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SUMMARY:Amore
DESCRIPTION:Il progetto nasce dall’incontro e dall’amicizia fra Pippo Delbono e il produttore teatrale italiano da anni attivo in Portogallo Renzo Barsotti e dal loro desiderio di realizzare insieme uno spettacolo sul Portogallo. Da qui inizia la ricerca sull’“amore” come sentimento\, stato dell’anima. Un vero e proprio ingranaggio nell’organismo umano\, che seleziona\, sposta\, frantuma e ricompone tutto ciò che vediamo\, che sentiamo\, tutto ciò che desideriamo.\nAmore è un viaggio musicale e lirico attraverso una geografia esterna – oltre al Portogallo\, l’Angola\, Capo Verde – e una interna\, quella delle corde dell’anima che vibrano al minimo colpo della vita. Le note sono quelle malinconiche del fado\, che esplodono in slanci energici attraverso la voce dei suoi cantanti\, spalancata a raggiungere ogni angolo della sala; il ritmo quello ora di una parata\, ora di un tableau vivant\, ora di una lenta processione; l’immagine è un quadro che muta nei colori\, si scalda e si raffredda.\nE c’è\, poi\, la parola poetica\, restituita dal registro caldo dell’artista ligure attraverso il suo consueto\, ipnotico\, salmodiare al microfono. Le parole sono quelle di Carlos Drummond de Andrade\, Eugénio De Andrade\, Daniel Damásio Ascensão Filipe\, Sophia de Mello Breyner Andresen\, Jacques Prévert\, Rainer Maria Rilke e Florbela Espanca.\n«Questo spettacolo – racconta Pippo Delbono – presenta una duplice visione dell’amore. Da una parte – e sono i testi a prendere voce – ci mettiamo\, tutti\, alla ricerca di quell’amore\, cercando di sfuggire alla paura che ci assale. In questo viaggio si cerca di evitarlo\, questo amore\, anche se ne riconosciamo costantemente l’urgenza; io lo ricerco\, ma anche lo voglio\, ed è proprio questo che fa paura. Ma il cammino – fatto di musiche\, voci\, immagini – riesce poi\, forse\, a portarci verso una riconciliazione\, un momento di pace in cui quell’amore possa manifestarsi al di là di ogni singola paura».\nA tenere insieme un montaggio emotivo mai del tutto pacificato è una grammatica scenica che alterna il pieno al vuoto\, il canto alla musica\, la voce viva al silenzio\, alla ricerca di una rappresentazione onirica ed elegiaca della crudele risacca di distacco e ricongiungimento. Protagonista è l’assenza\, è la distanza\, è la nostalgia\, una mappatura di emozioni che scava nell’animo dell’autore\, dei suoi interpreti e dello stesso spettatore\, chiamato a cercare sempre con gli occhi ciò che manca e che\, inesorabilmente\, tarda a manifestarsi.\nAmore vuole essere il tentativo di condivisione di un incontro fugace: l’amore è «un uccello rapace» che afferra e porta via e che\, così facendo\, si presenta come qualità totalmente umana. Le lingue diverse che si abbracciano nella trama sonora sono espressione di questa terra\, il Portogallo\, che accoglie e che lascia tracce; lo slancio poetico ci ricorda quale forma di rispetto dovremmo sempre offrire a quei moti dell’anima altrimenti sempre messi sotto assedio dalla paura\, dalla diffidenza\, dalla vergogna.\nAmore è ancora una volta il tentativo di portare dentro al teatro la vita. Nominando questa parola\, invocandola in maniera laica e sognante\, abbiamo forse la possibilità di darle voce e\, a lungo grande assente nei discorsi pubblici\, liberarla dalla confusione che ha regnato sull’intera narrazione di questa odissea globale\, spaventosa\, terribilmente umana. \nLocandina\n\nuno spettacolo di Pippo Delbono \ncon Dolly Albertin\, Gianluca Ballarè\, Margherita Clemente\, Pippo Delbono\, Ilaria Distante\, Aline Frazo\, Mario Intruglio\, Pedro Jòia\, Nelson Lariccia\, Gianni Parenti\, Miguel Ramos\, Pepe Robledo\, Grazia Spinella\, Selma Uamusse \nmusiche originali Pedro Jòia e autori vari\nscene Joana Villaverde\ncostumi Elena Giampaoli\nluci Orlando Bolognesi \nproduzione Compagnia Pippo Delbono\nproduttore esecutivo Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale \nDurata 1 ora senza intervallo
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SUMMARY:L'Arte della Commedia
DESCRIPTION:Le domande\, i dubbi\, le responsabilità\, i vincoli e le debolezze che Eduardo mette in campo ci riguardano tutti e quel “Teatro”\, sia esso una compagnia teatrale\, una comunità o un piccolo mondo\, si fa risuonatore del nostro rapporto con il potere e con il bisogno di essere ascoltati e soprattutto riconosciuti.\n«Venga a teatro Sig. Prefetto! – dice il capocomico Oreste Campese – A Teatro la suprema verità è stata e sarà sempre la suprema finzione…»: tutto parte da qui. Quanto possono aiutarci la distanza e il filtro del teatro\, attraverso la finzione\, ad affrontare la realtà?\nL’arte della commedia\, la straordinaria e geniale opera di Eduardo De Filippo fa parte dei “giorni dispari”\, la raccolta che – da diverse angolazioni – affronta le difficili questioni del vivere quotidiano. Incredibile è la forza e l’attualità del testo che ci porta in maniera diretta a confrontarci con la mortificazione e la censura della cultura.\nScritta nel 1964 – ambigua e allo stesso tempo farsesca – è un’opera poco frequentata\, apparentemente meno esplosiva rispetto ai più famosi capolavori; si tratta invece di un testo magistrale\, di ampio respiro e straordinariamente imperfetto\, come imperfetto è l’essere umano alla ricerca della sua identità\, del suo diritto di esistere\, alla ricerca insomma di risposte a quelle domande impellenti e necessarie che non possono attendere più. \nLocandina\n\ndi Eduardo De Filippo \nadattamento e regia Fausto Russo Alesi \ncon Fausto Russo Alesi\, David Meden\, Sem Bonventre\, Alex Cendron\, Paolo Zuccari\, Filippo Luna\, Gennaro De Sia\, Imma Villa\, Demian Troiano Hackman\, Davide Falbo \nscene Marco Rossi\ncostumi Gianluca Sbicca\nmusiche Giovanni Vitaletti\nluci Max Mugnai\nconsulenza per i movimenti di scena Alessio Maria Romano \nproduzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale\, Fondazione Teatro della Toscana – Teatro Nazionale\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale\, Elledieffe \nDurata 2 ore e 40 minuti compreso intervallo
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SUMMARY:Anfitrione
DESCRIPTION:Chi sono io se non sono io? Quando guardo il mio uguale a me\, vedo il mio aspetto\, tale e quale\, non c’è nulla di più simile a me! Io sono quello che sono sempre stato? Dov’è che sono morto? Dove l’ho perduta la mia persona? Il mio me può essere che io l’abbia lasciato? Che io mi sia dimenticato? Chi è più disgraziato di me? Nessuno mi riconosce più e tutti mi sbeffeggiano a piacere. Non so più chi sono!\nQueste sono alcune delle domande che tormentano sia i protagonisti dell’Anfitrione\, scritto da Plauto più di 2000 anni fa\, che molti di noi oggi. Il doppio\, la costruzione di un’identità fittizia\, il furto dell’io\, la perdita dell’essere garantita da un ruolo sociale\, sono i temi che Plauto ci consegna in una forma nuova\, da lui definita tragicommedia\, perché gli accadimenti riguardano dei\, padroni e schiavi. In essa il sommo Giove\, dopo essersi trasformato nelle più svariate forme animali\, vegetali\, naturali\, decide\, per la prima volta\, di camuffarsi da uomo. Assume le sembianze di Anfitrione\, lontano da casa\, per potersi accoppiare con sua moglie\, la bella Alcmena\, e generare con lei il semidio Ercole. Giove-Anfitrione durante la notte d’amore\, lunga come tre notti\, racconta ad Alcmena\, come se li avesse vissuti personalmente\, episodi del viaggio di Anfitrione. Durante il racconto il dio provò\, per la prima volta\, un’ilarità che poi si premurò di lasciare in dono agli uomini. “Abbandonato il regno delle metamorfosi\, si entrava in quello della contraffazione” Incipit Comoedia (R. Calasso).\n“Aprite gli occhi spettatori\, ne vale la pena: Giove e Mercurio fanno la commedia\, qui” (Plauto). Da quel momento nelle rappresentazioni teatrali il comico e il tremendo avrebbero convissuto e avrebbero specchiato le nostre vite mortali e imperfette.\nDopo Plauto in tanti hanno riscritto l’Anfitrione e ciascuno l’ha fatto cercando di ascoltare gli stimoli e le inquietudini del proprio tempo. Ho provato a farlo anch’io. \nTeresa Ludovico \nLocandina\n\ndrammaturgia e regia Teresa Ludovico \ncon Michele Cipriani\, Irene Grasso\, Demi Licata\, Alessandro Lussiana\, Michele Schiano di Cola\, Giovanni Serratore \nmusiche dal vivo Michele Jamil Marzella\neseguite dal vivo da Francesco Ludovico\nspazio scenico e luci Vincent Longuemare\ncoreografa Elisabetta Di Terlizzi\ncostumi Teresa Ludovico e Cristina Bari\ncollaborazione letteraria Lucia Pasetti \nproduzione Teatri di Bari \nDurata 1 ora e 30 minuti senza intervallo
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SUMMARY:Scugnizza
DESCRIPTION:Quando Carlo Lombardo si recò alla stazione per attendere l’arrivo di Mario Costa\, non sapeva neppure lui con precisione il vero motivo del loro incontro. Era noto che a Costa occorrevano molti soldi\, visti i debiti accumulati al gioco d’azzardo al Casinò di Montecarlo\, quindi era ideale per lui  lavorare per Lombardo\, ricco impresario di Milano. Appena sceso dal treno\, Costa venne portato nella prestigiosa casa musicale Lombardo e gli fu imposto di scrivere un’operetta di getto. Dopo due settimane Scugnizza era bell’e pronta con un libretto efficace ed una serie di brani indovinati e spesso anche ispirati\, primi fra tutti “Napoletana” e “Salomè\, Una rondine non fa primavera”.\nScugnizza debuttò in prima assoluta al Teatro Alfieri di Torino la sera del 16 dicembre 1922 con la protagonista Salomè interpretata da Nella Regini che\, da vera ed anche un po’ capricciosa diva\, pose come condizione alla sua partecipazione all’evento di poter indossare anche in questa nuova operetta toilettes sfarzose. Grande successo di pubblico e critica\, a parte i vestiti inappropriati della Regini.\nScugnizza è sicuramente l’operetta italiana per eccellenza\, piena di lirismo tipicamente napoletano. La storia\, a tratti commovente e a tratti comica\, è assolutamente verosimile e rispecchia i canoni dell’operetta “all’italiana”\, con quei tratti di regionalità che contraddistinguono la nostra produzione operettistica. La regia è assolutamente filologica\, come è negli intenti della compagnia d’operette Elena D’Angelo\, con l’aggiunta di una particolarità che impreziosisce la storia: La canzone “Era de Maggio”\, sempre di Costa\, che non è presente nello spartito del 1922\, viene affidata al personaggio di Totò\, ma con il testo modificato. Questa novità fu voluta dall’autore e aggiunta nelle edizioni successive. \nElena D’Angelo \nLocandina\n\noperetta in tre atti di Carlo Lombardo e Mario Costa\nregia Elena D’Angelo \ncon Elena D’Angelo\, Matteo Mazzoli\, Paolo Cauteruccio\, Merita Di Leo\, Gianni Versino\, Maresa Pagura\, Carlo Randazzo\, Paola Scapolan \ndirettore d’orchestra Marcella Tessarin\norchestra e corpo di ballo Compagnia Elena D’Angelo\ncoreografie Martina Ronca\nallestimento e costumi Grandi Spettacoli \nproduzione Compagnia d’Operette Elena D’Angelo \nDurata TBT
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SUMMARY:The Trials (Processi)
DESCRIPTION:Andato in scena nell’estate del 2022 al Donmar Warehouse di Londra\, e prima assoluta per l’Italia\, The Trials ci porta in un futuro molto prossimo\, in cui è cominciata la resa dei conti per la ferita inferta dall’umanità all’ambiente. Fuori l’aria è quasi irrespirabile\, la vita è diventata complicata e il futuro lugubre. La generazione dei giovanissimi è chiamata a prendere parte attiva nei “processi” (cui fa riferimento il titolo) a persone che si sono macchiate di crimini contro la sostenibilità.\nQueste giurie di ragazzi hanno potere di vita o di morte e le sei ragazze e i sei ragazzi che ci presenta il testo dovranno processare tre adulti. Si discuterà animatamente\, perché le personalità e le visioni etiche e politiche di questi giovani sono profondamente diverse\, e la responsabilità che gli è stata affidata è pesante. Come nella migliore drammaturgia contemporanea inglese\, l’elemento personale irromperà nel finale spazzando via il rischio didascalico di un testo di così stretta attualità. \nNella commedia The Trials\, l’autrice Dawn King immagina un’epoca futura\, non troppo lontana dalla nostra\, un mondo irrimediabilmente danneggiato dove una giuria di giovani si riunisce per processare alcune persone della generazione dei loro genitori. L’accusa che gli viene mossa è il loro fallimento nell’arrestare il cambiamento climatico. Ho scelto questo testo proprio per la sua visione scomoda e urgente\, che presenta un pianeta che non può più sostenere la sua popolazione\, dove l’aria è così inquinata che non si può aprire una finestra\, dove i voli e il consumo di carne sono vietati. Le linee di battaglia all’interno di questa giuria di dodici ragazzi e ragazze sono chiare: alcuni dei giovani ritengono che tutti gli imputati sono colpevoli perché non hanno agito quando ne avevano la possibilità\, altri sostengono che senza umanità e compassione\, l’umanità stessa non ha alcuna possibilità futura. Il fulcro del dibattito è sulla crisi climatica\, sullo scontro generazionale ma solleva anche delle domande importanti sulla questione della giustizia. Qual è la differenza tra giustizia e vendetta? Possiamo fare una classifica della colpa? Il rimorso può essere un’attenuante? In questo tribunale teatrale le domande sono affrontate senza mezzi termini ma le risposte non sono facili o immediate. The Trials è un testo che funziona come allegoria\, ma è anche una esplorazione delle conseguenze che potrebbero accadere se nell’immediato i governi non affronteranno in modo significativo il cambiamento climatico. Questo testo può essere un’ottima base di partenza per una domanda futura ancora più intricata e difficile che tutti noi oggi dovremmo farci: come è possibile promuovere il cambiamento all’interno di un sistema capitalista? \nVeronica Cruciani \nLocandina\n\ndi Dawn King\ntraduzione Monica Capuani \nregia Veronica Cruciani \ncon Sebastiano Amidani\, Teresa Noemi Bove\, Gloria Busti\, Maria Canino\, Matteo Chirillo\, Michele Correra\, Alessandra Curia\, Alberto De Gaspari\, Caterina Pagliuzzi\, Gionata Soncini\, Gabriele Spataro\, Chiara Terigi\ncon la partecipazione di Tommaso Amadio\, Mariangela Granelli\, Valeria Perdonò \nscene e costumi Erika Carretta\ndisegno luci Fabrizio Visconti\ndrammaturgia sonora John Cascone\ncontributi video Stefano Capra e Umberto Terruso \nproduzione Accademia dei Filodrammatici di Milano\nper gentile concessione di Berlin Associates \nDurata 2 ore e 5 minuti senza intervallo
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SUMMARY:Edificio 3. Storia di un intento assurdo
DESCRIPTION:Edificio 3. Storia di un intento assurdo è una commedia\, che racconta di cinque personaggi\, che condividono lo spazio ristretto di un ufficio; le loro vicende personali vi si intrecciano\, con momenti di commozione\, effetti grotteschi e di comicità.\nC’è Sandra\, single che fa di tutto per rimanere incinta (Giorgia Senesi); Ettore (Rosario Lisma)\, cinquantenne mammone\, che solo dopo la morte della madre si avventura nelle prime goffe esperienze amorose; c’è la confusionaria\, invadente\, affettuosa Monica (Valentina Picello)\, che non sapendo vivere la propria vita\, si infila in quelle altrui; c’è l’amore combattuto tra Manuel\, ragazzo fragile e violento (Emanuele Turetta) e la più equilibrata Sofia (Stella Piccioni).\nTradimenti\, equivoci\, desideri irrefrenabili\, sogni e rimpianti.\nTutta la vita davanti agli occhi degli spettatori\, che si riconoscono in queste storie\, perché Claudio Tolcachir sa metterci di fronte allo specchio dei nostri sentimenti.\nScritta con grande verità\, la commedia è molto divertente\, e dipinge personaggi commoventi e comici.\nSiamo noi i cinque abitanti di Edificio 3. Siamo noi che rimpiangiamo il primo amore\, che lottiamo ogni giorno contro la solitudine\, che nel lutto scopriamo noi stessi\, che ci tradiscono con chi meno ci aspettiamo\, che non troviamo le parole\, che mentiamo per nasconderci\, che il dolore ci rende ridicoli\, noi\, ingenui a cinquant’anni\, disincantati a venti. \nLocandina\n\nscritto e diretto da Claudio Tolcachir\ntraduzione Rosaria Ruffini \ncon Rosario Lisma\, Valentina Picello\, Giorgia Senesi\, Stella Piccioni\, Emanuele Turetta \nluci Claudio De Pace\ncostumi Giada Masi \nproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa\, Carnezzeria srls\, Timbre4\nin collaborazione con Aldo Miguel Grompone \nDurata 1 ora e 15 minuti senza intervallo
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SUMMARY:Titizè. A Venetian Dream
DESCRIPTION:La clowneria che pratichiamo è da sempre intimamente legata alla tradizione e porta con sè echi del linguaggio della Commedia dell’Arte.\nVeniamo da un teatro dello stupore e della semplicità che negli anni abbiamo contaminato utilizzando macchine sceniche sempre più affascinanti\, inventando un’estetica visiva che ci è propria. Costruiamo spettacoli nei quali immergiamo interpreti multidisciplinari in universi rarefatti dove la meraviglia a volte si manifesta in modo ingenuo\, a volte ingegnoso\, altre volte surreale. La drammaturgia dei nostri spettacoli spesso sembra frammentata e allusiva forse perché facciamo sempre riferimento all’architettura del linguaggio onirico che usa con parsimonia le parole ma che ci interroga con immagini contradditorie\, allusioni e miraggi.\nCi saranno i riflessi nell’acqua\, la diafanità delle sfuocature quando le nuvole scendono basse basse\, ci sarà il gioco mitico del mascherarsi che ci rimanda al velarsi per svelarsi e per poi ancora rivelarsi: i tre movimenti magici che i maghi e gli sciamani conoscono e si tramandano. Ci sarà la notte e la sua follia\, le cialtronate dei buffoni\, oggetti che leviteranno\, acrobati che voleranno\, pioggia surreale e un continuo ricreare equilibri impossibili.\nCi saranno i personaggi della tradizione che in un gioco caleidoscopico saranno moltiplicati\, sdoppiati\, smontati e ricostruiti. Uno spettacolo nel quale\, come sempre\, inseguiremo la leggerezza mantenendo un continuo dialogo fatto di empatia con il pubblico. Metteremo in scena il mondo dei Guitti che questa volta si presenteranno come abili prestidigitatori. Ci sarà Venezia con il suo splendore\, le sue atmosfere\, la sua poesia e i misteri che la abitano.\nCostruire una Commedia comica e allo stesso tempo dello stupore è la sfida di questa collaborazione tra Il Teatro Goldoni\, la Compagnia Gli Ipocriti Melina Balsamo e il nostro gruppo di creatori che proprio quest’anno festeggia i 40 anni di avventuroso sodalizio artistico. \nUna produzione immaginata per un pubblico che nelle notti estive veneziane avrà voglia di immergersi in un viaggio onirico. Uno spettacolo destinato poi a viaggiare per il mondo riportandoci nei teatri che ci hanno accolto nei 46 paesi che abbiamo sino ad ora visitato.\nPenso ad un cast di dieci interpreti composto da acrobati\, attori e musicisti e intendo avvalermi della collaborazione di artisti con i quali ho creato negli ultimi anni produzioni pensate per il teatro\, per la lirica sino a cerimonie olimpiche tra i quali: Hugo Gargiulo assistito da Matteo Verlicchi alle scenografie\, Maria Bonzanigo quale compositrice\, Giovanna Buzzi quale costumista.\nImmagino pure di collaborare con artisti veneziani\, con giovani interpreti\, artigiani e collaboratori storici del Teatro Goldoni così da poter meglio scoprire il linguaggio proprio e la magia di questo teatro. \nDaniele Finzi Pasca \nLocandina\n\nregia e lighting design Daniele Finzi Pasca \ncon Andrea Cerrato\, Caterina Pio\, Francesco Lanciotti\, Gian Mattia Baldan\, Giulia Scamarcia\, Gloria Ninamor\, Leo Zappitelli\, Luca Morrocchi\, Micol Veglia\, Rolando Tarquini \nmusica\, orchestrazione e sound design Maria Bonzanigo\nscenografia Hugo Gargiulo\nproduttore esecutivo Antonio Vergamini\nscenografo associato Matteo Verlicchi\ncostumi Giovanna Buzzi\nmaschere Jorge Añon \nuna produzione di Compagnia Finzi Pasca e Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale\nin partnership con Gli Ipocriti Melina Balsamo \nDurata In via di definizione
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SUMMARY:Histoire du Tango
DESCRIPTION:Il Tango è un genere musicale che nasce nei primi del ‘900. Attraverso i brani più rappresentativi faremo un excursus dalle sue origini fino alla nostra epoca.\nLo strumento che più lo caratterizza è il bandoneon\, inventato nell’800 dal tedesco Henrich Band\, da cui prese il nome. Questo strumento veniva utilizzato per sostituire l’harmonium nelle funzioni religiose e\, grazie alle sue ridotte dimensioni\, ha viaggiato sulle navi dei migranti europei che cercavano fortuna economica in Argentina. Ma è nell’estuario del Mar della Plata tra Buenos Aires e Montevideo che il Tango ha origine\, in una incredibile ed unica miscela culturale tra l’America l’Europa e l’Africa.\nIl Tango ebbe un enorme successo commerciale e\, attraverso la crescente produzione discografica dei 78 giri\, si diffuse in Europa e in Italia durante il ventennio fascista\, andando ad arricchire la vasta tradizione della canzone italiana. \nVerranno eseguiti brani di Gardel\, Pugliese\, Piazzolla\, Ziegler e Galliano. \nLocandina\nOrchestra Filarmonica Italiana\nAndrea Coruzzi bandoneon e fisarmonica\nCesare Carretta violino\nNicola Ziliani contrabbasso \nProgramma\nJohann Sebastian Bach\nCorale BWV 147 \nJesus Ventura\nA la gran Muneca \nAngel Villildo\nEl Choclo \nCarlos Gardel\nPour una Cabeza \nGerardo Matos Rodriguez\nLa Cumparsita \nAstor Piazzolla\nHistoire du Tango\nAdios Nonino\nChiquilin de Bachin\nInverno Portegno\nOblivion\nEsqualo \nRichard Galliano\nTango pour Claude \nCesare Andrea Bixio\nTango delle Capinere \nEnnio Morricone\nIndagine su un cittadino \nAndrea Coruzzi\nTango para mi hermana
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SUMMARY:Se noi ombre
DESCRIPTION:Progetto Young\nSpettacolo itinerante a conclusione del laboratorio 2024|2025 \nQuando il pubblico lascia il teatro\, quando anche l’ultimo addetto richiude la porta alle sue spalle e la sala piomba nell’oscurità\, dentro il teatro qualcuno comincia a respirare. Sono i personaggi delle tante storie che quel teatro ha visto rappresentate che si animano\, liberati dalle costrizioni della scena ma imprigionati nello spazio e nel tempo che gli autori hanno deciso per loro e a volte desiderosi di ribellarsi\, per incontrarsi ed esprimersi liberamente. \nDa questa suggestione siamo partiti ad immaginare uno spettacolo itinerante\, una passeggiata nei corridoi e negli spazi del Teatro Sociale\, ispirati dalla storia antica del luogo e dal desiderio di cimentarsi nella creazione di una sorta di collage teatrale\, rappresentando brevi frammenti originali\, ispirati da personaggi di epoche e situazioni diverse. Un evento riservato a piccoli gruppi di spettatori per volta\, ripetuto più volte\, che vuole offrire ai giovani di Progetto Young l’occasione per mettere a frutto il percorso di formazione iniziato lo scorso ottobre\, durante il quale hanno potuto incontrare diversi professionisti della scena\, ospiti della stagione di prosa/altri percorsi ed anche giovani neo professionisti ex-Young\, e grazie alle loro suggestioni sono stati condotti a sperimentare diversi linguaggi e poetiche del teatro contemporaneo. \nLo spettacolo è itinerante e prevede il raggiungimento di alcuni spazi tramite scale. \nLocandina\ncon gli attori e le attrici di Progetto Young:\nFrancesco Baldin\, Sofia Bolchi\, Martina Citroni\, Martina Di Caro\, Leila Gervasoni\, Beatrice Gotti\, Carolina Grossi\, Clara Marchesi\, Matteo Masolini\, Elisa Mercurio\, Giulia Pizzaballa\, Marta Salvi\, Letizia Sanchioni\, Valeria Spertini\, Daniela Tasca \ncoordinamento e regia Fabio Comana\nassistente di produzione Manuela Carrasco\norganizzazione Maria Teresa Galati\nprogetto a cura della Direttrice artistica della Stagione di Prosa e Altri Percorsi Maria Grazia Panigada \nproduzione Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/se-noi-ombre/2025-06-07/
LOCATION:Teatro Donizetti
CATEGORIES:La Stagione dei Teatri,Operetta
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