolution vol. 10 è\nAutomha è una realtà multinazionale italiana che dal 1979\, anno della sua fondazione\, è cresciuta fino a diventare punto di riferimento nel settore intralogistico. Progetta\, produce e installa magazzini automatici per l’ottimizzazione della supply chain all’interno di centri di distribuzione e stabilimenti produttivi in tutto il mondo.\nOltre alle sedi produttive di Bergamo\, conta sei uffici commerciali esteri dislocati tra Cina\, Messico\, Canada\, Stati Uniti\, Spagna e India. La mission di Automha si basa su una spiccata attenzione nei confronti dell’innovazione al fine di garantire la massima soddisfazione dei Clienti. Con il progetto CSR Automha hand l’azienda sostiene\, inoltre\, iniziative di promozione sociale\, culturale e ambientale. Con un fatturato consolidato annuo di 85 milioni di euro e 230 dipendenti\, Automha si offre quale partner perfetto e affidabile per gestire e semplificare i processi intralogistici al fine di garantire una gestione ottimale delle logiche di magazzino. \nLocandina\n\nDi e con Francesco Micheli\nDrammaturgia in collaborazione con Alberto Mattioli \ne con\nSabrina Gárdez e Marianna Mappa soprani\nSimone Piazzola baritono\nDavid Blank voce\nHana Lee pianoforte\nRiccardo Frizza direttore musicale del festival\nPaolo Fabbri direttore scientifico
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LOCATION:Teatro Donizetti
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