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SUMMARY:Zoraida di Granata
DESCRIPTION:Melodramma eroico di Bartolomeo Merelli e Jacopo Ferretti (versione rinnovata)\nMusica di Gaetano Donizetti\nPrima rappresentazione: Teatro Argentina\, Roma\, 7 gennaio 1824 (versione rinnovata)\nEdizione critica a cura di Edoardo Cavalli © Fondazione Teatro Donizetti\nProgetto #Donizetti200 \n\n\n\nINTRODUZIONE \nIl titolo scelto per il progetto #donizetti200\, che consiste nel mettere in scena in ogni edizione del Festival un’opera scritta da Donizetti esattamente due secoli prima\, è Zoraida di Granata nella seconda versione\, quella appunto del 1824. In realtà\, l’opera aveva debuttato due anni prima\, il 28 gennaio 1822\, al Teatro Argentina di Roma\, e fu il primo grande successo della carriera di Donizetti\, benché all’ultimo momento Gaetano avesse dovuto riscrivere per un mezzosoprano en travesti la parte del protagonista maschile\, Abenamet\, inizialmente composta per un tenore\, fulminato da un aneurisma sul palcoscenico pochi giorni prima\, mentre cantava un’opera di Pacini. Due anni dopo\, l’impresario Paterni chiese a Donizetti di rivedere la partitura\, ampliando la parte di Abenamet a beneficio del grande contralto Rosmunda Pisaroni. In questa nuova versione\, l’opera fu presentata\, sempre all’Argentina\, il 7 gennaio 1824\, senza ottenere lo stesso trionfo di due anni prima: ma più per l’inesausta sete di novità del pubblico dell’epoca che per un’effettiva debolezza dell’opera\, fra le più interessanti della prima stagione creativa di Donizetti.\nAl Donizetti Opera\, Zoraida di Granata viene presentata in un nuovo allestimento con la regia di Bruno Ravella\, in coproduzione con il prestigioso festival irlandese di Wexford\, dove però è stata eseguita nella versione del 1822. Sul podio Alberto Zanardi\, giovane bacchetta impegnato da anni “dietro le quinte” del festival. Nella parte dei due amanti\, due cantanti in continua crescita di successo e notorietà\, il soprano Zuzana Marková (Zoraida) e il mezzosoprano Cecilia Molinari (Abenamet)\, mentre il tenore Konu Kim (già nell’Ange de Nisida) sarà il perfido Almuzir. Accanto a loro\, nelle parti di fianco\, i giovani talenti della Bottega Donizetti. \nTRAMA \n\n\n\n\nIl libretto di Bartolomeo Merelli\, rimaneggiato da Jacopo Ferretti (già librettista di celebri opere rossiniane) è tratto dal romanzo Golzalve de Cordoue\, ou Grenade reconquise di Jean-Pierre Claris de Florian e dal libretto che Luigi Romanelli ne trasse per l’opera Abenamet e Zoraide di Giuseppe Nicolini.\nLa vicenda si svolge nel regno moresco di Granada\, in Andalusia. Almuzir ha ucciso il re della città usurpandone il trono e vorrebbe sposarne la figlia\, Zoraida\, che però ama riamata Abenamet\, capo del clan aristocratico arabo degli Abencerragi. Almuzir tende quindi una trappola al rivale. Dichiarata la guerra agli spagnoli\, affida il comando del suo esercito ad Abenamet\, ordinandogli di tornare con la bandiera. Ma\, con l’inganno\, Almuzir fa sì che la bandiera cada nelle mani dei nemici. Quando Abenamet\, benché vincitore degli spagnoli\, rientra a Granada senza la bandiera del regno\, Almuzir lo accusa di tradimento e lo fa condannare a morte. A questo punto\, Zoraida si rassegna ad acconsentire alle nozze con Almuzir\, ottenendo in cambio la vita di Abenamet. Una volta libero\, quest’ultimo\, intuendo quale sia stato il prezzo della sua grazia\, rinfaccia a Zoraida la sua infedeltà. Ma il capo delle guardie di Almuzir\, Alì Zegri\, sorprende il colloquio fra i due amanti: Abenamet riesce a fuggire\, Zoraida viene catturata\, condotta al cospetto di Almuzir\, accusata di tradimento e condannata a essere arsa sul rogo\, a meno che non si presenti un guerriero disposto a sostenere l’innocenza della donna in un duello. Un cavaliere sconosciuto si presenta sul luogo del combattimento\, sfida Alì Zegri\, lo sconfigge\, lo costringe a confessare le perfide trame di Almuzir e infine si svela: si tratta\, naturalmente\, di Abenamet in incognito. Nell’udire la verità\, il popolo inferocito vorrebbe fare giustizia sommaria del re\, ma Abenamet lo difende salvandogli così la vita. Colpito da tanta nobiltà d’animo\, Almuzir si pente delle sue odiose macchinazioni e rinuncia alla mano di Zoraida a favore del rivale. La coppia degli amanti è ricongiunta e l’opera si conclude con il loro matrimonio e il rondò di giubilo di Abenamet. \n\n\nLocandina\n\nDirettore Alberto Zanardi\nRegia Bruno Ravella\nScene e costumi Gary McCann\nLighting design Daniele Naldi \nAlmuzir Konu Kim\nZoraida Zuzana Marková\nAbenamet Cecilia Molinari\ne con gli Allievi della Bottega Donizetti \nOrchestra Gli Originali\nCoro dell’Accademia Teatro alla Scala\nMaestro del Coro Salvo Sgrò \nNuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti\nin coproduzione con il Wexford Festival Opera
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DESCRIPTION:Terra Aria Acqua Fuoco Etere\nAlessandro Quarta porta la sua musica nei cinque elementi\, li trasforma e li fa suoi\, porta la quintessenza della natura in concerto\, nella meraviglia dell’unione tra musica e natura\, così che anche l’arte possa prendersi cura del nostro mondo. \nLocandina\n\nAlessandro Quarta violino\nGiuseppe Magagnino pianoforte\ne con Ensemble dell’Orchestra Filarmonica Italiana \n\nDurata in via di definizione
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SUMMARY:I ragazzi irresistibili
DESCRIPTION:I due protagonisti della commedia di Neil Simon\, giustamente giudicato uno dei maggiori scrittori americani degli ultimi cinquant’anni\, sono due anziani attori di varietà che hanno lavorato in coppia per tutta la loro vita dando vita ad un duo diventato famoso come “I ragazzi irresistibili” e che\, dopo essersi separati per insanabili incomprensioni\, sono chiamati a riunirsi\, undici anni dopo\, in occasione di una trasmissione televisiva che li vuole insieme\, per una sola sera\, per celebrare la storia del glorioso varietà americano. In scena vediamo i due vecchi attori che\, con le loro diverse personalità\, cercano di ricucire quello strappo che li ha separati per tanti anni nel tentativo di ridare vita ad un numero comico che li ha resi famosi. Le incomprensioni antiche si ripresentano più radicate e questa difficile alchimia è il pretesto per un gioco di geniale comicità e di profonda melanconia. Certi scambi di battute e situazioni esilaranti sono fonte non solo di comicità ma anche di uno sguardo di profonda tenerezza per quel mondo del teatro che\, quando vede i suoi protagonisti avviati sul viale del declino\, mostra tutta la sua umana fragilità. Umberto Orsini e Franco Branciaroli si ritrovano insieme per ridare vita a questo testo\, che in questi anni è diventato un classico\, nel tentativo di cogliere tutto quello che lo rende più vicino al teatro di un Beckett (Finale di Partita) o addirittura a un Cechov (Il Canto del Cigno) piuttosto che a un lavoro di puro intrattenimento. In questo omaggio al mondo degli attori\, alle loro piccole e deliziose manie e tragiche miserie\, li affianca la regia di Massimo Popolizio che ritrova nei due protagonisti quei compagni di strada coi quali ha condiviso tante esperienze tra le più intense e significative del teatro di questi anni. \nIspirata alla vita di una famosa coppia di artisti del vaudeville\, Joe Smith e Charles Dale\, The Sunshine Boys di Neil Simon debuttò a Broadway nel 1972 con la regia di Alan Arkin. Numerosi e di grande successo nei decenni successivi gli allestimenti teatrali in tutto il mondo e\, con la sceneggiatura dell’autore\, pluripremiata la versione cinematografica del 1975 diretta da Herbert Ross\, protagonisti Walter Matthau e George Burns. Del 1995 è la trasposizione per il piccolo schermo statunitense affidata a due stelle di prima grandezza: Woody Allen e Peter Falk. \nLocandina\n\ndi Neil Simon\ntraduzione Masolino D’Amico \nregia Massimo Popolizio \ncon Umberto Orsini\, Franco Branciaroli\, Flavio Francucci\, Chiara Stoppa\, Eros Pascale\, Emanuela Saccardi \nscene Maurizio Balò\ncostumi Gianluca Sbicca\nluci Carlo Pediani\nsuono Alessandro Saviozzi \nproduzione Teatro de Gli Incamminati\, Compagnia Orsini\, Teatro Biondo Palermo\nin collaborazione con CTB Centro Teatrale Bresciano\ne con AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali e Comune di Fabriano \nDurata 2 ore compreso intervallo
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DESCRIPTION:Il concerto di chiusura della prima Stagione Musicale promossa dalla Fondazione Polli Stoppani – Biblioteca de Sabata Ceccato è affidato al prestigioso duo pianistico Michele Campanella e Monica Leone\, che eseguiranno il capolavoro della Nona Sinfonia di Beethoven nella geniale trascrizione di Franz Liszt.\nNel corso del 2024 una rassegna di 9 concerti\, di cui il concerto del 12 dicembre segna l’ultimo appuntamento\, hanno ripercorso il ciclo delle nove sinfonie di Beethoven nelle trascrizioni per pianoforte di Franz Liszt. Il programma ha previsto un calendario di appuntamenti\, a cadenza mensile\, durante i quali i partecipanti hanno potuto assistere\, di volta in volta\, a un concerto dal vivo e alla proiezione di un filmato storico delle sinfonie eseguite durante il Festival Musicale Bergamo Brescia al Teatro Donizetti nel 1989 dall’Orchestra Filarmonica di Bergen\, diretta da Aldo Ceccato. \n“Con la guida e l’aiuto del maestro Aldo Ceccato e del maestro Michele Campanella – afferma Giovanni Gavazzeni\, Direttore Artistico della rassegna – un valoroso manipolo di pianisti italiani ci ha condotto a conoscere una per una le ‘trascrizioni’ di Liszt\, considerate a giusto titolo le più grandi nel loro genere della storia della musica.” \nIl duo pianistico formato da Monica Leone e Michele Campanella non ha una data di nascita ufficiale\, ma è il naturale sviluppo della consuetudine a suonare insieme tra insegnante e studente prima\, tra partners nella musica e nella vita poi. È frutto di una mentalità e di un approccio al pianoforte condivisi dalle origini\, essendo entrambi cresciuti\, in diversi momenti\, nella scuola di Vincenzo Vitale.\nIl repertorio in continua espansione comprende musiche a quattro mani e a due pianoforti e spazia da Bach a Bartok. Tra i brani più eseguiti\, oltre a una ampia antologia di musica a quattro mani di Schubert\, la Fantasia Contrappuntistica di Ferruccio Busoni\, la Nona Sinfonia di Beethoven/Liszt\, il Concerto per due pianoforti di Stravinsky\, la Sinfonia Dante di Liszt\, la Sonata di Poulenc.\nLe presenze da ricordare sono numerose e significative. Dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma  all’Opera House di Sydney\, dal Coliseum di Buenos Aires  a Pechino\, Shanghai e Canton\, dalla Settimana Musicale Senese  alla Sagra Umbra a Perugia\, dal Teatro San Carlo di Napoli all’Orchestra della Toscana a Firenze\, all’Orchestra da Camera di Padova e del Veneto\, all’Orchestra dei Pomeriggi Musicali a Milano\, all’Istituzione Universitaria dei Concerti a Roma\, al Teatro Massimo di Palermo\, al Rossini Opera Festival\, dal Maggio Musicale Fiorentino al Cantiere internazionale d’Arte di Montepulciano\, ad Auckland in Nuova Zelanda\,  a Melbourne e Brisbane in Australia. \n  \nLocandina\n\nnella trascrizione per due pianoforti di Franz Liszt\ncon\nMonica Leone pianoforte\nMichele Campanella pianoforte \nIn collaborazione con Fondazione Polli Stoppani \n\nDurata in via di definizione
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SUMMARY:I ragazzi irresistibili
DESCRIPTION:I due protagonisti della commedia di Neil Simon\, giustamente giudicato uno dei maggiori scrittori americani degli ultimi cinquant’anni\, sono due anziani attori di varietà che hanno lavorato in coppia per tutta la loro vita dando vita ad un duo diventato famoso come “I ragazzi irresistibili” e che\, dopo essersi separati per insanabili incomprensioni\, sono chiamati a riunirsi\, undici anni dopo\, in occasione di una trasmissione televisiva che li vuole insieme\, per una sola sera\, per celebrare la storia del glorioso varietà americano. In scena vediamo i due vecchi attori che\, con le loro diverse personalità\, cercano di ricucire quello strappo che li ha separati per tanti anni nel tentativo di ridare vita ad un numero comico che li ha resi famosi. Le incomprensioni antiche si ripresentano più radicate e questa difficile alchimia è il pretesto per un gioco di geniale comicità e di profonda melanconia. Certi scambi di battute e situazioni esilaranti sono fonte non solo di comicità ma anche di uno sguardo di profonda tenerezza per quel mondo del teatro che\, quando vede i suoi protagonisti avviati sul viale del declino\, mostra tutta la sua umana fragilità. Umberto Orsini e Franco Branciaroli si ritrovano insieme per ridare vita a questo testo\, che in questi anni è diventato un classico\, nel tentativo di cogliere tutto quello che lo rende più vicino al teatro di un Beckett (Finale di Partita) o addirittura a un Cechov (Il Canto del Cigno) piuttosto che a un lavoro di puro intrattenimento. In questo omaggio al mondo degli attori\, alle loro piccole e deliziose manie e tragiche miserie\, li affianca la regia di Massimo Popolizio che ritrova nei due protagonisti quei compagni di strada coi quali ha condiviso tante esperienze tra le più intense e significative del teatro di questi anni. \nIspirata alla vita di una famosa coppia di artisti del vaudeville\, Joe Smith e Charles Dale\, The Sunshine Boys di Neil Simon debuttò a Broadway nel 1972 con la regia di Alan Arkin. Numerosi e di grande successo nei decenni successivi gli allestimenti teatrali in tutto il mondo e\, con la sceneggiatura dell’autore\, pluripremiata la versione cinematografica del 1975 diretta da Herbert Ross\, protagonisti Walter Matthau e George Burns. Del 1995 è la trasposizione per il piccolo schermo statunitense affidata a due stelle di prima grandezza: Woody Allen e Peter Falk. \nLocandina\n\ndi Neil Simon\ntraduzione Masolino D’Amico \nregia Massimo Popolizio \ncon Umberto Orsini\, Franco Branciaroli\, Flavio Francucci\, Chiara Stoppa\, Eros Pascale\, Emanuela Saccardi \nscene Maurizio Balò\ncostumi Gianluca Sbicca\nluci Carlo Pediani\nsuono Alessandro Saviozzi \nproduzione Teatro de Gli Incamminati\, Compagnia Orsini\, Teatro Biondo Palermo\nin collaborazione con CTB Centro Teatrale Bresciano\ne con AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali e Comune di Fabriano \nDurata 2 ore compreso intervallo
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DESCRIPTION:I due protagonisti della commedia di Neil Simon\, giustamente giudicato uno dei maggiori scrittori americani degli ultimi cinquant’anni\, sono due anziani attori di varietà che hanno lavorato in coppia per tutta la loro vita dando vita ad un duo diventato famoso come “I ragazzi irresistibili” e che\, dopo essersi separati per insanabili incomprensioni\, sono chiamati a riunirsi\, undici anni dopo\, in occasione di una trasmissione televisiva che li vuole insieme\, per una sola sera\, per celebrare la storia del glorioso varietà americano. In scena vediamo i due vecchi attori che\, con le loro diverse personalità\, cercano di ricucire quello strappo che li ha separati per tanti anni nel tentativo di ridare vita ad un numero comico che li ha resi famosi. Le incomprensioni antiche si ripresentano più radicate e questa difficile alchimia è il pretesto per un gioco di geniale comicità e di profonda melanconia. Certi scambi di battute e situazioni esilaranti sono fonte non solo di comicità ma anche di uno sguardo di profonda tenerezza per quel mondo del teatro che\, quando vede i suoi protagonisti avviati sul viale del declino\, mostra tutta la sua umana fragilità. Umberto Orsini e Franco Branciaroli si ritrovano insieme per ridare vita a questo testo\, che in questi anni è diventato un classico\, nel tentativo di cogliere tutto quello che lo rende più vicino al teatro di un Beckett (Finale di Partita) o addirittura a un Cechov (Il Canto del Cigno) piuttosto che a un lavoro di puro intrattenimento. In questo omaggio al mondo degli attori\, alle loro piccole e deliziose manie e tragiche miserie\, li affianca la regia di Massimo Popolizio che ritrova nei due protagonisti quei compagni di strada coi quali ha condiviso tante esperienze tra le più intense e significative del teatro di questi anni. \nIspirata alla vita di una famosa coppia di artisti del vaudeville\, Joe Smith e Charles Dale\, The Sunshine Boys di Neil Simon debuttò a Broadway nel 1972 con la regia di Alan Arkin. Numerosi e di grande successo nei decenni successivi gli allestimenti teatrali in tutto il mondo e\, con la sceneggiatura dell’autore\, pluripremiata la versione cinematografica del 1975 diretta da Herbert Ross\, protagonisti Walter Matthau e George Burns. Del 1995 è la trasposizione per il piccolo schermo statunitense affidata a due stelle di prima grandezza: Woody Allen e Peter Falk. \nLocandina\n\ndi Neil Simon\ntraduzione Masolino D’Amico \nregia Massimo Popolizio \ncon Umberto Orsini\, Franco Branciaroli\, Flavio Francucci\, Chiara Stoppa\, Eros Pascale\, Emanuela Saccardi \nscene Maurizio Balò\ncostumi Gianluca Sbicca\nluci Carlo Pediani\nsuono Alessandro Saviozzi \nproduzione Teatro de Gli Incamminati\, Compagnia Orsini\, Teatro Biondo Palermo\nin collaborazione con CTB Centro Teatrale Bresciano\ne con AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali e Comune di Fabriano \nDurata 2 ore compreso intervallo
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SUMMARY:NOMADI Sessanta - Live Tour 2024
DESCRIPTION:NEL 2023 I NOMADI FESTEGGIANO I 60 ANNI DI MUSICA \n  \nI Nomadi\, festeggiano i 60 anni di musica\, concerto organizzato da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci. È la band più longeva in Italia e prima di loro\, al mondo\, solo i Rolling Stones. Sono i primi anni 60 quando tra Modena e Reggio Emilia Beppe Carletti e Augusto Daolio decidono di formare una loro band. L’esordio avviene nel 1963. Il nome NOMADI fu scelto un po’ per caso ma ne ha caratterizzato lo spirito: le tappe dei loro interminabili Tour toccano dai piccoli paesi ai grandi palchi delle maggiori città italiane senza distinzione. Ad oggi il gruppo emiliano discograficamente conta 52 lavori\, fra dischi in studio\, live e raccolte per un totale oltre 15.000.000 di copie vendute. Sono oltre cento i fan club sparsi in tutta Italia e ancor più Cover Band riconosciute. Il loro è un pubblico transgenerazionale. Da sempre la musica è stata coniugata all’impegno umanitario ed ha visto i Nomadi promotori di tantissime iniziative di solidarietà in Italia e nel mondo. 
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SUMMARY:Re Lear è morto a Mosca
DESCRIPTION:1948\n13 gennaio\, Minsk. Un furgone investe e uccide Solomon Michoels: di lui restano un orologio da polso fermo alle 10 di sera\, due figlie e una moglie.\nNotte tra il 23 e 24 dicembre\, Mosca. Venjamin Zuskin viene rapito nel sonno\, interrogato\, torturato e quattro anni dopo fucilato. Il grande Teatro Ebraico di Mosca\, il Goset\, perde Lear e il suo Matto. Il primo e unico Re Lear in yiddish non andrà mai più in scena. Il mandante di questi omicidi è Iosif Stalin. \nSolomon Michoels e Venjamin Zuskin:\ndue attori ebrei\, due amici\, condannati per aver volato troppo in alto. Colpevoli di aver immaginato un teatro d’arte fatto di canti\, danze\, poesie e colori in lingua yiddish nell’Unione Sovietica di Stalin.\nUn viaggio in Russia per raccontare una storia vera ormai dimenticata\, attraverso i dipinti di Chagall e i personaggi del Re Lear.\nUno spettacolo di memorie da riscoprire\, custodite al di là del palcoscenico. \n“Spegnete i lumi e soffiate il dolore; si chiude il sipario” \nLocandina\n\ndrammaturgia César Brie e Leonardo Ceccanti\,\ncon la collaborazione di tutto l’ensemble \nregia César Brie \nattori creatori Altea Bonatesta\, César Brie\, Leonardo Ceccanti\, Eugeniu Cornitel\, Davide De Togni\, Anna Vittoria Ferri\, Tommaso Pioli\, Annalesi Secco e Alessandro Treccani \nlavoro corporale Vera Dalla Pasqua\nscenografia l’ensemble\ncostumi Matteo Corsi\nluci César Brie e l’ensemble\nmusica Pablo Brie e musiche tradizionali Yiddish\nconsulenza storica Antonio Attisani \nuna coproduzione Isola del Teatro e Campo Teatrale \nVincitore Premio “Theatrical Mass 2023” \nDurata 2 ore compreso intervallo
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SUMMARY:Concerto di Natale
DESCRIPTION:Il tradizionale concerto di Natale al Teatro Sociale da parte de “I Piccoli Musici”\, quest’anno avrà come titolo “Il Suono della Voce”. Infatti protagonista sarà la voce del coro e diversi solisti.\nDiverso dagli anni precedenti sarà il programma: una selezione di brani diversi e di piacevole ascolto tratti dal loro ampio e consolidato repertorio.\nNella prima parte verranno proposte delle Folk Song di diverse nazioni\, brani da Musical di Leonard Bernstein e Richard Rodgers\, Canti d’Opera ricordando il centenario della morte di Giacomo Puccini. Nella seconda parte ampio spazio alle più belle melodie di Natale\, che ci accompagnano verso la sua dolce e magica atmosfera.\nDiversi stili\, ma proposti con un’unica caratteristica: espressività e suono\, che contraddistinguono il coro “I Piccoli Musici” da sempre. \nLocandina\n\ndirettore Mario Mora\ncon I Piccoli Musici \n\nDurata in via di definizione
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SUMMARY:Barbascura X _ Sono qui per Caos
DESCRIPTION:Racconto scientifico sull’assoluta casualità dell’esistenza\nLocandina\n\ndi e con Barbascura X
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SUMMARY:Haendel: Watermusic
DESCRIPTION:La Watermusic di Händel è probabilmente insieme ai concerti brandeburghesi di Johann Sebastian Bach l’opera strumentale più celebre del barocco tedesco. \nComposta per celebrare Re Giorgio I e per essere eseguiti su delle chiatte lungo il Tamigi (da cui il titolo)\, questa musica gloriosa vede una nutrita orchestra con trombe\, corni\, oboi\, timpani\, flauti e archi. \nLa Watermusic si compone di 3 suites per orchestra\, in cui le sezioni sono alternate tra di loro passando dalle melodie più dolci e tenere ai più sfrenati movimenti di danza. La meticolosa scrittura tedesca si fonde con il gusto per la danza francese e crea delle composizioni di livello sopraffino. \nLocandina\nGeorg Friedrich Händel (1685-1759)\nWatermusic HWV348-349-350 \n.\n.\n. \nEnsemble Locatelli \nThomas Chigioni direzione
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SUMMARY:Il lago dei cigni
DESCRIPTION:Uno degli immortali capolavori della storia del balletto del XIX secolo firmato Marius Petipa. Rappresentato nel 1877 per la prima volta al Teatro Bol’šoj di Mosca\, nonostante le musiche di Caikovskij\, nell’immediato non ebbe il successo che fu poi raggiunto nel 1894\, anno in cui venne messo in scena al Teatro Marijinskij di San Pietroburgo.\nIl Lago dei Cigni racconta l’incantevole storia d’amore fra il giovane principe Siegfried e Odette\, una creatura ultraterrena trasformata in cigno dal perfido mago Rothbart per aver rifiutato il suo amore.\nA far rivivere l’emozione di questo classico dalle atmosfere ovattate il Balletto dell’ Opera di Iasi\, una delle più acclamate Compagnie di danza classica che da più di ventiquattro anni compie tournée in tutta Europa. Disegni di luci e scenografie suggestive immergeranno il pubblico in sala nella candida atmosfera del lago dei cigni più famoso del mondo. \nTRAMA \nAtto I\nNel giardino del castello di una principessa si tiene una festa in onore del figlio Sigfrido\, che festeggia il raggiungimento della maggiore età. Lui trascorre il tempo circondato da amici. Nel bel mezzo della festa\, appare la Regina madre\, che annuncia al figlio che è giunto il momento di sposarsi. A tale scopo sarà organizzato un grande ballo per la sera successiva\, durante il quale gli verranno presentate diverse ragazze per scegliere la futura sposa. La festa continua dopo l’uscita della principessa\, con balli d’insieme\, con le battute e gli espedienti del giullare\, seguiti con indulgenza dall’insegnante di ballo del principe. Poi\, più tardi\, gli ospiti entrano nel castello. Sigfrido rimane dietro di loro\, vuole stare solo con i suoi pensieri. Mentre il maestro di ballo e il giullare lo seguono\, il principe si dirige pensieroso verso la riva del lago nel parco del castello\, dove si possono intravedere le misteriose rovine di un antico palazzo. I suoi pensieri sono interrotti dall’apparizione di uno stormo di cigni\, che vola oltre\, fermandosi sull’altra sponda\, vicino alle rovine. Desideroso di dar loro la caccia\, il principe prende la sua balestra e corre da solo nella foresta. In questo finale\, il meraviglioso tema dei cigni risuona in tutta la sua portata romantica\, come un leitmotiv.\nAtto II\nDall’altra parte del lago\, le rovine si riflettono cupamente nell’acqua calma. Uno dopo l’altro\, sullo specchio del lago compaiono cigni bianchi galleggianti. Arrivati a riva\, si trasformano in ragazze che ballano con leggerezza. Sigfrido\, seguendo i cigni\, prende di mira la più bella\, e rimane stupito dalla loro miracolosa trasformazione. All’inizio un po’ spaventati\, i cigni lo circondano e la più bella di loro\, Odette\, svela il loro segreto. Il genio del male\, Rothbart\, le ha trasformate in cigni\, e solo in questo luogo solitario\, di notte\, possono riacquistare\, per pochi istanti\, le loro sembianze umane. Siegfried è determinato a combattere per sconfiggere Rothbart\, ma Odette lo avverte che combattere non sarà la soluzione per spezzare la maledizione. L’incantesimo sarà dissipato solo dall’amore sconfinato di un giovane che professerà il suo amore invitandola al ballo del giorno successivo per presentarla come sua sposa. Eccitato\, attende il tanto atteso momento. Odette\, tuttavia\, gli dice che non potrà comparire tra gli umani fino a quando l’incantesimo non sarà svanito\, altrimenti incorrerebbe nella vendetta di Rothbart\, che\, con l’inganno\, infrangerebbe il piano a Sigfrido\, provocando la morte dei cigni. Nella bianca luce dell’alba\, i due giovani si separano a fatica. Dall’ombra\, Rothbart osserva la conversazione di Siegfried con Odette. Infuriato\, appare\, scacciando il principe e trasformando le ragazze in cigni. Ma Sigfrido parte determinato a rompere l’incantesimo di questo spirito delle tenebre per salvare la sua promessa sposa.\nAtto III\nGli ospiti arrivano nella grande sala del palazzo della Principessa\, al ballo dove verranno presentate le ragazze tra cui Sigfrido sceglierà la sua fidanzata. Le danze sono gioiosamente avviate (una tumultuosa danza spagnola\, poi un’allegra tarantella napoletana\, una mazurka polacca e\, infine\, un csardâs ungherese). Poi\, nell’elegante oscillazione di un valzer\, c’è la presentazione delle ragazze. Pensando ad Odette\, Siegfried le guarda indifferente e\, quando gli viene chiesto di scegliere\, non riesce a decidere. Improvvisamente appare un nuovo ospite\, un cupo cavaliere\, che accompagna una giovane donna vestita di nero. Questa\, sebbene abbia le fattezze di Odette\, non è altro che la sorella di Rothbart\, Odille. Il genio del male le ordina di conquistare Sigfrido\, facendogli rompere il suo giuramento. In un grande pos de deux\, Odille lo avvolge nel suo fascino\, convincendolo che è lei il bellissimo cigno di cui si è innamorato. Credendo in questa apparizione\, Siegfried presenta Odille a sua madre come sua fidanzata e futura sposa\, rompendo inconsapevolmente il suo giuramento. Rothbart\, in un impeto di malizia\, gli rivela la verità\, confessando che si tratta di sua sorella\, mostrandogli in lontananza l’immagine di Odette\, che ora dovrà morire. Pieno di dolore\, il giovane si rende conto di essere stato vittima di un inganno. Incurante della disperazione di chi lo circonda\, corre verso il lago dei cigni.\nAtto IV\nDall’oscurità che custodisce le rovine del castello\, Rothbart segue i cigni\, alla ricerca di Odette. Ma il bellissimo cigno non è tra loro\, cosa che fa infuriare Rothbart\, che li minaccia di morte. Più tardi arriva Odette\, dopo aver visto da lontano cosa è successo nel castello di Sigfrido. Racconta dolorosamente alle sue amiche del tradimento del voto d’amore. Le speranze sono state infrante per sempre. Correndo follemente nella foresta\, Siegfried arriva in riva al lago\, alla ricerca di Odette. Confessa con disperazione di essere stato ingannato\, che il suo amore è rimasto puro. Ma una volta infranto il giuramento\, nulla può essere corretto. Implacabili\, i cigni lo lasciano\, uno per uno. Tuttavia\, l’amore di Odette è più grande del fascino di Rothbart. Mossa dal tumulto di Sigfrido\, lei ritorna e lo perdona. Il genio del male appare dalle rovine\, cercando di separarli. Scatena una potente tempesta\, colpisce Sigfrido\, ma non riesce a separarli. Di fronte al loro forte amore\, l’incantesimo si rompe e il genio del male viene consumato dall’oscurità della notte. \nLocandina\n\nCorpo di Ballo del Teatro Nazionale dell’ Opera Rumena di Iasi
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SUMMARY:Il lago dei cigni
DESCRIPTION:Uno degli immortali capolavori della storia del balletto del XIX secolo firmato Marius Petipa. Rappresentato nel 1877 per la prima volta al Teatro Bol’šoj di Mosca\, nonostante le musiche di Caikovskij\, nell’immediato non ebbe il successo che fu poi raggiunto nel 1894\, anno in cui venne messo in scena al Teatro Marijinskij di San Pietroburgo.\nIl Lago dei Cigni racconta l’incantevole storia d’amore fra il giovane principe Siegfried e Odette\, una creatura ultraterrena trasformata in cigno dal perfido mago Rothbart per aver rifiutato il suo amore.\nA far rivivere l’emozione di questo classico dalle atmosfere ovattate il Balletto dell’ Opera di Iasi\, una delle più acclamate Compagnie di danza classica che da più di ventiquattro anni compie tournée in tutta Europa. Disegni di luci e scenografie suggestive immergeranno il pubblico in sala nella candida atmosfera del lago dei cigni più famoso del mondo. \nTRAMA \nAtto I\nNel giardino del castello di una principessa si tiene una festa in onore del figlio Sigfrido\, che festeggia il raggiungimento della maggiore età. Lui trascorre il tempo circondato da amici. Nel bel mezzo della festa\, appare la Regina madre\, che annuncia al figlio che è giunto il momento di sposarsi. A tale scopo sarà organizzato un grande ballo per la sera successiva\, durante il quale gli verranno presentate diverse ragazze per scegliere la futura sposa. La festa continua dopo l’uscita della principessa\, con balli d’insieme\, con le battute e gli espedienti del giullare\, seguiti con indulgenza dall’insegnante di ballo del principe. Poi\, più tardi\, gli ospiti entrano nel castello. Sigfrido rimane dietro di loro\, vuole stare solo con i suoi pensieri. Mentre il maestro di ballo e il giullare lo seguono\, il principe si dirige pensieroso verso la riva del lago nel parco del castello\, dove si possono intravedere le misteriose rovine di un antico palazzo. I suoi pensieri sono interrotti dall’apparizione di uno stormo di cigni\, che vola oltre\, fermandosi sull’altra sponda\, vicino alle rovine. Desideroso di dar loro la caccia\, il principe prende la sua balestra e corre da solo nella foresta. In questo finale\, il meraviglioso tema dei cigni risuona in tutta la sua portata romantica\, come un leitmotiv.\nAtto II\nDall’altra parte del lago\, le rovine si riflettono cupamente nell’acqua calma. Uno dopo l’altro\, sullo specchio del lago compaiono cigni bianchi galleggianti. Arrivati a riva\, si trasformano in ragazze che ballano con leggerezza. Sigfrido\, seguendo i cigni\, prende di mira la più bella\, e rimane stupito dalla loro miracolosa trasformazione. All’inizio un po’ spaventati\, i cigni lo circondano e la più bella di loro\, Odette\, svela il loro segreto. Il genio del male\, Rothbart\, le ha trasformate in cigni\, e solo in questo luogo solitario\, di notte\, possono riacquistare\, per pochi istanti\, le loro sembianze umane. Siegfried è determinato a combattere per sconfiggere Rothbart\, ma Odette lo avverte che combattere non sarà la soluzione per spezzare la maledizione. L’incantesimo sarà dissipato solo dall’amore sconfinato di un giovane che professerà il suo amore invitandola al ballo del giorno successivo per presentarla come sua sposa. Eccitato\, attende il tanto atteso momento. Odette\, tuttavia\, gli dice che non potrà comparire tra gli umani fino a quando l’incantesimo non sarà svanito\, altrimenti incorrerebbe nella vendetta di Rothbart\, che\, con l’inganno\, infrangerebbe il piano a Sigfrido\, provocando la morte dei cigni. Nella bianca luce dell’alba\, i due giovani si separano a fatica. Dall’ombra\, Rothbart osserva la conversazione di Siegfried con Odette. Infuriato\, appare\, scacciando il principe e trasformando le ragazze in cigni. Ma Sigfrido parte determinato a rompere l’incantesimo di questo spirito delle tenebre per salvare la sua promessa sposa.\nAtto III\nGli ospiti arrivano nella grande sala del palazzo della Principessa\, al ballo dove verranno presentate le ragazze tra cui Sigfrido sceglierà la sua fidanzata. Le danze sono gioiosamente avviate (una tumultuosa danza spagnola\, poi un’allegra tarantella napoletana\, una mazurka polacca e\, infine\, un csardâs ungherese). Poi\, nell’elegante oscillazione di un valzer\, c’è la presentazione delle ragazze. Pensando ad Odette\, Siegfried le guarda indifferente e\, quando gli viene chiesto di scegliere\, non riesce a decidere. Improvvisamente appare un nuovo ospite\, un cupo cavaliere\, che accompagna una giovane donna vestita di nero. Questa\, sebbene abbia le fattezze di Odette\, non è altro che la sorella di Rothbart\, Odille. Il genio del male le ordina di conquistare Sigfrido\, facendogli rompere il suo giuramento. In un grande pos de deux\, Odille lo avvolge nel suo fascino\, convincendolo che è lei il bellissimo cigno di cui si è innamorato. Credendo in questa apparizione\, Siegfried presenta Odille a sua madre come sua fidanzata e futura sposa\, rompendo inconsapevolmente il suo giuramento. Rothbart\, in un impeto di malizia\, gli rivela la verità\, confessando che si tratta di sua sorella\, mostrandogli in lontananza l’immagine di Odette\, che ora dovrà morire. Pieno di dolore\, il giovane si rende conto di essere stato vittima di un inganno. Incurante della disperazione di chi lo circonda\, corre verso il lago dei cigni.\nAtto IV\nDall’oscurità che custodisce le rovine del castello\, Rothbart segue i cigni\, alla ricerca di Odette. Ma il bellissimo cigno non è tra loro\, cosa che fa infuriare Rothbart\, che li minaccia di morte. Più tardi arriva Odette\, dopo aver visto da lontano cosa è successo nel castello di Sigfrido. Racconta dolorosamente alle sue amiche del tradimento del voto d’amore. Le speranze sono state infrante per sempre. Correndo follemente nella foresta\, Siegfried arriva in riva al lago\, alla ricerca di Odette. Confessa con disperazione di essere stato ingannato\, che il suo amore è rimasto puro. Ma una volta infranto il giuramento\, nulla può essere corretto. Implacabili\, i cigni lo lasciano\, uno per uno. Tuttavia\, l’amore di Odette è più grande del fascino di Rothbart. Mossa dal tumulto di Sigfrido\, lei ritorna e lo perdona. Il genio del male appare dalle rovine\, cercando di separarli. Scatena una potente tempesta\, colpisce Sigfrido\, ma non riesce a separarli. Di fronte al loro forte amore\, l’incantesimo si rompe e il genio del male viene consumato dall’oscurità della notte. \nLocandina\n\nCorpo di Ballo del Teatro Nazionale dell’ Opera Rumena di Iasi
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SUMMARY:A Christmas Carol Musical
DESCRIPTION:Il più famoso romanzo di Natale di Charles Dickens\, adattato per il teatro musicale da Melina Pellicano con le musiche di Stefano Lori e Marco Caselle\, è pronto a far sognare adulti e bambini. Sul palco nel ruolo di Ebenezer Scrooge\, Fabrizio Rizzolo e un cast artistico di oltre 20 elementi\, effetti speciali curati da Alessandro Marrazzo\, musiche originali\, 150 costumi ed imponenti scenografie.\nMelina Pellicano\, regista e autrice del libretto nell’adattamento al musical\, ha voluto essere il più fedele possibile al romanzo\, perché la scrittura di Dickens si mostra già di per sé molto teatrale.\nIl vecchio Ebenezer Scrooge\, dopo la morte del suo socio d’affari Jacob Marley\, continua a condurre il suo banco d’affari con cinica avarizia rifuggendo da ogni rapporto umano e affamando il suo sfortunato impiegato Bob Cratchit. Scrooge odia il Natale e nemmeno l’invito a cena di suo nipote riesce a fargli cambiare idea. La notte della vigilia riceve la visita del fantasma del suo defunto socio Jacob Marley che gli annuncia la visita di tre spiriti. Lo spirito dei Natali passati gli mostra gli errori della sua vita passata\, lo spirito del Natale presente gli fa vedere la felicità che il Natale genera\, mentre lo spirito dei Natali futuri gli mostra il suo orrendo destino qualora non modificasse la vita che ora conduce. Dopo la visita degli spiriti\, Scrooge si risveglia la mattina di Natale profondamente cambiato nell’anima\, aprirà finalmente i suoi occhi a sentimenti di generosità e amore. D’ora in poi non mancherà mai di festeggiare il Natale e non perderà nessuna occasione per fare del bene.\nScrooge compie una trasformazione\, un cambiamento importante la notte della vigilia di Natale. Il Natale può essere un’occasione in cui potersi fermare a riflettere\, un momento per porsi in maniera propositiva verso il cambiamento. Diventa un’occasione per un coraggioso atto di trasformazione\, che ognuno di noi vorrebbe fare\, ma che spesso dimentica. \nNote di regia\nLa solitudine di Scrooge e la sua ricchezza economica sono in contrapposizione con la serenità della famiglia e la modesta situazione sociale degli altri personaggi.\nLa ricchezza d’animo e il coraggio di far fronte ad una situazione poco agiata sono la vera ricchezza. È un concetto vecchio\, ma assolutamente attuale.\n«C’è qualche differenza nella vicenda e nei personaggi» – dichiara la regista – «ma sempre nel rispetto del racconto originale e nello spirito di Dickens. Questo è stato voluto ed è un piccolo modo personale per rendere omaggio allo scrittore. Ho scelto di aprire lo spettacolo con il monologo e la canzone del piccolo Tim (il figlio piccolo di Bob Cratchit\, impiegato di Scrooge)\, per affidare ad un bambino il compito di spiegare “come stanno veramente le cose”\, per spiegare al pubblico il punto di vista di un bambino che guarda al mondo con occhi limpidi e senza giudizio. Tiny Tim racconta\, infatti\, che Scrooge “non è capace di sorridere ed è sempre in collera con chiunque gli rivolga la parola”\, ma che in realtà “è soltanto solo” e nessuno dovrebbe rimanere solo a Natale». \nLocandina\n\nliberamente tratto dal romanzo di Charles Dickens\nscritto e diretto da Melina Pellicano  \nmusiche Stefano Lori e Marco Caselle\nliriche Marco Caselle\ncoreografie Melina Pellicano\nscene Alessandro Marrazzo e Francesco Fassone\ncostumi Marco Biesta\neffetti speciali e disegno luci Alessandro Marrazzo\ndisegno suono Emilio Rossi\narrangiamenti e produzione musicale Stefano Lori\nfigurazioni Tip Tap Davide Accossato\ntrucco Vanessa Ferrauto\nprogetto video e grafico Riccardo Antonino “Robin Studio”  \nproduzione DPM Produzioni Srls \nDurata TBT
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LOCATION:Teatro Donizetti
CATEGORIES:La Stagione dei Teatri,Ultimo dell'anno
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