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SUMMARY:Alla scoperta di Morricone
DESCRIPTION:IL NUOVO SPETTACOLO DI ENSEMBLE SYMPHONY ORCHESTRA\ndiretta da GIACOMO LOPRIENO \nIl tributo unico alle musiche del grande compositore italiano si arricchisce di nuove pagine in gran parte meno conosciute ma di grande bellezza nello sconfinato repertorio del M° Morricone per dar vita al nuovo spettacolo “Alla scoperta di Morricone”. Non solo un concerto\, ma un percorso di parole\, suggestioni e performance solistiche che guidano lo spettatore attraverso i decenni che hanno reso grande il cinema e la musica italiana e internazionale. \nIl viaggio incredibile iniziato tra le melodie che sono rimaste nella memoria collettiva di generazioni con la potenza evocativa di MISSION\, LA LEGGENDA DEL PIANISTA SULL’OCEANO\, C’ERA UNA VOLTA IL WEST\, NUOVO CINEMA PARADISO\, THE HATEFUL EIGHT\, C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA\, PER QUALCHE DOLLARO IN PIU’\, MALENA e che ha caratterizzato l’attività dell’Ensemble Symphony Orchestra nelle scorse stagioni prosegue affrontando altre opere come GLI INTOCCABILI\, LA CALIFFA\, CANONE INVERSO con uno spazio importante per le grandi canzoni scritte per artiste come Dulce Pontes Joan Baez e Mina in una nuova versione sinfonica.\n500 colonne sonore\, 70 milioni di dischi venduti nel mondo\, sei nominations e due Oscar vinti\, tre Grammy\, quattro Golden Globe e un Leone d’Oro fanno di Ennio Morricone un gigante della musica di tutti i tempi. Da qui l’idea dell’Ensemble Symphony Orchestra\, fiore all’occhiello del nostro Paese\, di porre omaggio al Maestro.\nL’Ensemble si avvicina alla musica di Morricone dopo collaborazioni nazionali ed internazionali importanti: Mario Biondi\, Max Gazzè\, Franco Battiato\, Giovanni Allevi\, Renato Zero\, Francesco Renga\, Pooh\, Baustelle\, PFM\, Andrea Bocelli\, Sting\, Kylie Minogue\, Robbie Williams\, Nile Rodgers\, Sam Smith\, Luis Bacalov. Con oltre seicento concerti tra Italia\, Svizzera\, Germania\, Spagna\, Olanda\, Francia\, Austria\, Regno Unito e Belgio\, l’orchestra presenta una grande versatilità e attenzione per ogni tipo di musica\, con un repertorio che spazia dalle arie d’opera più conosciute alle colonne sonore di film di fama mondiale\, da “Frozen” ad “Harry Potter”.\nIn questo omaggio sul palco si alterneranno solisti\, prime parti di importanti teatri e istituzioni sinfoniche italiane\, come il violoncello del Maestro Ferdinando Vietti e la tromba del Maestro Stefano Benedetti. Ospiti speciali il soprano Anna Delfino\, beniamina del pubblico europeo dell’opera\, che farà rivivere l’emozione del Deborah’s Theme da “C’era una volta in America” e il violinista del Cirque du Soleil Attila Simon\, che eseguirà il solo di Love Affair.\nAd accompagnare il pubblico dando voce ai personaggi e alle ambientazioni la bravura dell’attore Andrea Bartolomeo attore\, regista e docente di Teatro. Dal ’98\, col Teatro Nucleo\, è presente nei più importanti Festival internazionali di Teatro in spazi aperti e nelle piazze d’Europa\, del Sud America e dell’Asia. Dal 2014 lavora col regista Alessandro Serra con quale mette in scena il pluripremiato MACBETTU in tournée in tre continenti dal 2016\, e lo spettacolo “Il giardino dei ciliegi”\, in tournée internazionale dal 2019. È direttore artistico di due festival (Giovenco Teatro Festival e Gioiosa Percussioni Festival) e del Centro di Ricerca per le Arti della Scena\, immerso nella natura del Parco Nazionale d’Abruzzo\, Lazio e Molise.
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SUMMARY:Piero Martin - Galileo Galilei e la Rivoluzione
DESCRIPTION:“Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”: quella che forse è la citazione più famosa della “Vita di Galileo” di Brecht può essere utilizzata per illustrare la portata di questa rivoluzione per il pensiero moderno. Dopo Galileo la scienza non ha più bisogno di eroi\, di depositari del sapere venerati e indiscutibili. Grazie al “metodo” diventa di tutti\, cade il principio di autorità e prevale la forza dei fatti e degli esperimenti. La conoscenza del mondo non è più appannaggio di pochi\, ma\, anche grazie a un linguaggio condiviso\, disponibile per tutti coloro che vogliano impegnarsi nella ricerca e accettino un confronto senza confini. \nPiero Martin\, professore ordinario di Fisica sperimentale all’Università di Padova\, è esperto di fusione termonucleare. Fellow dell’American Physical Society\, è Chief Physicist di DTT\, il nuovo grande esperimento europeo in costruzione a Frascati. È stato responsabile scientifico di grandi progetti di ricerca internazionali\, come RFX a Padova e la Task force europea “Eurofusion Medium Size Tokamak”. Attivo nella divulgazione\, scrive per “La Stampa” e “lavoce.info”. Ha pubblicato L’era dell’atomo (con A. Viola\, Il Mulino 2014)\, Zerologia (con C. Bartocci e A. Tagliapietra\, Il Mulino 2016) e Trash. Tutto quello che dovreste sapere sui rifiuti (con A. Viola\, Codice edizioni 2018\, tra i cinque finalisti al Premio Galileo 2018 e vincitore al Premio nazionale di divulgazione scientifica). Le 7 misure del mondo\, pubblicato per Laterza\, è stato finalista al Premio Galileo 2022 ed è tradotto in numerose lingue.
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SUMMARY:La casa degli spiriti
DESCRIPTION:“A mia madre\, a mia nonna e alle altre straordinarie donne di questa storia”.\nÈ la dedica che apre il romanzo di Isabel Allende. La casa degli spiriti è un romanzo matriarcale. Le tre donne che rappresentano le diverse generazioni della famiglia sono complesse\, complete e diversissime tra loro.\nClara\, la chiaroveggente\, la figlia Blanca\, l’artista\, e Alba\, che vive la rivoluzione. Accanto a loro molti altri personaggi femminili: nessuna di loro si presenta come un’eroina\, tutte cercano di fare quello che trovano giusto. Ed è proprio da un punto di vista femminile che prende avvio la narrazione in questo monologo\, interpretato da una donna che\, attraverso gli occhi e le voci di altre donne\, racconta la storia di una famiglia. Le vicende si svolgono sullo sfondo politico-sociale del Cile durante gli ultimi decenni del Novecento\, quelli del golpe del generale Pinochet del 1973\, la violenza e il terrore della dittatura militare e la lenta ripresa di una vita normale\, del ritorno della democrazia. A dar voce al monologo è Alba\, che poi si calerà nelle vesti di tutte le donne che\, una generazione dietro l’altra\, le hanno consentito di essere quello che è ora. La loro storia\, circolare ed ereditaria\, è un misto di spiritismo\, realtà e finzione\, amori e crudeltà\, carità e follia: nel loro mondo le bambine nascono con i capelli verdi e le apparizioni siedono a tavola conversando con i mortali. Accanto a quello dei vivi si dispiega il mondo dei morti\, vivi come chi è in vita.\nLa casa degli spiriti è la più intensa creazione artistica di Isabel Allende\, portata con  successo a teatro dal regista Corrado Accordino\, che ne ha curato anche la versione drammaturgica. Questo\, che fu il suo primo romanzo\, all’epoca (1982) fece scalpore\, proiettandola nel gotha della letteratura internazionale\, ma quando lo scrisse\, Isabel Allende lo fece innanzitutto come forma di liberazione personale dal durissimo decennio seguito al Golpe dei militari in Cile (1973). Liberazione con una storia che tiene tutto insieme\, micro e macro politica\, con al centro la storica oppressione del genere femminile.
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SUMMARY:Alessandro Vanoli - Cristoforo Colombo e l’occidente
DESCRIPTION:Trascorsi cinque secoli\, che senso ha ancora per noi Colombo? E perchè la sua memoria sembra vacillare fino a provocare l’abbattimento delle statue che lo celebrano in tutto il mondo? È per primo lo stesso Colombo a raccontarci la sua vicenda: le attese\, gli studi\, i viaggi\, le scoperte\, i trionfi; e la sfida di quel mondo lontano e incomprensibile. Si dispiega davanti ai suoi e ai nostri occhi quell’orizzonte vastissimo che lui\, incapace di comprendere il senso della via che aveva tracciato\, non ha mai saputo riconoscere fino in fondo. E la sua storia parla di noi. Della nostra eredità\, del nostro futuro\, delle nostre radici. \nAlessandro Vanoli\, storico\, scrittore e divulgatore\, è esperto di storia mediterranea. Ha insegnato all’Università di Bologna e per un breve periodo all’Università Statale di Milano\, occupandosi di storia del Mediterraneo e della presenza islamica in Spagna e Sicilia. Da anni si occupa anche di comunicazione e divulgazione con progetti teatrali e attività didattiche legate alla conoscenza del mondo islamico e alla promozione della storia come parte irrinunciabile del rapporto tra culture differenti. Collabora con la RAI e con il “Corriere della Sera”. Per Laterza è autore\, con Amedeo Feniello\, di Storia del Mediterraneo in 20 oggetti (2018) e Storia del mare (2022).
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SUMMARY:Stelle di Broadway
DESCRIPTION:Stelle di Broadway – questo il titolo dello spettacolo – è nato da un’idea dello stesso Corrado Abbati e intende accompagnare idealmente lo spettatore sui più prestigiosi palcoscenici del mitico distretto dei teatri di New York\, dove i sogni diventano realtà\, dove si può vivere “cantando sotto la pioggia”\, incontrare “My fair lady”\, stringersi “tutti insieme appassionatamente”\, rivedere “Evita” sul suo balcone o lasciarsi trascinare da Ginger e Fred in uno scatenato tip tap… \nLe diverse estrazioni degli interpreti li hanno portati a fondere la propria esperienza specifica con quella degli altri\, creando una ricchezza di intenti\, accenti\, sfumature\, che si riverberano in un’amalgama straordinaria; una sorprendente “performance” dove canto\, ballo\, musica\, si fanno un tutt’uno tipico dell’espressione più alta del “genere” musical. \nEmozioni e divertimento dei grandi Musical che (ri)accendono la voglia di cantare\, ballare\, ridere. Una sferzata di buon umore e di allegria ricreate da un affiatato gruppo di performers immersi in una nuova e coinvolgente dimensione teatrale che vi accompagnerà idealmente sui più prestigiosi palcoscenici di Broadway.
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SUMMARY:La Maria Brasca
DESCRIPTION:In scena La Maria Brasca\, viva e moderna nella lettura di Andrée Ruth Shammah.\nUna storia al femminile disegnata negli anni ‘60 con efficace realismo sociale dal grande drammaturgo Giovanni Testori. Un ritratto indelebile e senza tempo di una donna capace di lottare e di non cedere mai davanti a “sta bestiata che è il mondo”. \nLa Maria Brasca fa la calzettaia in una fabbrica di Niguarda\, periferia milanese\, e – con qualche scandalo per la gente – fa l’amore come gli uomini: senza  problemi. Ma un giorno le capita di innamorarsi di un ragazzotto più giovane di lei\, nullafacente\, un po’ mascalzone che la fa impazzire di passione. Alla Brasca non importa se Romeo la tradisce. Lei sa che quello per Romeo è un amore definitivo e lo difende come una tigre perché vuole da lui cose definitive. \nUn personaggio femminile indimenticabile\, una donna vincente che grida al mondo la potenza della passione e l’amore per la vita vissuta fuori da ogni convenzione: uno stimolo a inseguire i propri sogni e vivere con grande fiducia nel futuro.\nNegli anni ‘60 fu Franca Valeri a farla esistere sul palcoscenico ma poi\, con la mia regia\, per anni è stata il grande successo di Adriana Asti e ora\, nei cento anni dalla nascita di Testori e nella stagione del Cinquantesimo del Teatro Parenti\, ho sentito la necessità di far rinascere “quello” spettacolo\, quello e non un altro perché affascinata da quella volontà di Maria di non cedere\, di difendere tutto ciò che rappresenta la sua vita e non aver paura di parlare di felicità (uno stato\nd’animo così prezioso ma assente nel teatro di Testori e così raro nella drammaturgia contemporanea).\nOggi\, guardando Marina Rocco interpretare l’incantevole limpidezza dei pensieri di Maria e vedendola così vibrante d’infanzia\, di severità sensuale\, di quel fascino che la avvolge senza che lei faccia il minimo sforzo\, a me sembra sia rinato per avere una nuova\, lunga vita. \nAndrée Ruth Shammah
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SUMMARY:La Maria Brasca
DESCRIPTION:In scena La Maria Brasca\, viva e moderna nella lettura di Andrée Ruth Shammah.\nUna storia al femminile disegnata negli anni ‘60 con efficace realismo sociale dal grande drammaturgo Giovanni Testori. Un ritratto indelebile e senza tempo di una donna capace di lottare e di non cedere mai davanti a “sta bestiata che è il mondo”. \nLa Maria Brasca fa la calzettaia in una fabbrica di Niguarda\, periferia milanese\, e – con qualche scandalo per la gente – fa l’amore come gli uomini: senza  problemi. Ma un giorno le capita di innamorarsi di un ragazzotto più giovane di lei\, nullafacente\, un po’ mascalzone che la fa impazzire di passione. Alla Brasca non importa se Romeo la tradisce. Lei sa che quello per Romeo è un amore definitivo e lo difende come una tigre perché vuole da lui cose definitive. \nUn personaggio femminile indimenticabile\, una donna vincente che grida al mondo la potenza della passione e l’amore per la vita vissuta fuori da ogni convenzione: uno stimolo a inseguire i propri sogni e vivere con grande fiducia nel futuro.\nNegli anni ‘60 fu Franca Valeri a farla esistere sul palcoscenico ma poi\, con la mia regia\, per anni è stata il grande successo di Adriana Asti e ora\, nei cento anni dalla nascita di Testori e nella stagione del Cinquantesimo del Teatro Parenti\, ho sentito la necessità di far rinascere “quello” spettacolo\, quello e non un altro perché affascinata da quella volontà di Maria di non cedere\, di difendere tutto ciò che rappresenta la sua vita e non aver paura di parlare di felicità (uno stato\nd’animo così prezioso ma assente nel teatro di Testori e così raro nella drammaturgia contemporanea).\nOggi\, guardando Marina Rocco interpretare l’incantevole limpidezza dei pensieri di Maria e vedendola così vibrante d’infanzia\, di severità sensuale\, di quel fascino che la avvolge senza che lei faccia il minimo sforzo\, a me sembra sia rinato per avere una nuova\, lunga vita. \nAndrée Ruth Shammah
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SUMMARY:Ci vuole orecchio. Elio canta e recita Enzo Jannacci
DESCRIPTION:Enzo Jannacci\, il poetastro come amava definirsi\, è stato il cantautore più eccentrico e personale della storia della canzone italiana\, in grado di intrecciare temi e stili apparentemente inconciliabili: allegria e tristezza\, tragedia e farsa\, gioia e malinconia. E ogni volta il suo sguardo\, poetico e bizzarro\, è riuscito a spiazzare\, a stupire: popolare e anticonformista contemporaneamente. \nJannacci è anche l’artista che meglio di chiunque altro ha saputo raccontare la Milano delle periferie degli anni ‘60 e ‘70\, trasfigurandola in una sorta di teatro dell’assurdo realissimo e toccante\, dove agiscono miriadi di personaggi picareschi e borderline\, ai confini del surreale.\n“Roba minima”\, diceva Jannacci: barboni\, tossici\, prostitute coi calzett de seda\, ma anche cani coi capelli o telegrafisti dal cuore urgente. \nUn Buster Keaton della canzone\, nato dalle parti di Lambrate\, che verrà rivisitato\, reinterpretato e “ricantato” da Elio.  \nSul palco\, nella coloratissima scenografia disegnata da Giorgio Gallione\, troveremo assieme a Elio cinque musicisti\, i suoi stravaganti compagni di viaggio\, che formeranno un’insolita e bizzarra carovana sonora: Alberto Tafuri al pianoforte\, Martino Malacrida alla batteria\, Pietro Martinelli al basso e contrabbasso\, Sophia Tomelleri al sassofono\, Giulio Tullio al trombone. A loro toccherà il compito di accompagnare lo scoppiettante confronto tra due saltimbanchi della musica alle prese con un repertorio umano e musicale sconfinato e irripetibile\, arricchito da scritti e pensieri di compagni di strada\, reali o ideali\, di “schizzo” Jannacci. Da Umberto Eco a Dario Fo\, da Francesco Piccolo a Marco Presta\, a Michele Serra. \nUno spettacolo giocoso e profondo perché “chi non ride non è una persona seria”.
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SUMMARY:Raccontami di domani
DESCRIPTION:Questo spettacolo è un viaggio attraverso l’universo femminile\, spiato dalla serratura del bagno. Il tema è l’amicizia tra due donne. Nel bagno conversano\, si sistemano\, si preparano. Scoprono i cambi dei loro corpi\, si confessano\, si lavano il corpo e l’anima. In questo bagno gli oggetti più umili ci interpellano\, diventano compagni di scena. Il volto dell’amica ci guarda attraverso lo specchio affinché il reale\, rannicchiato ed invisibile ci si riveli come quelle verità che si possono confidare solo in segreto.\n«Dov’è il bagno?» chiediamo con timidezza.\n«In fondo».\n«E la verità?». \n«A volte appare in fondo\, quando due donne si chiudono in bagno. Attraverso il percorso delle vite di due amiche\, Brie crea una poesia scenica sull’essere\ndonna ed il trascorrere del tempo. La proposta é al passo con l’epoca attuale. L’universo femminile occupa il centro della scena. L’Io stabilisce un ponte con il Noi; ciò che é pubblico in connessione con ciò che é privato: é anche un tratto distintivo di questo regista. Un viaggio nelle vite comuni che genera  dentificazione\ned emozioni intense. Niente é fuori dall’ordinario. O tutto lo é\, perché\, come assicura  una delle due donne\, la quotidianità é sacra. Accade qualcosa di speciale con gli oggetti negli spettacoli di Brie\, che inizió la sua vita artistica nella poesia e sembra non separarla mai dal teatro. Il testo di per sé é poetico. Possiede bellezza\, musicalità e ritmo. (…) si crea una poesia scenica sull’essere donna\, il ciclo della vita ed il passare del tempo\, che commuove il pubblico».\nDaniela Yaccar \nCésar Brie nasce a Buenos Aires\, Argentina. Arriva in Italia a 18 anni con la Comuna Baires\, gruppo teatrale di cui è cofondatore. Si separa dalla Comuna nel 1975 e comincia a sviluppare un’arte apolide\, a stretto contatto  con le molte realtà incontrate in una vita passata per scelta in esilio. Nel 1975 crea a Milano il Collettivo teatrale Tupac Amaru. Dal 1981 al 1990 lavora insieme a Iben Nagel Rasmussen nel Gruppo Farfa e poi nel Odin Teatret di Danimarca nelle vesti di autore\, regista e attore. Nel 1991 fonda in Bolivia il Teatro de Los Andes. Con questo gruppo ha creato spettacoli che partono dalla storia o dai classici\, ma calati profondamente nell’attualità: una serie di lavori esemplari destinati a girare il mondo. Oggi Cesar Brie è ancora in Italia come pedagogo\, e come autore/attore.
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SUMMARY:La milonga del futbol
DESCRIPTION:Evento speciale fuori abbonamento \nLa Milonga del Fútbol è un racconto di cento anni di storia argentina\, dal glorioso passato al più brillante futuro\, intriso di romanticismo e passione\, con radici profonde nella storia moderna d’Italia; una summa di sport e musica\, universalmente riconosciuti come grandi propagatori di emozioni. L’immagine rarefatta del porto di Genova\, dal quale partiva il piroscafo Mendoza e con il quale comincia lo spettacolo\, ci immerge\, ipso facto\, nel turbinío di sentimenti contrastanti\nscatenato dal fenomeno dell’emigrazione italiana dei primi del Novecento. Con uno sguardo ai “conquistadores” dei secoli precedenti e alle aspirazioni  autoctone\, via via\, prendono vita sul palcoscenico eroi religiosi e divinità pagane; sacro e profano\, nella terra in cui la rappresentazione teatrale è ancora oggi chiamata Función. Tra continui rimandi e asimmetrie temporali\, con le curve dinamiche delle vite dei protagonisti che\, ineludibilmente\, a un certo punto\, si\ncollegano\, assistiamo alle gesta sportive di campioni senza età\, incastonate nella meravigliosa diversità di quell’emporio mondiale chiamato Argentina\, un melting pot di culture e tradizioni. Non poteva che essere il Tango\, a volte il miglior stato d’animo per osservare l’arte\, a tenere il ritmo\, cadenzando il racconto come un respiro dell’anima. Per questo progetto ambizioso abbiamo lavorato affinché la narrazione fosse dinamica\, epica\, improvvisa\, gioiosa\, drammatica\, in una tridimensione relazionale e scenica\, provando a non perdere mai il contatto con il tempo (cristallizzandolo\, anzi\, nell’esaltazione della memoria); amando visceralmente tutti i personaggi raccontati\, dai protagonisti che vivono di pallone e sogni ai deuteragonisti che\, con le loro azioni\, determinano destini politici e sociali; armonizzando la parola che\, con la sua potenza evocativa\, trasmette spunti vitali allo spettatore per alimentarne la fantasia. La Milonga del Fútbol  diventa anche uno strumento per analizzare fenomeni sociali\, che parte da una ricerca qualitativa sui tre metodi di comunicazione scelti. Ascoltiamo\, dunque\, il canto potente e\, allo stesso tempo\, suadente di Mascia Foschi; le note di velluto (che accarezzano e alimentano il racconto) di Alessandro Nidi\, decisamente più che un pianista; le parole di Federico Buffa\, interprete sopraffino della narrazione moderna\, che nel pizzicare le corde dell’anima e del cuore\, ci racconta la vita che\, con la sua maestría\, diventa letteratura. \nPierluigi Iorio
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SUMMARY:Costantino D’Orazio - Andy Warhol e la cultura Pop
DESCRIPTION:Distruggere il principio cardine dell’arte – quello dell’irriproducibilità – attraverso la ripetizione in serie dello stesso soggetto. Svuotarne di ogni significato tradizionale la rappresentazione passando disinvoltamente dalle bottiglie di Coca-Cola ai barattoli di minestra in scatola\, dagli incidenti stradali e alle sedie elettriche. Un’arte concepita come provocazione\, un’arte “consumata” come un qualsiasi prodotto commerciale\, all’insegna di un inedito concetto di icona e di nuova democrazia sociale. \nCostantino D’Orazio è storico dell’arte presso la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Curatore del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma – dal 2014 al 2017\, collabora con l’Università LUISS e l’Università LINK Campus. Conduce la rubrica AR-Frammenti d’Arte su RaiNews24 e partecipa al programma Wikiradio su Radio 3. Oltre a numerosi cataloghi di mostre\, ha pubblicato: Andare per ville e palazzi (2015) per il Mulino; Caravaggio segreto (2013)\, Leonardo segreto (2014)\, Raffaello segreto (2015)\, Michelangelo. Io sono fuoco (2016)\, Leonardo svelato (2019) e Il mistero van Gogh (2019) per Sperling & Kupfer; Bacon e Freud. Il lato oscuro di Londra (2019) per Skira. Per Laterza è autore di L’arte in sei emozioni (2018) e Vite di artiste eccellenti (2021).
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SUMMARY:Perfetti sconosciuti
DESCRIPTION:Paolo Genovese firma la sua prima regia teatrale portando in scena l’adattamento di Perfetti sconosciuti\, una brillante commedia sull’amicizia\, sull’amore e sul tradimento\, che porterà quattro coppie di amici a confrontarsi e a scoprire di essere “perfetti sconosciuti”.\nRegista\, sceneggiatore e scrittore\, Genovese è uno degli autori più amati del cinema italiano. Dalla Francia agli Stati Uniti\, dalla Russia alla Cina\, Perfetti  Sconosciuti ha conquistato il pubblico al cinema e arriva ora anche in teatro\, continuando a svelare con intatta precisione la fragilità di rapporti e relazioni. Durante una “normale” cena\, un gruppo di amici decide di fare un gioco della verità che consiste nel mettere i cellulari sul tavolo e condividere messaggi e telefonate. Questo però finirà per metterli l’uno a conoscenza dei segreti dell’altra\, in un crescendo che trasforma l’esperimento scherzoso dell’inizio in un insospettabile gioco al massacro. Eva e Rocco\, sposati da anni\, ma in crisi\, sono i due che decidono di organizzare una cena a casa loro\, invitando alcuni loro\namici di vecchia data: Cosimo e Bianca\, novelli sposi\, lui tassista e lei veterinaria\, che desiderano fortemente avere un figlio; Lele e Carlotta\, anche loro in forte crisi matrimoniale\, sposati da dieci anni e con due figli; Peppe\, un ex insegnante di educazione fisica divorziato e disoccupato\, che aveva promesso di presentare agli amici la sua nuova compagna Lucilla\, la quale tuttavia non ha potuto prendere parte alla cena a causa di una brutta febbre. Durante la stessa serata c’è un’eclissi lunare\, il cui principio coincide con l’inizio della cena. A tavola\, il gruppo si ritrova a discutere di una coppia di amici comuni che si è recentemente separata dopo che la moglie ha scoperto sul cellulare del marito i messaggi che quest’ultimo si scambiava con l’amante. Ispirata da questa vicenda\, Eva decide di proporre un “esperimento sociale”: mettere i propri cellulari sul tavolo e far sapere a tutti il contenuto di ogni messaggio o telefonata ricevuti nell’arco della serata. Nonostante un’iniziale riluttanza\, alla fine tutti decidono di partecipare. Quello che doveva essere un semplice gioco si trasforma ben presto in un paradossale tour de force di equivoci e segreti inconfessabili che vengono alla luce\, scatenando il caos all’interno della casa. Fino a scoprire di essere “perfetti sconosciuti”.\nOppure no? \nLocandina\nuno spettacolo di Paolo Genovese \ncon (in o.a.) Dino Abbrescia\, Emmanuele Aita\, Alice Bertini\, Marco Bonini\, Paolo Calabresi\, Anna Ferzetti\, Astrid Meloni \nscene Luigi Ferrigno\ncostumi Grazia Materia\nluci Fabrizio Lucci \nproduzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo\nin coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana e Lotus Production \nDurata 80′ senza intervallo
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