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SUMMARY:Concerto di Capodanno
DESCRIPTION:Un concerto imperdibile che celebra l’inizio dell’anno nuovo con un viaggio attraverso le danze d’Europa. L’orchestra eseguirà brani di celebri compositori come Johann Strauss\, Antonín Dvořák\, Ottorino Respighi e Johannes Brahms. Sarà un’occasione per apprezzare la ricchezza e la varietà della musica europea\, dalle vivaci polke e valzer viennesi alle melodie incantevoli del centro e sud Europa. Il programma cattura l’essenza della danza “popolare” europea in un’esperienza affascinante e coinvolgente per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. \nLocandina\n\nmusiche di J. A. Strauss\, O. Dvorak\, O. Respighi\, J. Brahms\ncon Ensemble dell’Orchestra Filarmonica Italiana \nIn collaborazione con OFI \n\nDurata in via di definizione
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SUMMARY:Giselle
DESCRIPTION:Balletto romantico per eccellenza\, nasce dalla fantasia del grande scrittore Théophile Gautier\, affascinato dalla leggenda delle Willi\, personaggi della tradizione popolare tedesca. Le Willi sono spiriti di giovani donne in abito nuziale decorate\, morte per amore prima del matrimonio\, che vagano nei boschi al calare delle tenebre in cerca di vendetta sugli uomini da cui sono state tradite\, costringendoli al ballo fino alla morte stessa. Il celebre balletto viene riproposto in maniera unica e mistica dal Balletto del Teatro dell’Opera della Romania con eccezionali costumi e scenografie su coreografie ottocentesche di Jean Coralli. Versione originale\, curata da un chiaro esempio di balletto romantico dove si fondono sacro e profano\, carne e spirito\, amore e morte\, dimensione terrestre e celeste\, pantomima e “ballet blanc”.\nA distanza di oltre un secolo e mezzo Giselle continua ad affascinare il pubblico. Lo contrassegnano due ruoli paradigmatici del repertorio accademico: la Contadinella Giselle che muore di pazzia d’amore\, e l’innamorato Albrecht\, il principe che gioca con essa e la tradisce\, per poi redimersi. Un Balletto che riempirà d’amore e passione tutto il pubblico. \nTRAMA \nIl balletto si compone in due atti: il primo riguarda la vicenda di Giselle che culmina nella sua morte; il secondo atto invece riguarda la leggenda delle Villi e l’amore di Giselle per Albrecht che culmina nella volontà di salvargli la vita\, anche se questo è stato la principale causa della sua morte. \nAtto I\nIn un villaggio durante la vendemmia\, tra le viti\, una giovane contadina\, Giselle\, che adora ballare e che darebbe la vita per questa sua passione\, si innamora di un giovane\, Albrecht\, di cui ignora le origini poiché si presenta e la corteggia travestito da popolano: lui è un principe. Giselle e Albrecht danzano gioiosamente nonostante i continui richiami della madre di questa\, che la ammonisce per le sue precarie condizioni di salute. Il contendente di Albrecht\, geloso di questo amore di Giselle\, notando il mantello di questo e la sua spada\, capisce come stanno veramente le cose. La corte\, impegnata in una battuta di caccia\, entra nel villaggio per trovare ristoro. Tra i vari componenti di questa\, c’è anche la promessa sposa di Albrecht\, una nobile. Il rivale in amore smaschera il principe davanti a tutti: Giselle\, perdutamente innamorata\, impazzisce e muore per il dolore. \nAtto II\nNel mezzo della notte\, Albrecht si reca nella foresta\, dove trova la tomba di Giselle\, indicata con una croce. Disperato prega davanti alla tomba della ragazza e da lì esce questa trasformata in una villi. La regina delle Villi raduna a sé tutte le sue discepole e insieme a loro inizia a danzare con Albrecht. Il loro intento era quello di far morire per sfinimento il giovane e ci sarebbero riuscite se non fosse intervenuta Giselle a sostenerlo fino all’alba\, momento in cui le altre villi sono costrette a svanire. \nLocandina\n\nMusiche di A. Adam\nCoreografie J. Coralli\nCorpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Iasi
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SUMMARY:Silvia Mezzanotte in "Vorrei che fosse amore". Omaggio a Mina
DESCRIPTION:“Vorrei che fosse amore” \nOMAGGIO A MINA \nQuesto è il titolo del nuovo progetto presentato dal Nuovo Teatro Verdi di Montecatini Terme\, che avrà come protagonista la straordinaria voce di Silvia Mezzanotte.\nIl 23 agosto 1978\, al Teatro Bussoladomani sul lungomare di Lido di Camaiore\, Mina saliva sul palco per il suo ultimo live\, prima del definitivo ritiro dalle scene. Un concerto destinato a consacrarla per sempre come la grande icona della musica italiana. E sarà proprio quella notte indimenticabile l’ambientazione del recital a lei dedicato. L’atmosfera e le luci della Bussola\, dieci elementi d’orchestra\, due attori che\, attraverso le canzoni più belle della Tigre di Cremona\, svelano la loro insolita storia d’amore.\nA interpretarle Silvia Mezzanotte\, poliedrica voce tra le più apprezzate del panorama italiano. Dopo il lungo sodalizio artistico con i Matia Bazar e decine di tournée in Italia e all’estero\, ha pubblicato tre album da solista e partecipato come protagonista a numerosi spettacoli teatrali e televisivi. È del 2016 la sua vittoria del “Tale e Quale Show”\, con una serie di strepitose esibizioni tra cui spicca l’interpretazione di Brava\, canzone portata al successo proprio da Mina. “La mia voglia di omaggiare Mina – racconta Silvia – è pari all’amore e al senso di gratitudine che nutro per lei come artista e come donna. Ed è la stessa che mi ha spinta ad accettare con entusiasmo il ruolo di protagonista di questo show”.\nRegia e testi sono curati da Gabriele Colferai.\nSul palco ci sarà l’orchestra tutta al femminile Ensemble Le Muse\, reduce dal glorioso tour italiano ed europeo di “Omaggio a Morricone – Musiche da Oscar”\, con la direzione del Maestro Andrea Albertini.\nIn scena Beatrice Baldaccini (Pretty Woman\, Grease\, Balliamo sul Mondo\, Raffaella!) e Gabriele Colferai interpretano la coppia di innamorati che raccontano la loro storia sulle note dei più celebri successi di Mina: Parole parole; Insieme; Anche un uomo\, Grande grande\, grande; L’importante è finire e tanti altri.\nCanzoni che hanno fatto da colonna sonora a intere generazioni reinterpretate dalla Mezzanotte che\, con talento e rispetto\, renderà omaggio all’indiscussa regina della canzone italiana. Perché solo così si può celebrare un grande Mito: continuando a cantarlo. \nALCUNI DEI BRANI IN PROGRAMMA\nStasera io qui\nAncora ancora ancora\nAmor mio\nBrava\nCittà vuota\nE se domani\nGrande grande grande\nInsieme\nIo domani\nIo e te da soli\nLa voce del silenzio\nL’importante è finire\nMi sei scoppiato dentro al cuore\nVorrei che fosse amore \nLocandina\n\nVoce Silvia Mezzanotte\nDirezione Andrea Albertini\nOrchestra Ensemble Le Muse\nAttori Beatrice Baldaccini e Gabriele Colferai\nRegia Gabriele Colferai
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SUMMARY:Ballo al Savoy
DESCRIPTION:Ballo al Savoy non è solamente un’operetta (e lo è a tutti gli effetti!!\, ma è molto di più. Oltre ai valzer\, alle arie e ai duetti amorosi\, questo lavoro è ricco di ritmi sfrenati\, dal tango argentino allo swing\, con chiarissime allusioni e riferimenti al musical che in quegli anni (siamo nel 1930) stava spopolando oltre oceano. In particolare è clamorosamente presente Cole Porter\, di cui Abrahm inserisce una parafrasi di “Night and Day”.\nIl difficile compito è quello di allestire una sorta di musical\, senza tradire lo spirito operettistico della trama e di parte delle musiche presenti.\nL’adattamento del copione è affidato a Silvia Felisetti\, artista cui il titolo di “soubrette” (titolo che poche donne in Italia portano con pieno merito…) va comunque stretto\, in quanto le sue conoscenze del teatro musicale vanno ben oltre il genere operettistico. Potendo disporre di molti cantanti-attori di valore\, Silvia Felisetti ha reso molto più importanti alcuni personaggi che nell’originale hanno un peso marginale.\nLa regia è affidata a Alessandro Brachetti\, comico della compagnia\, con all’attivo un’esperienza registica di grande valore. \nStefano Giaroli \nNizza\, 1932. Nella Hall dell’Hotel Savoy si festeggia il ritorno del marchese Aristide di Faublais e della sua sposina Maddalena dal lungo viaggio di nozze. Ma Aristide riceve un telegramma dal suo avvocato\, che lo informa che\, per potere accedere al patrimonio del suo defunto padre\, deve onorare un impegno preso in passato dal padre stesso\, che consiste nel trascorrere una nottata con Tangolita\, danzatrice spagnola. Aristide dovrà perciò trovare uno stratagemma per onorare l’impegno senza mettere a repentaglio il suo matrimonio… \nLocandina\n\noperetta-musical in due atti di Alfred Gruenwald e Fritz Loehner-Beda musica Paul Abraham regia Alessandro Brachetti\n\ncon Silvia Felisetti\, Alessandro Brachetti\, Antonio Colamorea\, Renata Campanella\, Fulvio Massa\, Marco Falsetti\, Alessandro Garuti\n\nCorpo di Ballo Novecento\ncoreografie Salvatore Loritto\nOrchestra “Cantieri d’Arte”\nMaestro concertatore e direttore Stefano Giaroli\nscene e costumi ArteScenica Reggio Emilia\n\nproduzione Teatro Musica Novecento \nDurata TBT
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SUMMARY:Rigoletto
DESCRIPTION:Rigoletto è un’opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave\, tratta dal dramma di Victor Hugo Le Roi s’amuse (“Il re si diverte”).\nCon Il trovatore (1853) e La traviata (1853) forma la cosiddetta “trilogia popolare” di Verdi. \nCentrato sulla drammatica e originale figura di un buffone di corte\, Rigoletto fu inizialmente oggetto della censura austriaca. La stessa sorte era toccata nel 1832 al dramma originario Le Roi s’amuse\, bloccato dalla censura e riproposto solo 50 anni dopo la prima. Nel dramma di Hugo\, che non piacque né al pubblico né alla critica\, erano infatti descritte senza mezzi termini le dissolutezze della corte francese\, con al centro il libertinaggio di Francesco I\, re di Francia. Nell’opera si arrivò al compromesso di far svolgere l’azione alla corte di Mantova\, a quel tempo non più esistente\, trasformando il re di Francia nel duca di Mantova. \nIl 3 giugno 1850 Verdi scriveva a Piave: «In quanto al titolo quando non si possa tenere Le roi s’amuse\, che sarebbe bello… il titolo deve essere necessariamente La maledizione di Vallier\, ossia per essere più corto La maledizione. Tutto il soggetto è in quella maledizione che diventa anche morale. Un infelice padre che piange l’onore tolto alla sua figlia\, deriso da un buffone di corte che il padre maledice\, e questa maledizione coglie in una maniera spaventosa il buffone\, mi sembra morale e grande\, al sommo grande». La decisone finale sul titolo cadde sul nome del protagonista\, cambiandolo da Triboletto\, traduzione “letterale” dell’originale Triboulet\, a Rigoletto (dal francese rigoler\, che significa scherzare). \nIntenso dramma di passione\, tradimento\, amore filiale e vendetta\, Rigoletto non solo offre una combinazione di ricchezza melodica e potenza drammatica\, ma pone lucidamente in evidenza le tensioni sociali e la subalterna condizione femminile in una realtà nella quale il pubblico ottocentesco poteva facilmente rispecchiarsi.[senza fonte] Dal punto di vista musicale abbiamo\, fin dal preludio\, il ripetersi costante del tema della maledizione\, tramite la ripetizione della nota Do in ritmo doppio puntato. \nLocandina\n\nOpera in tre atti. Musica di Giuseppe Verdi.\nLibretto di Francesco Maria Piave\, tratto dal dramma di Victor Hugo Le roi s’amuse.\nPrima rappresentazione: Venezia\, Teatro La Fenice\, 11 marzo 1851. \nPersonaggi e Interpreti \nRigoletto / Giuseppe Altomare\nIl Duca di Mantova / Paride Cataldo\nGilda / Bianca Tognocchi\nSparafucile / Mattia Denti\nMaddalena / Victória Pitts\nGiovanna e La Contessa di Ceprano / Cecilia Bernini\nIl Conte di Monterone / Baopeng Wang\nMarullo / Lorenzo Liberali\nMatteo Borsa / Raffaele Feo\nIl Conte di Ceprano / Graziano Dallavalle\nPaggio della Duchessa / Da definire (coro)\nUsciere di Corte / Da definire (coro)  \ndirettore Alessandro D’Agostini\nregia Matteo Marziano Graziano  \nscene Daniela Zorrozua Cantillo\ncostumi Laurent Pellissier\nluci Cristian Zucaro \nMaestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina \nCoro di OperaLombardia\nOrchestra I Pomeriggi Musicali \n coproduzione Teatri di OperaLombardia \n Nuovo allestimento \n\nDurata 2 ore compreso intervallo
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SUMMARY:Giovanni Allevi Piano Solo Tour
DESCRIPTION:IL RITORNO SUL PALCO DEL MAESTRO GIOVANNI ALLEVI\nIl compositore e pianista sta affrontando con determinazione una lunga fase di recupero per tornare in scena con il suo emozionante pianoforte.  \nGiovanni Allevi\, compositore e pianista\, da un anno combatte la sua più grande battaglia: la lotta contro il mieloma multiplo diagnosticatogli a giugno 2022.\nAttraverso i canali social ufficiali ha costantemente dato aggiornamenti rispetto al suo stato di salute\, esprimendo profonda gratitudine verso le centinaia di migliaia di follower che aspettano di rivivere la coinvolgente atmosfera dei suoi concerti pianistici e che sono in attesa di rivedere il “filosofo del pianoforte” per emozionarsi ancora con le sue note romantiche ed il suo tocco inconfondibile.\nPer venire incontro alle tante richieste sono state già annunciate alcune nuove date di concerto in pianoforte solo\, mentre altre non sono mai state annullate nell’anno passato\, perché molti fan hanno tenuto ben stretto il loro biglietto\, dimostrando ancor di più l’enorme affetto per l’artista. \nGIOVANNI ALLEVI \nGiovanni Allevi\, compositore e pianista di fama internazionale\, è responsabile di un profondo rinnovamento della musica colta\, riportando l’arte della composizione all’attenzione delle nuove generazioni. È diplomato in Pianoforte e in Composizione ed è laureato in Filosofia con la tesi “Il vuoto nella Fisica Contemporanea”.\nHa calcato i palchi delle più importanti sale da concerto del mondo\, dalla Carnegie Hall di New York al Teatro alla Scala di Milano\, fino all’Auditorium della Città Proibita di Pechino. Grazie al suo impegno intellettuale\, è punto di riferimento filosofico sui concetti di innovazione e analisi del cambiamento.\nIl suo ultimo libro è intitolato “Le regole del Pianoforte – 33 note di musica e filosofia per una vita fuori dall’ordinario” (Ed. Solferino).\nNumerose sono le tesi di laurea a lui dedicate. Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti artistici e culturali\, è Stella d’Oro al Valor Mozartiano\, Premio Falcone e Borsellino\, ed Ambassador di Save the Children\, in prima linea nella difesa dei diritti dei più piccoli. Ha ricevuto apprezzamenti di stima da Papa Benedetto XVI\, Papa Francesco\, dal Premio Nobel Mikhail Gorbaciov. L’Agenzia Spaziale Americana NASA gli ha intitolato un asteroide: giovanniallevi111561. È autore e conduttore di un’innovativa e pluripremiata docuserie in onda su Rai Play: “Allevi in the jungle”. Dalle note dell’ultimo singolo “Our Future” dedicato al Pianeta\, è partita la collaborazione del compositore con Earth Day European Network\, che lo vede coinvolto come Ambassador della più importante iniziativa green dedicata alla Terra. Il Maestro Allevi è stato insignito del titolo di Ambassador per il suo ruolo di divulgatore presso i giovani\, grazie al suo impegno intellettuale e al suo talento artistico espressione di un linguaggio universale.
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SUMMARY:Giuseppe Giacobazzi: Il Pedone
DESCRIPTION:ATTENZIONE\nRinvio spettacolo di Giuseppe Giacobazzi Il Pedone\n22 maggio 2024 | Teatro Donizetti Bergamo\nA seguito della proiezione della finale di Europa League tra Atalanta e Bayern Leverkusen\, prevista mercoledì 22 maggio\, e all’installazione di due maxi schermi nelle vie adiacenti il Teatro Donizetti\, uniti ai divieti emessi dal Comune di Bergamo per il transito e il parcheggio nelle medesime vie e nelle vie confinanti\, gli organizzatori – unitamente all’agenzia di Giuseppe Giacobazzi – hanno convenuto di posticipare la data prevista per questo mercoledì a GIOVEDÌ 16 GENNAIO 2025\, sempre al Teatro Donizetti di Bergamo e sempre con inizio alle ore 20.30.\nCiò a seguito della considerazione che le disposizioni di cui sopra comporterebbero enormi difficoltà da parte del pubblico pagante nel poter raggiungere il Teatro Donizetti per assistere allo spettacolo.\nI biglietti emessi per lo spettacolo di mercoledì restano validi anche per la nuova data; eventuali rimborsi possono essere richiesti entro e non oltre venerdì 7 giugno 2024 presso i medesimi luoghi o siti in cui sono stati acquistati. Dopo tale data non potranno più essere emessi rimborsi.\n\nBiglietti acquistati sul sito TicketOne.it: https://www.ticketone.it/campaign/info-rimborsi\nBiglietti acquistati presso la Biglietteria del Teatro Donizetti\nTel. 035.4160 601/602/603\nbiglietteria@fondazioneteatrodonizetti.org\naperta da martedì a sabato dalle 13.00 alle 20.00\n(a partire dal 5 giugno\, dalle 16.00 alle 20.00)\n \n“Luci\, ombre e colori di una vita qualunque”\nIl pedone.  Luci\, ombre e colori di una vita qualunque è il nuovo spettacolo di Giuseppe Giacobazzi\, che racconta del paragone tra la nostra vita e quella vissuta su una scacchiera. In una società dove tutti sognano di essere dei pezzi pregiati\, brilla il fascino della normalità.\nUn’ora e mezza di spettacolo\, un’ora e mezzo di partita\, un’ora e mezzo di  monologo comico ma al tempo stesso interiore\, che lascia lo spettatore incollato e attento nello scoprire la mossa successiva.\nIn Il pedone.  Luci\, ombre e colori di una vita qualunque vediamo un Giacobazzi sempre più distante dal cabaret vecchio stile e sempre più vicino alla narrazione propria del teatro comico\, in un percorso dove non si abbandona mai la risata\, presente come in ogni altro spettacolo\, ma che diventa anche strumento di riflessione. \nGiuseppe Giacobazzi ha fatto la sua mossa\, ora spetta a te fare la tua. \nLocandina\n\ndi e con Andrea Sasdelli\ncollaborazione ai testi Carlo Negri \nregia Carlo Negri \ncon Giuseppe Giacobazzi
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SUMMARY:Nell'occhio del labirinto
DESCRIPTION:Apologia di Enzo Tortora\nDalle parti di Corso Magenta\, a Milano\, proprio davanti al Teatro Litta\, c’è Largo Enzo Tortora. Quasi più una commemorazione che una targa toponomastica – non credo che possieda nemmeno un numero civico – in piccolo\, sotto il nome\, reca la scritta «giornalista» e le date di nascita e di morte: 1928-1988.\nPiù per curiosità che per senso civico\, un giorno\, ho deciso di informarmi. Ho scoperto che il «caso Tortora» era ben noto alla generazione di mia madre e assolutamente sconosciuto alla mia. Un caso di malagiustizia\, forse ancora più eclatante perché perpetrato ai danni di una persona nota agli italiani\, dal momento che il suo volto teneva banco per un’ora e mezza a settimana sulle reti nazionali. Un episodio che assumeva contorni sempre più agghiaccianti\, man mano che lo approfondivo: nessuna presunzione di innocenza\, accuse mosse senza prova alcuna\, magistrati smaniosi di arrestare il “nome grosso” che non leggono gli atti dei processi\, blitz antimafia venduti alla stampa ancora prima che avvengano\, il tutto ai danni di un uomo totalmente estraneo ai fatti e non associato in alcun modo agli ambienti camorristici.\nSpesso riteniamo che il XXI secolo sia l’era delle fake news\, dello strapotere dei media – siano essi tradizionali o social – nel dirigere da una parte o dall’altra l’opinione pubblica. Il caso Tortora è l’esempio lampante di come la manipolazione delle informazioni affondi le sue radici più indietro nel tempo: testate autorevoli e firme di tutto rispetto hanno contribuito a questa grottesca macchina del fango basata su «pettegolezzi giudiziari»\, fiumi di calunnie imperniate sul “sentito dire”\, cacce grosse allo scoop più bieco per dipingere una persona onesta come un mostro dalla doppia faccia\, quella del presentatore che intrattiene le famiglie sulla TV di Stato e quella del malavitoso capace di spostare milioni di lire e chili di cocaina con uno schiocco di dita.\nIl caso Tortora non è incredibile soltanto per la crudeltà con cui giudici\, stampa e opinione pubblica si sono accaniti nei confronti di un innocente. La storia di Enzo è la storia di un uomo che\, dall’alto della sua posizione di personaggio pubblico\, ha deciso di farsi portavoce di una battaglia che non ha colore politico: quella della giustizia giusta. Avrebbe potuto darsi alla macchia come già altri – meno innocenti – prima di lui avevano fatto\, avrebbe potuto sottrarsi a un processo che sapeva essere iniquo. Consapevole di essere innocente\, Tortora si è spogliato dell’immunità di europarlamentare per farsi giudicare da un tribunale che non lo vedeva come imputato ma come nemico. Consapevole di essere innocente\, ha messo la sua storia a disposizione di tutte le persone che sono nella sua stessa situazione ma non hanno i mezzi e le possibilità di essere giudicate in maniera equa. \nIl monologo – interpretato da Simone Tudda – si dipana in una narrazione continua dove la diegesi oltrepassa i confini narrativi per sfociare nel dialogo\, risale nel resoconto storico\, dove i dati sono sempre raccontati in maniera essenziale per comprendere le vicende\, si alterna tra la terza persona di un narratore onnisciente che va a spiare i detenuti del carcere di Forte Longone e la prima persona del giornalista\, fino a scavare nella sua interiorità nel momento dell’arresto\, provando a immaginare come possa essersi sentito\, braccato in piena notte dai carabinieri all’Hotel Plaza di Roma. Iniziano così i suoi anni nell’occhio del labirinto\, espressione che vuole unire la claustrofobia di chi non sa quando\, e soprattutto se\, potrà uscire dalla prigionia fisica e mentale con il voyeurismo giustizialista della stampa che\, per una copia venduta in più\, non ha esitato a ignorare i fatti per far posto al sensazionalismo più bieco. \nChicco Dossi \nLocandina\n\nscritto e diretto da Chicco Dossi \ncon Simone Tudda\nprimo spettatore Renato Sarti \nproduzione Teatro della Cooperativa\nsi ringrazia L’Associazione Enzo Tortora \nDurata 1 ora e 10 minuti senza intervallo
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SUMMARY:Sogno viennese. Cent'anni di allegria
DESCRIPTION:Il sogno è\, per definizione\, una sequenza di immagini dove\, spesso\, è dolce cullarsi. Sogno viennese vuole essere questo: uno spettacolo che si muove fra ricostruzione storica e divertimento puro\, diventando però non solo “divertissement”\, ma anche momento di conoscenza del mondo dell’operetta. Una sequenza di sfarzosi quadri dal ritmo incalzante fanno da filo conduttore alla riproposizione di titoli celebri e alla scoperta di altri meno rappresentati (anche Puccini scrisse per Vienna e forse non  tutti lo sanno!)\nUno spettacolo sempre sorridente\, con agli angoli della bocca e negli occhi i segni di una allegria continua: “allegretto sostenuto” come si direbbe in musica!\nNasce così una “rivista” dove il ritmo della narrazione e l’armonia degli spunti melodici si uniscono e fondono in una sequenza di allegri e spensierati episodi\, di arie e concertati sostenuti dalle musiche di Strauss\, Zeller\, Von Suppè\, Lehàr\, Abraham\, Puccini\, eseguite dal vivo da un gruppo orchestrale\, interpretate dai solisti della Compagnia e coreografate per il Balletto di Parma.\nUno spettacolo\, quindi\, di leggerezza e seduzione dove\, ballando un vorticoso valzer\, può succedere di innamorarsi\, perché questa è musica che scioglie i cuori e scalda l’anima.\nBuon divertimento! \nCorrado Abbati \nLocandina\n\nda un’idea di Corrado Abbati\nregia Corrado Abbati  \ncon Antonella De Gasperi\, Fabrizio Macciantelli\, Mariska Bordoni\, Davide Zaccherini\, Ilaria Monteverdi\, Federico Bonghi \nBalletto di Parma \nOrchestra dal vivo\nDaniele Pasciuta\, Luigi Zardi\, Alberto Orlandi\, Roberto Ughetti\, Gianluigi Paganelli\, Paolo Murena\, Romeo Zucchi \ncoreografie Francesco Frola\ndirezione musicale Alberto Orlandi \nproduzione InScena srl \nDurata TBT
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SUMMARY:La coscienza di Zeno
DESCRIPTION:Capolavoro della letteratura del Novecento\, romanzo antesignano di respiro potentemente europeo\, ironico e di affascinante complessità\, La coscienza di Zeno celebra nel 2023 i cent’anni dalla pubblicazione. Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia lo porta in scena per la regia di Paolo Valerio in un nuovo allestimento – prodotto assieme a Goldenart Puroduction – nell’ambito di un ricco percorso di ricerca dedicato agli importantissimi giacimenti culturali di Trieste e del suo territorio. La figura monumentale di Italo Svevo ed il suo straordinario romanzo psicanalitico vi rappresentano un momento di profondo\, universale significato. La coscienza di Zeno\, d’altra parte\, possiede anche una propria vivace teatralità\, per la sperimentazione di una scrittura innovativa e per il suo essere dominata dalla coinvolgente\, complessa e attualissima figura di Zeno Cosini. Il romanzo infatti sgorga dagli appunti del protagonista che si sottopone alle cure dello psicanalista Dottor S cercando\, per quella via\, di risolvere il suo mal di vivere\, la sua nevrosi e incapacità di sentirsi “in sintonia” con il mondo e con la realtà. Il suo percepirsi inetto e malato\, ed i suoi ostinati – ma mai del tutto convinti – tentativi di cambiare e guarire\, portano Zeno ad attraversare l’esistenza intrecciando sorprendentemente quotidianità borghese ad episodi surreali ricchi di humour e di verità\, e ad illuminazioni che possiedono una forza che ancora ci scuote.\nLa coscienza di Zeno è stata sempre interpretata da grandi attori\, come Renzo Montagnani\, Giulio Bosetti\, Alberto Lionello che fu anche protagonista dello sceneggiato Rai e\, nella successiva edizione televisiva\, Johnny Dorelli. Nel nuovo allestimento a firma di Paolo Valerio\, Zeno avrà il volto di Alessandro Haber\, un attore dal carisma potentissimo e dall’istinto scenico assolutamente personale\, che fuori da ogni cliché sa coniugare ironia e profondità in ogni interpretazione. \nNote di regia | Paolo Valerio\nCome scrive Giorgio Strehler\, La coscienza di Zeno è «una pietra nel cuore di tutti i triestini» e per me è una sfida davvero particolare.\nHo affrontato questo lavoro privilegiando fortemente la narrazione di Svevo: ho voluto racchiudere in questa esperienza teatrale alcune pagine che trovo straordinarie\, indimenticabili\, costruendo un altro Zeno accanto all’Io narrante. Quindi Zeno – interpretato da Alessandro Haber – si racconta e si rivive attraverso il corpo di un altro attore.\nZeno ci rivela l’inciampo\, l’umanità… E anche il personaggio di Alessandro Haber s’intreccia a questa inettitudine e talvolta\, durante lo spettacolo\, si sovrappone l’uomo all’attore\, per sottolineare “l’originalità della vita”.\nZeno ci appartiene\, racconta di noi\, della nostra fragilità\, della nostra ingannevole coscienza\, della voce che ci parla e che nessuno sente e che ci suggerisce la vita.\nAttraverso l’occhio scrutatore del Dottor S. ho cercato di restituire la dimensione surreale\, ironica e talvolta bugiarda di Zeno\, immersa nell’atmosfera della sua Trieste e di tutti gli straordinari personaggi che la vivono.\nUn immaginario il cui respiro cerebrale dialoga con il mondo dell’arte\, con la psicoanalisi e dove ho cercato di rendere con forza la dialettica fra “esterno e interno” nella spietata analisi che Zeno fa della propria esistenza\, lasciando costantemente aperta una finestra sul proprio mondo interiore.\nGrazie a tutti gli attori\, ai collaboratori e grazie alla passione di Alessandro Haber\, il nostro spettacolo vorrebbe essere proprio così\, come dice Zeno Cosini: «La vita non è né bella né brutta\, ma è originale. La vita mi pareva tanto nuova come se l’avessi vista per la prima volta con i suoi corpi gassosi fluidi e solidi. Se la raccontassimo a qualcuno che non ci fosse abituato rimarrebbe senza fiato dinanzi all’enorme costruzione priva di scopo. Mi avrebbe domandato: ma come l’avete sopportata? E dopo essersi informato di ogni singolo dettaglio\, da quei corpi celesti appesi lassù perché si vedano ma non si tocchino\, fino al mistero che circonda la morte\, avrebbe certamente esclamato: Molto originale!» \nLocandina.\n\ndi Italo Svevo\nadattamento Monica Codena e Paolo Valerio \nregia Paolo Valerio \ncon Alessandro Haber\ne con Roberto Petruzzelli\, Valentina Violo\, Ester Galazzi\, Riccardo Maranzana\, Emanuele Fortunati\, Francesco Godina\, Meredith Airò Farulla\, Caterina Benevoli\, Chiara Pellegrin\, Giovanni Schiavo \nscene e costumi Marta Crisolini Malatesta\nluci Gigi Saccomandi\nmusiche Oragravity\nvideo Alessandro Papa\nmovimenti di scena Monica Codena \nproduzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e GoldenArt Production \nDurata 2 ore compreso intervallo
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SUMMARY:La coscienza di Zeno
DESCRIPTION:Capolavoro della letteratura del Novecento\, romanzo antesignano di respiro potentemente europeo\, ironico e di affascinante complessità\, La coscienza di Zeno celebra nel 2023 i cent’anni dalla pubblicazione. Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia lo porta in scena per la regia di Paolo Valerio in un nuovo allestimento – prodotto assieme a Goldenart Puroduction – nell’ambito di un ricco percorso di ricerca dedicato agli importantissimi giacimenti culturali di Trieste e del suo territorio. La figura monumentale di Italo Svevo ed il suo straordinario romanzo psicanalitico vi rappresentano un momento di profondo\, universale significato. La coscienza di Zeno\, d’altra parte\, possiede anche una propria vivace teatralità\, per la sperimentazione di una scrittura innovativa e per il suo essere dominata dalla coinvolgente\, complessa e attualissima figura di Zeno Cosini. Il romanzo infatti sgorga dagli appunti del protagonista che si sottopone alle cure dello psicanalista Dottor S cercando\, per quella via\, di risolvere il suo mal di vivere\, la sua nevrosi e incapacità di sentirsi “in sintonia” con il mondo e con la realtà. Il suo percepirsi inetto e malato\, ed i suoi ostinati – ma mai del tutto convinti – tentativi di cambiare e guarire\, portano Zeno ad attraversare l’esistenza intrecciando sorprendentemente quotidianità borghese ad episodi surreali ricchi di humour e di verità\, e ad illuminazioni che possiedono una forza che ancora ci scuote.\nLa coscienza di Zeno è stata sempre interpretata da grandi attori\, come Renzo Montagnani\, Giulio Bosetti\, Alberto Lionello che fu anche protagonista dello sceneggiato Rai e\, nella successiva edizione televisiva\, Johnny Dorelli. Nel nuovo allestimento a firma di Paolo Valerio\, Zeno avrà il volto di Alessandro Haber\, un attore dal carisma potentissimo e dall’istinto scenico assolutamente personale\, che fuori da ogni cliché sa coniugare ironia e profondità in ogni interpretazione. \nNote di regia | Paolo Valerio\nCome scrive Giorgio Strehler\, La coscienza di Zeno è «una pietra nel cuore di tutti i triestini» e per me è una sfida davvero particolare.\nHo affrontato questo lavoro privilegiando fortemente la narrazione di Svevo: ho voluto racchiudere in questa esperienza teatrale alcune pagine che trovo straordinarie\, indimenticabili\, costruendo un altro Zeno accanto all’Io narrante. Quindi Zeno – interpretato da Alessandro Haber – si racconta e si rivive attraverso il corpo di un altro attore.\nZeno ci rivela l’inciampo\, l’umanità… E anche il personaggio di Alessandro Haber s’intreccia a questa inettitudine e talvolta\, durante lo spettacolo\, si sovrappone l’uomo all’attore\, per sottolineare “l’originalità della vita”.\nZeno ci appartiene\, racconta di noi\, della nostra fragilità\, della nostra ingannevole coscienza\, della voce che ci parla e che nessuno sente e che ci suggerisce la vita.\nAttraverso l’occhio scrutatore del Dottor S. ho cercato di restituire la dimensione surreale\, ironica e talvolta bugiarda di Zeno\, immersa nell’atmosfera della sua Trieste e di tutti gli straordinari personaggi che la vivono.\nUn immaginario il cui respiro cerebrale dialoga con il mondo dell’arte\, con la psicoanalisi e dove ho cercato di rendere con forza la dialettica fra “esterno e interno” nella spietata analisi che Zeno fa della propria esistenza\, lasciando costantemente aperta una finestra sul proprio mondo interiore.\nGrazie a tutti gli attori\, ai collaboratori e grazie alla passione di Alessandro Haber\, il nostro spettacolo vorrebbe essere proprio così\, come dice Zeno Cosini: «La vita non è né bella né brutta\, ma è originale. La vita mi pareva tanto nuova come se l’avessi vista per la prima volta con i suoi corpi gassosi fluidi e solidi. Se la raccontassimo a qualcuno che non ci fosse abituato rimarrebbe senza fiato dinanzi all’enorme costruzione priva di scopo. Mi avrebbe domandato: ma come l’avete sopportata? E dopo essersi informato di ogni singolo dettaglio\, da quei corpi celesti appesi lassù perché si vedano ma non si tocchino\, fino al mistero che circonda la morte\, avrebbe certamente esclamato: Molto originale!» \nLocandina.\n\ndi Italo Svevo\nadattamento Monica Codena e Paolo Valerio \nregia Paolo Valerio \ncon Alessandro Haber\ne con Roberto Petruzzelli\, Valentina Violo\, Ester Galazzi\, Riccardo Maranzana\, Emanuele Fortunati\, Francesco Godina\, Meredith Airò Farulla\, Caterina Benevoli\, Chiara Pellegrin\, Giovanni Schiavo \nscene e costumi Marta Crisolini Malatesta\nluci Gigi Saccomandi\nmusiche Oragravity\nvideo Alessandro Papa\nmovimenti di scena Monica Codena \nproduzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e GoldenArt Production \nDurata 2 ore compreso intervallo
URL:https://test.teatrodonizetti.it/it/evento/la-coscienza-di-zeno/2025-01-30/
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